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Malattie e Benessere

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QUESTO NATALE CONFIDA IN BIO

Come possiamo esprimere pienamente la nostra essenza e star bene?

E’ il desiderio di tutti noi.
Veniamo in questo mondo meraviglioso con il necessario per realizzarci, nasciamo con inclinazioni ereditate dal nostro lignaggio ancestrale, le tante generazioni passate hanno lasciato la loro traccia.
Come vivevano, cosa pensavano, come coltivavano e preparavano il loro cibo, in quale misura educavano se stessi e aderivano alle regole naturali della vita, avranno tutti un impatto sul nostro corpo e i suoi processi.
Nessuno di noi arriva qui all’improvviso vergine.
Tutto questo è studiato dall’epigenetica: l’epigenoma si può cambiare.
Nascere ha in sè una storia unica e meravigliosa che conserviamo nella risonanza del corpo.
Essere consapevoli del corpo e dei suoi processi, prestare attenzione agli effetti che su di esso hanno i ritmi della vita, lo stress, il cibo, ci permetterà di mantenerlo nello stato e nella forma ideali, mentre rispondiamo agevolmente agli influssi esterni.
Perchè la chiave  del BENESSERE sta qui.
Interagire nel modo migliore con ciò che accade.

Uno dei segreti di questa interazione è proprio il  IL CIBO.

Consente di migliorare tutte le funzioni corporee, così tanto legate alla psiche e alla parte emozionale, come all’anima e a quella spirituale.

Oggi la situazione sta giungendo a un punto critico: il malessere della nostra società sta diventando sempre più evidente.
Disagio e malattia, non solo fisica, sono la visione predominante.
La gestione dell’agricoltura e dell’allevamento non sono confortanti.

La qualità del cibo però rimane un parametro molto importante per la nostra SALUTE.

Per questo vi consiglio di comprare bio ogni volta che potete. 

Il cibo e i prodotti biologici richiedono meno trattamenti e son più ricchi di nutrienti.

L’agricoltura biologica sostiene la salute del suolo, dell’ecosistema e delle persone. 

Ogni volta che scegliamo  un prodotto bio aiutiamo la nostra salute e quella dell’ecosistema.

Un oncologo francese ha scritto un libro documentando le differenze,  mediamente l’agricoltura bio offre prodotti 11 volte meno inquinati.

Fa una grande differenza, sia per i sani che per i malati.

Il prodotto realizzato con materie prime da agricoltura biologica e biodinamica è privo di pesticidi e fertilizzanti sintetici o antibiotici nell’allevamento degli animali, ma solo risorse naturali, e non contiene aromi artificiali, esaltatori di sapidità, coloranti o dolcificanti.

L’agricoltura biodinamica, oltre a seguire gli stessi criteri di quella biologica, è influenzata da cicli lunari, dalle stelle e dai pianeti che favoriscono la crescita delle piante in modo naturale.

Questo metodo conferisce a frutta e verdura maggior gusto e maggiori proprietà nutritive.

Sia nell’agricoltura biologica, sia nell’agricoltura biodinamica non viene utilizzata una coltivazione intensiva, ma si rispettano le tempistiche della natura. Questo oltre ad aiutare la terra, favorisce la filiera corta: ciò significa che il prodotto passa dal produttore al consumatore senza intermediazione di terzi.

Sostenendo l’agricoltura biologica e biodinamica salvaguardiamo il paesaggio in cui viviamo e promuoviamo sistemi di produzione e commercializzazione ecologicamente responsabili e socialmente equi.

A Dalmine, (uscita Dalmine sulla A4), possiamo trovare tutto questo in un bel negozio, accogliente, dove il personale è disponibile e cordiale, un posto da frequentare!

Oltre a una vasta gamma di alimentari ci sono tanti altri prodotti per la cura e l’igiene della persona, inclusi integratori e prodotti per il corpo, cibo sano per i bambini e per i  nostri animali,  libri e in questo periodo natalizio tantissime idee regalo, davvero alla portata di tutti.

Vorrei portare la vostra attenzione sulle bellissime lampade di sale.

Il sale porta nella nostra vita l’elemento Terra, molto utile durante le ore pomeridiane, per aumentare la concentrazione e la capacità lavorativa.

Le lampade di sale migliorano l’attenzione, oltre che rendere l’atmosfera piacevole, inoltre gli ioni negativi che vengono liberati con il calore della lampada a stretto contatto con l’involucro di salgemma, eliminano l’elettrosmog responsabile di sonnolenza, spossatezza e indebolimento psico fisico.

Insomma facciamoci un giro in questo bel posto e le nostre intenzioni di aiutare le nostre vite e il pianeta, diventeranno concrete.

Piacere Terra bio è una delle catene di cibi bio in maggior crescita nel Nord Italia.  Altri punti vendita sono a Parabiago, Milano, Rho, Arcore, Cantù, Cassano d’Adda e Casnate con Bernate, Giussano, Sesto Calende, Desio e Abbiategrasso.

La parola alla scienza

TANTE GRAZIE RADICALI LIBERI!

Sembra pazzesco, ma l’avventuroso studio dei radicali liberi e comprensione dei loro meccanismi, è iniziato grazie ai produttori di gomma inglesi, che volevano sapere perché la gomma degli pneumatici invecchiasse, crepandosi.  

Nel mentre esimi scienziati si domandavano perché sulla pelle si formano rughe, le mele tagliate scuriscono, il burro vecchio sa di rancido, insomma perché le materie organiche si deteriorano e invecchiano?

I radicali liberi sono frammenti di molecole cui manca un elettrone sull’involucro esterno, tentano di strappare l’elettrone mancante da un altro legame chimico, danneggiando così le strutture vicine, cellule e tessuti, alterandole. Sono molto reattivi e instabili. Possono anche attaccare il progetto genetico del nucleo della cellula, diventando così un fattore scatenante di quella fatale trasformazione, che sta all’inizio dell’evoluzione cancerogena.

I danni maggiori colpiscono il collagene e l’elastina, quindi le arterie e le strutture dei tessuti. I radicali liberi aumentano per cause esterne, ma anche per cause interne, come risultato dei processi di distruzione cellulare. Essendo molto instabili, nel tentativo aggressivo di integrare l’elettrone mancante, rischiano di nuocere all’intero organismo, dal DNA allo strato di collagene dell’epidermide. Sono un sottoprodotto del normale metabolismo ed è impossibile limitarli al cento per cento. Sono però anche provocati da fattori esterni come l’esposizione all’ozono, al fumo di tabacco, ai fumi delle auto e a molti altri tipi di inquinanti, come insetticidi, pesticidi, radiazioni e troppa luce solare.

Solventi, vernici, lacche, colle e pitture, l’ozono delle fotocopiatrici, i deodoranti di cui facciamo uso regolare, le radiazioni elettromagnetiche prodotte dagli apparecchi della vita quotidiana (sveglie, monitor del pc, schermi televisivi,  asciugacapelli, cordless, radiografie, cotture alla griglia di proteine, cotture in forni a microonde, metalli tossici nelle acque e nei prodotti per il corpo) son tutti fonti di radicali liberi.

Questo continuo furto aggressivo di elettroni snatura le cellule e le loro funzioni:  è ciò che chiamiamo stress ossidativo. 

I radicali liberi danneggiano tutto ciò che incontrano nelle cellule e nei tessuti e hanno un ruolo primario nel provocare infiammazione cellulare, il che può generare una risposta alterata della cellula ai problemi che incontra nell’esecuzione delle sue funzioni, fino a favorire un forte rilascio di eicosanoidi proinfiammatori (concorrono allo sviluppo di numerose patologie).

Sia gli stati di infiammazione che la produzione di radicali liberi fanno parte delle nostre salutari reazioni di difesa, ma in presenza di un’esposizione sistematica a sostanze nocive, i radicali liberi prodotti in grandi quantità e la cronicizzazione degli stati infiammatori impegnano costantemente il sistema immunitario, che diventa meno efficace su altri fronti. La ricerca di laboratorio conferma che quando le cellule muoiono, quasi un terzo delle loro proteine è stato danneggiato dall’attacco dei radicali liberi.

Secondo Bruce Ames, ricercatore nel campo delle neoplasie, ogni cellula umana riceve almeno 10 mila “colpi” nocivi di radicali liberi ogni giorno.

Sono soldati feroci e privi di remore!

Eppure hanno due volti, come il Giano bifronte, possono svolgere un ruolo benefico se associati ai globuli bianchi. E’ proprio la loro tossicità a renderli equivocamente utili: i leucociti se ne servono come armi di precisione per combattere virus e batteri. In certi fenomeni infiammatori purtroppo, i globuli bianchi calcano un po’ la mano e liberano troppi radicali liberi, aggravando i problemi.

Il nostro tallone di Achille sono  però i mitocondri: i maggiori produttori di energia sono anche i più grandi produttori di radicali liberi.

Vita e morte intimamente legate in un equilibrio perfetto.

L’organismo combatte i radicali liberi esattamente come fa con virus e batteri, sia cercando di neutralizzarli in partenza, procurando loro l’elettrone mancante prima che lo prelevino da tessuti vulnerabili, sia riparando i danni che provocano.

Gli antiossidanti agiscono per facilitare tale processo, oserei dire che sono la nostra unica salvezza. Si trovano in grandi quantità in frutta e verdura, specie se colorata. Perché siano ricchi di fattori di crescita, enzimi e vitamine, occorre che siano cresciuti in terreni sani, senza troppi diserbanti, antiparassitari, antimuffe e tutto ciò che di chimico concorre, anche a livello sistemico, ad alterarne i contenuti nutrizionali.

Il miglior modo per combatterli è proprio un’alimentazione corretta.

Consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno aiuta molto, ma anche gli integratori possono dare una buona protezione. Un dato interessante proviene da una ricerca condotta da Ranjit Chandra, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’immunologia nutrizionale: questo ricercatore ha analizzato l’effetto di integratori vitaminici su un gruppo di volontari, dimostrando che un tale intervento ha portato a un’impressionante riduzione delle malattie, senza effetti collaterali.

Il professor J. Blumberg del Human Nutrition Research Centre, luogo di ricerca dove ogni assunzione di cibo e integratori viene monitorata, ribadisce: “Abbiamo indizi sufficienti perché i medici inizino a suggerire ai pazienti di assumere integratori, o almeno a non scoraggiarli a farlo”

Nessuno sembra preoccuparsi dell’eccessiva prescrizione di farmaci, quindi perché non suggerire un complesso vitaminico economico e innocuo?

Vitamina C, vitamina  E (tocoferoli misti), vitamine del gruppo B, sono integratori basilari alla portata di tutti, ma  è meglio farsi consigliare da un terapeuta che sappia tradurre in consigli personalizzati le vostre esigenze, anche sulla qualità dei prodotti!

Alimentazione sana, esercizio moderato, riposo rigenerante restano le nostre armi migliori contro i radicali liberi.

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!
Prodotti consigliati, Super food 4 care

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!

Nella medicina Eubiotica da noi professata, la cui base organica include i pilastri del metodo Kousmine, l’intestino è la chiave della salute.

Lo è per molteplici ragioni, ma vi basti ora sapere l’intestino che ha un legame indissolubile con sistema immunitario, endocrino e nervoso.

Scusate se è poco!

Rimandiamo agli approfondimenti negli altri articoli in cui parliamo di microbiota, ora l’argomento che vi vorremmo proporre è l’utilizzo mirato di un prodotto eccezionale, a base di lievito plasmolisato.

La prima regola di una medicina naturale vera è la non interferenza nei meccanismi di guarigione e il ptodotto che vi propongo rispetta questo criterio importante.

Parliamo  di lievito plasmolisato quindi, il cui nome commerciale è Biostrath, da oltre 50 anni il lievito del tipo Saccharomyces cerevisiae Meyen è utilizzato come base del rinomato e diffuso preparato alimentare svizzero e qui vi darò alcuni consigli sulle formulazioni che sovente consiglio ai malati, in diverse circostanze.

Contiene oltre 60 sostanze vitali: vitamine, aminoacidi, sali minerali, oligoelementi, glucani e mannani che favoriscono la crescita e rafforzano il sistema immunitario.

E’  utile nei periodi di particolare stanchezza, in caso di convalescenza, nella mancanza di concentrazione, nei bambini con disturbi dell’attenzione, con o senza iperattività.
E’ consigliato anche in gravidanza e allattamento per il suo contenuto di vitamine e nutrienti, agli anziani che necessitano sostegno e forza e agli sportivi per ottimizzare le loro prestazioni.

Contiene sostanze funzionali toniche ed antiossidanti che favoriscono la funzione digestiva, il rilassamento e il benessere mentale.

E’ al 100% vegetale, non contiene ogm, lattosio, coloranti o conservanti di sintesi.

Lo speciale procedimento con cui viene prodotto permette di sfruttare questo potenziale come integratore alimentare di facile utilizzo. Se non fosse sottoposta a trattamento, la cellula di lievito non sarebbe assimilabile. Per questo motivo, la parete cellulare deve prima essere aperta. Nel preparato Strath ciò avviene tramite plasmolisi, dopo l’aggiunta di estratti selezionati di erbe attraverso un delicato processo di fermentazione.  L’equilibrio naturale delle sostanze vitali contenute nel lievito vegetale resta inalterato. La preparazione dura circa due mesi, il che spiega il valore del prodotto.

E’ consigliato a TUTTI per migliorare le condizioni intestinali, quindi tutto ciò che ne deriva, ossia praticamente tutte le funzioni corporee ottimali.

Aiuta a sostenere l’organismo in molte condizioni patologiche, in particolare vorrei consigliarlo come importante supporto a tutti coloro che hanno problemi di tiroide, per la prevenzione e il sostegno nelle forme pre Alzheimer e Parkinson (agisce con meccanismi molto complessi, ma ci interessano i risultati: migliora stanchezza, debolezza, memoria a breve termine, vigilanza mentale, umore depresso, indifferenza e insonnia), per chi si ammala frequentemente o ha problematiche intestinali importanti (Chron, gastroresecati, coliti ulcerose ecc.).

Nella prevenzione delle patologie invernali funziona perfettamente e nei bambini si vede benissimo celermente!

E’ un prodotto biocompatibile in tutte le fasce di età e con qualsiasi problematica di salute (fatto salvo le specifiche per l’Elixir) e totalmente biodisponibile, se utilizzato con le accortezze che andiamo ad illustrare.

Le cellule di lievito sono mini centrali elettriche naturali, da cui  dipendono numerosi processi del nostro corpo. Il lievito è un organismo unicellulare pieno di energia e attività biologica il cui metabolismo è per certi versi simile a quello dell’uomo. Fin dall’antichità, questi microrganismi, scoperti nel XVII secolo, aiutavano a produrre alimenti. Grazie al lievito di birra, la birra originaria veniva un tempo considerata “pane liquido”, cioè un importante alimento di base ricco di sostanze nutritive e vitali.

Questo preparato, unico nel suo genere è disponibile in forma liquida, in compresse, oppure come filtrato di lievito vegetale.  E’ anche disponibile per animali, con il nome di Anima-Strath. 

BIO-STRATH ELIXIR di Lizofarm è un integratore a base di plasmolisato di lievito vegetale arricchito con un concentrato di erbemiele e succo di arancia.

Ha un’azione molto veloce nel ripristinare la normalità in una fase post influenzale, ad esempio, ma è un complemento per la convalescenza in molte situazioni difficili, anche per altre problematiche, incluse fasi post operatorie o astenie pronunciate dovute a varie ragioni, chemio e radioterapie incluse.

Consiglio di conservare in  frigorifero dopo l’apertura. Ha un’azione molto VELOCE.

POSOLOGIA: 3 cucchiai die, prima dei pasti, se la situazione è particolarmente difficile aggiungiamo tranquillamente un 4° cucchiaio anche a metà pomeriggio.

Questo prodotto non è consigliato a celiaci e diabetici.

BIOSTRATH COMPRESSE

E’ adatto ai celiaci e diabetici, non altera l’IG, bensì aiuta a migliorare la resistenza insulinica.

POSOLOGIA: 4+4 die, prima pasti.

Poi abbiamo OLIGOSTRATH, un estratto citoplasmatico puro, con soluzione idroalcoolica pressato a freddo. Entra immediatamente in circolo anche per assunzione sublinguale, grazie a processi osmotici e poi direttamente nella sostanza fondamentale. Sì  a celiaci, vegani, diabetici. Mancano qui i betaglucani e i glucomannani.

Per chi ha malattie intestinali come il Chron, interventi intestinali gastroresecati ecc. è ottimale.

Oligostrath è eccezionale per la gestione dello stress e per la pulizia dei tessuti extracellulari.

Nell’asse ipofisi, tiroide, surrene, sistema nervoso riequilibra le energie e con magnesio da un supporto enorme al metabolismo cellulare di questi organi, grande necessità di chi ha sofferenze tiroidee, va bene anche se la ghiandola è stata asportata.

Come già detto contiene oltre 60 sostanze vitali e regola l’OMEOSTASI e  il sistema dello stress, concausa di tutti i mali, per cui ad esempio, in tutte le tiroiditi secondarie a problemi surrene offre un sostegno eccezionale, ovviamente l’optimo sarebbe aggiungere gli altri nutrienti necessari a seconda delle proprie necessità: il risultato è molto più eclatante e rapido.

Anche nella predominanza estrogenica tipica di alcune problematiche tiroidee e della fase premestruale, ma anche della vita fertile di molte donne (endometriosi, miomi e fibromi, problematiche ovariche incluse le cisti), se l’intestino non ha un’adeguata regolazione batterica, non può metabolizzare correttamente gli estrogeni in eccesso; grazie all’azione di nutrimento dei lactobacilli ad opera dei betaglutani, Biostrath riesce a modulare anche questa problematica.

Il prodotto ha un’azione chelante su diversi metalli tossici, come si è potuto constatare dopo la seconda guerra mondiale in chi era intossicato da piombo, nelle aziende belliche, anche per questo è molto utile in diverse patologie dove le intossicazioni croniche di metalli tossici sono suggestive di peggioramenti o manifestazione di malattia. (Tiroiditi, demenze, Parkinson, Alzheimer).

Nelle autoimmunità agisce in regolazione, bilanciando i piatti immunitari, rafforzando profondamente l’immunità.

Si usa come sostegno nelle anemie sia per integrare il ferro che, seppur in piccole dosi è totalmente biodisponibile; anche in gravidanza dal quinto mese quando triplica il bisogno di ferro, sia perché il bambino ne ha bisogno, sia perchè offre una sinergia di nutrienti che ne favorisce l’assorbimento dal cibo.

Il ferro ha una distribuzione elettronica particolarissima. A volte  anche in chi non ha problemi gastrici, senza una certa sinergia di nutrienti e minerali non sempre viene assorbito, questo fattore è by passabile da questo prodotto.

In certe carenze di ferro dovute a problematiche tiroidee è di grande aiuto proprio perchè l’assorbimento non richiede il passaggio gastrico.

Consente di supportare le cellule malate o che lavorano male, a favore di cellule nuove, fa una vera e propria selezione cellulare e aiuta le cellule a rigenerarsi.

E’ consigliata assunzione a cicli o secondo necessità.

Non interferisce con la coagulazione del sangue, pertanto può essere assunto da chi assume anticoagulanti di qualsiasi tipo.

Oligostrath facilita tutti gli scambi corporei. Agisce sulla sostanza fondamentale riducendo la viscosità e aumentandone la fluidità, nonchè aiutando a rigenerare i tessuti.

Riduce molto il rischio di osteoporosi perchè consente un adeguata assimilazione del calcio presente in piccole dosi, grazie ai micronutrienti sinergici in esso contenuti. Evita che gli errori alimentari della madre si ripercuotano sulla dentizione del bambino, i cui denti cresceranno sani e senza carie, annulla effetti microgravità e quindi riduce la perdita di massa ossea, oltre che favorirne la costruzione. Modifica l’espressione genica della tendenza osteoporosi (che poi ha ovviamente anche altre ragioni), supporta la produzione di ATP e aumenta il metabolismo cellulare.

In estate OLIGOSTRATH ( la cui posologia standard  è 50 gtt sublinguali x 3 vv die, meglio prima dei pasti) può essere sfruttato come rimineralizzante naturale introducendo  una quarta dose supplementare, in mezzo litro di acqua.

Secondo gli studi elaborati da Yordanka Ivanova, ricercatrice in campo medico quantistico, il lievito fa parte di quella categoria di cibi  che contengono in natura RNA e Nucleotidi, ne è fra le principali risorse. Riporto brevemente alcune sue importanti considerazioni al fine di esemplificare i molti benefici che il prodotto può apportare nelle nostre vite, migliorandone nettamente la qualità.

Altre fonti naturali di nucleotidi sono rappresentate dal miele, dai batteri probiotici e da alcune piante medicinali. Ne sono anche molto ricchi le frattaglie, il pesce marino, gli ortaggi ed i legumi; le ultime ricerche dimostrano che anche il latte bovino ed ovicaprino è una fonte importante di nucleotidi.
Al contrario, la carne ne contiene quantità irrilevanti, così come i cereali.

I nucleotidi, in quanto sintetizzabili dal corpo umano, non sono considerati un nutrimento essenziale ma lo diventano in caso di periodi di apporto insufficiente, durante la crescita e in presenza di malattie. Gli enterociti, cellule la cui velocità di turnover è elevata, hanno scarsa capacità di sintesi dei nucleotidi per cui si considera utile la loro supplementazione con la dieta, specialmente nella Sindrome del Colon Irritabile. Anche se non sono ancora conosciute malattie da deficienza di Nucleotidi, tuttavia una serie di pubblicazioni sono fortemente suggestive di vantaggi apportati dai nucleotidi esogeni in varie patologie.

In primo luogo, essi, agendo da carriers, permettono il trasporto della principale molecola energetica per le cellule viventi, l’ATP. Inoltre, essi assumono un ruolo centrale in numerosi processi enzimatici, influenzando il metabolismo di proteine, grassi e glucidi.

QUALI PROPRIETA’ FUNZIONALI HANNO RNA E NUCLEOTIDI?

E’ noto ormai che in molti tessuti e in particolari fasi fisiologiche della vita dell’organismo i fabbisogni di nucleotidi non sono coperti dalla sintesi ex novo.

In particolare, alcune cellule a rapido turn-over, come quelle della mucosa intestinale, del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario (linfociti, eritrociti e cellule del midollo osseo) non sono in grado di produrre quantità sufficienti di nucleotidi tali da coprire i loro fabbisogni.
A questo punto è stato dimostrato ormai da diversi studi che l’integrazione con una fonte alimentare di RNA e/o nucleotidi riveste un ruolo significativo nel superamento di fasi critiche, quali l’accrescimento e il recupero da traumi, interventi chirurgici o patologie.
Studi effettuati sull’uomo hanno dimostrato che l’integrazione dietetica con RNA e nucleotidi apporta notevoli effetti positivi su diversi tessuti dell’organismo.

– Sistema immunitario

I nucleotidi dimostrano un effetto positivo sul sistema immunitario agendo su due fronti: la risposta immunitaria umorale e quella cellulo-mediata.
Per quanto riguarda la prima, essi promuovono la produzione di anticorpi (soprattutto IgM) da parte dei linfociti B, in maniera direttamente proporzionale alla dose somministrata.
Anche la risposta immunitaria locale viene positivamente influenzata dall’apporto alimentare di nucleotidi, in quanto si rileva una più cospicua produzione di IgA.
Per quanto concerne la risposta immunitaria cellulo-mediata, i nucleotidi stimolano la proliferazione, la differenziazione e la maturazione dei granulociti neutrofili, aumentando la resistenza dell’organismo agli agenti patogeni.
I nucleotidi promuovono la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B, stimolano la proliferazione dei granulociti neutrofili.
Inoltre, essi promuovono la proliferazione delle cellule del midollo osseo, stimolano la produzione e la secrezione di interleuchina-2 ed interferone gamma ed incrementano la citotossicità delle cellule natural killer.
L’utilizzo dei nucleotidi, soli od in combinazione con i farmaci, si è dimostrato un efficace mezzo terapeutico nel caso di chemioterapia, terapie o patologie immunosoppressive o trapianti di organi.
I maggiori effetti si sono riscontrati nelle infezioni da Candida, Staphilococcus aureus e Cryptosporidiosi.

Studi recenti sulle proprietà immunitarie di RNA e NUCLEOTIDI

In particolare la supplementazione di nucleotidi appare di particolare utilità nel latte destinato alla alimentazione artificiale del neonato sia in ordine alla velocità di crescita che alla competenza del sistema immunitario, notoriamente inferiore a quella ottenibile con l’allattamento al seno materno. Una maggiore disponibilità di nucleotidi si compendia, a livello intestinale, in un aumento del peso della mucosa, in una accelerazione dei meccanismi riparativi specie dopo stipsi o diarrea, nel 25% di elongazione dei villi, in una maggior attività enzimatica, miglior assorbimento dei nutrienti e stimolo alla crescita di lattobacilli e bifidobatteri.

A questo proposito un esperimento effettuato su due gemelli nati sottopeso ha evidenziato come  quello a cui veniva somministato Oligostrath in breve tempo ha recuperato peso e vitalità, a differenza dell’altro neonato, a cui non è stato somministrato (ndr Monique).

Esperimenti condotti su animali suggeriscono che la supplementazione con nucleotidi influenza parecchi indici della funzione immunitaria. La dieta priva di nucleotidi riduce l’immunità cellulo-mediata e diminuisce la resistenza alla Candida albicans e allo Staphilococcus aureus Meticillino resistente mentre la reintroduzione normalizza i parametri. La supplementazione riduce la durata e l’intensità della diarrea sperimentale forse influenzando il recupero della microflora batterica.
Nell’uomo alcuni studi suggeriscono che l’introduzione nella dieta di nucleotidi, specie in situazione di malattie critiche, favorisce il recupero e riduce i giorni di ospedalizzazione.
Un altro aspetto degno di attenzione riguarda gli atleti sottoposti a sforzi prolungati. In costoro sono più frequenti e più gravi le malattie del tratto respiratorio come tosse e raffreddore correlate con la soppressione della produzione salivare di IgA, prima linea di difesa nei confronti dei patogeni respiratori.
La supplementazione con nucleotidi ha dimostrato un miglioramento della risposta immunitaria in tali soggetti.

Nel 2007 sul British Journal of Nutrition è stato pubblicato un meta-studio che ha dimostrato che la somministrazione di latte per l’infanzia con nucleotidi è associata ad una migliore risposta anticorpale a vaccini Haemopillus influenzae (P=0.001), difteria toxoide (P=0,001), vaccino orale antipolio (P=0,001).
I dati confermano i benefici effetti di un apporto di nucleotidi con nessun rischio correlato.
9 studi condotti tra il 1991 e il 2006 con basso dosaggio (12-35 mg/L) e 6 studi condotti tra il 1998 e il 2004 con alto dosaggio di nucleotidi nella dieta (72 mg/L) hanno fatto registrare un miglioramento dei parametri immunologici ed un minor numero di episodi diarroici, con performance inferiori solamente alla alimentazione con latte materno.

Nel 2001, 2003 e 2007 alcuni studi hanno raccolto e analizzato i risultati di molteplici sperimentazioni cliniche condotte su numerosi soggetti ospedalizzati e nutriti con alimenti enterali.

– I nucleotidi incrementano la citotossicità dei Linfociti Natural Killer

Molti studi singoli e almeno cinque meta-analisi sulla combinazione di diversi componenti immuno-modulanti, tra i quali i nucleotidi, hanno dato risultati positivi omogenei.
In particolare uno studio condotto su 22 sperimentazioni, che hanno coinvolto più di 2000 pazienti, ha dimostrato una correlazione tra la nutrizione enterale con aggiunta di sostanze immuno-modulanti (nucleotidi, arginina, omega-3, glutamina) e la diminuzione di complicanze dovute a infezioni. Nel 2003 uno studio ha riportato che in pazienti con tumore al tratto gastrointestinale la nutrizione pre- e post-operatoria con fattori immunizzanti (tra i quali RNA) ha potuto ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali nella fase postoperatoria.

– Effetti sull’apparato gastro-intestinale

I nucleotidi alimentari agiscono come fattori di crescita sulle cellule intestinali, promuovendone la differenziazione e la maturazione.
Ne consegue un maggior spessore della mucosa intestinale e dei villi e l’incremento dell’attività degli enzimi digestivi. Inoltre la lunghezza dei villi intestinali e la profondità delle cripte aumenta se nella dieta si aggiungono fonti di nucleotidi.
Diversi studi hanno dimostrato un maggiore assorbimento intestinale di alcuni nutrienti, in particolare Calcio, Fosforo e carotenoidi.
Inoltre, essi agiscono anche incrementando le difese immunitarie intestinali e promuovendo la crescita della flora batterica, in particolare Lattobacilli e Bifidobatteri, a scapito dei batteri Gram negativi, responsabili delle enteriti, come Escherichia coli.
Le conseguenze più immediate sono una maggiore resistenza alle infezioni, oltre che una guarigione più rapida da enteriti, carenze nutrizionali e proteiche.
Recenti meta-analisi su diversi studi clinici hanno posto in evidenza tra i parametri clinici, un minor numero di episodi di diarrea e un miglioramento della composizione della flora intestinale nel confronto con il latte non addizionato di nucleotidi e in linea con i risultati relativi a soggetti allattati al seno.
Il favorevole effetto dei nucleotidi sui Bifidobatteri è inoltre dimostrato già da numerosi studi in vitro; si pensa che la ragione di tale effetto sia dovuta all’aumento dell’assorbimento del Ferro, ione che favorisce lo sviluppo degli enterobatteri nell’intestino, e al fatto che i nucleotidi sono di per sé un fattore di crescita per i bifido batteri.
Sembra che una percentuale di circa il 10% dei nucleotidi arrivi al colon ed esplichi qui il suo effetto di crescita sui Bifidobatteri.
Una dieta ricca di nucleotidi si è dimostrata molto utile nel recupero clinico e funzionale delle affezioni epatiche. Infatti, in seguito ad epatectomie, intossicazioni, fibrosi e cirrosi epatiche, l’entità delle lesioni è minore ed il recupero avviene più velocemente. Questo accade perché i nucleotidi promuovono l’attività dell’epatocita, accelerando la sintesi proteica ed il deposito di glucosio e impedendo l’accumulo del colesterolo e degli altri lipidi.

– Miglioramento dell’apprendimento e della memoria

Le cellule cerebrali non sono in grado di sintetizzare i nucleotidi; quindi, l’apporto dietetico di questi ultimi riveste un ruolo di primaria importanza per il sistema nervoso centrale.
I nucleotidi stimolano la proliferazione delle cellule gliali, promuovono la vascolarizzazione cerebrale e migliorano il metabolismo lipidico della corteccia cerebrale.
Ne consegue un miglioramento dell’apprendimento e della memoria, evidenziabile soprattutto nei soggetti anziani.

Insomma ci sembra che ci siano moltissime ragioni per considerare questa importante integrazione nel nostro quotidiano o a cicli come consigliato dal vostro terapeuta!

 

NATUROPATIA LA VIA DEL BENESSERE
Malattie e Benessere

NATUROPATIA LA VIA DEL BENESSERE

La natura fa sempre ciò che è meglio per noi, per farci stare bene.

La malattia serve esattamente questo: arriva per segnalarci che qualcosa non va e quasi sempre, all’origine del problema, c’è un nostro comportamento sbagliato: nell’ alimentazione e nelle abitudini di vita, nel modo di pensare o gestire le nostre forze, le emozioni e gli affetti. Oppure nella mancanza di conoscenza di qual è la nostra natura più profonda.

C’è una sola cosa che possiamo veramente fare per guarire: dare voce e ascolto al sintomo, per comprendere appieno le ragioni profonde della malattia e potervi porre rimedio. Questo è ciò che fa la naturopatia: mantenere una buona salute e prevenire le malattie! Un buon naturopata serve a guidarvi in questa direzione, con tutti i mezzi di cui dispone.  Scopo della medicina allopatica, oggi, per come è configurata e come si è evoluta, è invece l’eliminazione dei sintomi, senza ricercare una vera comprensione, ma limitandosi a trovare il meccanismo, su base organica, che  sembra generare il malessere.

La medicina moderna ha grandissimi pregi, sia ben inteso: una diagnosi accuratissima e una medicina d’urgenza senza pari, ragion per cui ammiro e sostengo chi svolge questo duro lavoro, fra mille difficoltà, ahimè anche burocratiche di questi tempi. Per quanto riguarda prevenzione e cura dell’organismo attraverso un profondo riequilibrio, purtroppo, davvero non ci siamo, la medicina allopatica è ancora lontana anni luce da questo traguardo. In parole povere, in caso di incidente stradale, attacco cardiaco, parto cesareo o febbre altissima senza evidente causa o in ogni altra situazione in cui si renda necessario un intervento d’emergenza per salvare la vita, è fondamentale (e aggiungerei esclusiva) la medicina allopatica.

Così come un antibiotico è doveroso di fronte a un’infezione grave se non è altrimenti risolvibile: va preso e non si discute nemmeno.

Ma questo non è costruire salute.

La medicina naturale, e in particolare modo la naturopatia di cui mi occupo, si rivela invece essenzialmente preventiva, cioè insegna uno stile di vita orientato a mantenere integro l’organismo il più a lungo possibile, riducendo il ricorso ai farmaci di sintesi o limitandone i danni qualora sia necessario assumerli.

In caso di problemi cronici, la naturopatia può inoltre affiancare la medicina allopatica, in quanto lo stile di vita sano può influire positivamente sulla modulazione dei sintomi. La differenza fondamentale fra l’approccio naturopatico e quello allopatico consiste nell’aspetto sul quale si focalizzano: la naturopatia osserva la persona nel suo insieme (cioè corpo inclusa la dimensione genetica, cioè la costituzione ereditata, mente, energia, spiritualità, socialità, ambiente in cui viviamo, sia la nostra casa che il nostro pianeta, in quella che viene definita “dimensione olistica”) mentre la medicina allopatica concentra sempre più l’attenzione sul singolo sintomo (per cui esistono vari specialisti, dal gastroenterologo, al cardiologo, all’ortopedico, ecc.).

David Servan Scheiber racconta una bellissima storia nel suo libro l’Anticancro:

“IL PRINCIPIO TIBETANO

La mia visione della medicina ha iniziato a scricchiolare nelle vie di Dharamsala, in India, dove ha sede il governo tibetano in esilio. Nel corso di una missione umanitaria presso gli orfani tibetani, mi sono reso conto che in quella città esistevano due sistemi sanitari paralleli. Il primo faceva perno sul Dalac Hospital, un moderno istituto occidentale, con i reparti di chirurgia e radiologia (compresa l’ecografia) e i medicinali a cui siamo abituati noi. Attorno a quell’ospedale, medici formatisi in India, ma all’occidentale, oppure in GB o negli USA, praticavano nei loro studi privati la stessa medicina che era stata insegnata a me. Nelle nostre conversazioni parlavamo degli stessi testi di riferimento e ci capivamo al volo.
Sempre lì esistevano, però, anche una facoltà universitaria in cui veniva insegnata la medicina tibetana tradizionale, una manifattura che produceva rimedi ottenuti dalle piante e una schiera di medici tibetani che curavano i pazienti con metodi completamente diversi da quelli che avevo studiato io. Esaminavano il corpo come se fosse un giardino: non cercavano i sintomi della malattia, spesso evidenti, quanto piuttosto i difetti del terreno, ciò che gli mancava per difendersi dalla malattia. L’obiettivo era capire come fortificare l’organismo, ossia la terra di quel giardino, per spingerlo a combattere con le proprie risorse il disturbo che aveva portato il paziente dal medico.
Non avevo mai guardato alla malattia in quell’ottica e un simile approccio mi lasciava parecchio perplesso, anche perchè i colleghi tibetani suggerivano rimedi che ai miei occhi apparivano del tutto esoterici e probabilmente inefficaci. Parlavano di agopuntura, di meditazione, di infusi e, soprattutto, di correggere l’alimentazione. Nel mio sistema di riferimento nulla di tutto ciò poteva essere veramente efficace, se non forse per dare un minimo di speranza al paziente, tenendolo occupato e lasciandogli credere che gli servisse a qualcosa…
Mi domandai allora che cosa avrei fatto se fossi stato tibetano e mi fossi ammalato. Potendo scegliere fra quei due diversi approcci sanitari, quale avrei preferito? Rivolsi questa domanda a tutte le persone con cui lavoravo o che avevo l’occasione di incontrare. […] Ero convinto di mettere quelle persone davanti a un dilemma: avrebbero scelto la medicina occidentale, moderna ed efficace, o quella ancestrale – che lo era necessariamente di meno – per rispetto della tradizione?
Puntualmente, tutti mi guardavano come se avessi posto una domanda assolutamente stupida. “Ma è ovvio”, era la risposta unanime, “se si tratta di una malattia acuta, come una polmonite, un infarto o un’appendicite, bisogna rivolgersi alla medicina occidentale, che ha terapie rapide ed efficaci per le crisi. Ma se si tratta di una malattia cronica è meglio rivolgersi ad un medico tibetano, che usa terapie più lente, si, ma che curano il terreno in profondità, il che a lungo termine è l’unica cosa che funziona davvero”.
E il cancro? Si calcola che occorrano fra i 4 e i 40 anni perchè una prima cellula mutante possa trasformarsi in un tumore maligno. Va dunque ritenuta una malattia acuta o cronica? E che cosa facciamo noi, in occidente, per “curare il terreno”?
tratto dal libro ANTI CANCRO del dott. David Servan-Schreiber”

La naturopatia si occupa dunque del terreno in cui le nostre cellule crescono, vivono e muoiono.

Sostenere il terreno è di aiuto in qualsiasi patologia.

Della naturopatia, fanno parte varie pratiche: dall’alimentazione naturale a varie forme di digitopressione (come la rIflessologia plantare e lo shiatzu), dalle terapie energetiche (cromoterapia, cristalloterapia, reiki, kinesiologia, floriterapia e molte altre) ai massaggi (ayurvedico, thailandese, psicosomatico, ecc.), dalle pratiche di igienismo naturale (idroterapie, saune, infrarossi, ecc.) alla fitoterapia e omeopatia.

Tutte però sono volte a riequilibrare un organismo che ha perso la sua omeostasi.

Più nello specifico l’allopatia si concentra soprattutto sulla malattia organica, si rivolge prevalentemente su elementi esogeni, virus, batteri, come pure sulle lesioni e sulle malattie strutturali. L’approccio pratico si divide in diverse fasi, il malato racconta i propri sintomi al medico, che sono approfonditi in seguito attraverso indagini di laboratorio o strumentali, il medico giunge così a una diagnosi e una prognosi, ovvero come può evolvere la malattia, e quindi la terapia: prescrive dei farmaci per combattere la malattia, ovvero l’eliminazione dei sintomi, che in allopatia equivale a sconfiggere la malattia.

Anche nella medicina naturale occorre avere una diagnosi, che è demandata come compito specifico del medico, una volta individuato il problema si mettono in atto tutte le conoscenze, antiche e moderne, che possono aiutare quell’organo a riprendersi, dolcemente, senza effetti collaterali. La naturopatia non è necessariamente  una medicina alternativa, in quanto può integrare alimenti ed integratori basandosi anche sugli studi scientifici, per cui non è  nemmeno in opposizione alla medicina convenzionale, sovente è complementare.

C’è infatti un segreto ben nascosto dalle case farmaceutiche e anche molti medici se ne sono scordati da tempo: l’essere umano possiede straordinarie capacità di autoguarigione.

Per quanto riguarda in particolare la naturopatia da me praticata, con formazione psicosomatica, presso l’Istituto Riza di Medicina  Psicosomatica a Milano, il mio compito specifico è di favorire le condizioni propizie perché venga ripristinato l’equilibrio di mente e corpo, ovvero comprendere come posso costruire un percorso su misura, unico e personalizzato, per poter stimolare le capacità di autoguarigione di chi viene per chiedermi aiuto.

 La mente e il corpo umano sono il miracolo più soprendente del Creato.

Per recuperare il benessere più o meno intensamente compromesso, l’organismo elabora tutta una serie di azioni rivolte al processo di autoguarigione e così manifesta sintomi sia acuti che cronici: sta cercando di risolvere il problema.  Il vero pericolo è quando si arrende e si ha una patologia ben più grave, perchè non è più in grado di gestire la mole di lavoro intensa che gli abbiamo procurato. Il mio obiettivo non è mai quello di combattere il sintomo, bensì di comprendere come il malato può muoversi per far circolare al meglio le sue energie, al fine di attivare quei processi di autoguarigione che consentono di migliorare le cose.

Come? Educando alla prevenzione, cura e al mantenimento dell’equilibrio fisico o mentale, responsabilizzando in prima persona l’assistito.

E’ un vero e proprio ritorno alla natura mediante un’alimentazione equilibrata, respirazione corretta, esercizio fisico, rilassamento intenzionale e riposo mirato, utilizzo dei bagni con aromi naturali per eliminare le sostanze tossiche dall’organismo, aiutando la salute a manifestarsi di nuovo! Quando chi sta male comprende l’importanza della sua partecipazione attiva nel poter gestire la difficoltà che vive, spesso diventa il solo protagonista di ciò che accade e si incammina su un percorso di guarigione.

Chi ha studiato medicina lo sa: il termine guarigione non è mai contemplato, men che meno la guarigione spontanea. Un riferimento occasionale all’effetto placebo è invece menzionato nei testi convenzionali. Molti trattamenti convenzionali si limitano a poco più di un effetto placebo, col rischio di molti effetti collaterali. Spesso questo è bypassabile con il ripristino di uno stile di vita ottimale e integrazione adeguata.

La nostra salute è influenzata da fattori interni, che dipendono da noi ed da fattori esterni o climatici. Questi ultimi sono facilmente comprensibili e sappiamo che il nostro fisico è sensibile agli sbalzi di temperatura, specialmente se giungono improvvisamente o fuori tempo. Se un eccesso di freddo in inverno può causare malanni, questi saranno più seri se il freddo arriva d’estate ed anche un periodo eccessivamente caldo d’inverno è portatore di guai. Periodi particolarmente delicati sono poi quelli di cambio di stagione: l’autunno con i primi freddi e l’umidità favorisce i reumatismi, la pressione arteriosa sale e aumentano i rischi per gli ipertesi, l’inverno porta la classica influenza, in primavera i primi caldi portano stanchezza e sbalzi di umore mandando in crisi chi ha la pressione bassa ed i caldi estivi aggiungono problemi venosi e difficoltà circolatorie alle gambe. Fra le cause esterne di malattia l’antica medicina ayurvedica e cinese annoverano anche quelle cosmiche, causate cioè dal sovrapporsi dei campi magnetici creati da pianeti, stelle e costellazioni, capaci di influenzare il funzionamento di organi e apparati, compreso il sistema immunitario ed il delicato sistema nervoso.

Anche i materiali con cui è costruita la nostra casa possono esser complici di malessere. E ovviamente l’ alimentazione, l’inquinamento e le scorrette abitudini di vita come il fumo e l’abuso di alcolici sono attualmente una delle maggiori fonti di malattia. Le carenze alimentari nel terzo mondo o, peggio, la pessima qualità e gli eccessi dei paesi civilizzati indeboliscono il nostro corpo favorendo l’instaurarsi di mali che neanche la medicina moderna riesce a curare.  L’eccessivo uso di farmaci è estremamente nocivo per la nostra salute, ma il vero male della nostra epoca è sicuramente lo stress che assieme ai pensieri ed alle emozioni negative provoca effetti devastanti sulla nostra salute, è il più potente immunosoppressore del nostro secolo.

Se pensiamo che ci alimentiamo come minimo tre volte al dì e che secondo gli studi del WCRF (Word Cancer Research Foundation, il massimo organo medico che studia correlazioni fra cibo e cancro) oltre il 30% del rischio di cancro è dato esclusivamente dal cibo, comprendiamo come patologie e farmaci sono solamente eventi accidentali nel nostro percorso di vita e quanto si possa fare invece con un’adeguata prevenzione, ad esempio, attraverso il cibo, come si fa nel metodo Kousmine.  Ad esso possiamo dare un’ulteriore contributo con l’integrazione specifica, che sostenga le funzioni organiche carenti, a seconda della nostra costituzione, e sostenga l’organismo nei cambi di stagione, ottenendo così una buona qualità di vita, difficilmente raggiungibile se interveniamo sull’organismo solamente quando manifestiamo un sintomo: sarebbe come dare una martellata alla spia che si accende sul cruscotto quando siamo in riserva, certo non darebbe più un fastidioso lampeggiamento, ma prima o poi resteremo a piedi, senza alcuna ombra di dubbio.

Purtroppo in occidente la medicina si attiva quasi sempre quando abbiamo sintomi manifesti e lesioni patologiche che è spesso difficile curare e occorre intervenire con farmaci potenti, quali oggi disponiamo, con l’apparente risultato di stare meglio, per avere ridotto le manifestazioni sintomatiche, ma senza aver sostenuto e ricreato le funzioni che necessitavano di un intervento più profondo, anche sul piano psichico ed emozionale.

Del resto i medici studiano pochissimo alimentazione e anche dietisti e nutrizionisti si limitano all’aspetto fisiologico del cibo, eslcudendo tutto ciò che contribuisce a far di un essere umano un individuo unico.

Occorrono specifiche conoscenze per poter agire in riequilibrio  di un organismo provato e squilibrato e il medico di base o lo specialista, purtroppo, hanno solo una visione limitata del problema, a volte utile, a volte nemmeno tanto.

Vi è anche un problema di fondo: la sperimentazione farmacologica e gli studi sui farmaci sono effettuati in tutto il mondo, con poche eccezioni, dalle stesse aziende che producono farmaci, per cui non possiamo certo aspettarci che ci suggeriscano di mangiare cavoli a merenda, fra i più potenti antitumorali del pianeta, perché il cavolo, in quanto sostanza naturale, non può essere brevettato, mentre le molecole chimiche sì, con grandissimo profitto per molti anni.

Certo è che i medici si oppongono a volte in modo molto importante alla medicina naturale e non sempre per ragioni nobili. Citando Koestler, credo che si riassuma così questa avversione: “L’inerzia della mente umana e la sua resistenza all’innovazione si dimostrano più chiaramente non, come si potrebbe pensare, nelle masse incolte, ma bensì nei professionisti coi loro interessi acquisiti per tradizione e per il monopolio del sapere. L’innovazione costituisce una duplice minaccia per le mediocrità accademiche: essa mette in pericolo la loro autorità di oracoli ed evoca il timore più profondo che tutto il loro edificio intellettuale, laboriosamente costruito, possa crollare.” (Artur Koestler: da “I Sonnambuli”).

Anche l’OMS spiega benissimo ciò  che ci si aspetta da un NATUROPATA:

“La naturopatia mette l’accento su prevenzione, trattamento e promozione della salute attraverso l’uso di metodi terapeutici e modalità che favoriscono il processo di auto-guarigione -vis medicatrix naturae (forza guaritrice della natura). Gli approcci filosofici della naturopatia comprendono la prevenzione delle malattie, il promuovere le capacità di guarigione intrinseche del corpo, il trattamento naturale di tutta la persona, la responsabilità personale per la propria salute e l’istruzione dei pazienti a stili di vita salutari. La naturopatia miscela la millenaria conoscenza delle terapie naturali con i progressi in corso nella comprensione della salute umana. Naturopatia, pertanto, può essere descritta come la prassi generale delle terapie naturali. {…}”

“Benchmarks for training in naturopathy” – Organizzazione Mondiale della Sanità –

Ciò che facciamo col metodo Kousmine, di cui sono esperta, rispecchia per filo e per segno la definizione OMS, infatti utilizza l’alimentazione come pilastro fondamentale del riequilibrio generale, sia in salute che in malattia, insieme ad integrazione specifica. E’ un metodo che si è rivelato efficace nel migliorare le risposte del sistema immunitario e quindi nel prevenire e combattere tumori , malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, colite ulcerosa, artrite reumatoide, morbo di Crohn, spondilite anchilosante, lupus eritematoso, ecc.) o altre legate a squilibri dell’organismo, che sono difficilmente curabili con le terapie tradizionali. E che permette anche alle persone sane di prevenire le malattie e rafforzare il loro stato di salute.

Il metodo Kousmine è basato sulle ricerche cliniche e sugli studi scientifici della d.ssa Catherine Kousmine, che ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla cura dei malati. Non è medicina alternativa. E’ interamente basato sui principi generali che hanno fatto grande la medicina occidentale classica: forti basi biochimiche, analisi scientifica del metabolismo in tutta la sua complessità, ricerca delle cause reali delle malattie, uso di tutti gli strumenti diagnostici e terapeutici che il progresso scientifico offre. Con in più una visione olistica dell’organismo, che è stata la ricchezza della visione classica della medicina e che è andata un po’ perduta nella eccessiva frammentazione delle specializzazioni mediche moderne. Il metodo è completamente aggiornato secondo le ultime ricerche documentate da fonti scientifiche attendibili.

Come esperta del metodo ho avuto modo di approfondire le dinamiche della malattia cancro e ho avuto l’ennesima conferma che le malattie non sono scollegate tra loro come potremmo pensare, alcune di esse sono una la causa dell’altra e così come viene fatto in Medicina Tradizionale Cinese, impiegata dagli stessi medici agopuntori per trattare le persone, sarebbe opportuno di una persona identificare piuttosto che una “malattia” il suo quadro, il suo “puzzle” appunto. Infatti ogni parte del corpo è collegata alle altre e la malattia, qualunque essa sia, va compresa a fondo, ma per fare questo è inevitabile dover considerare tutte le cause scatenanti anche sulla base di tali collegamenti dei vari distretti corporei. Quello che appare in una zona del corpo, infatti, non è legato esclusivamente ad un problema di quella specifica parte.

Avete mai avuto esperienza di un medico che vi chieda da quali cibi è composta la vostra alimentazione? Che vi interroghi sulla eventuale vicinanza della vostra abitazione ad una centrale elettrica o a dei cavi di alta tensione, ad un cementificio, ad un impianto di incenerimento, ad una discarica?

Esatto, nella quasi totalità dei casi i medici allopatici non considerano quelle che sono alcune delle maggiori cause scatenanti delle malattie, da quelle cardiovascolari fino al cancro.

La buona notizia  è che esistono strategie, anche naturali per disintossicare il corpo da specifiche tossine e veleni emesse dalle industrie nell’ambiente, sia con la fitoterapia che con cibi specifici.

Nella fitoterapia si utilizza il principio attivo di una pianta, cioè la particolare molecola con proprietà medicamentose che può trovarsi in maggiore concentrazione nella radice, nella corteccia, nella foglia, nel fiore o nel frutto. In questo caso si suppone che maggiore è la concentrazione del principio attivo, maggiore è anche l’efficacia terapeutica. In questo la fitoterapia si avvicina concettualmente alla medicina allopatica, i cui farmaci d’altronde hanno storicamente preso origine proprio dai rimedi erboristici. Vi è però una grande differenza fra l’azione di un farmaco e quella di una pianta: le piante hanno un enorme vantaggio in termini di sicurezza. Le sostanze ormonosimili presenti negli estratti vegetali sono sempre complessate (legate ad altre sostanze naturali come tannini o flavonoidi, che ne modulano il rilascio), l’organismo decide in base alle proprie esigenze e agli eventuali deficit SE e COME trasformarle gradualmente in sostanze di cui necessita.

Basti pensare agli isoflavoni della soia che si comportano come SERM (Selective Estrogen Receptor Modulator), ovvero stimolano gli estrogeni in difetto ed eliminano quelli in eccesso. E riguardo all’utilizzo di sostanze complessate, il classico esempio che si fa nelle scuole di erboristeria è questo: la spirea, pianta da cui è stata “copiata” la sostanza naturale dell’aspirina chimica, può essere utilizzata anche da chi è allergico all’aspirina, senza alcun danno. Inoltre la spirea non inibisce la sintesi del collagene, uno dei meccanismi di riparazione delle ferite, per cui dopo aver preso una sola aspirina, se dovessimo subire un incidente potremmo avere una grave emorragia, cosa che non accade con la spirea, che pur ha effetti similari sulle infiammazioni e dolori.

Appare chiaro che la via della natura è una via di grandi soddisfazioni, ma anche di considerevole impegno, dalla presa di coscienza al mettere in atto i comportamenti idonei a perseguire la propria salute.

Non esiste infatti un trattamento standard che vada bene per tutti, ma occorre un trattamento cucito su misura che vada bene proprio per ciascuno.

Questo non è facile e deve essere rivisto e aggiornato in base a esigenze che mutano, col tempo, con noi. Insomma, costruiamo insieme il nostro puzzle.

La medicina naturale, che sia alternativa, integrata o basata su studi scientifici, ha molto spesso una soluzione risolutiva, purchè ci si impegni a seguirla con serietà, correggendo i propri sbagli e non si abbiano aspettative magiche e purchè praticata da professionisti preparati (e questi non sono facili da trovare).

Resto dell’opinione che è assolutamente giusto che ciascuno si curi seguendo i dettami della medicina in cui si identifica, perché compiere scelte alternative, che non siano meramente votate a seguire pedissequamente le istruzioni del terapeuta, implica un prendersi cura di sé che va ben oltre ogni aspettativa e che si evolve insieme a noi. Certo la pillola da ingoiare senza alcuna fatica resta per molti la soluzione più semplice da gestire, ma non ci porterà molto lontano dal nostro problema, che prima o poi si farà sentire con voce più alta.

La malattia è un messaggio specifico dell’organismo, come un postino che suona per consegnare una raccomandata, se non apriamo tornerà, alzando sempre più la voce per farsi sentire. Sta a noi decidere se aprire al postino.

E suona molto più che due volte.

PRANZO DI QUALITA' A SAN BARTOLOMEO MARE (IMPERIA) BASSA MAREA BEACH & SAIL
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In vacanza, si sa, nessuno ha voglia di cucinare.

Questo è un bel problema per chi, come me, ha necessità di riposare e staccare dalla routine, perchè la cucina salutista Kousmine ci impegna davvero molto.

Inoltre ci sono situazioni di salute importanti, come appunto la mia, che richiedono accuratezza e attenzione anche in questo periodo, soprattutto se la vacanza si protrae per un certo periodo.

Oppure, semplicemente, si può decidere di approfittare della vacanza per usufruire di una detox, periodo nel quale non affaticare l’organismo con cibi voluttuosi, bensì salubri e nutrienti, che favoriscano il naturale processo organico di rigenerazione.

Se optate per la Liguria vi consiglio di fare riferimento per le necessità di un ottimo pranzo Kousmine, alla spiaggia molto attrezzata:

Bassa Marea beach & sail,

dove ho risolto egregiamente il problema dei pasti, guadagnando tempo & relax.

Si trova a San Bartolomeo al mare, provincia di Imperia, fra Diano Marina e il rinomato borgo di Cervo.

Insalate miste varie e complete, che ho valutato Kousmine approved, olive taggiasche, proteine animali e vegetali, coronate da condimenti liguri di alta qualità, come il noto olio extravergine di oliva qui prodotto, sono incluse nel menu quotidiano.

Riso thai è fra i miei preferiti, ma ci sono altri piatti completamente vegetali, anche con legumi e quiche di verdura molto semplici: home made con acqua e farina.

Piatti perfettamente adattabili a Kousmine, anche per vegetariani e vegani.

I menu variano ogni giorno, secondo l’estro delle due bravissime cuoche: una ligure e una esperta di cucina orientale.

Troviamo anche molti altri interessanti spunti fra le disponibilità giornaliere, sia da gustare in loco sulla spiaggia, all’orario che preferiamo, che da portare comodamente a casa in un attrezzato take-away, all’ora che ci fa più comodo.

Tanta verdura, aromi locali e orientali completano il quadro, rendendolo ottimale per chi ha le nostre esigenze di standard precisi di qualità, ad un prezzo giusto e conveniente.

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Anche per gli spuntini possiamo gustare frutta al naturale, in quantità considerevole, con yogurt o milk shake senza ingredienti dannosi, volendo totalmente vegetali con latte di soia, per completare al meglio la nostra giornata Kousmine.

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A questo fa da ciliegina sulla torta la grande disponibilità umana e simpatia di tutti coloro che lavorano qui, a partire da Federico, che gestisce il tutto, le cuoche capaci di sfornare ottimi piatti locali e asiatici, le ragazze del bar brillanti e sempre sorridenti che vi offrono un biscotto digestivo al finocchio col caffè e ovviamente dei bravi bagnini, disponibili e capaci di farvi sentire al sicuro per tutto il tempo che deciderete di affidarvi alle loro cure.

In questo particolare punto la spiaggia forma una doppia insenatura, molto caratteristica, consentendo di vedere il mare su due lati, anziché davanti soltanto.

Sembra quasi di essere su un’isola.

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Il lunedì anche servizio Shiatzu, con la bravissima terapeuta d.ssa Giulia Macrì, che ho personalmente e più volte sperimentato con grande beneficio.

Trasformiamo la nostra vacanza in un trattamento benessere! 

 

shiatzu

Per un’utenza esigente come quella Kousminiana, qui non manca proprio nulla ed era doveroso segnalarvelo. Per finire in bellezza, wi-fi incluso, che non guasta, così consente di non perdere il contatto col nostro blog.

Buona vacanza a tutti!

 

LE DUE FACCE DEL SOLE : UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO
La parola alla scienza

LE DUE FACCE DEL SOLE : UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

Sui benefici (o malefici) del sole girano moltissime notizie contrastanti sia sulle riviste patinate, ma anche sul web e in tv.

A seconda della nostra predisposizione all’abbronzatura siamo soggetti a credere agli uni o agli altri, ma quale fondamento hanno?

Traendo spunto dall’ultimo libro di Richard Béliveau, Vivere Anticancro, Sperling & Kupfer, vi espongo un sunto sulla base dei più recenti studi e statistiche, augurandovi una buona estate!

Domani inizia l’estate, ufficialmente!

I raggi del sole sono caldissimi e fanno venire una gran voglia di lasciarsi baciare la pelle dal sole, comodamente sdraiati in costume.

In un passato non troppo lontano, un incarnato bianco era considerato un segno di superiorità, sia perché simboleggiava la purezza e il divino, sia perché permetteva di distinguere i nobili dal popolo che, lavorando all’aperto, aveva un colorito molto scuro.

Con l’avvento della rivoluzione industriale invece i visi pallidi  erano coloro che, obbligati a stare in ufficio o in fabbrica a lavorare, non potevano godersi le delizie del mare o della campagna, come invece potevano fare i più abbienti, così  l’abbronzatura  diventò un indicatore di successo, anche finanziario.

In poco tempo la pelle scura e abbronzata è passata dall’essere segno di volgarità al simbolo supremo di bellezza e salute, espressione di uno stile di vita abbiente, dinamico e perfino eccitante, in prima pagina sui giornali di gossip più diffusi.

Quando ci esponiamo al sole, la reazione naturale della  pelle  è di produrre  un film  protettivo a mo’ di schermo, costituito dalla melanina, deputata dall’evoluzione per la protezione dai raggi UV: essa assorbe l’energia delle radiazioni, riducendo il danno alle cellule e dà il colorito abbronzato.  Sì, avete capito bene, l’abbronzatura è una reazione infiammatoria dell’organismo, con cui cerca di difenderci dal danno!

A volte l’epidermide però può anche avere delle reazioni abnormi, la più comune delle quali è la scottatura solare, dovuta a un’eccessiva o prolungata esposizione ai raggi UV senza adeguata protezione; così come potrebbero esserci reazioni anomale anche alle normali esposizioni: si tratta dell’eritema.

Le irritazioni sono rischiose, non tanto nell’immediato, ma sono cumulative,  manifestandosi nel tempo con invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, tumori.

Il sole è davvero fondamentale per la vita: basti pensare alla fotosintesi clorofilliana.

Ma non solo, il sole controlla, tramite il ciclo nictemerale, molte funzioni fisiologiche dell’essere umano, grazie all’orologio biologico del nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo nel cervello.

L’azione dei raggi UVB trasforma a livello cutaneo una molecola che, a partire dal colesterolo, sintetizza, grazie all’intervento di fegato e reni, la vitamina D nella forma attiva, che svolge un ruolo fondamentale nell’assorbimento del calcio e del fosforo, importanti regolatori della massa ossea, ma anche di molte azioni immunitarie oggi più che mai studiate e davvero importanti, grazie al fatto che la vitamina D è in realtà un potente steroide.

Se l’irraggiamento avviene per un periodo di tempo breve si ha produzione di vitamina D ed altri benefici come un buon funzionamento del sistema endocrino, effetti positivi sull’umore e curativo su affezioni della pelle come l’acne e la vitiligine, ma se le esposizioni sono eccessive, la troppa energia aumenta il rischio che altri costituenti cellulari vengano colpiti e danneggiati. In particolare, alla nostra latitudine, il sole produce vitamina D dalle 10 alle 14, da maggio a settembre. Un po’ pochino per averne delle buone quantità. Anche potendo prendere il sole ogni giorno in quella fascia oraria, un meccanismo autobloccante farebbe sì che dopo sole 20.000 UI di produzione di vitamina D, per quel dì basta! Per questa ed altre ragioni riteniamo indispensabile l’assunzione quotidiana della vitamina D, in un dosaggio decisamente importante.

Occorre quindi esporsi al sole usufruendo dei benefici, evitando le conseguenze nefaste dei raggi UV.

 Le classiche imprudenze da evitare

Gli orari più pericolosi per esporsi sono quelli compresi fra le 11 e le 14, quando i raggi colpiscono la pelle in modo più diretto e sarebbe opportuno usare una protezione molto alta, ma sono gli stessi orari in cui potrebbe formarsi la vitamina D, tanto preziosa!

Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale:  mangiare male (fritti e cibi elaborati) durante l’esposizione solare aumenta i processi ossidativi della pelle e quindi il rischio di reazioni anomale e dermatiti.

Gli ultravioletti sono raggi invisibili di tre categorie.

UVA: sono i più abbondanti, penetrano profondamente nella pelle e causano danni gravi, provocano la formazione di radicali liberi che degradano le fibre del collagene e determinano l’invecchiamento precoce della pelle. I risultati delle più recenti ricerche indicano che gli UVA contribuiscono alla progressione del cancro cutaneo.

UVB: sono più carichi di energia, ma sono i meno numerosi (5%), vengono bloccati in parte dallo strato di ozono, ma a causa del buco ivi presente arrivano a  terra meno schermati dagli strati atmosferici e quindi più pericolosi. Sono causa di eritema e recenti studi hanno dimostrato che questa reazione è la manifestazione visibile e molto dolorosa di un processo di guarigione innescato dalle cellule sane in risposta al danno causato dagli UVB. E’ quindi una reazione infiammatoria che consente di rigenerare la cute, tuttavia il processo non è perfetto e cellule alterate possono sfuggire al processo, diventando cancerose. Inoltre una esposizione a questi raggi causa formazione di radicali liberi e infiammazione patologica: due condizioni che favoriscono lo sviluppo di cellule precancerose.

Entrambi questi tipi di raggi sono cancerogeni per eccellenza, capaci di provocare quelle mutazioni che preludono alla comparsa di cellule cancerose e sono anche capaci di modificare l’ambiente per favorire la progressione.

UVC:  sono molto pericolosi, ma completamente assorbiti dallo strato di ozono.

TUMORI CUTANEI

Negli ultimi dieci anni la ricerca dimostra che chi si espone eccessivamente al sole ha un maggior rischio di tumori della pelle, fra cui il famigerato melanoma, in forte progressione negli ultimi anni, il cui fattore di rischio  principale è l’esposizione occasionale e intensa al sole, mentre un’esposizione graduale, moderata e continuativa sembra non avere impatto così negativo, anzi potrebbe, in certi casi, ridurre l’incidenza di alcune tipologie di cancro.  Rischia maggiormente chi è stato esposto nell’infanzia, ma anche chi ha subito esposizioni eccessive in età adulta. In passato era molto raro, ma dagli anni ’50 in poi la sua incidenza aumenta di circa il 5% all’ anno, rendendolo il cancro con la progressione più rapida.

Per avere benefici dalla luce solare non è necessario stare immobili sotto il sole come lucertole per ore ed ore, è sufficiente rimanere all’aria aperta, vestiti normalmente, almeno un’ora al dì.

Pur avendo il grande beneficio della produzione di vitamina D, il sole è così potente da costringerci a usare una estrema cautela nei suoi confronti: occorre esporsi a dosi quanto più modeste possibile, in modo da averne benefici, ma scongiurare i pericolosi rischi.  Per la produzione di vitamina D dobbiamo stare all’aria aperta, perché i raggi UVB filtrano attraverso i vestiti e il vetro.

Occorre evitare a qualunque costo i colpi di sole e il consiglio è di cospargersi di crema protettiva, con filtri fisici, naturali, che non si ossidano a contatto con la pelle, non si alterano al sole e offrono una protezione più duratura anche per i bambini.

Quelli chimici invece si alterano più facilmente e possono dare reazioni allergiche.

Il cattivo utilizzo delle creme solari è un fattore che può aumentare il rischio di tumori della pelle: se ci si abbronza molto, utilizzando creme a bassa protezione, favorenti l’abbronzatura, significa che i danni al DNA si sono già prodotti.

La crema di protezione preventiva invece riduce diversi tipi di tumore e sono indicati i fattori di protezione medio alta se ci si espone oltre i 15 minuti.

La tecnica migliore per prevenire danni alla pelle, ma anche scottature ed eritemi è di esporsi i primi due o tre giorni, solamente per 10’ senza protezione solare (poco più o poco meno a seconda del proprio fototipo): si stimola la giusta produzione –protettiva!-  di melanina.

Un’alimentazione adeguata, ricca di verdura cruda e frutta fresca, soprattutto nei toni del rosso (pomodori, ciliegie) e dell’arancio (carote, melone, albicocche, papaia), stimolerà in modo naturale la melanina e aiuta a combattere i radicali liberi. Bere tè verde è l’ideale, per effetto dei suoi potenti antiossidanti.

Se invece avete rischio di eritemi,  può essere di aiuto per un mese prima assumere 50 gocce di macerato glicerico  o gemmo derivato di Ribes Nigrum, la mattina e 50 gtt di  Alnus Glutinosa, una volta al dì, la sera, perché son rimedi specifici per prevenire  dermatiti da fotosensibilizzazione.

Se vi siete già scottati, ottimo ed efficace è l’oleolito di Iperico, come dopo sole, (non usare per esporsi, perché è foto sensibilizzante), insieme a qualche goccia di olio essenziale di Lavanda:  disinfiamma la cute arrossata, lenisce e favorisce la rigenerazione cellulare.

Insomma possiamo considerare il sole come un alimento e come dagli alimenti, possiamo avere benefici o rischi, se ne assumiamo in modo moderato, con continuità avremo benefici, mentre le megadosi rischiano di fare un grandissimo danno!

Concludo con la raccomandazione dell’American Cancer Society: proteggere la pelle evitando inutili esposizioni al sole.

Quando non è possibile stare all’ombra, indossare abiti protettivi o applicare creme solari.

 

Richart  Béliveau,  è fra i  più grandi ricercatore oncologi viventi  e una delle massime autorità mondiali sul tumore. Professore di biochimica e titolare della cattedra di Prevenzione e trattamento del cancro presso la facoltà di Medicina dell’Università di Montréal, direttore del laboratorio di medicina molecolare del centro emato-oncologico del Centro Charles Bruneau, presso l’ospedale Sainte-Justine, nonché ricercatore associato  al Centro di prevenzione del cancro del dipartimento di oncologia dell’Università Mc Gill e autore di oltre 240 pubblicazioni scientifiche.

Egli  afferma con granitica e documentata scientifica certezza che i cambiamenti  negativi nello stile di vita, soprattutto alimentari,  ma anche utilizzo di tabacco, alcool, esposizione non protetta a raggi UV, mancanza di movimento fisico, amplificano con sorprendente rapidità l’incidenza della malattia cancro, influenzando la funzione dei geni anomali presenti nei tumori microscopici, che tutti abbiamo fin dal seno materno o poco dopo, risvegliando i tumori latenti per accelerarne la progressione verso stadi più avanzati.

GLI ANTIAGE PIU’ EFFICACI: CIBO E DEPURAZIONE !
Pratiche depurative

GLI ANTIAGE PIU’ EFFICACI: CIBO E DEPURAZIONE !

Tutti sanno quello che dobbiamo mangiare.

O non mangiare.

Siamo quotidianamente circondati da messaggi dei media, dalla tv ai giornali al web, sovente in forum e gruppi dedicati sui social.

Tutti ci confondono le idee e siamo bombardati da informazioni che attestano la salubrità di un alimento e da altre, che dicono l’esatto contrario, che qualche esaltato di metodiche degne di una setta fondamentalista decide sia utile propinarci.

Le antiche medicine e l’esperienza professionale, oltre ai numerosi dati scientifici, ad oggi mi insegnano che un’alimentazione corretta, basata sugli studi e confermata dai risultati ottenuti nel tempo, si basa essenzialmente su un grande consumo di prodotti vegetali, in primis verdure e buone dosi di frutta, cereali biologici integrali accompagnati da proteine di alta qualità, sia animali che vegetali, olii e grassi di buona qualità adatti all’organismo, estratti a freddo da olive biologiche, burro di alta qualità (poco) e olio extravergine di cocco (poco).

Ma di tutto ciò, quello che a mio parere ha creato i problemi più grossi in termini di salute alla popolazione odierna, è l’abuso di olii e grassi di scarsa qualità, per di più cotti, contenuti nei cibi pronti che hanno sostituito l’attività di cucinare nelle nostre famiglie.

Anche il suo opposto, nutrirsi di alimenti crudi con avocado, semi oleosi in quantità, olii come il lino, latte di mandorle e di altri semi oleosi, in  virtù dell’abuso di cibi troppo concentrati, crea problemi analoghi, con l’illusione di farlo in nome della salute.

Il problema serio derivante dall’uso di questi grassi, da cui nascono molte difficoltà di salute è che il fegato ha serie difficoltà a metabolizzarli, per cui circolano parzialmente nel sangue irritando le arterie e aumentando il colesterolo, inquinando la linfa, intasando il sistema linfatico e provocando serie congestioni nel corpo.

Per contro consumiamo meno grassi utili, ovvero omega 3, di quanti necessitiamo.

Considerando che il fegato è responsabile dell’idratazione del corpo, che la disidratazione è la prima causa di intolleranze e aumento del rischio di allergie, di stress, ansia, disturbi da panico e depressione, si capisce perché è davvero importante ridurre il carico di olii cotti, o l’abuso di semi oleosi, per ridare vitalità a tutto il corpo, sbloccando i ristagni.

Infatti la depurazione, in un organismo sano, segue un percorso prestabilito.

Le cellule rilasciano le tossine nel sistema linfatico, alcune tossine lasciano la linfa e sono espulse dalla pelle e polmoni.  La linfa tossica passa nel sangue, alcune tossine lasciano il sangue e sono espulse da pelle e polmoni. Il sangue attraversa il fegato che filtra le tossine, il fegato espelle la bile tossica nell’intestino e da qui le tossine sono espulse fuori dal corpo.

Ecco perché un intestino rallentato, la stitichezza, sono concause gravi di autointossicazione e malattia.

Ed è per questa ragione che nei percorsi naturali si inizia sempre dalla detossificazione e sostegno sia epatico che intestinale, prima di trattare direttamente il problema. Altrimenti la tossicità aumenterebbe in modo esponenziale, senza che le vie emuntoriali siano aperte e capaci di eliminare le tossine. Ed è anche la ragione per cui fare un lavaggio epatico senza trattare in maniera preventiva questi due grandi emuntori provoca più problemi che altro, anche a fronte di un apparente miglioramento iniziale.

Quando le tossine ristagnano, il fegato è sovraccarico, magari rallentato da un’alimentazione scorretta o farmaci, rabbie represse, il sangue si intossica e non riesce a depurare la linfa efficacemente, essa diventerà densa e congestionerà le cellule di tutto il corpo. Il gonfiore ghiandolare e il mal di gola sono due segni chiari di ristagno epatico, del sangue e  della linfa.

I sintomi si manifestano perché il corpo tenta di risolvere il disagio e noi, nella migliore delle ipotesi, prendiamo dei farmaci tipo un bell’antibiotico, magari, che andrà a peggiorare la nostra intossicazione di base.

La febbre poi, oltre a distruggere eventuali virus o batteri, serve anche per fluidificare e diluire la linfa, perché possa riprendere a scorrere, e noi tenteremo ovviamente di sopprimere questo potente agente di guarigione, con qualche farmaco, tipo una “innocua” tachipirina, che ha un’enorme tossicità epatica. Proprio delle idee eccellenti!

L’unica cosa da fare sarebbe sostenere il sistema linfatico con spazzolatura, semicupi, bere molto, mangiare poco e riposare!

Invece noi facciamo di tutto per rimetterci velocemente in piedi e ricominciare a vivere esattamente come prima, anziché dedicare la giusta attenzione al corpo e ai segnali che, disperato tentava di mandarci. Questi episodi si reitereranno, magari in distretti diversi, e se noi ogni volta ci comporteremo nel modo sbagliato, arriveremo a malattie importanti.

Sarebbe molto utile  iniziare un depurazione naturale, supportati nel percorso da un bravo terapeuta.

L’intestino deve esser perfettamente funzionante per poter rilasciare la bile tossica, è una via che deve essere aperta e funzionare in modo ottimale.

Ecco perché il metodo Kousmine da una grandissima importanza all’igiene intestinale, con largo uso del clistere e di quanto serve per ripristinare la funzione ottimale del microbiota.

Occorre ripristinare le funzioni di pulizia intestinale, depurare il fegato, sostenere la capacità di buon funzionamento di questi organi, dando loro ciò che serve per poter funzionare al meglio, anche in base ai disturbi specifici lamentati dalla persona, che spesso sono lontani fisicamente da questi organi.

Astenia, fatica eccessiva, nervosismo, irritazione, sono segni che richiamano l’attenzione sulla pulizia epatica.

La vera arte di un bravo terapeuta è di riuscire ad attivare il processo mantenendo la capacità degli emuntori di andare di pari passo, attivando la risoluzione dalle cellule fin fuori dal corpo.

Però ciascuno di noi deve assumersi la piena responsabilità di se stesso e di come si sente.

Credo che insegnare delle tecniche naturopatiche serva a responsabilizzare la persona riguardo alla propria salute e fornire degli strumenti per rendere la salute una realtà quotidiana tangibile.

E’ quello che ci proponiamo di fare, nei prossimi pezzi, con indicazioni specifiche.

MINERALI PREZIOSI PER UN CORPO SANO E VITALE
I rimedi naturali

MINERALI PREZIOSI PER UN CORPO SANO E VITALE

Le sostanze minerali sono i garanti della nostra salute e della nostra bellezza.

Salute e bellezza fioriscono finchè abbiamo depositi di minerali nella pelle, nei capelli, nelle unghie, nelle ossa, nei tendini, nelle capsule articolari e nel sangue.

Molti acidi e veleni inorganici e organici costringono continuamente il nostro organismo a sacrificare sostanze minerali per neutralizzarli.

Il nostro compito è quindi procurarci un’alimentazione quotidiana ed una eventuale integrazione, che ci fornisca la giusta riserva di minerali, affinchè possiamo rimanere a lungo in salute.
Oggi molti sportivi sono stempiati, è un segno che hanno trascurato le loro riserve di minerali: a causa dell’alta produzione di acido lattico c’è stata una costante sottrazione di sostanze minerali allo scopo di neutralizzare l’acido in eccesso. Questo è solo un segno evidente, se non correranno ai ripari ben altre situazioni peggiori li attendono.
A seconda della predisposizione o della debolezza degli organi, gli accumuli di scorie possono portare a malattie di deposito,di espulsione o di mancanza di sostanze minerali, o a causa dell’eliminazione degli acidi attraverso la pelle a corrosioni e micosi.

Se non sosteniamo correttamente la neutralizzazione degli acidi e veleni, essi prima di esser neutralizzati, corrodono cellule, tessuti, ghiandole, organi, capsule, arti e funzioni.

Come si riconosce l’accumulo di scorie?
La natura severamente ce lo scrive sul volto. Diminuisce la crescita dei capelli o si perdono, la pelle diventa opaca e rugosa, gengive e denti sono instabili e possono sanguinare, le unghie si deformano, si spezzano e non sono belle, mani e piedi sono freddi e la circolazione è disturbata, le borse sotto gli occhi sono evidenti, le secrezioni irritanti.

Insomma i nostri tessuti si trasformano in vere e proprie discariche! 

Se ci pensate la natura ci mostra tutto ciò che c’è da sapere su di noi: le rughe profonde che troviamo sul viso non ci sono in nessun’altra parte del corpo. Le borse gonfie sotto gli occhi …. perché proprio lì e non dove nessuno le vede?!  Le macchie della vecchiaia compaiono su viso e mani, le zone più esposte alla vista altrui e non sul sedere!  L’acne su viso e décolleté e non certo sulla pancia, che nessuno vedrebbe.
Le tossine stoccate nel nostro corpo sono, in una certa misura, innocue, finchè restano nei tessuti dove l’organismo, faticosamente, le ha relegate.
Il problema serio sorge quando iniziamo la depurazione.
Se sciogliamo il legame della tossina nel sito dove è stoccata con tisane drenanti, rimedi omeopatici ecc. avremo il rilascio di un acido o di un veleno fino ad allora legato. Questo deve essere NEUTRALIZZATO con sostanze minerali che possano poi coadiuvarne l’espulsione attraverso l’urina o la pelle. Se non compiamo questo importante passaggio, possono sorgere le crisi da disintossicazione, che consumeranno altre sostanze minerali per noi preziose.
Le crisi da disintossicazione possono essere evitate bevendo ogni giorno acqua, MOLTA acqua.
Una situazione classica in cui questo si verifica è il digiuno. Le crisi dovute al digiuno sono causate dall’enorme massa di tossine acide che si liberano nell’organismo senza poter essere neutralizzate e nemmeno drenate. Senza un apporto minerale in grado di neutralizzarle,  senza un drenaggio basico e una sufficiente quantità di liquidi per drenarle fuori dall’organismo, esse inondano il corpo di chi digiuna e sovente l’organismo inizia a trattenere liquidi per diluire gli acidi.

Ecco perché voglio parlarvi di una eliminazione intelligente delle scorie.

In realtà le crisi di disintossicazione del digiuno si presentano solo ed esclusivamente perché non si stanno neutralizzando e drenando le tossine all’esterno. Così se assumiamo rimedi depurativi.
Quindi in situazioni di depurazione, di qualsiasi tipo, occorre bere molto per neutralizzare gli acidi che tornano virulenti, e anche neutralizzare sia per mezzo di sostanze minerali ricche di energia e di oligoelementi da adeguata integrazione, ma soprattutto con un’alimentazione vegetariana ricca di minerali, che accompagna il processo di eliminazione delle scorie e certo, occorre  bere molto per favorire il drenaggio.

Occorre in qualche modo basicizzare l’organismo, con varie modalità, ecco le più semplici da mettere in atto per limitare i peggioramenti iniziali, le crisi di guarigione, le crisi da digiuno.
Le corrette fasi da seguire per disintossicarci sono le seguenti.
Il primo passo è lo scioglimento delle scorie, che fa riemergere i vecchi acidi precedentemente neutralizzati e stoccati. Le tisane depurative, i beveroni, le diete chetogeniche, le cure omeopatiche, centrifugati di verdura e frutta sovente fanno questo, sciolgono scorie acide e si parla in omeopatia di come sia  “normale” l’aggravamento iniziale o crisi di guarigione.

Crisi da disintossicazione, di guarigione, aggravamenti iniziali non sono altro che allagamento del corpo e dei suoi liquidi con acidi e veleni sciolti. Questi peggioramenti durano tanto a lungo fin quando veleni e acidi non siano stati neutralizzati e condotti fuori. Nel peggiore dei casi essi vengono nuovamente depositati. Per evitare tutto questo è necessario dopo e accanto alla depurazione e il risveglio degli ex acidi, neutralizzare gli acidi tramite sostanze adatte. Per ciò è importantissimo associare ad ogni forma di disintossicazione un’alimentazione vegetariana integrale, con assunzione abbondante di sostanze minerali allo scopo di neutralizzare acidi e veleni. Un’alimentazione cioè ricca di sostanze minerali è necessaria e  solo un’alimentazione a prevalenza vegetale assicura questo: moltissime verdure crude, ma anche cotte al vapore o stufate. Queste sostanze devono assolutamente provenire dal regno delle piante, dove sono state fornite di energie cosmiche, visibili e invisibili, è il cosmo che pensa al regno energetico.

Quanti più minerali utilizziamo nel corso della neutralizzazione degli acidi, quante più tossine neutralizziamo.

Assumere sostanze alcaline aggiuntive, meglio la sera, perché i processi metabolici e di neutralizzazione degli acidi avvengono durante la notte. Anche l’alimentazione serale dovrebbe essere la più ricca di minerali.
Mentre se vogliamo assumere del caffè che è una vera sferzata acida, per limitarne gli effetti acidificanti, teniamo presente che il danno minore si fa bevendolo al mattino e il danno peggiore, la sera.

Per drenare sostanze tossiche occorre un mezzo di trasporto: può essere soltanto l’ACQUA.
Bere molta acqua aiuta a neutralizzare e drenare. Anche le tisane aiutano in tal senso.
Acqua senza cloro, mi raccomando e meglio a basso residuo fisso.

Con problematiche dovute ad acidi e veleni, dolori o sintomi da essi derivanti ottengono sollievo e miglioramento rapidissimi. Consideriamo anche il fatto che con le cure disintossicanti gli organi emuntori, fegato intestino, reni e pelle sono fortemente interessati e sovraccaricati, per evitare ciò, che si tramuterebbe in un nuovo deposito di scorie, sosteniamo il fegato e i reni con i prodotti giusti.
Utilizzare pediluvi e bagni alcalini o strofinarsi con acqua basica per aiutare il drenaggio e l’eliminazione verso l’esterno.

capelli-fragili

Per dolori: uso orale: un cucchiaino di bicarbonato in un litro di acqua, da bere in giornata, a sorsi, aggiungere sempre altrettanta acqua pura: almeno un litro.

In caso di crisi acuta (dolori molto forti o infarti sospetti): mezzo cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere di acqua, in più bere mezzo litro di acqua per diluire gli acidi.

Per uso esterno:
Si prepara così la soluzione basificante: per ogni litro di acqua occorre un cucchiaio di bicarbonato di sodio scarso.
In una vasca ne serve mediamente un kg e il bagno deve durare almeno un’ora, aggiungendo acqua calda se si raffredda.
In alternativa fare un pediluvio basico per almeno mezz’ora. Molto utile anche per emicranie, altri dolori improvvisi, naturalmente anche per crampi e stiramenti muscolari. Il pediluvio deve essere caldo o molto caldo:  attira velocemente gli acidi verso i piedi. Oppure si possono fare degli strofinamenti, nel senso del sistema linfatico (verso il cuore, sostanzialmente), con una pezza di spugna, partendo dalla pianta dei piedi, fino alla radice dei capelli.
In tutti i casi, dopo gli sfregamenti o i bagni, non si deve assolutamente sciacquare.
Questo permette il formarsi di un “tappetino” basico che per diverse ore eliminerà, per osmosi, scorie acide dall’organismo.
L’utilizzo costante della terapia basificante può fare ricrescere i capelli che sovente possiamo perdere per un eccesso di acidi stoccati nell’organismo, che hanno esaurito le riserve minerali. Se reintegriamo gli oligoelementi e i minerali diamo una nuova chance alla ricrescita.

Raccomando di evitare il fai da te, l’ideale è chiedere aiuto a un terapeuta competente, sia per utilizzare le tempistiche giuste, sia per valutare quali sono i prodotti che fanno al caso nostro.

È  infatti sbagliato pensare che basti correggere l’acidità con un deacidificante: l’acidità delle urine è un sintomo che
indica uno squilibrio nell’alimentazione, quindi bisogna correggerla con una dieta più equilibrata, come l’alimentazione Kousmine propone.

Per la d.ssa infatti era importante evitare l’acidosi, che è uno stato molto dannoso per il nostro corpo: può dare stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi.  Oggi è piuttosto sottovalutata, malgrado la gravità dei disturbi che può procurare.

Le cause dell’acidificazione sono molteplici, sicuramente l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti non bilanciati da adeguate dosi di vegetali, fra cui le proteine animali,   i cereali, lo zucchero bianco; ma anche carenza di sali minerali e oligoelementi, vitamine, eccesso di sostanze chimiche, scarsa ossigenazione dei tessuti e uso o abuso di farmaci.

Liberamente tratto da: La salute attraverso l’eliminazione delle scorie, del dr. Peter Jentschura,  riadattato e rivisto con i miei consigli.

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA
I rimedi naturali

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA

Il magnesio è un minerale importantissimo, ESSENZIALE per la vita, che il nostro organismo utilizza in più di 300 funzioni biologiche, OGNI GIORNO.

Mantiene forti le ossa, aiuta a produrre energia, stabilizza i livelli glicemici nel sangue,  sostiene il funzionamento di muscoli, nervi e tendini e, gran cosa, tiene sotto controllo l’infiammazione silente, a cui nessuno di noi generalmente bada, finchè sfocia in una patologia acuta o cronica.

Assumere ciò di cui necessitiamo ogni giorno è piuttosto difficile con la sola alimentazione.

Dovremmo mangiare legumi, cereali integrali, verdure ad oltranza, frutta a guscio e semi oleosi: cioè alimentarci in maniera perfetta secondo il metodo Kousmine, ma anche così potrebbe esser difficile averne quanto basta, proprio perché magari il nostro fabbisogno è piuttosto elevato a causa dello stress o di altri fattori che ne richiedono un maggior apporto. Inoltre ben sappiamo che i fitati contenuti in cereali e legumi inibiscono l’assorbimento di diversi minerali, incluso il magnesio. Anche nelle verdure a foglia verde come spinaci, bietole e prezzemolo, ecc.  (di cui consigliamo caldamente il largo e quotidiano consumo!), gli ossalati impediscono l’assorbimento del magnesio, per cui consumiamoli previa breve cottura al vapore.

Ma anche se riuscissimo ad averne una buona quantità, molti sono i fattori che lo consumano: alcool, grassi, sale (se non è integrale), zucchero, fosfato (nelle bevande gasate), caffeina del te e del caffè e tannini (del te).  Sudorazione e attività fisica. Penso soprattutto a un’alimentazione troppo ricca di sale come quella della maggior parte delle persone, pane, crackers, grissini, salumi, carni processate, formaggi, noccioline o altri semi tostati e salati, il magnesio diventa utile anche per drenare la ritenzione idrica, oltre che compensare le deplezioni causate dal sale.

In caso di calcolosi renale è indispensabile per aiutare a sciogliere i calcoli, elimina anche le forme di calcio impropriamente depositate in altri siti, sia ossei che arteriosi.

Oppure semplicemente.. Viene consumato ad oltranza (e qui vi sfido a dirmi che non ne siete sottoposti), dallo STRESS!

Questi fattori svuotano letteralmente le nostre riserve di magnesio, soprattutto se come presumo, ciascuno di noi a causa di uno stile di vita inadeguato, inclusa una cattiva alimentazione, ha vissuto per anni con livelli di magnesio troppo bassi rispetto alle reali necessità.

Per assorbire una quota maggiore di magnesio, vi consiglio anche l’utilizzo di FOS (frutto oligosaccaridi), dei prebiotici fra cui spicca a basso costo l’inulina, che in piccole quantità, può essere aggiunta a cibo e caffè di cereali. Io ne metto un cucchiaino ogni mattina nel caffè di cicoria.

E’ veramente semplice capire se siamo carenti di magnesio: dovremmo pensarci ogni volta che siamo parecchio stanchi in modo costante, apatici, se abbiamo crampi o comunque debolezza muscolare, se ci sono nelle donne disturbi tipici di sindrome premestruale, se abbiamo sbalzi di glucosio nel sangue, poco sonno, leggera depressione, tachicardia, pressione alta o stitichezza. Sostanzialmente questi sono anche i sintomi dell’AFFATICAMENTO SURRENALE, infatti bassi livelli di magnesio ostacolano la funzione dei surreni che ci sostengono nella fatica quotidiana, fino a ridurci uno straccio, nel vero senso della parola.

Sotto stress il magnesio va sicuramente integrato.

E’ un potente antinfiammatorio e funziona come un antiossidante, per cui  tenere a bada questi due fattori significa rallentare l’invecchiamento e le malattie degenerative. Aiuta nella fibromialgia.

E’ un alimento chiave nella salute delle ossa, perché impedisce la deplezione di calcio, ma non solo, mantiene saldo l’osso della mandibola e riduce la profondità del solco gengivale, risultato da infiammazione causata dei batteri nella costruzione della placca, un problema che salendo di età interessa un po’ tutti, quindi è un ottimo elemento per la salute di denti e gengive.

Con un buon dosaggio di magnesio si tende ad avere un INSULINA più bassa (vi rimando all’altro pezzo per capire l’importanza dell’insulina alta), quindi un minor rischio di insulino-resistenza e di sviluppare diabete di tipo 2, oltre che migliorare il controllo del grasso corporeo e di glucosio nel sangue in persone che già soffrono di diabete. Utilissimo regolatore ormonale e metabolico.

Questo problema tende ad aumentare con l’avanzare dell’età, per cui assumerlo in via preventiva è davvero importante, soprattutto, come evidenziava il pezzo che vi ho postato di Catherine Kousmine, per chi ha rischio cardiovascolare: bassi livelli di magnesio causano il restringimento delle arterie e alta pressione. Inoltre riduce gli attacchi di angina in persone che soffrono di coronaropatie e insufficienza cardiaca.

Un altro elemento importante emerso di recente, è che il magnesio riduce la perdita di collegamenti neuronali e ne incrementa un nuovo sviluppo nei malati di Alzheimer, con un miglioramento evidente e funzionale sulla memoria.

E’ quindi, per la stessa ragione, molto  utile a chi fa fatica a concentrarsi o ha difficoltà mnemoniche, a qualsiasi età.

Ovviamente non tutti gli integratori sono uguali.

Occorrono valutazioni sensate in base alle proprie necessità. Di certo non vi farà male, ma potrebbe esser troppo poco per le vostre specifiche esigenze o esser assorbito poco. Si deve scegliere la forma più adatta alla propria situazione, in questo modo un’integrazione quotidiana favorisce il recupero e il mantenimento del nostro benessere.

Colgo l’occasione e lo ribadirò molte altre volte, di suggerirvi di diffidare dagli studi che smentiscono l’utilità dell’utilizzo di integratori, come il magnesio o altri, di cui parleremo di volta in volta.  Ci sono molti e molti studi che attestano il contrario e soprattutto, possiamo verificarne l’utilità concreta nella nostra vita, per cui bando alle ciance: non credete a nessuno, documentatevi e sperimentate! Per fortuna il magnesio e altre utilissime sostanze continueranno a regalarci i loro enormi benefici, indipendentemente da questi furbetti che intendono depistare l’informazione, per il bene di tutti noi e per una salute sempre più consapevole e divulgata, alla portata di tutti.

Certi studi  sembrano fatti apposta per ragionamenti aprioristici e contorti , per avere un impatto nefasto su chi non è esperto o non sa come approfondire. E’ comprovato che è di grande utilità integrare il magnesio!

Quindi, provate!

L’unica grande controindicazione che mi sento di indicarvi è l’insufficienza renale (controindicazione importante per l’assunzione di molte sostanze!) e ovviamente occorre conoscere le interazioni con integrazione già presente nella nostra alimentazione, ad esempio, con la vitamina D ad alto dosaggio può dare ipermagnesemia.

Fatto salvo queste condizioni, il consiglio è di integrarlo, sempre o almeno a cicli!

Uno stile di vita sano, una buona alimentazione, agiscono su tutto l’organismo e ci proteggono da ogni male, quando un prodotto, che sia un integratore o un alimento,  è utile per darci una mano a tenere saldo il comando della nave della nostra vita, perché mai non dovremmo farne buon uso?!

LA BETULLA ELIMINA LE TOSSINE INVERNALI
Fitoterapia

LA BETULLA ELIMINA LE TOSSINE INVERNALI

La betulla è la prima pianta a germogliare che annuncia la fine dell’inverno.
E’ la luminosa fanciulla del nord, la signora dei boschi russi.
Se tra gli alberi ce n’è uno che incanta per la sua venustà, questo è la betulla.
Ma è una bellezza nordica, misurata, mai eccessiva, aristocratica, un po’ distante, solitaria come le innevate distese del nord che il manto bianco del tronco e dei rami richiama.
Una pianta in armonico equilibrio fra luce ed ombra, caldo e freddo, gaiezza e serietà, liquidi venusiani e sali saturnini, acidi e basici.
Tra Venere e Saturno, i due pianeti che governano l’equilibrio del segno della Bilancia.
La bilancia del corpo sono i reni: i suoi filtri ne preservano l’equilibrio fra liquidi e sali e ne eliminano gli eccessi attraverso l’urina.
Ha una proprietà interessante, molto interessante, che nessun altro albero al mondo possiede.
Riesce a tenere separati due processi molto differenti: quello salino e quello proteico.
La pianta manda il primo verso la corteccia, rendendola dura come il marmo.
Nelle foglie invece, vive il puro processo proteico, senza formazioni saline.
Le foglie di betulla, se elaborate opportunamente, sbloccano le troppe formazioni saline indurite nel nostro corpo, che inglobano le scorie di prodotti di distruzione, vivificando il ricambio idrico e stimolando l’attività renale, così da mobilizzare i depositi stagnanti e rendere possibile la loro eliminazione.
Il livello di tossicità è assente e l’unica controindicazione è per i soggetti allergici all’aspirina e più in generale ai salicati.
Nella magia la pianta ha un ruolo importante, ad essa vengono associate caratteristiche di protezione ed esorcismo.
La betulla viene usata sia per la fertilità che per la protezione, essa veniva piantata nei pressi della propria dimora durante il solstizio d’inverno.
Ve la consiglio per drenare le tossine invernali e darvi una bella ripulita in tutte le sue forme: gemmoderivato nelle sue varie forme: BETULLA PUBESCENS per il sistema reticolo endoteliale, apparato osteoarticolare, metabolismo generale, BETULLA PUBESCENS AMENTI per il sistema endocrino, BETULLA PUBESCENS SCORZA INTERNA RADICE E RADICHETTE per le vie urinarie, BETULLA VERRUCOSA GEMME per il sistema reticolo endoteliale e apparato osteoarticolare, BETULLA VERRUCOSA SEMI per il sistema nervoso centrale e tutte le funzioni intellettive, infine BETULLA VERRUCOSA LINFA per le vie urinarie e apparato osteoarticolare.
Documentatevi sulle varie utilità e utilizzatela senza timore a cicli di 2-3 mesi, 20 giorni sì e pausa 10 gg.

Buona Betulla a tutti!!!!

 

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