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Alimentazione e salute, Approfondimenti scientifici

SEMI DI LINO, SEMI DI VITA!

I semi di lino hanno una storia antica che risale all’antico Egitto.

Carlo Magno costringeva i suoi sudditi a consumarli per via dei loro effetti benefici sulla salute.

Magari fosse così anche oggi!!!

Ci ammaleremmo molto, molto meno.

I semi di lino sono la miglior fonte disponibile di composti antitumorali e fitoestrogenici chiamati lignanti, con una concentrazione che è oltre cento volte superiore a quella di altri alimenti  (cereali, frutta e verdura). I lignanti sono sostanze vegetali che hanno un potente effetto anti-tumorale.

Ci sono semi dorati e semi marroni, entrambi vanno bene.

I semi di lino sono la principale fonte vegetale di omega 3, insieme ai semi di chia. Due cucchiai di lino forniscono il 140% del bisogno giornaliero.

Sono ricchi di acido linolenico (ALA), che si trasforma in EPA e DHA, due omega tre fondamentali nella lotta contro il cancro e le malattie cardiovascolari. Essi infatti contribuiscono a ridurre l’aterosclerosi, aumentando il colesterolo HDL e abbassando il colesterolo LDL.

Una carenza di questi acidi dà come esito affaticamento, pelle secca, unghie e capelli fragili, costipazione, cattivo funzionamento del sistema immunitario, giunture dolenti, depressione, artrite e squilibri ormonali.

Perché la trasformazione avvenga dobbiamo assumere solo piccole quantità di omega 6 con la dieta, perché gli enzimi che producono omega 3 e 6 sono gli stessi e entrambi gli acidi se li contendono.Gli omega 6 in squilibrio generano infiammazione, mentre gli omega 3 sono antinfiammatori.   Moltissimi studi hanno dimostrato che i lignanti dei semi di lino hanno un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento dei tumori alla mammella, prostata (e anche del colon), per la loro capacità di modulare la produzione, la disponibilità e l’azione degli ormoni.

Inoltre i semi di lino macinati sono ottime fonti di fitormoni. I lignanti sono infatti potenti fitoestrogeni con effetti simili a quelli degli isoflavoni della soia. Sono anche buoni antiossidanti con proprietà antivirali e antibatteriche; prevengono i danni derivati dall’azione dei radicali liberi ai tessuti, danni a livello cellulare associati a invecchiamento e malattie.  

Sono un’ottima fonte di fibre solubili e insolubili (il contenuto di fibre di 45 g di semi di lino è di 11.7 grammi)  e riducono problemi di costipazione, se consumati con molto liquido. Formano inoltre una  mucillagine che può ridurre significativamente anche il rischio di diabete.

I semi di lino contengono  fitoestrogeni  in quantità superiori a quelli della soia –quindi evitano i disastrosi effetto degli eccessi di estrogeni sulla salute- e lignani, molto importanti per la prevenzioni dei tumori ormonodipendenti, poiché impediscono l’unione fra gli estrogeni e le cellule mammarie e testicolari. I lignani sono inoltre antiossidanti e antiangiogenici.

Chi soffre di cancro alla prostata e assume 30 grammi al dì di semi di lino, può frenare la crescita del tumore del 30-40% e ridurre la massa tumorale e i livelli di PSA.

Nelle donne in premenopausa i livelli di estrogeni sono particolarmente alti (soprattutto se utilizzano cosmetici contenenti  xeno estrogeni  (parabeni e altri interferenti endocrini) e cibi a contatto con plastiche che contengono il bisfenolo A, quindi aumenta il rischio di sviluppare il carcinoma mammario.

Il consumo regolare di semi di lino previene la comparsa del cancro al seno grazie all’effetto regolatore dei livelli ormonali sia in premenopausa che in post menopausa.

A livello sperimentale, l’assunzione quotidiana di 25 grammi di semi di lino, ha gli stessi effetti del trattamento con tamoxifene, senza i pesanti effetti collaterali (k dell’endometrio e trombo embolia).

L’introduzione del lino nella dieta previene il cancro al seno e la comparsa di metastasi nel caso di avvenuta diagnosi del tumore, così come favorisce la riduzione della massa tumorale.

Mentre gli integratori con isoflavoni di soia in dosi elevate possono favorire la crescita dei tumori alla mammella, i lignani, essendo fitoestrogeni, ne fermano la crescita.

Riducono  anche la gravità del tumore ovarico e aumentano sensibilmente la sopravvivenza delle donne malate. 

Le donne che consumano i semi di lino regolarmente hanno una mortalità minore del 42% per cancro alla mammella e uno straordinario abbassamento del 40% della mortalità per tutte le cause.

L’olio di lino contiene meno lignani e meno fibre, quindi è meno efficace, ma è consigliato per chi ha disturbi digestivi. L’olio è sconsigliato in generale, fatto salvo i casi citati, perchè irrancidisce velocemente e ossida con  luce e calore. 

Se al contrario si soffre di stitichezza i semi di lino hanno un effetto lassativo incredibile e un’azione molte veloce.

Consiglierei di non superare i 25 grammi al dì, circa due cucchiai, per evitare l’accumulo di cadmio.

Da aggiungere a insalate, creme di verdure, zuppe, frullati, latte vegetale.

Personalmente li gradisco tritati insieme a un po’ di sesamo nero sulle verdure.

La sola precauzione: MACINARLI.

Tassativamente al momento.

Gli omega 3 si degradano velocemente. 

I semi vanno mangiati crudi, caso mai aggiunti alle zuppe proprio alla fine, quando la pietanza è tiepida.

Ma se decidiamo di usarli da cotti, ad esempio mescolandoli agli impasti in pane o pizza, sappiate che anche dopo essere passati in forno, purchè li abbiate lasciati interi, ne escono “illesi” ed ancora carichi di Omega3 validi. Dovrete solo darvi da fare a masticarli, perchè altrimenti passeranno sani nel vostro intestino. Comunque, come sempre, vi sconsiglio caldamente tutti i cibi a base di farine.
Il test è stato effettuato cuocendoli all’interno di alcune focaccine ad una temperatura di 350°F (circa 177° centigradi) ed il contenuto di ALA non è stato ridotto.
I semi sono stati anche esposti ad un livello di calore di 660°F (circa 349°C) senza apparentemente danneggiare il loro contenuto di ALA.
In uno studio, il consumo di focaccine SDG-arricchite di semi di lino è stato trovato per migliorare la produzione di lignani nelle donne, riflettendo la loro stabilità e la biodisponibilità.
In un altro studio, le donne hanno mangiato semi di lino crudi quotidianamente per quattro settimane ed al termine avevano profili degli acidi grassi plasmatici simili a quelli che hanno mangiato semi di lino cotti nel pane.
Entrambi i gruppi di donne hanno mostrato una riduzione del colesterolo totale e colesterolo “cattivo” LDL.

(http://whfoods.org/genpage.php?tname=dailytip&dbid=18)

La limitazione dei semi è questa: dopo i 50 anni la capacità dell’organismo di trasformare l’ALA in EPA e DHA diminuisce, per cui un consumo esagerato di ALA, soprattutto sotto forma di integratori, può causare un eccesso di questo acido e un aumento del rischio di sviluppare tumori ormonali, secondo alcuni studi. 20 grammi al giorno sono comunque una quantità sicura.

Un altro salubre utilizzo dei semi di lino è il decotto, che si prepara così: portare a ebollizione un litro di acqua. Quando bolle aggiungere 40 grammi di semi di lino e far sobbollire  a fiamma dolce, per 4 minuti. Spegnere. Colare immediatamente e lavare colino e pentola, altrimenti appiccica tutto in modo irreversibile. 

Fare intiepidire e bere 2/3 tazze al dì. Si conserva in frigorifero per 24 ore.

Questo decotto aiuta l’intestino a ripulirsi, mantiene i villi vitali e puliti, elimina anche i vecchi fecalomi.

Può essere utilizzato nella sacca del clistere, avendo un grande potere emolliente, anche addizionato ad altri medicamenti come tisane di camomilla, calendula, bardana ecc.

Può esser preparato a freddo, mettendo i semi a mollo la sera prima e utilizzando la gelatina il giorno dopo. E’ efficace nel lenire la mucosa intestinale irritata. (RCU, Chron, diverticolite ecc.).

I semi di lino sono un alimento prezioso per la salute.

Sono dotati di un guscio naturale duro che li mantiene freschi per un massimo di un anno in un contenitore ermetico. Possono essere assunti al mattino in un frullato di frutta. I semi di lino sono una soluzione migliore dell’olio di semi di lino. I semi costano poco e soprattutto perdiamo parte delle proprietà nutrizionali con l’olio. Infatti i semi non sono solo la fonte più ricca di lignani, sono una buona fonte di ferro, zinco, rame, calcio, proteine, potassio, magnesio, acido folico, fibra solubile che può abbassare il nostro colesterolo e trigliceridi, e anche di boro un minerale traccia importante per la salute ottimale delle ossa.
I semi di lino sono incredibilmente potenti a smorzare gli effetti degli estrogeni. Mangiare un solo cucchiaio di semi di lino al giorno estende la durata del ciclo mestruale di una donna, non le mestruazioni in sé, ma l’intero ciclo lungo il mese, il che significa meno esposizione agli estrogeni e un minor rischio di cancro al seno.

E’ noto da molto tempo che le giovani donne che hanno infezioni della vescica presentano un aumento del rischio di cancro al seno. Le infezioni della vescica frequenti sono legate al tumore al seno? Lo si è ipotizzato, ma oggi si ipotizza piuttosto che i trattamenti antibiotici ripetuti per le infezioni della vescica spazzino via tutti i batteri buoni che prendono i lignani dalla nostra dieta e li trasformano in questi potenti composti anti-cancro .

I semi di lino sono stati recentemente confrontati con un trattamento farmacologico leader per l’ingrossamento della prostata.
Da questo studio è emerso che funzionano bene come il farmaco, ma il farmaco può causare mal di testa, vertigini, diarrea etc Anche i semi di lino hanno alcuni effetti collaterali però, migliorano la glicemia ed il colesterolo, la pressione sanguigna e aiutano a controllare le vampate di calore, che, tuttavia, non è di solito un problema in chi soffre di ingrossamento della prostata.

SEMI DI LINO E SOPRAVVIVENZA IN CASO DI CANCRO AL SENO: EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE:

La classe di fitonutrienti noti come lignani può essere pensata come l’equivalente occidentale dei fitoestrogeni isoflavoni presenti negli alimenti a base di soia delle diete tradizionali asiatiche, in quanto condividono molti presunti meccanismi antitumorali. Dal momento che il consumo di soia è associato sia alla prevenzione sia ad una maggiore sopravvivenza nel cancro al seno, ci si potrebbe aspettare di trovare lo stesso per lignani.
Tre studi hanno seguito migliaia di donne con diagnosi di cancro al seno. Il primo proviene New York, e mostra una sostanziale riduzione dei rischi di mortalità generale e mortalità per cancro al seno. Va però precisato che l’assunzione superiore di lignani potrebbe essere solo un indicatore di una dieta ricca di alimenti vegetali, pertanto specifiche combinazioni di cibi particolarmente ricchi di lignani possono essere necessari per produrre effetti di riduzione della mortalità. Un 2° studio proviene dall’ Italia: entro 5 anni dalla rimozione chirurgica del cancro al seno, le donne che avevano livelli più bassi di lignani circolanti avevano significativamente più probabilità di morire per recidiva rispetto a alle donne con più lignani nel loro sangue . I ricercatori hanno concluso che i lignani potrebbero svolgere un ruolo importante nella riduzione della mortalità per tutte le cause e della mortalità cancro-specifica delle pazienti operate per cancro al seno. Il 3° studio proviene dalla Germania, il più recente e più grande studio fino ad oggi, le pazienti in post-menopausa con il cancro al seno che hanno livelli sierici di enterolattone alto possono avere una migliore sopravvivenza. La curva di sopravvivenza nel grafico è significativa più alto è il livello migliore è la sopravvivenza. Le donne che hanno avuto più lignani nel loro sangue hanno vissuto più a lungo e tendenzialmente con un maggiore periodo libero da malattia.

SEMI DI LINO E SOPRAVVIVENZA IN CASO DI CANCRO AL SENO: EVIDENZA CLINICA

I dati sulla popolazione sembravano così promettenti che i ricercatori hanno deciso di mettere alla prova i lignani alimentando le donne con semi di lino, la fonte più concentrata di lignani, per vedere cosa sarebbe successo.

Uno dei modi in cui il farmaco Tamoxifene funziona è aumentando i livelli di inibitori dell’ angiogenesi come l’ endostatina, che è una proteina che il corpo produce per cercare di inibire l’ apporto di sangue al tumore.

Usando una tecnica chiamata microdialisi, si può attaccare un catetere nel seno di una donna e se si dà alle donne tamoxifene per 6 settimane, i livelli di endostatina all’interno del seno tendono a salire, e la stessa cosa accade quando si aggiunge invece 3 cucchiai e mezzo di semi di lino alla loro dieta quotidiana. Il lino non sembrava potente come la chemio, ma un ulteriore studio era sicuramente giustificata: un doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo.

Le donne assegnate al gruppo con i semi di lino hanno visto, in media, calare la proliferazione delle cellule tumorali,un aumento della morte delle cellule tumorali, e scendere il loro punteggio  c-erbB2 che è un marker di aggressività del cancro e del potenziale di formazione di metastasi e diffusione.

I ricercatori hanno concluso che i semi di lino hanno il potenziale di ridurre la crescita tumorale nei pazienti con cancro al seno e questo solo in cinque settimane. Se l’indice terapeutico visto in questo studio a breve termine può essere sostenuto in un periodo a lungo termine, i semi di lino, pussono essere una potenziale alternativa alimentare o essere usati in aggiunta ai farmaci contro il cancro al seno.

Dulcis in fundo: di lino eran fatte le vesti sacerdotali di uomini e donne, un pezzo intero, da unica filatura: prezioso e segno della regalità divina che è insita in noi.

Lasciamo che, simbolicamente, la nostra regalità attiri a noi tutto ciò che ci serve per stare in salute.

 

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