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RADICALI LIBERI

La parola alla scienza

TANTE GRAZIE RADICALI LIBERI!

Sembra pazzesco, ma l’avventuroso studio dei radicali liberi e comprensione dei loro meccanismi, è iniziato grazie ai produttori di gomma inglesi, che volevano sapere perché la gomma degli pneumatici invecchiasse, crepandosi.  

Nel mentre esimi scienziati si domandavano perché sulla pelle si formano rughe, le mele tagliate scuriscono, il burro vecchio sa di rancido, insomma perché le materie organiche si deteriorano e invecchiano?

I radicali liberi sono frammenti di molecole cui manca un elettrone sull’involucro esterno, tentano di strappare l’elettrone mancante da un altro legame chimico, danneggiando così le strutture vicine, cellule e tessuti, alterandole. Sono molto reattivi e instabili. Possono anche attaccare il progetto genetico del nucleo della cellula, diventando così un fattore scatenante di quella fatale trasformazione, che sta all’inizio dell’evoluzione cancerogena.

I danni maggiori colpiscono il collagene e l’elastina, quindi le arterie e le strutture dei tessuti. I radicali liberi aumentano per cause esterne, ma anche per cause interne, come risultato dei processi di distruzione cellulare. Essendo molto instabili, nel tentativo aggressivo di integrare l’elettrone mancante, rischiano di nuocere all’intero organismo, dal DNA allo strato di collagene dell’epidermide. Sono un sottoprodotto del normale metabolismo ed è impossibile limitarli al cento per cento. Sono però anche provocati da fattori esterni come l’esposizione all’ozono, al fumo di tabacco, ai fumi delle auto e a molti altri tipi di inquinanti, come insetticidi, pesticidi, radiazioni e troppa luce solare.

Solventi, vernici, lacche, colle e pitture, l’ozono delle fotocopiatrici, i deodoranti di cui facciamo uso regolare, le radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli apparecchi della vita quotidiana (sveglie, monitor del pc, schermi televisivi,  asciugacapelli, cordless, radiografie, cotture alla griglia di proteine, cotture in forni a microonde, metalli tossici nelle acque e nei prodotti per il corpo) son tutti fonti di radicali liberi.

Questo continuo furto aggressivo di elettroni snatura le cellule e le loro funzioni:  è ciò che chiamiamo stress ossidativo. 

I radicali liberi danneggiano tutto ciò che incontrano nelle cellule e nei tessuti e hanno un ruolo primario nel provocare infiammazione cellulare, il che può generare una risposta alterata della cellula ai problemi che incontra nell’esecuzione delle sue funzioni, fino a favorire un forte rilascio di eicosanoidi proinfiammatori (concorrono allo sviluppo di numerose patologie).

Sia gli stati di infiammazione che la produzione di radicali liberi fanno parte delle nostre salutari reazioni di difesa, ma in presenza di un’esposizione sistematica a sostanze nocive, i radicali liberi prodotti in grandi quantità e la cronicizzazione degli stati infiammatori impegnano costantemente il sistema immunitario, che diventa meno efficace su altri fronti. La ricerca di laboratorio conferma che quando le cellule muoiono, quasi un terzo delle loro proteine è stato danneggiato dall’attacco dei radicali liberi.

Secondo Bruce Ames, ricercatore nel campo delle neoplasie, ogni cellula umana riceve almeno 10 mila “colpi” nocivi di radicali liberi ogni giorno.

Sono soldati feroci e privi di remore!

Eppure hanno due volti, come il Giano bifronte, possono svolgere un ruolo benefico se associati ai globuli bianchi. E’ proprio la loro tossicità a renderli equivocamente utili: i leucociti se ne servono come armi di precisione per combattere virus e batteri. In certi fenomeni infiammatori purtroppo, i globuli bianchi calcano un po’ la mano e liberano troppi radicali liberi, aggravando i problemi.

Il nostro tallone di Achille sono  però i mitocondri: i maggiori produttori di energia sono anche i più grandi produttori di radicali liberi.

Vita e morte intimamente legate in un equilibrio perfetto.

L’organismo combatte i radicali liberi esattamente come fa con virus e batteri, sia cercando di neutralizzarli in partenza, procurando loro l’elettrone mancante prima che lo prelevino da tessuti vulnerabili, sia riparando i danni che provocano.

Gli antiossidanti agiscono per facilitare tale processo, oserei dire che sono la nostra unica salvezza. Si trovano in grandi quantità in frutta e verdura, specie se colorata. Perché siano ricchi di fattori di crescita, enzimi e vitamine, occorre che siano cresciuti in terreni sani, senza troppi diserbanti, antiparassitari, antimuffe e tutto ciò che di chimico concorre, anche a livello sistemico, ad alterarne i contenuti nutrizionali.

Il miglior modo per combatterli è proprio un’alimentazione corretta.

Consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno aiuta molto, ma anche gli integratori possono dare una buona protezione. Un dato interessante proviene da una ricerca condotta da Ranjit Chandra, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’immunologia nutrizionale: questo ricercatore ha analizzato l’effetto di integratori vitaminici su un gruppo di volontari, dimostrando che un tale intervento ha portato a un’impressionante riduzione delle malattie, senza effetti collaterali.

Il professor J. Blumberg del Human Nutrition Research Centre, luogo di ricerca dove ogni assunzione di cibo e integratori viene monitorata, ribadisce: “Abbiamo indizi sufficienti perché i medici inizino a suggerire ai pazienti di assumere integratori, o almeno a non scoraggiarli a farlo”

Nessuno sembra preoccuparsi dell’eccessiva prescrizione di farmaci, quindi perché non suggerire un complesso vitaminico economico e innocuo?

Vitamina C, vitamina  E (tocoferoli misti), vitamine del gruppo B, sono integratori basilari alla portata di tutti, ma  è meglio farsi consigliare da un terapeuta che sappia tradurre in consigli personalizzati le vostre esigenze, anche sulla qualità dei prodotti!

Alimentazione sana, esercizio moderato, riposo rigenerante restano le nostre armi migliori contro i radicali liberi.

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