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AFFATICAMENTO SURRENALE

SOSTENERE I SURRENI IN OGNI STAGIONE PER UN BENESSERE TOTALE
Approfondimenti scientifici

SOSTENERE I SURRENI IN OGNI STAGIONE PER UN BENESSERE TOTALE

La stanchezza surrenalica  mi affligge personalmente a causa di una malattia genetica, per questo mi affanno tanto a studiarla e ad oggi, stiamo elaborando come team eubiotico, un progetto per poter proporre anche a voi soluzioni di problemi specifici, come questo ed altri ignorati.

Chi soffre di stanchezza surrenale si alza stanco, per non dire spossato, non può mettersi in movimento se non beve un paio di caffè, privo di energia e di motivazione e facilmente perde la concentrazione e l’energia sessuale.

Di notte, anche se si è esausti, non si riesce a prendere sonno perché i pensieri che ci hanno infatistidito di giorno, ci tengono svegli.

Il malfunzionamento dei surreni è anche associato a pensieri confusi, ipoglicemia, infezioni ricorrenti, calo di memoria, mal di testa e desiderio di dolci.

All’origine c’è una reazione eccessivamente prolungata allo stress, che può essere di varia natura, oppure, come nel mio caso, un deficit enzimatico.

Molte forme di ipotiroidismo celano una stanchezza surrenale che, se non curata, non consente in alcun modo la ripresa di una tiroide malata.

Viceversa, molte forme di stress surrenalico vengono scambiate per ipotiroidismo o esaurimento nervoso, per cui si prescrivono psicofarmaci inutili, visto che la causa non è la psiche, che sembrano calmare i sintomi, ma senza risoluzione, anzi peggiorando nel tempo le cose, come tutto ciò che sicotizza, cioè il correre sempre ovunque, il doping efficientista che ci coprirà la vera ragione dei nostri problemi e che induce nell’organismo la tendenza a presentare malattie a decorso prolungato-cronico e scarsamente rispondenti alle terapie praticate.

Lo stress ci fa produrre adrenalina (e noradrenalina), che determina i cambiamenti fisiologici necessari a sostenere a reazione di lotta o fuga. L’adrenalina è un potentissimo ormone che potrebbe danneggiare le nostre cellule, per mitigarne il rischio il corpo secerne cortisolo ad oltranza, fino ad arrivare, in taluni casi, a un vero e proprio esaurimento surrenalico. Ma nel frattempo, la maggior parte delle persone produce una dose così esagerata di cortisolo e adrenalina da creare un’infinità di problematiche di salute: malattie cardiovascolari, osteoporosi, problemi intestinali, obesità, cancro, ansia e depressione.

Nel breve periodo il cortisolo contribuisce a rilasciare maggior energia, ecco perché certe persone, nei periodi di forte stress, sembrano dare il meglio di sé.

Sappiamo tutti che poi …. CROLLANO!

E meno male, altrimenti non avremmo modo di ricaricarci.

Il problema serio è che senza i nutrienti specifici e necessari, non ci ricarichiamo affatto.

Se cerchiamo cibi zuccherati o caffè, abbiamo solo un apparente ricarica che poi scompensa ulteriormente il sistema ormonale, fino a varcare la soglia dell’irreversibile ed è una soglia davvero molto vicina per molti di noi.

Oltre il 40% degli adulti avverte gli effetti collaterali dello stress, fattore a cui sono in vari modi collegati fra l’80 il 90% delle visite mediche.

Lo stress è il più potente immunosoppressore del nuovo millennio e innalza il rischio di tutte le malattie soprattutto nelle fasce di popolazione più deboli, oppresse da fattori emozionali importanti.

Non abbiamo bisogno di riscontri ematochimici specifici, grazie a sintomi ben precisi è possibile sapere se le nostre ghiandole surrenali sono esaurite anche se tutti gli esami medici sono normali.

Stiamo improntando un piano per un rapido recupero surrenale che comprenda un’alimentazione adeguata, integrazione ad hoc e interventi sulla psiche che sono davvero la principale forma di soluzione per questo problema. 

E’ molto importante consultare un medico o un naturopata che sappia come trattare in modo naturale, ma completo e competente lo stress surrenalico.

Altre cause di stanchezza surrenalica possono essere alimentazione apparentemente sana, ma fortemente squilibrata perché carente di B12 e DHA. Le diete a base vegetale, a volte anche ben bilanciate, possono essere a rischio di stanchezza surrenale in persone già carenti di certi nutrienti, perché anche se ne assumessero a sufficienza (col DHA la vedo durissima però), potrebbero avere carenze pregresse difficili da sanare.

Così una dieta carente di vitamine del gruppo B, può dare una grande stanchezza e queste vitamine sono fondamentali per molti metabolismi. Assumerle da integratori non solo non è la stessa cosa, ma ci sono fior di integratori che se buttaste nella fognatura comunale rovinerebbero pure le tubazioni.

Un altro problema ignorato anche per chi seguisse una dieta sana e ben equilibrata è il malassorbimento dei nutrienti.

Sapete che se non masticate bene, non assorbite bene?

Per cui è importantissimo avere una dentizione sana, curata e molto efficace. E possibilmente NOSTRA. I nostri denti svolgono funzioni molto differenti da denti impiantati, anche a livello psico emozionale. La d.ssa Maria Antonietta Cambrea ci spiega che un boccone dovrebbe subire circa 30 atti masticatori alternati, cioè il cibo introdotto in bocca deve essere triturato e passato da una parte all’altra della bocca per fare lavorare entrambi i lati del nostro corpo; che i denti naturali rispetto ai denti artificiali, proprio perché contengono dei “sensori” di pressione, trasmettono impulsi ai due emisferi cerebrali rendendoli attivi: masticare da entrambi i lati in maniera bilanciata permette infatti, un’attività antinvecchiamento cerebrale, se invece masticheremo da un solo lato perché dall’altro ci mancano dei denti o ci fanno male, un emisfero verrà trascurato, inoltre la perdita dell’altezza dei denti, detta “Dimensione Verticale”, è strettamente connessa a fenomeni di perdita di memoria, morbo di Parkinson ed Alzheimer, nonché a ripercussioni di tutte le fasce muscolari discendenti e quindi postura!

Se gli enzimi digestivi sono carenti, non abbiamo una buona assunzione di nutrienti e se l’assorbimento è limitato non abbiamo i cofattori per produrre energia nelle cellule.

Infine, potremmo mangiar bene, assorbire bene e aver bisogno lo stesso di integrazione adeguata!

Ci sono anche molte condizioni fisiche ignorate (positività a certi virus, ad esempio, ma non solo) e assunzione di farmaci molto comuni che contribuiscono a dare molta stanchezza, per molto tempo.

E’ infatti un’esposizione costante a sostanze tossiche e con le 50.000 introdotte nel nostro ambiente dagli anni ’50 del secolo scorso ad oggi, fanno en plein di deterioramento del nostro sistema nervoso e ormonale.

Nella mia esperienza questi fattori sono importanti, concorrono insieme al problema, ma restano a fare la parte del leone le preoccupazioni, le arrabbiature, la collera repressa, i sensi di colpa, le ansie per il futuro e le paure per ciò che ci circonda.

Anche esercizio fisico in eccesso, i super lavori di tutti i tipi, gli interventi chirurgici e i traumi e le ferite da essi derivanti, le allergie croniche o gravi, il dolore e le malattie croniche, le situazioni climatiche estreme, la tendenza a dormire poco, i fattori di stress inevitabili come separazioni e lutti, perdita del lavoro o fare un lavoro che non ci piace contribuiscono in modo molto importante all’instaurarsi di questa situazione.

Per queste ragioni credo fermamente che l’approccio generale all’esistenza rimanga la modalità più duratura per sostenere i surreni, soprattutto per noi donne, che in menopausa tendiamo a ignorare questo ed altri problemi, considerandoli normali o viceversa, a correre da uno specialista all’altro per trovare confusione.

Questo sgallettare non ci aiuterà affatto.

Alla fine il corpo produrrà svariati sintomi per attirare l’attenzione sul problema vero; come un cavallo a cui chiediamo di correre senza dargli acqua e cibo, a un certo punto si fermerà e si rifiuterà di compiere anche un solo altro passo, sebbene frustato!

Gli studi dimostrano che imparando a “pensare” col cuore è possibile potenziare la naturale produzione di ormoni.  Stiamo improntando, con la nostra équipe, un programma di gestione dello stress basato su tecniche e lavori dell’Institute of HeartMath in California, per gestire lo stress, le paure, la colpa, l’ansia e la collera.

In generale, spingersi al di là dei propri limiti, in ogni aspetto della vita, indebolisce ancor  di più le surrenali, come sempre sosteniamo, il prenderci gran cura di noi significa anche imparare come farlo e noi siamo qui apposta.

Quando il cortisolo è carente, compaiono i sintomi classici dello stress è utile ricorrere alle piante adattogene.

E’ stato provato in numerosi esperimenti che il valore soglia dello stress non è fisso, ma può essere alzato se si aumenta l’efficacia della reazione di adattamento, attraverso specifici esercizi che ci allenano a uno stimolo negativo.

Le piante adattogene possono sostituire questi lunghi esercizi atti a neutralizzare lo stress.

La loro assunzione ritarda lo stadio di esaurimento, per cui possono essere usate sia nella stanchezza acuta che cronica, anche da iposurrenalismo.

ELEUTEROCOCCO

Incrementa le energie fisiche psicologiche che permettono all’organismo di gestire lo stress, riducendo l’ansia, l’indebolimento immunitario e gli scompensi metabolici (sbalzi glicemici), fattore da non trascurare affatto, soprattutto oggi che è così facile eccedere con carboidrati e proteine! (Tutto ciò si trasforma in zucchero, sì).

L’eleuterococco agisce sull’asse ipotalamo-ipofisi-surreni, riducendo la fatica.

Un ottimo prodotto è LABOR VILLA STODDARD nr 45, ma ce ne sono tanti altri, alcuni di ottima qualità sul mercato.

 LA WITHANIA

Aumenta  l’apprendimento e la capacità mnemonica, oltre che avere una potente azione antiossidante. Contiene sostanze steroidee con attività simili al cortisolo. Auementa l’attività dei recettori per l’acetilcolina, un neurotrasmettitore carente nelle sindromi demenziali e ottimizza la memoria, in tutti.

Molto indicata in caso di insonnia, ansia, fobie, crampi e algie muscolari. Contrasta inoltre l’impotenza  e l’eiaculazione precoce.

LA LIQUIRIZIA

Nelle carenze lievi di cortisolo, è ottima e anche nei periodi di forte stress.

La glicirrizina rallenta l’attività degli enzimi che degradano il cortisolo, lasciandolo più a lungo in circolo consentendogli di sedare le infiammazioni.

Nelle affezioni del tratto digerente è lenitiva, dallo stomaco all’intestino spastico. Aumenta la secrezione della bile e diminuisce il colesterolo.

Usatela tranquillamente a cicli, per brevi periodi, quando avete necessità di un sostegno, anche in tisana. Servono ben 50 grammi di liquirizia al giorno, per almeno 2/4 settimane, per avere un effetto ipertensivo. Assumendo i normali preparati che contengono dai 300 ai 500 mg di estratto, non si corre alcun rischio!

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA
I rimedi naturali

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA

Il magnesio è un minerale importantissimo, ESSENZIALE per la vita, che il nostro organismo utilizza in più di 300 funzioni biologiche, OGNI GIORNO.

Mantiene forti le ossa, aiuta a produrre energia, stabilizza i livelli glicemici nel sangue,  sostiene il funzionamento di muscoli, nervi e tendini e, gran cosa, tiene sotto controllo l’infiammazione silente, a cui nessuno di noi generalmente bada, finchè sfocia in una patologia acuta o cronica.

Assumere ciò di cui necessitiamo ogni giorno è piuttosto difficile con la sola alimentazione.

Dovremmo mangiare legumi, cereali integrali, verdure ad oltranza, frutta a guscio e semi oleosi: cioè alimentarci in maniera perfetta secondo il metodo Kousmine, ma anche così potrebbe esser difficile averne quanto basta, proprio perché magari il nostro fabbisogno è piuttosto elevato a causa dello stress o di altri fattori che ne richiedono un maggior apporto. Inoltre ben sappiamo che i fitati contenuti in cereali e legumi inibiscono l’assorbimento di diversi minerali, incluso il magnesio. Anche nelle verdure a foglia verde come spinaci, bietole e prezzemolo, ecc.  (di cui consigliamo caldamente il largo e quotidiano consumo!), gli ossalati impediscono l’assorbimento del magnesio, per cui consumiamoli previa breve cottura al vapore.

Ma anche se riuscissimo ad averne una buona quantità, molti sono i fattori che lo consumano: alcool, grassi, sale (se non è integrale), zucchero, fosfato (nelle bevande gasate), caffeina del te e del caffè e tannini (del te).  Sudorazione e attività fisica. Penso soprattutto a un’alimentazione troppo ricca di sale come quella della maggior parte delle persone, pane, crackers, grissini, salumi, carni processate, formaggi, noccioline o altri semi tostati e salati, il magnesio diventa utile anche per drenare la ritenzione idrica, oltre che compensare le deplezioni causate dal sale.

In caso di calcolosi renale è indispensabile per aiutare a sciogliere i calcoli, elimina anche le forme di calcio impropriamente depositate in altri siti, sia ossei che arteriosi.

Oppure semplicemente.. Viene consumato ad oltranza (e qui vi sfido a dirmi che non ne siete sottoposti), dallo STRESS!

Questi fattori svuotano letteralmente le nostre riserve di magnesio, soprattutto se come presumo, ciascuno di noi a causa di uno stile di vita inadeguato, inclusa una cattiva alimentazione, ha vissuto per anni con livelli di magnesio troppo bassi rispetto alle reali necessità.

Per assorbire una quota maggiore di magnesio, vi consiglio anche l’utilizzo di FOS (frutto oligosaccaridi), dei prebiotici fra cui spicca a basso costo l’inulina, che in piccole quantità, può essere aggiunta a cibo e caffè di cereali. Io ne metto un cucchiaino ogni mattina nel caffè di cicoria.

E’ veramente semplice capire se siamo carenti di magnesio: dovremmo pensarci ogni volta che siamo parecchio stanchi in modo costante, apatici, se abbiamo crampi o comunque debolezza muscolare, se ci sono nelle donne disturbi tipici di sindrome premestruale, se abbiamo sbalzi di glucosio nel sangue, poco sonno, leggera depressione, tachicardia, pressione alta o stitichezza. Sostanzialmente questi sono anche i sintomi dell’AFFATICAMENTO SURRENALE, infatti bassi livelli di magnesio ostacolano la funzione dei surreni che ci sostengono nella fatica quotidiana, fino a ridurci uno straccio, nel vero senso della parola.

Sotto stress il magnesio va sicuramente integrato.

E’ un potente antinfiammatorio e funziona come un antiossidante, per cui  tenere a bada questi due fattori significa rallentare l’invecchiamento e le malattie degenerative. Aiuta nella fibromialgia.

E’ un alimento chiave nella salute delle ossa, perché impedisce la deplezione di calcio, ma non solo, mantiene saldo l’osso della mandibola e riduce la profondità del solco gengivale, risultato da infiammazione causata dei batteri nella costruzione della placca, un problema che salendo di età interessa un po’ tutti, quindi è un ottimo elemento per la salute di denti e gengive.

Con un buon dosaggio di magnesio si tende ad avere un INSULINA più bassa (vi rimando all’altro pezzo per capire l’importanza dell’insulina alta), quindi un minor rischio di insulino-resistenza e di sviluppare diabete di tipo 2, oltre che migliorare il controllo del grasso corporeo e di glucosio nel sangue in persone che già soffrono di diabete. Utilissimo regolatore ormonale e metabolico.

Questo problema tende ad aumentare con l’avanzare dell’età, per cui assumerlo in via preventiva è davvero importante, soprattutto, come evidenziava il pezzo che vi ho postato di Catherine Kousmine, per chi ha rischio cardiovascolare: bassi livelli di magnesio causano il restringimento delle arterie e alta pressione. Inoltre riduce gli attacchi di angina in persone che soffrono di coronaropatie e insufficienza cardiaca.

Un altro elemento importante emerso di recente, è che il magnesio riduce la perdita di collegamenti neuronali e ne incrementa un nuovo sviluppo nei malati di Alzheimer, con un miglioramento evidente e funzionale sulla memoria.

E’ quindi, per la stessa ragione, molto  utile a chi fa fatica a concentrarsi o ha difficoltà mnemoniche, a qualsiasi età.

Ovviamente non tutti gli integratori sono uguali.

Occorrono valutazioni sensate in base alle proprie necessità. Di certo non vi farà male, ma potrebbe esser troppo poco per le vostre specifiche esigenze o esser assorbito poco. Si deve scegliere la forma più adatta alla propria situazione, in questo modo un’integrazione quotidiana favorisce il recupero e il mantenimento del nostro benessere.

Colgo l’occasione e lo ribadirò molte altre volte, di suggerirvi di diffidare dagli studi che smentiscono l’utilità dell’utilizzo di integratori, come il magnesio o altri, di cui parleremo di volta in volta.  Ci sono molti e molti studi che attestano il contrario e soprattutto, possiamo verificarne l’utilità concreta nella nostra vita, per cui bando alle ciance: non credete a nessuno, documentatevi e sperimentate! Per fortuna il magnesio e altre utilissime sostanze continueranno a regalarci i loro enormi benefici, indipendentemente da questi furbetti che intendono depistare l’informazione, per il bene di tutti noi e per una salute sempre più consapevole e divulgata, alla portata di tutti.

Certi studi  sembrano fatti apposta per ragionamenti aprioristici e contorti , per avere un impatto nefasto su chi non è esperto o non sa come approfondire. E’ comprovato che è di grande utilità integrare il magnesio!

Quindi, provate!

L’unica grande controindicazione che mi sento di indicarvi è l’insufficienza renale (controindicazione importante per l’assunzione di molte sostanze!) e ovviamente occorre conoscere le interazioni con integrazione già presente nella nostra alimentazione, ad esempio, con la vitamina D ad alto dosaggio può dare ipermagnesemia.

Fatto salvo queste condizioni, il consiglio è di integrarlo, sempre o almeno a cicli!

Uno stile di vita sano, una buona alimentazione, agiscono su tutto l’organismo e ci proteggono da ogni male, quando un prodotto, che sia un integratore o un alimento,  è utile per darci una mano a tenere saldo il comando della nave della nostra vita, perché mai non dovremmo farne buon uso?!

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