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Crucifere: la Terra che trattiene il Fuoco
L'energia del cibo

Crucifere: la Terra che trattiene il Fuoco

 “Non est vivere, sed valere vita est” (La vita non è vivere, ma vivere in buona salute) Marziale – Epigrammi, Libro IV, 70:15

Le Crucifere (o Brassicacee), son Terra che trattiene il fuoco.

Ampia Famiglia di piante ad uso commestibile e medicamentoso, erano già citate da Catone il Vecchio per la prevenzione dei traumi dei soldati e dal Morgagni (1800) per la prevenzione e la cura delle sindromi catarrali; queste piante d’altronde sono conosciute da sempre dai contadini ed ampiamente inserite anche nelle alimentazioni “povere”. L’impiego tradizionale della piante infatti è basato, a ben vedere, sull’affinità energetica con il corpo umano, sull’habitat naturale e stagionale e sulle tipologie psico-fisiche umane in relazione a quello stesso habitat. Una visione più ampia dell’uso delle erbe, integrata con una lettura simbolica e psicosomatica delle tipologie umane e con attenzione agli aspetti energetici delle piante e alla valenza qualitativa della loro energia stagionale, può esserci di ausilio per comprendere al meglio come utilizzare la famiglia delle Crucifere, ottime da consumare nel periodo invernale.

Presupposto essenziale per tale analisi è la comprensione delle interessanti analogie che intercorrono tra gli elementi chimici e gli elementi naturali: ad esempio il Carbonio, garante della struttura del vegetale, ricco di energie aggreganti o centripete, può essere paragonato all’elemento Terra (così come l’Ossigeno all’Acqua, l’Azoto all’Aria e l’Idrogeno al Fuoco). Nelle piante le regioni che meglio esprimono l’energia centripeta sono le radici, i rami e i semi, mentre nel corpo umano la funzione di sostegno “carbonica” o “terrena” è collegata alle ossa, alle cartilagini, ai denti, ai capelli e alla cute (tessuti mineralizzati).

I vegetali centripeti tendono a crescere sotto terra con un corpo unico (ex: le rape) oppure molto vicine al suolo (ex: crescione, cavolo), hanno di norma forma solida e tondeggiante (ex: cavoli, cavolini di Bruxelles, verza) e sono pesanti e concentrati; esplicano la loro attività terapeutica curando in generale gli eccessi di dilatazione e in particolare sono adatti per infiammazione, congestione, emorragie, ansia e iperattività.

I vegetali a energia centripeta posseggono quella che secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è l’energia Yin e sono anabolici, antinfiammatori, decongestionanti, detossicanti, astringenti, rinfrescanti, vulnerari e diuretici. Le Crucifere, per lo più ad energia centripeta, sono ricche in zolfo e devono il loro nome alla disposizione cruciforme delle foglie inferiori, disposte attorno al nucleo basale e strette l’una all’altra da una forte energia coesiva (centripeta): tale predominanza energetica si manifesta in particolare nella loro azione decongestionante su fegato e polmoni e nella loro proprietà cicatrizzante e rigenerativa sui tessuti (ulcere e piaghe). Questi vegetali sono particolarmente indicati per le costituzioni focose (o colleriche) e per quelle melanconiche (portate alle patologie da rigidità e da stasi): il rafano, ad esempio, mostra uno spiccato tropismo per le stasi epatiche e per le congestioni delle alte vie respiratorie (ex: sinusiti, raffreddori e conseguenti emicranie).

La loro stagionalità è autunnale e invernale, in parte ancora all’inizio della primavera, periodi in cui è maggiore l’impegno epatico per detossificare l’organismo o per sopperire ad un aumentato fabbisogno di minerali. Dal punto di vista alimentare, le più conosciute e utilizzate nella terapia nutrizionale tra le crucifere sono: cavolfiore, broccolo romano, verza, cavolo cappuccio, broccoli, cime di rapa, broccoletti siciliani, cavolini di Bruxelles, rapa, ravanelli, rucola e senape. Il cavolfiore (la cui parte commestibile è costituita dall’infiorescenza, meno ricca di cellulosa), è un vegetale di cui si consiglia largamente l’utilizzo in cucina, poiché contiene iodio, bromuro e vitamine ed è particolarmente adatto alla dieta di coloro che devono mantenere un buon controllo sull’indice glicemico. Affine ad esso è il broccolo romano, che rispetto al primo presenta però maggior contenuto salino: la sua componente sulfurea esalta tuttavia i problemi di meteorismo intestinale e va pertanto utilizzato con attenzione in caso di colite. Verza e cavolo cappuccio, organoletticamente analoghi, esplicano invece una buona attività lassativa: il transito intestinale viene assicurato per lo più dalla cellulosa contenuta nelle foglie. I cavolini di Bruxelles sono vegetali particolarmente adatti ai metabolismi in rapido accrescimento, quali quelli dei bambini e degli adolescenti e sarebbe raccomandabile inserirne l’abituale consumo all’interno delle loro diete. La rucola, da consumare cruda in insalata, possiede invece proprietà aperitive e diuretiche e facilita la digestione delle proteine animali (si trova infatti spesso accompagnata ai piatti a base di bresaola). La senape (o Brassica Alba), già citata da Pitagora come medicinale e come antidoto contro il veleno degli scorpioni e da Plinio il Vecchio come condimento energizzante, è energeticamente la più centrifuga della famiglia delle Crucifere: i senapismi si applicano come revulsivi per decongestionare gli organi sottostanti (utilizzando la caratteristica terra/fuoco per asciugare un eccesso di umidità).

Tra le Crucifere si ricordano anche le meno note Capsella Bursa Pastoris (Borsapastore), pianta dall’interessante impiego terapeutico come emostatico e astringente del sistema venoso, il Nastrurium Officinale (Crescione), pianta rustica e resistente, con energia Yang (adatta alla calvizie maschile) e proprietà diuretiche, rimineralizzanti, toniche ed anti anemiche e il Sisymbrium Officinale (Erisimo), erba anti raucedine (altrimenti detta Singers Plant o Erba Cornacchia), ad energia centripeta, le cui caratteristiche intrinseche sembrano suggerire che per far sentire la propria voce bisogna sapersi adattare a tutti gli ambienti (essa cresce infatti in zone incolte o impervie) e non lasciarsi influenzare, temendo di offendere l’interlocutore con le proprie parole (in analogia al gusto amaro e all’odore pungente di questa pianta).

Trattiamo infine di uno tra i più importanti esponenti della Famiglia delle Crucifere, largamente impiegato dalla cucina italiana: il broccolo. Verdura a stagionalità tipicamente invernale, reagendo alle basse temperature climatiche proprie della stagione rigida e alla ridotta esposizione alla luce solare, essa produce una sostanza denominata sulforafano, utile alla propria integrità vegetale ma che risulta anche protettivo per le cellule umane, oltre ad aumentare la concentrazione di minerali, vitamine e polifenoli. Il Sulforafano è una molecola largamente indagata a livello biochimico e sulla quale si concentrano numerosi studi clinici, protettrice di stomaco, intestino e cellule; per tale ragione è risultato efficace per risanare lesioni dovute a gastriti erosive e ulcere gastriche, per contrastare il batterio Helicobacter Pylori e per proteggere la funzionalità dei villi intestinali. Una volta immessa dall’intestino al circolo ematico, il Sulforafano distrugge i radicali liberi (prodotti di scarto del metabolismo cellulare, dannosi per l’uomo), stimola e sostiene le difese naturali dell’organismo e contrasta lo stress ossidativo stagionale proprio dell’inverno (questa molecola aumenta infatti quantitativamente con l’abbassarsi delle temperature). Il broccolo contiene, per ogni 100 grammi, 1 mg di polifenoli, sostanze con elevato potere antiossidante: la cottura mediante bollitura comporta però la perdita del 70% dei composti polifenolici, mentre la cottura a vapore –sempre consigliata – ne provoca la riduzione del solo 20%; i broccoli possono essere consumati a crudo, in linea con le direttive dell’alimentazione Kousmine, in apertura di pasto, finemente tritati oppure in pinzimonio, o ancora cotti a vapore e conditi con olio E.V.O. (che accelera peraltro la sintesi del sulforafano e dei polifenoli). Si conclude questo excursus sulle Crucifere con un accenno ai cavoli, il cui consumo stagionale è fortemente raccomandato per la loro ricchezza di Indolo-3-carbinolo, micronutriente che contribuisce all’aumento della produzione di metaboliti estrogenici anti tumorali: questa molecola, secondo studi sperimentali, avrebbe dimostrato di contrastare efficacemente la crescita del Papilloma Virus (HPV) in colture cellulari, di supportare le funzioni immunitarie in presenza di patologie cancerose e di combattere il Lupus Eritematosus Sistemico (LES).

Alessandra

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