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LA MELAGRANA PER RECUPERARE L’ENERGIA VITALE

La melagrana, frutto dell’albero del Punica Granatum, il Melograno, fiorisce in autunno e i suoi frutti sono reperibili durante tutti i mesi invernali.

E’ un frutto oggigiorno un po’ trascurato, ma nell’antichità è stato parte integrante dell’alimentazione di molte culture, dall’India fino al bacino del Mediterraneo. Sicuramente gli antichi avevano intuito il suo enorme potenziale benefico ed è descritto da poeti famosi. Nella poesia galante persiana, il melograno evoca il seno: “Le sue guance sono come il fiore del melograno e le sue labbra come il succo del melograno.”

Così come gli esperti del naturale da tempo la consigliano per le sue note proprietà, incluso un potente riequilibrio ormonale sia maschile che femminile. Come tutti  i frutti da seme rappresenta la fecondità, l’abbondanza e la proliferazione, caratteristiche che ben si addicono ai suoi benefici, come vedremo fra poco. Nell’antico Egitto il succo della melagrana aveva un grande potere magico e salvifico. 

La melagrana è un frutto squisito contenente circa 600 semi, detti arilli, un profluvio di composti fitochimici benefici. Per fortuna ora è tornata alla ribalta e perfino nei bar si trova il succo, spesso biologico, che è solitamente reperibile nei migliori negozi di alimentazione naturale e nelle erboristerie, ma lo troviamo spesso anche al supermercato. Controllate solamente che non sia da  concentrato, per averne tutto il potenziale.  Consumarlo intero, di stagione è il mio consiglio, ma il succo biologico consente di avere sostegno nutrizionale lungo tutto l’anno.

Si può comunque preparare anche in casa centrifugando i semi dei frutti freschi, consumatelo subito, perché i  suoi principi attivi si ossidano facilmente con l’esposizione a luce e aria. La stessa regola vale anche per il succo pronto: bere subito appena versato!

E’ incredibile, ma esiste un attrezzo, che potete comprare per poco su Amazon, per sgranare velocemente il frutto, senza ridurvi come Jack the Ripper.

Il succo si pone nelle prime posizioni del sistema ORAC (Oxygen Radicals Absorbance Capacity) che stabilisce il potere antiossidante degli alimenti.

100 grammi di succo ne contengono 6000 unità, dato che per stare in salute dovremmo assumere almeno 5000 ORAC al giorno, direi che è veramente una grande protezione dai radicali liberi.

Ha un’azione diuretica e drenante tissutale e un importante effetto cardiotonico, ma la sua principale azione terapeutica riguarda la microcircolazione generale: in particolare quella renale, cardiaca e cerebrale.

Soli 50 ml di succo al dì garantiscono un’azione ipoglicemizzante e ipocolesterolemizzante, è un frutto indicato nella malattia diabetica che causa danni vascolari a carico dei parenchimi nobili e per le alterazioni del metabolismo lipidico. La principale proprietà della melagrana riguarda, come scrivevo poc’anzi, l’azione su cuore e arterie: grazie al consistente contenuto in flavonoidi è un alimento perfetto per preservare l’elasticità dei vasi sanguigni e prevenire le malattie cardiovascolari. In svariati studi clinici i suoi potenti antiossidanti si sono rivelati in grado di far regredire l’aterosclerosi e di ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna.

Le sostanze antiossidanti della melagrana comprendono antocianine, catechine, quercetine e particolari ellagitannini detti punicalagine: sono loro a dare il carico antiossidante quasi in toto. Nei diabetici (come nei non diabetici), la melagrana riduce il colesterolo totale e le LDL, lo stress ossidativo e l’infiammazione,secondo l’American Journal of Clinical Nutrition.  Agisce inoltre in modo simile agli ACE inibitori, favorendo in modo naturale la regolarità pressoria.

In uno studio condotto su pazienti con gravi ostruzioni carotidee, l’assunzione quotidiana di succo di melagrana per un anno ha ridotto la pressione  del 12% e le placche aterosclerotiche del 30%. Ha comunque un’azione generale sulla diminuzione delle lesioni aterosclerotiche.

I polifenoli presenti nel frutto agirebbero infatti con un’azione sbloccante sui grassi che si accumulano sulle arterie (causa dell’aterosclerosi), favorendo un netto miglioramento della circolazione.

Aiuta inoltre il corpo a regolare i livelli di zucchero e migliora la sensibilità all’insulina, è quindi di aiuto nella sindrome metabolica.

Utile nelle anemie sideropeniche e nelle piastrinopenie in virtù della grande disponibilità  del ferro  e dell’azione di attivazione sul midollo eritropoietico. Sostiene il tono dell’organismo e contrasta i danni al microcircolo e alla produzione di elementi corpuscolari del sangue in pazienti leucemici in cura con antiblastici.

Nelle demenze senili e nel morbo di Alzheimer il suo impiego quotidiano contribuisce alla ripresa della funzionalità neuronale, migliorando la capacità mnemonica e il controllo neuromuscolare, aiuta il trattamento della depressione e degli sbalzi d’umore, grazie all’azione combinata di antociani, tannini e acido ellagico.

La melagrana presenta anche caratteristiche detossificanti e drenanti (grazie al potassio). È un frutto alcalino, efficace nel regolare l’equilibrio acido basico: per questo è consigliato per tonificare lo stomaco e negli stati di acidità gastrica, spesso indotti da un consumo eccessivo di zuccheri raffinati e proteine.

Nel periodo invernale la sinergia di nutrienti con vitamina A e C, apporto di ferro ed elettroliti costituisce una valida difesa contro le malattie da raffreddamento.

Infine è dotata di una spiccata azione terapeutica nelle parassitosi, grazie alla pelletierina, altamente tossica per la tenia e altri vermi intestinali.

Da poco tempo si è scoperto che la melagrana, grazie alla massiccia presenza di antiossidanti e fitoestrogeni, con valenze specifiche nella donna e nell’uomo. Studi recenti hanno confermato la funzione regolatrice della melagrana sugli sbalzi d’umore tipici della menopausa e sul rafforzamento delle ossa. In caso di tumore della prostata, il succo di melagrana agirebbe addirittura da scudo contro le cellule cancerogene: lo rivela uno studio dell’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti.

Ha un effetto antiproliferativo notevole inibendo la l’espressione dei geni reattivi degli estrogeni, inibisce infatti l’aromatasi (che converte il testosterone in estrogeni) ed è utile nella prevenzione e a supporto delle patologie ormonali sia maschili che femminili, per questa ragione specifica.

In particolare gli ellagitannini prevengono i tumori al seno estrogeno reattivi.  

Delle proprietà della melagrana beneficano anche gli uomini sia in prevenzione delle problematiche prostatiche ma anche per lo stimolo sulla spermatogenesi, (+62%) con aumento della motilità degli spermatozoi  e riduzione della frequenza di spermatozoi anomali. La degenerazione delle cellule di Leydig e le deformità della spermatogenesi indotte con veleni chimici scompaiono dopo il trattamento con succo di melagrana, fortemente utile quindi nelle subfertilità.

Previene sostanzialmente l’insorgenza e lo sviluppo nelle neoplasie della prostata, del seno e del colon. Ha un’azione riequilibrante anche sull’immunità, permettendoci di reagire meglio alle malattie da raffreddamento e agli attacchi virali, comprese le prime influenze della stagione, ora che il freddo è veramente arrivato.

Il succo di melagrana è una scorta di sali diuretici, ricco di potassio e per questo depura in profondità, stimolando il veloce drenaggio delle scorie attraverso i reni e l’intestino. 

Possiamo aggiungerne dei chicchi sia ai piatti sia dolci che salati, dato che migliora la digeribilità di tutti i vegetali e delle carni. In questo caso poi, abbiamo un valore aggiunto alcalinizzante, che contrasta la formazione di scorie acide che favoriscono la degenerazione dei tessuti.

Inoltre migliora la digestione, evitando reflusso e acidità.  E’ un perfetto antiaging: rallenta i processi di invecchiamento cellulare, riduce le macchie dell’età e le rughe.

Ci sono alcune controindicazioni a cui fare attenzione: può inibire l’effetto di alcuni farmaci tra cui gli antidepressivi, gli anticoagulanti, quelli per il diabete, la pressione alta e gli antinfiammatori, in questi casi sarebbe meglio evitarne il consumo.

Per tutti noi è salubre una cura di mezzo bicchiere alla mattina o prima dei pasti, a cicli, di due o tre mesi, ripetendolo a ogni cambio di stagione. Sembra efficace anche l’estratto in polvere, in questo caso attenersi ai dosaggi del produttore.

Abbina la melagrana a mela, zenzero, arance e mandorle o nocciole per un effetto delizioso e profondamente depurativo e ringiovanente.

 

Molte delle informazioni qui riportate son tratte da Il potere farmacologico degli alimenti: bioterapia nutrizionale, Arcari Morini, D’Eugenio, Aufiero ed. Red. Foto da web. 

olio di noce di cocco
Antiage e bellezza, Approfondimenti scientifici

OLIO DI NOCE DI COCCO UN GRANDE ALLEATO DELLA NOSTRA SALUTE

Del cocco non si butta nulla, tanto è prezioso!

Se ne ricava polpa, olio, latte e acqua.

Ciò che ne fa un alimento straordinario è però proprio l’olio, tanto demonizzato in questi decenni dall’informazione soprattutto di matrice USA. Delle altre componenti ve ne parlerò un’altra volta.

La più parte dei grassi della nostra dieta, che siano saturi o insaturi, sono acidi grassi a catena lunga, l’olio di cocco è composto invece da acidi grassi a catena media, che gli conferiscono straordinarie proprietà nutrizionali e curative.

E’ stato messo accuratamente al bando per svariate ragioni, alcune delle quali prettamente economiche costruite ad arte, ma principalmente per i pregiudizi e gli equivoci che riguardano i grassi saturi. Su pubmed ad oggi ci son circa 2000 studi riguardanti l’olio di cocco e 200 dei quali riguardano specificamente i benefici.

La lunghezza degli acidi grassi è un parametro importante perché il nostro organismo metabolizza gli acidi in modo differente in base alla grandezza. Gli acidi grassi a catena media sono più digeribili e più idrosolubili, non necessitano di enzimi pancreatici e bile per la loro digestione, per cui non gravano sui sistemi enzimatici dell’organismo. A differenza degli acidi grassi a catena lunga, che dopo i passaggi digestivi e intestinali vengono trasportati nel corpo e rilasciati in piccole particelle nel sangue, creando ostruzioni, gli acidi grassi  a catena media pur seguendo un percorso analogo, son già completamente scomposti quando lasciano lo stomaco e quando arrivano nel tratto intestinale vengono immediatamente assorbiti nella vena porta e inviati al fegato, dove vengono utilizzati come fonte di combustibile per produrre energia. 

Per questa ragione non ostruiscono le arterie, non producono placche arteriose né grasso corporeo: sono utilizzati per produrre energia!

L’olio di cocco migliora l’assimilazione delle altre sostanze nutritive, previene le carenze di vitamine del gruppo B (facilitandone l’assorbimento), migliora il metabolismo del calcio e la salute ossea. Anche il latte materno che è una buona fonte di acidi grassi a catena media, è più nutriente e offre maggior protezione antimicrobica dalle infezioni al neonato, se la madre consuma olio di cocco. Il latte materno aumenta in circa mezza giornata la percentuale di acido laurico e caprilico se si consumano 3 cucchiai di olio di cocco, potenziando la funzione protettiva del latte e migliorando la crescita e lo sviluppo del bambino, proteggendo dalle infezioni soprattutto nei primi mesi di vita, quando il sistema immunitario è in una delicata fase di sviluppo.

Data la caratteristica spiccata di fornire immediato nutrimento senza gravare sui sistemi enzimatici dell’organismo e poiché aumenta l’assorbimento delle sostanze nutritive contenute negli alimenti, è un alimento raccomandato nella terapia della malnutrizione.

Grazie all’utilizzo immediato da parte del fegato degli acidi grassi a catena corta, l’olio di cocco migliora il metabolismo, contribuisce a mantenerci vigili e ci offre una sferzata di energia pressochè immediata.

E’ un’azione sottile e durevole, non crea dipendenza o assuefazione (a differenza della caffeina).

Per gli sportivi può coadiuvare le prestazioni riducendo la stanchezza e l’affaticamento.

Nell’antica  visione medica cinese un fegato affaticato produce una serie di effetti corporei specifici, fra cui un rallentamento tiroideo. In realtà sappiamo che è proprio la tiroide a rallentare il metabolismo e quando il suo funzionamento si riduce, tutti i processi rallentano: digestione, guarigione e riparazione, risposta immunitaria, produzione di ormoni e degli enzimi, temperatura più bassa e così via. Tutto funziona più lentamente e iniziano a subentrare anche altri problemi di salute.

Se il malfunzionamento della tiroide non è legato ad altre patologie o a fattori genetici, l’olio di cocco può dare sollievo a diversi sintomi, sopratutto se si segue un’alimentazione adeguata a supportare il problema.

L’olio di cocco ha un effetto stimolante sulla tiroide, la rimette in moto a un livello di efficienza superiore, certo, come dicevo occorre riequilibrare la malnutrizione conclamata restrostante.

Lo stress sottostante a molte situazioni richiede un’impennata metabolica che non è sempre possibile  mettere in atto se non disponiamo di una quantità adeguata di vitamine e minerali, a causa di una malnutrizione subclinica; se questi non sono presenti il metabolismo cambia marcia e rallenta, dandoci la sensazione di vivere in un mondo al rallenty e ben ovattato.

Un’altra importante caratteristica dell’olio di cocco, insieme al fatto di non gravare su digestione e consumo di enzimi pancreatici, è che per il suo utilizzo non richiede nemmeno l’intervento dell’insulina, alleggerendo così il sistema anche in caso di patologie come il diabete o insufficienza pancreatica e non dimentichiamo l’importante impatto che gli eccessi insulinici hanno sui quadri endocrini con predominanza estrogenica.

L’azione antimicrobica aggiuntiva che esercita sul latte materno citato più sopra è valida anche per gli adulti, agisce su germi, parassiti e malattie infettive, aiutando a debellare batteri, funghi, virus e parassiti.

Negli ultimi quarant’anni la ricerca evidenzia che gli acidi grassi a catena corta dell’olio di cocco uccidono batteri che provocano infezioni del tratto urinario, polmonite, gonorrea, sono letali per lieviti e funghi che causano fastidiose malattie come piede d’atleta e candidosi.

L’acido laurico che è l’acido grasso più importante del cocco (ne costituisce il 50% dei grassi), nel corpo umano e animale si trasforma in monolaurico che è un monogliceride ad attività antivirale, antibatterica e antiprotozoica nel tratto digerente, utilizzato dall’organismo per distruggere i lipidi che rivestono i virus come HIV, herpes, citomegalovirus, e altri batteri patogeni come quello che causa l’ulcera (Helicobacter Pylori), i virus che provocano influenza, morbillo, mononucleosi ed epatite C, streptococchi emolitici.

La polpa e l’olio di cocco uccidono ed espellono parassiti come la tenia, i pidocchi e la giardia.

Si è dimostrato utile anche, grazie all’acido caprico, contro la clamidia e altri batteri a trasmissione sessuale.

Nessun rischio di assuefazione nell’utilizzo reiterato, non si sviluppa cioè resistenza come succede con gli antibiotici. Inoltre, a differenza di questi ultimi, l’olio di cocco lascia illeso il microbiota, ragion per cui anche le infezioni da candida di cui molti persone  sono afflitte in forma subclinica, non diventano infestanti.

Nelle malattie croniche intestinali (IBS, morbo di Chron e coliti ulcerose) l’olio di cocco offre giovamento agendo sulle cause a monte delle lesioni, spesso create da microorganismi che danno origine a infezioni croniche localizzate di basso grado e febbre.

A differenza di altri olii che perossidano in cottura, l’olio di cocco contiene grassi saturi molto stabili e altamente resistenti alla perossidazione, che ne impediscono l’irrancidimento con la loro azione antiossidante, limitando tutti i danni che ne derivano come l’alta produzione di radicali liberi altamente infiammatori.

In sintesi 40 anni di ricerche evidenziano i benefici succitati a patto di farne un uso sensato, in giusta combinazione e proporzione con gli altri acidi grassi, come sempre proponiamo con l’alimentazione Eubiotica.

Utilizzato a queste condizioni di equilibrio il rischio di aterogenicità è neutro. Anzi, la Chlamydia pneumoniae, è uno dei microorganismi sospettati di avere un ruolo importante nello sviluppo dell’aterosclerosi, attivando un processo infiammatorio che provocherebbe l’ossidazione delle lipoproteine con induzione di citochine e viene inattivata proprio dagli acidi laurico e monolaurico, così come caprico e monocaprico, presenti nel cocco.

La d.ssa Newport, medico USA, ne ha sperimentato l’efficacia sul marito affetto da Alzheimer, somministrando da 4 a 8 cucchiai al dì, sfruttandone l’effetto in combinazione con una dieta chetogenica, al fine di nutrire correttamente le cellule cerebrali in sofferenza che non riescono a utilizzare correttamente il glucosio nelle malattie neurodegenerative. Ha osservato benefici dimostrati dalla risonanza magnetica, con diversi effetti degni di nota su deambulazione e funzioni mnemoniche. Tuttavia non vi consiglierei mai il fai-da-te in situazioni così complesse come la malattia di Alzheimer, però è chiaro che si aprono nuovi scenari nella cura di malattie come AD, Parkinson e SLA.

L’azione dell’olio di cocco sul cancro è altrettanto interessante: interferisce nella replicazione cellulare, promuove un’azione antiossidante, protegge le cellule sane, inattiva molti fattori carcinogenetici come le aflatossine e altri contaminanti alimentari e cancerogeni.

La noce di cocco è considerata un alimento alcalinizzante e ha un potente effetto anticarie  se utilizzata nell’’oil pulling antica pratica che consigliamo anche nel metodo Kousmine e nel gruppo.

Infine, l’olio di cocco è parte della formula del Monoi di Tahiti, un olio profumatissimo che mantiene la pelle setosa e giovane. Ma anche utilizzato da solo o con le giuste essenze è in grado di proteggere dalle scottature solari non interferendo minimamente con la formazione della vitamina D, ha un effetto antiaging spiccato e nutriente,  ed è anche un ottimo veicolante per la preparazione di un oleolito miracoloso sulla circolazione linfatica con le essenze di arancio, cipresso e limone. Viene anche  utilizzato in malattie come la SLA, sugli arti colpiti, con risultati molto interessanti.

La condizione FONDAMENTALE affinchè possiamo ricavarne tutti questi benefici è l’utilizzo di olio di cocco o crema di cocco di origine certificata biologica, extravergine e spremuto a freddo. E’ davvero molto importante che non subisca alcun trattamento che ne alteri le preziose proprietà.  

Simbolicamente raffigura il nutrimento femminile e materno, sia per il latte, sia per la sua capacità di prendersi così ampia cura degli esseri viventi, ve ne consiglio caldamente un uso quotidiano!

 

 

 

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!
Prodotti consigliati, Super food 4 care

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!

Nella medicina Eubiotica da noi professata, la cui base organica include i pilastri del metodo Kousmine, l’intestino è la chiave della salute.

Lo è per molteplici ragioni, ma vi basti ora sapere l’intestino che ha un legame indissolubile con sistema immunitario, endocrino e nervoso.

Scusate se è poco!

Rimandiamo agli approfondimenti negli altri articoli in cui parliamo di microbiota, ora l’argomento che vi vorremmo proporre è l’utilizzo mirato di un prodotto eccezionale, a base di lievito plasmolisato.

La prima regola di una medicina naturale vera è la non interferenza nei meccanismi di guarigione e il ptodotto che vi propongo rispetta questo criterio importante.

Parliamo  di lievito plasmolisato quindi, il cui nome commerciale è Biostrath, da oltre 50 anni il lievito del tipo Saccharomyces cerevisiae Meyen è utilizzato come base del rinomato e diffuso preparato alimentare svizzero e qui vi darò alcuni consigli sulle formulazioni che sovente consiglio ai malati, in diverse circostanze.

Contiene oltre 60 sostanze vitali: vitamine, aminoacidi, sali minerali, oligoelementi, glucani e mannani che favoriscono la crescita e rafforzano il sistema immunitario.

E’  utile nei periodi di particolare stanchezza, in caso di convalescenza, nella mancanza di concentrazione, nei bambini con disturbi dell’attenzione, con o senza iperattività.
E’ consigliato anche in gravidanza e allattamento per il suo contenuto di vitamine e nutrienti, agli anziani che necessitano sostegno e forza e agli sportivi per ottimizzare le loro prestazioni.

Contiene sostanze funzionali toniche ed antiossidanti che favoriscono la funzione digestiva, il rilassamento e il benessere mentale.

E’ al 100% vegetale, non contiene ogm, lattosio, coloranti o conservanti di sintesi.

Lo speciale procedimento con cui viene prodotto permette di sfruttare questo potenziale come integratore alimentare di facile utilizzo. Se non fosse sottoposta a trattamento, la cellula di lievito non sarebbe assimilabile. Per questo motivo, la parete cellulare deve prima essere aperta. Nel preparato Strath ciò avviene tramite plasmolisi, dopo l’aggiunta di estratti selezionati di erbe attraverso un delicato processo di fermentazione.  L’equilibrio naturale delle sostanze vitali contenute nel lievito vegetale resta inalterato. La preparazione dura circa due mesi, il che spiega il valore del prodotto.

E’ consigliato a TUTTI per migliorare le condizioni intestinali, quindi tutto ciò che ne deriva, ossia praticamente tutte le funzioni corporee ottimali.

Aiuta a sostenere l’organismo in molte condizioni patologiche, in particolare vorrei consigliarlo come importante supporto a tutti coloro che hanno problemi di tiroide, per la prevenzione e il sostegno nelle forme pre Alzheimer e Parkinson (agisce con meccanismi molto complessi, ma ci interessano i risultati: migliora stanchezza, debolezza, memoria a breve termine, vigilanza mentale, umore depresso, indifferenza e insonnia), per chi si ammala frequentemente o ha problematiche intestinali importanti (Chron, gastroresecati, coliti ulcerose ecc.).

Nella prevenzione delle patologie invernali funziona perfettamente e nei bambini si vede benissimo celermente!

E’ un prodotto biocompatibile in tutte le fasce di età e con qualsiasi problematica di salute (fatto salvo le specifiche per l’Elixir) e totalmente biodisponibile, se utilizzato con le accortezze che andiamo ad illustrare.

Le cellule di lievito sono mini centrali elettriche naturali, da cui  dipendono numerosi processi del nostro corpo. Il lievito è un organismo unicellulare pieno di energia e attività biologica il cui metabolismo è per certi versi simile a quello dell’uomo. Fin dall’antichità, questi microrganismi, scoperti nel XVII secolo, aiutavano a produrre alimenti. Grazie al lievito di birra, la birra originaria veniva un tempo considerata “pane liquido”, cioè un importante alimento di base ricco di sostanze nutritive e vitali.

Questo preparato, unico nel suo genere è disponibile in forma liquida, in compresse, oppure come filtrato di lievito vegetale.  E’ anche disponibile per animali, con il nome di Anima-Strath. 

BIO-STRATH ELIXIR di Lizofarm è un integratore a base di plasmolisato di lievito vegetale arricchito con un concentrato di erbemiele e succo di arancia.

Ha un’azione molto veloce nel ripristinare la normalità in una fase post influenzale, ad esempio, ma è un complemento per la convalescenza in molte situazioni difficili, anche per altre problematiche, incluse fasi post operatorie o astenie pronunciate dovute a varie ragioni, chemio e radioterapie incluse.

Consiglio di conservare in  frigorifero dopo l’apertura. Ha un’azione molto VELOCE.

POSOLOGIA: 3 cucchiai die, prima dei pasti, se la situazione è particolarmente difficile aggiungiamo tranquillamente un 4° cucchiaio anche a metà pomeriggio.

Questo prodotto non è consigliato a celiaci e diabetici.

BIOSTRATH COMPRESSE

E’ adatto ai celiaci e diabetici, non altera l’IG, bensì aiuta a migliorare la resistenza insulinica.

POSOLOGIA: 4+4 die, prima pasti.

Poi abbiamo OLIGOSTRATH, un estratto citoplasmatico puro, con soluzione idroalcoolica pressato a freddo. Entra immediatamente in circolo anche per assunzione sublinguale, grazie a processi osmotici e poi direttamente nella sostanza fondamentale. Sì  a celiaci, vegani, diabetici. Mancano qui i betaglucani e i glucomannani.

Per chi ha malattie intestinali come il Chron, interventi intestinali gastroresecati ecc. è ottimale.

Oligostrath è eccezionale per la gestione dello stress e per la pulizia dei tessuti extracellulari.

Nell’asse ipofisi, tiroide, surrene, sistema nervoso riequilibra le energie e con magnesio da un supporto enorme al metabolismo cellulare di questi organi, grande necessità di chi ha sofferenze tiroidee, va bene anche se la ghiandola è stata asportata.

Come già detto contiene oltre 60 sostanze vitali e regola l’OMEOSTASI e  il sistema dello stress, concausa di tutti i mali, per cui ad esempio, in tutte le tiroiditi secondarie a problemi surrene offre un sostegno eccezionale, ovviamente l’optimo sarebbe aggiungere gli altri nutrienti necessari a seconda delle proprie necessità: il risultato è molto più eclatante e rapido.

Anche nella predominanza estrogenica tipica di alcune problematiche tiroidee e della fase premestruale, ma anche della vita fertile di molte donne (endometriosi, miomi e fibromi, problematiche ovariche incluse le cisti), se l’intestino non ha un’adeguata regolazione batterica, non può metabolizzare correttamente gli estrogeni in eccesso; grazie all’azione di nutrimento dei lactobacilli ad opera dei betaglutani, Biostrath riesce a modulare anche questa problematica.

Il prodotto ha un’azione chelante su diversi metalli tossici, come si è potuto constatare dopo la seconda guerra mondiale in chi era intossicato da piombo, nelle aziende belliche, anche per questo è molto utile in diverse patologie dove le intossicazioni croniche di metalli tossici sono suggestive di peggioramenti o manifestazione di malattia. (Tiroiditi, demenze, Parkinson, Alzheimer).

Nelle autoimmunità agisce in regolazione, bilanciando i piatti immunitari, rafforzando profondamente l’immunità.

Si usa come sostegno nelle anemie sia per integrare il ferro che, seppur in piccole dosi è totalmente biodisponibile; anche in gravidanza dal quinto mese quando triplica il bisogno di ferro, sia perché il bambino ne ha bisogno, sia perchè offre una sinergia di nutrienti che ne favorisce l’assorbimento dal cibo.

Il ferro ha una distribuzione elettronica particolarissima. A volte  anche in chi non ha problemi gastrici, senza una certa sinergia di nutrienti e minerali non sempre viene assorbito, questo fattore è by passabile da questo prodotto.

In certe carenze di ferro dovute a problematiche tiroidee è di grande aiuto proprio perchè l’assorbimento non richiede il passaggio gastrico.

Consente di supportare le cellule malate o che lavorano male, a favore di cellule nuove, fa una vera e propria selezione cellulare e aiuta le cellule a rigenerarsi.

E’ consigliata assunzione a cicli o secondo necessità.

Non interferisce con la coagulazione del sangue, pertanto può essere assunto da chi assume anticoagulanti di qualsiasi tipo.

Oligostrath facilita tutti gli scambi corporei. Agisce sulla sostanza fondamentale riducendo la viscosità e aumentandone la fluidità, nonchè aiutando a rigenerare i tessuti.

Riduce molto il rischio di osteoporosi perchè consente un adeguata assimilazione del calcio presente in piccole dosi, grazie ai micronutrienti sinergici in esso contenuti. Evita che gli errori alimentari della madre si ripercuotano sulla dentizione del bambino, i cui denti cresceranno sani e senza carie, annulla effetti microgravità e quindi riduce la perdita di massa ossea, oltre che favorirne la costruzione. Modifica l’espressione genica della tendenza osteoporosi (che poi ha ovviamente anche altre ragioni), supporta la produzione di ATP e aumenta il metabolismo cellulare.

In estate OLIGOSTRATH ( la cui posologia standard  è 50 gtt sublinguali x 3 vv die, meglio prima dei pasti) può essere sfruttato come rimineralizzante naturale introducendo  una quarta dose supplementare, in mezzo litro di acqua.

Secondo gli studi elaborati da Yordanka Ivanova, ricercatrice in campo medico quantistico, il lievito fa parte di quella categoria di cibi  che contengono in natura RNA e Nucleotidi, ne è fra le principali risorse. Riporto brevemente alcune sue importanti considerazioni al fine di esemplificare i molti benefici che il prodotto può apportare nelle nostre vite, migliorandone nettamente la qualità.

Altre fonti naturali di nucleotidi sono rappresentate dal miele, dai batteri probiotici e da alcune piante medicinali. Ne sono anche molto ricchi le frattaglie, il pesce marino, gli ortaggi ed i legumi; le ultime ricerche dimostrano che anche il latte bovino ed ovicaprino è una fonte importante di nucleotidi.
Al contrario, la carne ne contiene quantità irrilevanti, così come i cereali.

I nucleotidi, in quanto sintetizzabili dal corpo umano, non sono considerati un nutrimento essenziale ma lo diventano in caso di periodi di apporto insufficiente, durante la crescita e in presenza di malattie. Gli enterociti, cellule la cui velocità di turnover è elevata, hanno scarsa capacità di sintesi dei nucleotidi per cui si considera utile la loro supplementazione con la dieta, specialmente nella Sindrome del Colon Irritabile. Anche se non sono ancora conosciute malattie da deficienza di Nucleotidi, tuttavia una serie di pubblicazioni sono fortemente suggestive di vantaggi apportati dai nucleotidi esogeni in varie patologie.

In primo luogo, essi, agendo da carriers, permettono il trasporto della principale molecola energetica per le cellule viventi, l’ATP. Inoltre, essi assumono un ruolo centrale in numerosi processi enzimatici, influenzando il metabolismo di proteine, grassi e glucidi.

QUALI PROPRIETA’ FUNZIONALI HANNO RNA E NUCLEOTIDI?

E’ noto ormai che in molti tessuti e in particolari fasi fisiologiche della vita dell’organismo i fabbisogni di nucleotidi non sono coperti dalla sintesi ex novo.

In particolare, alcune cellule a rapido turn-over, come quelle della mucosa intestinale, del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario (linfociti, eritrociti e cellule del midollo osseo) non sono in grado di produrre quantità sufficienti di nucleotidi tali da coprire i loro fabbisogni.
A questo punto è stato dimostrato ormai da diversi studi che l’integrazione con una fonte alimentare di RNA e/o nucleotidi riveste un ruolo significativo nel superamento di fasi critiche, quali l’accrescimento e il recupero da traumi, interventi chirurgici o patologie.
Studi effettuati sull’uomo hanno dimostrato che l’integrazione dietetica con RNA e nucleotidi apporta notevoli effetti positivi su diversi tessuti dell’organismo.

– Sistema immunitario

I nucleotidi dimostrano un effetto positivo sul sistema immunitario agendo su due fronti: la risposta immunitaria umorale e quella cellulo-mediata.
Per quanto riguarda la prima, essi promuovono la produzione di anticorpi (soprattutto IgM) da parte dei linfociti B, in maniera direttamente proporzionale alla dose somministrata.
Anche la risposta immunitaria locale viene positivamente influenzata dall’apporto alimentare di nucleotidi, in quanto si rileva una più cospicua produzione di IgA.
Per quanto concerne la risposta immunitaria cellulo-mediata, i nucleotidi stimolano la proliferazione, la differenziazione e la maturazione dei granulociti neutrofili, aumentando la resistenza dell’organismo agli agenti patogeni.
I nucleotidi promuovono la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B, stimolano la proliferazione dei granulociti neutrofili.
Inoltre, essi promuovono la proliferazione delle cellule del midollo osseo, stimolano la produzione e la secrezione di interleuchina-2 ed interferone gamma ed incrementano la citotossicità delle cellule natural killer.
L’utilizzo dei nucleotidi, soli od in combinazione con i farmaci, si è dimostrato un efficace mezzo terapeutico nel caso di chemioterapia, terapie o patologie immunosoppressive o trapianti di organi.
I maggiori effetti si sono riscontrati nelle infezioni da Candida, Staphilococcus aureus e Cryptosporidiosi.

Studi recenti sulle proprietà immunitarie di RNA e NUCLEOTIDI

In particolare la supplementazione di nucleotidi appare di particolare utilità nel latte destinato alla alimentazione artificiale del neonato sia in ordine alla velocità di crescita che alla competenza del sistema immunitario, notoriamente inferiore a quella ottenibile con l’allattamento al seno materno. Una maggiore disponibilità di nucleotidi si compendia, a livello intestinale, in un aumento del peso della mucosa, in una accelerazione dei meccanismi riparativi specie dopo stipsi o diarrea, nel 25% di elongazione dei villi, in una maggior attività enzimatica, miglior assorbimento dei nutrienti e stimolo alla crescita di lattobacilli e bifidobatteri.

A questo proposito un esperimento effettuato su due gemelli nati sottopeso ha evidenziato come  quello a cui veniva somministato Oligostrath in breve tempo ha recuperato peso e vitalità, a differenza dell’altro neonato, a cui non è stato somministrato (ndr Monique).

Esperimenti condotti su animali suggeriscono che la supplementazione con nucleotidi influenza parecchi indici della funzione immunitaria. La dieta priva di nucleotidi riduce l’immunità cellulo-mediata e diminuisce la resistenza alla Candida albicans e allo Staphilococcus aureus Meticillino resistente mentre la reintroduzione normalizza i parametri. La supplementazione riduce la durata e l’intensità della diarrea sperimentale forse influenzando il recupero della microflora batterica.
Nell’uomo alcuni studi suggeriscono che l’introduzione nella dieta di nucleotidi, specie in situazione di malattie critiche, favorisce il recupero e riduce i giorni di ospedalizzazione.
Un altro aspetto degno di attenzione riguarda gli atleti sottoposti a sforzi prolungati. In costoro sono più frequenti e più gravi le malattie del tratto respiratorio come tosse e raffreddore correlate con la soppressione della produzione salivare di IgA, prima linea di difesa nei confronti dei patogeni respiratori.
La supplementazione con nucleotidi ha dimostrato un miglioramento della risposta immunitaria in tali soggetti.

Nel 2007 sul British Journal of Nutrition è stato pubblicato un meta-studio che ha dimostrato che la somministrazione di latte per l’infanzia con nucleotidi è associata ad una migliore risposta anticorpale a vaccini Haemopillus influenzae (P=0.001), difteria toxoide (P=0,001), vaccino orale antipolio (P=0,001).
I dati confermano i benefici effetti di un apporto di nucleotidi con nessun rischio correlato.
9 studi condotti tra il 1991 e il 2006 con basso dosaggio (12-35 mg/L) e 6 studi condotti tra il 1998 e il 2004 con alto dosaggio di nucleotidi nella dieta (72 mg/L) hanno fatto registrare un miglioramento dei parametri immunologici ed un minor numero di episodi diarroici, con performance inferiori solamente alla alimentazione con latte materno.

Nel 2001, 2003 e 2007 alcuni studi hanno raccolto e analizzato i risultati di molteplici sperimentazioni cliniche condotte su numerosi soggetti ospedalizzati e nutriti con alimenti enterali.

– I nucleotidi incrementano la citotossicità dei Linfociti Natural Killer

Molti studi singoli e almeno cinque meta-analisi sulla combinazione di diversi componenti immuno-modulanti, tra i quali i nucleotidi, hanno dato risultati positivi omogenei.
In particolare uno studio condotto su 22 sperimentazioni, che hanno coinvolto più di 2000 pazienti, ha dimostrato una correlazione tra la nutrizione enterale con aggiunta di sostanze immuno-modulanti (nucleotidi, arginina, omega-3, glutamina) e la diminuzione di complicanze dovute a infezioni. Nel 2003 uno studio ha riportato che in pazienti con tumore al tratto gastrointestinale la nutrizione pre- e post-operatoria con fattori immunizzanti (tra i quali RNA) ha potuto ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali nella fase postoperatoria.

– Effetti sull’apparato gastro-intestinale

I nucleotidi alimentari agiscono come fattori di crescita sulle cellule intestinali, promuovendone la differenziazione e la maturazione.
Ne consegue un maggior spessore della mucosa intestinale e dei villi e l’incremento dell’attività degli enzimi digestivi. Inoltre la lunghezza dei villi intestinali e la profondità delle cripte aumenta se nella dieta si aggiungono fonti di nucleotidi.
Diversi studi hanno dimostrato un maggiore assorbimento intestinale di alcuni nutrienti, in particolare Calcio, Fosforo e carotenoidi.
Inoltre, essi agiscono anche incrementando le difese immunitarie intestinali e promuovendo la crescita della flora batterica, in particolare Lattobacilli e Bifidobatteri, a scapito dei batteri Gram negativi, responsabili delle enteriti, come Escherichia coli.
Le conseguenze più immediate sono una maggiore resistenza alle infezioni, oltre che una guarigione più rapida da enteriti, carenze nutrizionali e proteiche.
Recenti meta-analisi su diversi studi clinici hanno posto in evidenza tra i parametri clinici, un minor numero di episodi di diarrea e un miglioramento della composizione della flora intestinale nel confronto con il latte non addizionato di nucleotidi e in linea con i risultati relativi a soggetti allattati al seno.
Il favorevole effetto dei nucleotidi sui Bifidobatteri è inoltre dimostrato già da numerosi studi in vitro; si pensa che la ragione di tale effetto sia dovuta all’aumento dell’assorbimento del Ferro, ione che favorisce lo sviluppo degli enterobatteri nell’intestino, e al fatto che i nucleotidi sono di per sé un fattore di crescita per i bifido batteri.
Sembra che una percentuale di circa il 10% dei nucleotidi arrivi al colon ed esplichi qui il suo effetto di crescita sui Bifidobatteri.
Una dieta ricca di nucleotidi si è dimostrata molto utile nel recupero clinico e funzionale delle affezioni epatiche. Infatti, in seguito ad epatectomie, intossicazioni, fibrosi e cirrosi epatiche, l’entità delle lesioni è minore ed il recupero avviene più velocemente. Questo accade perché i nucleotidi promuovono l’attività dell’epatocita, accelerando la sintesi proteica ed il deposito di glucosio e impedendo l’accumulo del colesterolo e degli altri lipidi.

– Miglioramento dell’apprendimento e della memoria

Le cellule cerebrali non sono in grado di sintetizzare i nucleotidi; quindi, l’apporto dietetico di questi ultimi riveste un ruolo di primaria importanza per il sistema nervoso centrale.
I nucleotidi stimolano la proliferazione delle cellule gliali, promuovono la vascolarizzazione cerebrale e migliorano il metabolismo lipidico della corteccia cerebrale.
Ne consegue un miglioramento dell’apprendimento e della memoria, evidenziabile soprattutto nei soggetti anziani.

Insomma ci sembra che ci siano moltissime ragioni per considerare questa importante integrazione nel nostro quotidiano o a cicli come consigliato dal vostro terapeuta!

 

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