SCONFIGGERE IL CANCRO: TU COSA FAI?
Alimentazione e salute

SCONFIGGERE IL CANCRO: TU COSA FAI?

Ciascuno di noi conosce qualcuno morto di cancro.

Ieri è morta una cara amica e oggi non mi do pace per le cattive compagnie che ha frequentato, che non l’hanno certa aiutata a capire quale fosse la strada giusta per lei.

Vedo in televisione assurdità quotidiane: accuse contro terapeuti, medici e non, cattivi consiglieri riguardo al suggerimento di evitare percorsi chemioterapici o comunque percorsi ufficiali.

Mi fanno più paura queste follie che le malattie.

Ciascuno deve essere libero di poter scegliere come vivere, come curarsi e sì, anche come morire, attendendosi ai criteri della medicina in cui si identifica.

Molte persone anche giovani sono colpite dal cancro, sembra una vera e propria epidemia.

Malgrado i milioni di euro e le raccolte fondi ad ogni angolo di strada, le ricerche, le innovazioni terapeutiche vere o presunte, i nuovi farmaci intelligenti (??! “biologici”) e chi più ne ha, più ne metta, ci sono altissimi tassi di recidive e sono sempre di più  i decessi, basta dare un’occhiata alle statistiche, spogliandole di dati un pochino artefatti.  (Come il fatto che chi viene ricoverato  e dimesso più volte, pur sempre con la stessa patologia, viene conteggiato come ammalato che guarisce. Per fortuna moriamo una volta sola e se non facente parte di uno studio o in ospedale, manco rientra nella statistica!).

Possiamo abbassare enormemente la probabilità di ammalarci di tumore semplicemente modificando la nostra alimentazione, il nostro stile di vita, dando spazio al rilassamento intenzionale e ad altre tecniche di auto-aiuto che possono migliorare la qualità della nostra breve vita mortale.

Questi cambiamenti non solo aiutano la prevenzione dei tumori, massimo disagio del sistema immunitario, ma prevengono e curano tutto ciò che in termini di mali cronico-degenerativi viene prima, incluse le malattie cardio-vascolari, il diabete, le malattie autoimmuni e  le demenze cognitive o vascolari, in tutte le forme.

Anche OMS ammette che più del 30% delle morti oncologiche può essere evitato eliminando fumo, sovrappeso, alimentazione povera di fibre, sedentarietà, alcool, infezioni virali, inquinamento atmosferico e sostanze tossiche in cosmesi e cucina.

Certo, alcuni tumori possono essere causati da mutazioni generiche ereditarie, ma anche in questo caso (il Béliveau lo scrive nel suo ultimo libro), è fondamentale la prevenzione ed evitare di predisporre un terreno fertile in cui il male può attecchire.

Questo è valido perfino per l’Alzheimer in chi è portatore del gene più a rischio!

Ed è anche la ragione per cui mi sembra totalmente inutile, quando non deleterio, perdere tempo nella cosiddetta prevenzione (che prevenzione non è, al massimo è diagnosi precoce!) analizzando e cercando continuamente fattori di rischio in numerini scritti su un foglio, con l’asterisco.

La risposta ce l’abbiamo già: è la prevenzione primaria!

Conosciamo tutti almeno un furbacchione che ci racconta di quanto stia bene suo zio, che ovviamente fuma, è in forma senza un filo di grasso, mangia di tutto (sottinteso un sacco di cibi spazzatura), ma sta davvero benissimo, sebbene i 90 anni suonati.

Bene, beato lui!  Non fatevi prendere dalla squilibrata tentazione che quella strada s’ha da seguire, tanto di qualcosa si deve morire (altro ritornello patetico e qualunquistico!)

A parte il fatto che ci sono eccezioni, non sappiamo davvero molto dello zio in questione, ma è certo che abbiamo tutti più probabilità di rimanere in salute se non esponiamo sistematicamente il nostro corpo a sostanze tossiche (quanto sono sottovalutate le intossicazioni croniche da metalli tossici, che corrodono letteralmente i nostri organi!), mentre mangiare le costine con le salamelle due volte l’anno di sicuro non ci porterà alla tomba!

Vorrei focalizzare brevemente i fattori di rischio più comune e sovente ignorati quasi totalmente dalla maggior parte delle persone, ma soprattutto fornire alcuni spunti di riflessione per cui è importantissimo fare prevenzione piuttosto che doversi curare poi; il metodo Kousmine, che promuoviamo, riesce a prevenire e sostenere la cura di moltissime patologie!

L’ALCOOL

L’alcool causa dal 25 al 65% dei tumori della cavità orale e apparato digerente che, nell’80% dei casi, sarebbero evitabili smettendo di bere e fumare. E’ inoltre corresponsabile di cancro all’esofago, colon-retto, fegato e mammella. Se in concomitanza a infezioni virali di epatite B o C, il suo effetto si moltiplica. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità circa 13.000 uomini e 7.000 donne di età superiore ai 15 anni muoiono per causa totalmente o parzialmente alcool correlata.

L’alcool è una sostanza fortemente infiammatoria, soprattutto per il fegato. L’etanolo è un potente carcinogeno, che si elimina scaldando l’alcool sopra gli 80°: il vino usato per cucinare è quindi etanolo e sue conseguenze privo. Rimane solo il buon sapore.

L’alcool attiva anche il NF-kappa beta, un fattore di trascrizione che regola la risposta immunitaria, l’infiammazione cellulare e la proliferazione neoplastica.

In più alcool e sigarette in accoppiata favoriscono un maggiore assorbimento del benzopirene presente nel fumo del tabacco nell’esofago, aumentando in modo esponenziale il rischio di cancro.

La metabolizzazione dell’alcool richiede un enzima che spesso è carente in certe categorie di persone, come gli orientali e molte donne, aumentando così i rischi connessi.

Il metodo Kousmine più aggiornato vieta totalmente l’alcool ai malati e consente un bicchiere di vino rosso di buona qualità a pasto, all’uomo e mezzo alla donna.

IL FUMO

Il 90% delle persone a cui viene diagnosticata una neoplasia polmonare, FUMA.

Il fumo causa comunque il 25% di tutti i decessi per cancro e riduce l’effetto di molti farmaci, inclusi i chemioterapici.

Direi che non occorre aggiungere altro.

Il fumo contiene CADMIO un potente metallo tossico cancerogeno, che provoca problemi sia in chi fuma, sia in chi subisce il fumo passivo. Si deposita in fegato e reni, permanendo per 15/20 anni, causando problemi anche alle vie respiratorie. Il suo accumulo è favorito anche dalla carenza di zinco, che lo antagonizza e lo elimina, favorendo anche una buona immunità. La carenza di zinco impedisce anche la disintossicazione epatica da alcool, favorendo la cirrosi. La sostituzione dello zinco nelle pareti arteriose porta a una riduzione della loro flessibilità, alla formazione di placche aterosclerotiche e restringimenti del lume arterioso, con conseguente aumento del rischio di ictus, infarto e ipertensione.

Riduce la fertilità, fino a dare problemi di impotenza e sterilità.

Il Cadmio distrugge il sistema di riparazione delle cellule, fondamentale per prevenire il cancro. A differenza della maggior parte delle sostanze cancerogene che lavorano attaccando il DNA direttamente, il cadmio inibisce la capacità delle cellule di riparare gli errori di routine verificatisi quando il DNA è replicato per produrre cellule nuove, quindi è concausa ipotetica di tutte le malattie.

Inoltre inibisce la respirazione cellulare, per cui può dare forte astenia e rallentamenti metabolici. Interferisce con molti neurotrasmettitori, danneggia le fibre nervose e può portare alla morte neuronale. Favorisce l’osteoporosi, le fratture e la carie, perché interferisce col metabolismo del calcio. Interferisce anche con la sintesi delle sostanze che rigenerano le superfici articolari, provocando così infiammazione e dolore, favorendo artrite e artrosi. Fa perdere i capelli!

Direi che ci sono sufficienti buone ragioni per smettere di fumare e allontanare da noi chi ci fuma vicino!

L’ALIMENTAZIONE

Esiste una correlazione diretta tra ciò che mangiamo e le tendenze patologiche o le malattie che sviluppiamo, nonché la probabilità di guarire e il decorso della malattia.

Il 35% dei tumori è causato dall’alimentazione in modo diretto, ma comunque l’alimentazione, come spiega il metodo Kousmine, influenza tutti i parametri infiammatori e di acidità tissutale per cui è in realtà corresponsabile di quasi tutte le patologie e di certo può migliorarne il decorso, senza eccezioni.

Purtroppo ci sono ancora molte persone a cui viene diagnosticato il cancro a cui i medici dicono: “mangi quello che vuole” e così costoro pensano di essere attori passivi della propria vita e peggio che peggio, della propria guarigione.

Perché? Semplice.

Sovente non ne sono al corrente. Dubito che leggano i report del WCRF, massimo organo medico mondiale che studia i nessi fra alimentazione e cancro, in molti casi credo che non siano nemmeno al corrente della sua esistenza.  Alla facoltà di  Medicina si insegna molta teoria che sovente sarà dimenticata appena passato l’esame, ma di certo non si studiano la prevenzione e l’alimentazione.

Inoltre, ammesso che qualcosa al riguardo sia stato detto, non è sufficiente: occorre continuare ad informarsi e ad approfondire, con tenacia e costanza, aggiornandosi sulle scoperte scientifiche e su tutto ciò che serve per coadiuvare nel profondo il processo sottile di guarigione del corpo, ma prima ancora dello spirito, vera causa di ogni patologia. Sappiamo tutti qual è la mole di lavoro di un medico di base di medicina generale e quanto tempo può dedicare ai pazienti, figuriamoci se può trovare il tempo di aggiornarsi e di continuare a studiare! Per fortuna qualche eccezione c’è, ma vi garantisco che fra i molti medici e terapeuti che conosco, costoro si contano sulle dita di una mano.

Per non parlare di informatori scientifici che non vedono oltre il loro naso  e ci sciorinano informazioni sul prodotto che stanno cercando di convincerci a prescrivere, nel poco tempo che decidono di dedicarci, mentre ci regalano un cartone di campioncini buoni per la Barbie, che, a detta loro, dovrebbe farci propendere per la bontà dei prodotti, sulla base di … “studi che dimostrano…” ovvero auto referenziati, per meglio dire pubblicità aziendale.

Facciamo un esempio molto concreto: il protocollo pressoché mondiale del cancro al seno è concorde nel prevedere una cura di cinque anni con tamoxifene. Il farmaco blocca gli estrogeni perché non stimolino il tessuto mammario evitando così le recidive.

A parte il fatto che fra i possibili effetti collaterali non così improbabili o poco frequenti ci sono cancro all’endometrio, trombo embolia e tumori epatici, nessuno di solito dice loro di smettere di consumare zucchero, in ogni forma, carne e prodotti raffinati e ancor meno di introdurre alimenti con fitoestrogeni che regolino i livelli dell’ormone nel sangue. Di solito qualche volpe d’oncologo consiglia anzi di non consumare affatto soia.

Pensate forse che il tamoxifene in presenza di un’alimentazione squilibrata che favorisce la predominanza estrogenica, soprattutto  con dosi massicce di carboidrati, possa agire in maniera corretta?

Per niente affatto.

Qui si mette una pezza, ma il buco resta.

Inoltre ci sono sostanze chimiche nell’ambiente che aumentano i livelli di estrogeni, fra cui le diossine, i policarburi e gli idrocarburi policiclici aromatici presenti nei gas di scarico, nel fumo delle fabbriche e del tabacco e nei prodotti derivati dal petrolio.

Tanto per fare un esempio concreto, aumentare le fibre nell’alimentazione riduce del 10% il rischio di sviluppare tumore al seno, mentre ogni 10 grammi di alcool consumato  nella giornata il rischio aumenta del 10%.

Perché mai si spende tanto nello spingere un farmaco e non si incoraggia un’alimentazione a prevalenza vegetale priva di zucchero?

Perché non ha alcun riscontro economico: non ci guadagna nessuno e più gente rimane sana, più c’è da perderci. Non è fantamedicina: se vendo farmaci è marketing.

Sostenere che le uniche risorse a nostra disposizione son le chemioterapie è un concetto obsoleto e la loro tossicità è dimostrata da molti decenni, tanto è vero che medici e parenti molto spesso rinunciano a queste terapie così invalidanti e si gettano su altre tipologie di cura, meno invasive.

Qualche volta genericamente ci viene raccomandato di consumare più verdura e frutta, ma questo è un consiglio molto qualunquista se non si inserisce nell’ambito di una alimentazione veramente capace di ristabilire un equilibrio e frenare la malattia.

I cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita sono la vera risorsa capace di aiutarci a sconfiggere il cancro, migliorando la qualità della vita anche durante le terapie che scegliamo di fare, chemio, radio o qualsiasi altra cosa.

Molti virus sono associati a certi tipi di cancro, ad esempio il virus dell’epatite B  e C al cancro al fegato, il Papilloma virus al cancro del collo uterino, l’HIV al sarcoma di Kaposi e ai linfomi, il virus di Epstein Barr al linfoma di Burkitt, i parassiti ai linfomi e via discorrendo.

Viviamo su un pianeta deturpato dalla grande quantità di sostanze tossiche, allontanandoci sempre di più dalla natura.

Dagli anni ’40 ad oggi l’industria ha messo in circolo nella nostra atmosfera più di centoquattordicimila nuove molecole, delle quali solo novecento sono state accuratamente esaminate. Siamo continuamente esposti a sostanze di cui non si conosce la tossicità. Si stima che ci siano circa settemila sostanze cancerogene nell’ambiente. Di queste circa 600 alterano l’equilibrio ormonale, causando i tumori ormono sensibili.  L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC, International Agency for Research on Cancer), un organismo dell’OMS, analizza le sostanze sospettate di provocare il cancro, ad oggi sono 953 le sostanze identificate come tali, che sono ancora utilizzate dalle industrie, adducendo il pretesto che le dosi impiegate non superano il livello di sicurezza.

I raggi UV possono essere cancerogeni e provocano invecchiamento precoce della pelle, occorre assolutamente proteggersi.

Elettrosmog o inquinamento elettromagnetico causa mutazioni del DNA. Siamo tutti esposti alle onde elettromagnetiche dei cellulari, la IARC ha classificato questi campi come possibili carcinogeni.

Non mi sembra affatto che le autorità ci mettano in guardia da tale pericolo, sta a noi usare il telefono cellulare con cautela, ci sono studi da cui si evince che l’utilizzo prolungato del telefono cellulari aumenta il rischi di tumori al cervello. Trenta minuti al giorno per 10 anni aumentano del 50% la possibilità di sviluppare un glioma. (Tumore maligno del cervello). Inoltre negli ultimi 30 anni è aumentato significativamente il numero di casi di cancro alla parotide, la ghiandola salivare più grande sita nella guancia, dove si appoggia il cellulare mentre si parla.

Basterebbe non portarlo a contatto col corpo mentre si chiama, usare auricolari  e viva voce. I bambini sono particolarmente sensibili agli effetti delle radiazioni , in modo particolare il feto. Mettiamolo in modalità “aereo” se glielo lasciamo per giocare.

I campi elettromagnetici alterano la secrezione di melatonina, che se diminuisce fa aumentare i radicali liberi e provoca immunosoppressione, perciò è assolutamente indispensabile evitare l’esposizione durante le ore di riposo notturno.

Ma il problema serio è che abbiamo un effetto cumulativo di queste sostanze. La maggior parte le ingoiamo con alimenti (nitrosammine, pesticidi, erbicidi, fungicidi, diossine, metalli tossici) e le assorbiamo con i cosmetici (parabeni, derivati dal petrolio, siliconi, fenoxyetanolo).

L’esposizione chimica ambientale  delle persone in condizioni di normalità è abnorme.

Parecchie sostanze di utilizzo quotidiano, che si ritenevano inerti, interagiscono con altri composti e possono agire così su ormoni che ci fanno ammalare.

Un’esposizione protratta nel tempo può essere molto pericolosa.

Comunque, i cancerogeni ambientali hanno un ruolo minoritario nella genesi del cancro: sono la causa del 5% dei tumori, mentre la principale responsabilità rimane della cattiva alimentazione.

Come prevenire tutto questo? Rafforzando il sistema immunitario, riducendo le infiammazioni e favorendo la detossificazione dagli inquinanti ambientali, sia attraverso l’alimentazione con un metodo ben studiato come il metodo Kousmine e facendo periodicamente dei cicli di depurazione aiutandoci con rimedi vegetali di alta qualità, che sovente consigliamo a chi segue i nostri percorsi.

Tocca a ciascuno di noi la responsabilità di avere uno spirito critico, di scoprire quali sostanze inquinanti si celano in prodotti che consideriamo sicuri da sempre, è un nemico invisibile che ci crea sempre più problemi, se non lo conosciamo e lo affrontiamo.

E’ possibile ridurre i fattori di rischio ed evitare le sostanze più inquinanti: occorre informarsi e agire.

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