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ADDOLCISCI L'ESTATE COL ROSSO CILIEGIA
Approfondimenti scientifici, Super food 4 care

ADDOLCISCI L’ESTATE COL ROSSO CILIEGIA

L’ingordigia è uno  fra i peccati che inducono a mangiare una ciliegia dopo l’altra, fino all’immancabile mal di pancia che, in altri tempi era curato a suon di sberle, in quanto spesso frutto di ruberie infantili.

In letteratura spesso simbolo erotico:  “Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi”, scrive Pablo Neruda nel secolo scorso.

Le ciliegie appartengono alla famiglia delle Rosacee, la stessa delle rose, come albicocche, pesche e prugne.

Plinio il giovane ci racconta che il ciliegio era coltivato già in Gallia, ma l’origine è ancora più remota: son stati scoperti semi di ciliegio di origine preistorica e si pensa che i frutti siano giunti in Europa attraverso gli  uccelli che ne sono golosi.

Oggi ci son oltre 500 varietà di ciliegie coltivate!

Sono un frutto particolarmente prelibato disponibile solo un paio di mesi all’anno, da giugno a fine luglio circa; in agosto le loro caratteristiche nutrizionali son già piuttosto deteriorate.

Evitiamo di comprarle a Natale per far scena in tavola, è francamente ridicolo.

Sono molto sensibili al freddo, per cui non conservatele a lungo in frigo a basse temperature: meglio in un luogo fresco  e asciutto, in un sacchetto di carta e non di plastica.

Le ciliegie sono ricchissime di vitamine A, C, B1 e B2, proteine, zucchero, potassio, calcio, magnesio, ferro, fosforo, numerosi oligoelementi e acidi organici, che contribuiscono a ridurre l’acidità dell’organismo, soprattutto in soggetti anziani.

Hanno un prepotente effetto carrier del ferro, stimolano il fegato e danno una sferzata di energia.

La loro azione è sedativa, ma non depressiva, sul sistema nervoso, utili nei soggetti ipercinetici, come i bambini. Rigeneranti del tessuto nervoso, ne migliorano la funzione, senza aumentare l’eccitabilità.

Soprattutto nei bambini la cui alimentazione è scorretta e/o c’è un abuso di terapie farmacologiche, gli oligoelementi delle ciliegie (manganese-cobalto), sono utili per attivare efficienti meccanismi di drenaggio, favorendo così i processi di accrescimento di maturazione neurologica, immunologica e ormonale, riducendo il rischio documentato in aumento per la statistica, di disturbi del sistema nervoso e disordini ormonali in età adolescenziale e patologie allergiche.

La ciliegia ha un’azione antiurica, utile per chi è affetto da iperuricemia e gotta, un tipo di artrite associato a una elevata concentrazione di acido urico nel sangue. L’acido urico è prodotto nel fegato e se non correttamente espulso (o se è prodotto in eccesso), si formano cristalli aghiformi di monosodio urato che si accumulano nelle giunture, causando infiammazione e dolore.

Soli 220 grammi di ciliegie al dì sono efficaci nell’abbassare notevolmente l’acido urico.

L’azione di stimolo del transito intestinale è indotto dall’acidità del ferro delle ciliegie, che eccitano la funzionalità epatobiliare e irritano le mucose gastroenteriche.

Per la caratteristica nutrizionale piuttosto aggressiva è bene evitare giornate disintossicanti a sole ciliegie, come invece si fa con l’uva, in quanto non hanno marcato effetto diuretico come l’uva, ma possono dare iperglicemia se consumate ad alte dosi.

Consumate crude in quantità normale, intorno ai 150 grammi, invece abbassano la glicemia, perché il contenuto in levulosio e la loro acidità, fa aumentare il consumo di zuccheri da parte del fegato, riducendo il glucosio circolante, anche nei diabetici.

In effetti la ciliegia contiene solo 40 kcal per hg, è molto saziante e soddisfa la voglia di dolce.

L’ideale è consumarla fuori pasto, come spuntino, perché a digiuno esplica meglio la sua azione terapeutica. Ma potrebbe essere usata come carboidrato in un pasto a cui aggiungiamo verdure e proteine. E’ ottima  ridotta in salsa come accompagnamento del pollo arrosto o del roast beef.

 

 

Le ciliegie sono ricche di flavonoidi, in particolare antocianidine  e proantocianidine, che conferiscono il colore intenso rosso-blu. Più e scura, meglio è!

I ricercatori dell’Università Statale del Michingam hanno studiato le proprietà delle ciliegie che agiscono come inibitori delle COX-1  e COX-2, fattori infiammatori, funzionano in prativa come la maggior parte dei farmaci antinfiammatori, impedendo l’invio di messaggi di dolore. L’attività inibitoria del COX delle antocianidine delle ciliegie si è rivelata paragonabile a quella dell’ibuprofene e del naproxen.

Le amarene contengono quantità significative di melatonina, l’ormone prodotto dalla ghiandola pineale (sì, si dice così), potente antiossidante e regolatore ormonale, nonché dei cicli del sonno e le ciliegie ne contengono una quantità efficace per indurre il sonno.

L’isoquercetina e la quercetina sono efficaci nell’inibire la crescita del cancro del colon e di altri tipi di cancro, grazie alla presenza dell’alcol perillyl, un monoterpene a largo spettro, che ha azione documentata nella riduzione delle proteine che consentono al cancro di proliferare, utile per tumori anche avanzati a seno, prostata e ovaie.

Inoltre i flavonoidi, in sinergia con la vitamina A e C, attivano la formazione di collagene, elemento di sostegno e protezione della nostra pelle.

Mangiare ciliegie tutti i giorni prima dell’esposizione ai raggi solari ci protegge dall’effetto invecchiante dei radicali liberi!

Le ciliegie migliori son quelle grosse, almeno 2 cm di diametro, con buccia piena e lucida e il peduncolo di colore verde vivace. Laviamole con cura prima di consumarle perché sono un facile terreno per le muffe dell’Aspergillus, che produce aflatossine cancerogene.

Le ciliegie si conservano non lavate in frigorifero, non vanno ammassate perché alcune ciliegie guaste causano il deterioramento delle altre.

Se acquistate ciliegie non biologiche,  lavatele molto bene ammollandole in acqua e bicarbonato.

Le ciliegie macchiano! Anche gli altri alimenti.

Sono strepitose immerse nel cioccolato fondente fuso (almeno 85% cacao)  e fatte indurire in frigorifero col loro picciolo.

 

Ricchi di potassio, i peduncoli delle ciliegie hanno un effetto drenante e diuretico. Si possono bollire per 10 minuti (2 g per 100 ml di acqua) e si beve il decotto in quantità di 2-3 tazze al dì, lontano dai pasti.

Ottimo rimedio per cellulite e ritenzione idrica. È un buon disinfettante delle vie urinarie e cura le cistiti.

Noti pittori come Van Gogh, Manet, Renoir, Degas, Monet e Gauguin non sono riusciti a resistere al fascino dei Fiori di ciliegio e nel lungo elenco di adoratori, che comprende nomi anche di letterati e artisti in senso ampio, troviamo anche l’autore del testo teatrale classico della letteratura drammatica: ‘Il giardino dei ciliegi’. A scriverlo Anton Čechov nel 1903, parlando dei cambiamenti sociali nella sua Russia, lo stesso Checov che,da amante del giardinaggio quasi quanto della scrittura, aveva piantato proprio un giardino di ciliegi per goderne in prima persona e farsi ispirare dai fiori di ciliegio.

I fiori del ciliegio sono protagonisti di una leggenda popolare risalente al 1166.  

Nel Lazio, un ciliegio secco fiorisce miracolosamente, un evento che gli abitanti interpretano come un incoraggiamento all’azione e ne approfittano per cacciare Federico Barbarossa! 

 

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