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Super food 4 care

LA MELAGRANA PER RECUPERARE L’ENERGIA VITALE

La melagrana, frutto dell’albero del Punica Granatum, il Melograno, fiorisce in autunno e i suoi frutti sono reperibili durante tutti i mesi invernali.

E’ un frutto oggigiorno un po’ trascurato, ma nell’antichità è stato parte integrante dell’alimentazione di molte culture, dall’India fino al bacino del Mediterraneo. Sicuramente gli antichi avevano intuito il suo enorme potenziale benefico ed è descritto da poeti famosi. Nella poesia galante persiana, il melograno evoca il seno: “Le sue guance sono come il fiore del melograno e le sue labbra come il succo del melograno.”

Così come gli esperti del naturale da tempo la consigliano per le sue note proprietà, incluso un potente riequilibrio ormonale sia maschile che femminile. Come tutti  i frutti da seme rappresenta la fecondità, l’abbondanza e la proliferazione, caratteristiche che ben si addicono ai suoi benefici, come vedremo fra poco. Nell’antico Egitto il succo della melagrana aveva un grande potere magico e salvifico. 

La melagrana è un frutto squisito contenente circa 600 semi, detti arilli, un profluvio di composti fitochimici benefici. Per fortuna ora è tornata alla ribalta e perfino nei bar si trova il succo, spesso biologico, che è solitamente reperibile nei migliori negozi di alimentazione naturale e nelle erboristerie, ma lo troviamo spesso anche al supermercato. Controllate solamente che non sia da  concentrato, per averne tutto il potenziale.  Consumarlo intero, di stagione è il mio consiglio, ma il succo biologico consente di avere sostegno nutrizionale lungo tutto l’anno.

Si può comunque preparare anche in casa centrifugando i semi dei frutti freschi, consumatelo subito, perché i  suoi principi attivi si ossidano facilmente con l’esposizione a luce e aria. La stessa regola vale anche per il succo pronto: bere subito appena versato!

E’ incredibile, ma esiste un attrezzo, che potete comprare per poco su Amazon, per sgranare velocemente il frutto, senza ridurvi come Jack the Ripper.

Il succo si pone nelle prime posizioni del sistema ORAC (Oxygen Radicals Absorbance Capacity) che stabilisce il potere antiossidante degli alimenti.

100 grammi di succo ne contengono 6000 unità, dato che per stare in salute dovremmo assumere almeno 5000 ORAC al giorno, direi che è veramente una grande protezione dai radicali liberi.

Ha un’azione diuretica e drenante tissutale e un importante effetto cardiotonico, ma la sua principale azione terapeutica riguarda la microcircolazione generale: in particolare quella renale, cardiaca e cerebrale.

Soli 50 ml di succo al dì garantiscono un’azione ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante, è un frutto indicato nella malattia diabetica che causa danni vascolari a carico dei parenchimi nobili e per le alterazioni del metabolismo lipidico. La principale proprietà della melagrana riguarda, come scrivevo poc’anzi, l’azione su cuore e arterie: grazie al consistente contenuto in flavonoidi è un alimento perfetto per preservare l’elasticità dei vasi sanguigni e prevenire le malattie cardiovascolari. In svariati studi clinici i suoi potenti antiossidanti si sono rivelati in grado di far regredire l’aterosclerosi e di ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna.

Le sostanze antiossidanti della melagrana comprendono antocianine, catechine, quercetine e particolari ellagitannini detti punicalagine: sono loro a dare il carico antiossidante quasi in toto. Nei diabetici (come nei non diabetici), la melagrana riduce il colesterolo totale e le LDL, lo stress ossidativo e l’infiammazione,secondo l’American Journal of Clinical Nutrition.  Agisce inoltre in modo simile agli ACE inibitori, favorendo in modo naturale la regolarità pressoria.

In uno studio condotto su pazienti con gravi ostruzioni carotidee, l’assunzione quotidiana di succo di melagrana per un anno ha ridotto la pressione  del 12% e le placche aterosclerotiche del 30%. Ha comunque un’azione generale sulla diminuzione delle lesioni aterosclerotiche.

I polifenoli presenti nel frutto agirebbero infatti con un’azione sbloccante sui grassi che si accumulano sulle arterie (causa dell’aterosclerosi), favorendo un netto miglioramento della circolazione.

Aiuta inoltre il corpo a regolare i livelli di zucchero e migliora la sensibilità all’insulina, è quindi di aiuto nella sindrome metabolica.

Utile nelle anemie sideropeniche e nelle piastrinopenie in virtù della grande disponibilità  del ferro  e dell’azione di attivazione sul midollo eritropoietico. Sostiene il tono dell’organismo e contrasta i danni al microcircolo e alla produzione di elementi corpuscolari del sangue in pazienti leucemici in cura con antiblastici.

Nelle demenze senili e nel morbo di Alzheimer il suo impiego quotidiano contribuisce alla ripresa della funzionalità neuronale, migliorando la capacità mnemonica e il controllo neuromuscolare, aiuta il trattamento della depressione e degli sbalzi d’umore, grazie all’azione combinata di antociani, tannini e acido ellagico.

La melagrana presenta anche caratteristiche detossificanti e drenanti (grazie al potassio). È un frutto alcalino, efficace nel regolare l’equilibrio acido basico: per questo è consigliato per tonificare lo stomaco e negli stati di acidità gastrica, spesso indotti da un consumo eccessivo di zuccheri raffinati e proteine.

Nel periodo invernale la sinergia di nutrienti con vitamina A e C, apporto di ferro ed elettroliti costituisce una valida difesa contro le malattie da raffreddamento.

Infine è dotata di una spiccata azione terapeutica nelle parassitosi, grazie alla pelletierina, altamente tossica per la tenia e altri vermi intestinali.

Da poco tempo si è scoperto che la melagrana, grazie alla massiccia presenza di antiossidanti e fitoestrogeni, con valenze specifiche nella donna e nell’uomo. Studi recenti hanno confermato la funzione regolatrice della melagrana sugli sbalzi d’umore tipici della menopausa e sul rafforzamento delle ossa. In caso di tumore della prostata, il succo di melagrana agirebbe addirittura da scudo contro le cellule cancerogene: lo rivela uno studio dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti.

Ha un effetto antiproliferativo notevole inibendo la l’espressione dei geni reattivi degli estrogeni, inibisce infatti l’aromatasi (che converte il testosterone in estrogeni) ed è utile nella prevenzione e a supporto delle patologie ormonali sia maschili che femminili, per questa ragione specifica.

In particolare gli ellagitannini prevengono i tumori al seno estrogeno reattivi.  

Delle proprietà della melagrana beneficano anche gli uomini sia in prevenzione delle problematiche prostatiche ma anche per lo stimolo sulla spermatogenesi, (+62%) con aumento della motilità degli spermatozoi  e riduzione della frequenza di spermatozoi anomali. La degenerazione delle cellule di Leydig e le deformità della spermatogenesi indotte con veleni chimici scompaiono dopo il trattamento con succo di melagrana, fortemente utile quindi nelle subfertilità.

Previene sostanzialmente l’insorgenza e lo sviluppo nelle neoplasie della prostata, del seno e del colon. Ha un’azione riequilibrante anche sull’immunità, permettendoci di reagire meglio alle malattie da raffreddamento e agli attacchi virali, comprese le prime influenze della stagione, ora che il freddo è veramente arrivato.

Il succo di melagrana è una scorta di sali diuretici, ricco di potassio e per questo depura in profondità, stimolando il veloce drenaggio delle scorie attraverso i reni e l’intestino. 

Possiamo aggiungerne dei chicchi sia ai piatti sia dolci che salati, dato che migliora la digeribilità di tutti i vegetali e delle carni. In questo caso poi, abbiamo un valore aggiunto alcalinizzante, che contrasta la formazione di scorie acide che favoriscono la degenerazione dei tessuti.

Inoltre migliora la digestione, evitando reflusso e acidità.  E’ un perfetto antiaging: rallenta i processi di invecchiamento cellulare, riduce le macchie dell’età e le rughe.

Ci sono alcune controindicazioni a cui fare attenzione: può inibire l’effetto di alcuni farmaci tra cui gli antidepressivi, gli anticoagulanti, quelli per il diabete, la pressione alta e gli antinfiammatori, in questi casi sarebbe meglio evitarne il consumo.

Per tutti noi è salubre una cura di mezzo bicchiere alla mattina o prima dei pasti, a cicli, di due o tre mesi, ripetendolo a ogni cambio di stagione. Sembra efficace anche l’estratto in polvere, in questo caso attenersi ai dosaggi del produttore.

Abbina la melagrana a mela, zenzero, arance e mandorle o nocciole per un effetto delizioso e profondamente depurativo e ringiovanente.

 

Molte delle informazioni qui riportate son tratte da Il potere farmacologico degli alimenti: bioterapia nutrizionale, Arcari Morini, D’Eugenio, Aufiero ed. Red. Foto da web. 

ADDOLCISCI L'ESTATE COL ROSSO CILIEGIA
Approfondimenti scientifici, Super food 4 care

ADDOLCISCI L’ESTATE COL ROSSO CILIEGIA

L’ingordigia è uno  fra i peccati che inducono a mangiare una ciliegia dopo l’altra, fino all’immancabile mal di pancia che, in altri tempi era curato a suon di sberle, in quanto spesso frutto di ruberie infantili.

In letteratura spesso simbolo erotico:  “Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”, scrive Pablo Neruda nel secolo scorso.

Le ciliegie appartengono alla famiglia delle Rosacee, la stessa delle rose, come albicocche, pesche e prugne.

Plinio il giovane ci racconta che il ciliegio era coltivato già in Gallia, ma l’origine è ancora più remota: son stati scoperti semi di ciliegio di origine preistorica e si pensa che i frutti siano giunti in Europa attraverso gli  uccelli che ne sono golosi.

Oggi ci son oltre 500 varietà di ciliegie coltivate!

Sono un frutto particolarmente prelibato disponibile solo un paio di mesi all’anno, da giugno a fine luglio circa; in agosto le loro caratteristiche nutrizionali son già piuttosto deteriorate.

Evitiamo di comprarle a Natale per far scena in tavola, è francamente ridicolo.

Sono molto sensibili al freddo, per cui non conservatele a lungo in frigo a basse temperature: meglio in un luogo fresco  e asciutto, in un sacchetto di carta e non di plastica.

Le ciliegie sono ricchissime di vitamine A, C, B1 e B2, proteine, zucchero, potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo, numerosi oligoelementi e acidi organici, che contribuiscono a ridurre l’acidità dell’organismo, soprattutto in soggetti anziani.

Hanno un prepotente effetto carrier del ferro, stimolano il fegato e danno una sferzata di energia.

La loro azione è sedativa, ma non depressiva, sul sistema nervoso, utili nei soggetti ipercinetici, come i bambini. Rigeneranti del tessuto nervoso, ne migliorano la funzione, senza aumentare l’eccitabilità.

Soprattutto nei bambini la cui alimentazione è scorretta e/o c’è un abuso di terapie farmacologiche, gli oligoelementi delle ciliegie (manganese-cobalto), sono utili per attivare efficienti meccanismi di drenaggio, favorendo così i processi di accrescimento di maturazione neurologica, immunologica e ormonale, riducendo il rischio documentato in aumento per la statistica, di disturbi del sistema nervoso e disordini ormonali in età adolescenziale e patologie allergiche.

La ciliegia ha un’azione antiurica, utile per chi è affetto da iperuricemia e gotta, un tipo di artrite associato a una elevata concentrazione di acido urico nel sangue. L’acido urico è prodotto nel fegato e se non correttamente espulso (o se è prodotto in eccesso), si formano cristalli aghiformi di monosodio urato che si accumulano nelle giunture, causando infiammazione e dolore.

Soli 220 grammi di ciliegie al dì sono efficaci nell’abbassare notevolmente l’acido urico.

L’azione di stimolo del transito intestinale è indotto dall’acidità del ferro delle ciliegie, che eccitano la funzionalità epatobiliare e irritano le mucose gastroenteriche.

Per la caratteristica nutrizionale piuttosto aggressiva è bene evitare giornate disintossicanti a sole ciliegie, come invece si fa con l’uva, in quanto non hanno marcato effetto diuretico come l’uva, ma possono dare iperglicemia se consumate ad alte dosi.

Consumate crude in quantità normale, intorno ai 150 grammi, invece abbassano la glicemia, perché il contenuto in levulosio e la loro acidità, fa aumentare il consumo di zuccheri da parte del fegato, riducendo il glucosio circolante, anche nei diabetici.

In effetti la ciliegia contiene solo 40 kcal per hg, è molto saziante e soddisfa la voglia di dolce.

L’ideale è consumarla fuori pasto, come spuntino, perché a digiuno esplica meglio la sua azione terapeutica. Ma potrebbe essere usata come carboidrato in un pasto a cui aggiungiamo verdure e proteine. E’ ottima  ridotta in salsa come accompagnamento del pollo arrosto o del roast beef.

 

 

Le ciliegie sono ricche di flavonoidi, in particolare antocianidine  e proantocianidine, che conferiscono il colore intenso rosso-blu. Più e scura, meglio è!

I ricercatori dell’Università Statale del Michingam hanno studiato le proprietà delle ciliegie che agiscono come inibitori delle COX-1  e COX-2, fattori infiammatori, funzionano in prativa come la maggior parte dei farmaci antinfiammatori, impedendo l’invio di messaggi di dolore. L’attività inibitoria del COX delle antocianidine delle ciliegie si è rivelata paragonabile a quella dell’ibuprofene e del naproxen.

Le amarene contengono quantità significative di melatonina, l’ormone prodotto dalla ghiandola pineale (sì, si dice così), potente antiossidante e regolatore ormonale, nonché dei cicli del sonno e le ciliegie ne contengono una quantità efficace per indurre il sonno.

L’isoquercetina e la quercetina sono efficaci nell’inibire la crescita del cancro del colon e di altri tipi di cancro, grazie alla presenza dell’alcol perillyl, un monoterpene a largo spettro, che ha azione documentata nella riduzione delle proteine che consentono al cancro di proliferare, utile per tumori anche avanzati a seno, prostata e ovaie.

Inoltre i flavonoidi, in sinergia con la vitamina A e C, attivano la formazione di collagene, elemento di sostegno e protezione della nostra pelle.

Mangiare ciliegie tutti i giorni prima dell’esposizione ai raggi solari ci protegge dall’effetto invecchiante dei radicali liberi!

Le ciliegie migliori son quelle grosse, almeno 2 cm di diametro, con buccia piena e lucida e il peduncolo di colore verde vivace. Laviamole con cura prima di consumarle perché sono un facile terreno per le muffe dell’Aspergillus, che produce aflatossine cancerogene.

Le ciliegie si conservano non lavate in frigorifero, non vanno ammassate perché alcune ciliegie guaste causano il deterioramento delle altre.

Se acquistate ciliegie non biologiche,  lavatele molto bene ammollandole in acqua e bicarbonato.

Le ciliegie macchiano! Anche gli altri alimenti.

Sono strepitose immerse nel cioccolato fondente fuso (almeno 85% cacao)  e fatte indurire in frigorifero col loro picciolo.

 

Ricchi di potassio, i peduncoli delle ciliegie hanno un effetto drenante e diuretico. Si possono bollire per 10 minuti (2 g per 100 ml di acqua) e si beve il decotto in quantità di 2-3 tazze al dì, lontano dai pasti.

Ottimo rimedio per cellulite e ritenzione idrica. È un buon disinfettante delle vie urinarie e cura le cistiti.

Noti pittori come Van Gogh, Manet, Renoir, Degas, Monet e Gauguin non sono riusciti a resistere al fascino dei Fiori di ciliegio e nel lungo elenco di adoratori, che comprende nomi anche di letterati e artisti in senso ampio, troviamo anche l’autore del testo teatrale classico della letteratura drammatica: ‘Il giardino dei ciliegi’. A scriverlo Anton Čechov nel 1903, parlando dei cambiamenti sociali nella sua Russia, lo stesso Checov che,da amante del giardinaggio quasi quanto della scrittura, aveva piantato proprio un giardino di ciliegi per goderne in prima persona e farsi ispirare dai fiori di ciliegio.

I fiori del ciliegio sono protagonisti di una leggenda popolare risalente al 1166.  

Nel Lazio, un ciliegio secco fiorisce miracolosamente, un evento che gli abitanti interpretano come un incoraggiamento all’azione e ne approfittano per cacciare Federico Barbarossa! 

 

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