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olio di noce di cocco
Antiage e bellezza, Approfondimenti scientifici

OLIO DI NOCE DI COCCO UN GRANDE ALLEATO DELLA NOSTRA SALUTE

Del cocco non si butta nulla, tanto è prezioso!

Se ne ricava polpa, olio, latte e acqua.

Ciò che ne fa un alimento straordinario è però proprio l’olio, tanto demonizzato in questi decenni dall’informazione soprattutto di matrice USA. Delle altre componenti ve ne parlerò un’altra volta.

La più parte dei grassi della nostra dieta, che siano saturi o insaturi, sono acidi grassi a catena lunga, l’olio di cocco è composto invece da acidi grassi a catena media, che gli conferiscono straordinarie proprietà nutrizionali e curative.

E’ stato messo accuratamente al bando per svariate ragioni, alcune delle quali prettamente economiche costruite ad arte, ma principalmente per i pregiudizi e gli equivoci che riguardano i grassi saturi. Su pubmed ad oggi ci son circa 2000 studi riguardanti l’olio di cocco e 200 dei quali riguardano specificamente i benefici.

La lunghezza degli acidi grassi è un parametro importante perché il nostro organismo metabolizza gli acidi in modo differente in base alla grandezza. Gli acidi grassi a catena media sono più digeribili e più idrosolubili, non necessitano di enzimi pancreatici e bile per la loro digestione, per cui non gravano sui sistemi enzimatici dell’organismo. A differenza degli acidi grassi a catena lunga, che dopo i passaggi digestivi e intestinali vengono trasportati nel corpo e rilasciati in piccole particelle nel sangue, creando ostruzioni, gli acidi grassi  a catena media pur seguendo un percorso analogo, son già completamente scomposti quando lasciano lo stomaco e quando arrivano nel tratto intestinale vengono immediatamente assorbiti nella vena porta e inviati al fegato, dove vengono utilizzati come fonte di combustibile per produrre energia. 

Per questa ragione non ostruiscono le arterie, non producono placche arteriose né grasso corporeo: sono utilizzati per produrre energia!

L’olio di cocco migliora l’assimilazione delle altre sostanze nutritive, previene le carenze di vitamine del gruppo B (facilitandone l’assorbimento), migliora il metabolismo del calcio e la salute ossea. Anche il latte materno che è una buona fonte di acidi grassi a catena media, è più nutriente e offre maggior protezione antimicrobica dalle infezioni al neonato, se la madre consuma olio di cocco. Il latte materno aumenta in circa mezza giornata la percentuale di acido laurico e caprilico se si consumano 3 cucchiai di olio di cocco, potenziando la funzione protettiva del latte e migliorando la crescita e lo sviluppo del bambino, proteggendo dalle infezioni soprattutto nei primi mesi di vita, quando il sistema immunitario è in una delicata fase di sviluppo.

Data la caratteristica spiccata di fornire immediato nutrimento senza gravare sui sistemi enzimatici dell’organismo e poiché aumenta l’assorbimento delle sostanze nutritive contenute negli alimenti, è un alimento raccomandato nella terapia della malnutrizione.

Grazie all’utilizzo immediato da parte del fegato degli acidi grassi a catena corta, l’olio di cocco migliora il metabolismo, contribuisce a mantenerci vigili e ci offre una sferzata di energia pressochè immediata.

E’ un’azione sottile e durevole, non crea dipendenza o assuefazione (a differenza della caffeina).

Per gli sportivi può coadiuvare le prestazioni riducendo la stanchezza e l’affaticamento.

Nell’antica  visione medica cinese un fegato affaticato produce una serie di effetti corporei specifici, fra cui un rallentamento tiroideo. In realtà sappiamo che è proprio la tiroide a rallentare il metabolismo e quando il suo funzionamento si riduce, tutti i processi rallentano: digestione, guarigione e riparazione, risposta immunitaria, produzione di ormoni e degli enzimi, temperatura più bassa e così via. Tutto funziona più lentamente e iniziano a subentrare anche altri problemi di salute.

Se il malfunzionamento della tiroide non è legato ad altre patologie o a fattori genetici, l’olio di cocco può dare sollievo a diversi sintomi, sopratutto se si segue un’alimentazione adeguata a supportare il problema.

L’olio di cocco ha un effetto stimolante sulla tiroide, la rimette in moto a un livello di efficienza superiore, certo, come dicevo occorre riequilibrare la malnutrizione conclamata restrostante.

Lo stress sottostante a molte situazioni richiede un’impennata metabolica che non è sempre possibile  mettere in atto se non disponiamo di una quantità adeguata di vitamine e minerali, a causa di una malnutrizione subclinica; se questi non sono presenti il metabolismo cambia marcia e rallenta, dandoci la sensazione di vivere in un mondo al rallenty e ben ovattato.

Un’altra importante caratteristica dell’olio di cocco, insieme al fatto di non gravare su digestione e consumo di enzimi pancreatici, è che per il suo utilizzo non richiede nemmeno l’intervento dell’insulina, alleggerendo così il sistema anche in caso di patologie come il diabete o insufficienza pancreatica e non dimentichiamo l’importante impatto che gli eccessi insulinici hanno sui quadri endocrini con predominanza estrogenica.

L’azione antimicrobica aggiuntiva che esercita sul latte materno citato più sopra è valida anche per gli adulti, agisce su germi, parassiti e malattie infettive, aiutando a debellare batteri, funghi, virus e parassiti.

Negli ultimi quarant’anni la ricerca evidenzia che gli acidi grassi a catena corta dell’olio di cocco uccidono batteri che provocano infezioni del tratto urinario, polmonite, gonorrea, sono letali per lieviti e funghi che causano fastidiose malattie come piede d’atleta e candidosi.

L’acido laurico che è l’acido grasso più importante del cocco (ne costituisce il 50% dei grassi), nel corpo umano e animale si trasforma in monolaurico che è un monogliceride ad attività antivirale, antibatterica e antiprotozoica nel tratto digerente, utilizzato dall’organismo per distruggere i lipidi che rivestono i virus come HIV, herpes, citomegalovirus, e altri batteri patogeni come quello che causa l’ulcera (Helicobacter Pylori), i virus che provocano influenza, morbillo, mononucleosi ed epatite C, streptococchi emolitici.

La polpa e l’olio di cocco uccidono ed espellono parassiti come la tenia, i pidocchi e la giardia.

Si è dimostrato utile anche, grazie all’acido caprico, contro la clamidia e altri batteri a trasmissione sessuale.

Nessun rischio di assuefazione nell’utilizzo reiterato, non si sviluppa cioè resistenza come succede con gli antibiotici. Inoltre, a differenza di questi ultimi, l’olio di cocco lascia illeso il microbiota, ragion per cui anche le infezioni da candida di cui molti persone  sono afflitte in forma subclinica, non diventano infestanti.

Nelle malattie croniche intestinali (IBS, morbo di Chron e coliti ulcerose) l’olio di cocco offre giovamento agendo sulle cause a monte delle lesioni, spesso create da microorganismi che danno origine a infezioni croniche localizzate di basso grado e febbre.

A differenza di altri olii che perossidano in cottura, l’olio di cocco contiene grassi saturi molto stabili e altamente resistenti alla perossidazione, che ne impediscono l’irrancidimento con la loro azione antiossidante, limitando tutti i danni che ne derivano come l’alta produzione di radicali liberi altamente infiammatori.

In sintesi 40 anni di ricerche evidenziano i benefici succitati a patto di farne un uso sensato, in giusta combinazione e proporzione con gli altri acidi grassi, come sempre proponiamo con l’alimentazione Eubiotica.

Utilizzato a queste condizioni di equilibrio il rischio di aterogenicità è neutro. Anzi, la Chlamydia pneumoniae, è uno dei microorganismi sospettati di avere un ruolo importante nello sviluppo dell’aterosclerosi, attivando un processo infiammatorio che provocherebbe l’ossidazione delle lipoproteine con induzione di citochine e viene inattivata proprio dagli acidi laurico e monolaurico, così come caprico e monocaprico, presenti nel cocco.

La d.ssa Newport, medico USA, ne ha sperimentato l’efficacia sul marito affetto da Alzheimer, somministrando da 4 a 8 cucchiai al dì, sfruttandone l’effetto in combinazione con una dieta chetogenica, al fine di nutrire correttamente le cellule cerebrali in sofferenza che non riescono a utilizzare correttamente il glucosio nelle malattie neurodegenerative. Ha osservato benefici dimostrati dalla risonanza magnetica, con diversi effetti degni di nota su deambulazione e funzioni mnemoniche. Tuttavia non vi consiglierei mai il fai-da-te in situazioni così complesse come la malattia di Alzheimer, però è chiaro che si aprono nuovi scenari nella cura di malattie come AD, Parkinson e SLA.

L’azione dell’olio di cocco sul cancro è altrettanto interessante: interferisce nella replicazione cellulare, promuove un’azione antiossidante, protegge le cellule sane, inattiva molti fattori carcinogenetici come le aflatossine e altri contaminanti alimentari e cancerogeni.

La noce di cocco è considerata un alimento alcalinizzante e ha un potente effetto anticarie  se utilizzata nell’’oil pulling antica pratica che consigliamo anche nel metodo Kousmine e nel gruppo.

Infine, l’olio di cocco è parte della formula del Monoi di Tahiti, un olio profumatissimo che mantiene la pelle setosa e giovane. Ma anche utilizzato da solo o con le giuste essenze è in grado di proteggere dalle scottature solari non interferendo minimamente con la formazione della vitamina D, ha un effetto antiaging spiccato e nutriente,  ed è anche un ottimo veicolante per la preparazione di un oleolito miracoloso sulla circolazione linfatica con le essenze di arancio, cipresso e limone. Viene anche  utilizzato in malattie come la SLA, sugli arti colpiti, con risultati molto interessanti.

La condizione FONDAMENTALE affinchè possiamo ricavarne tutti questi benefici è l’utilizzo di olio di cocco o crema di cocco di origine certificata biologica, extravergine e spremuto a freddo. E’ davvero molto importante che non subisca alcun trattamento che ne alteri le preziose proprietà.  

Simbolicamente raffigura il nutrimento femminile e materno, sia per il latte, sia per la sua capacità di prendersi così ampia cura degli esseri viventi, ve ne consiglio caldamente un uso quotidiano!

 

 

 

SALVIAMO IL NOSTRO CERVELLO!
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SALVIAMO IL NOSTRO CERVELLO!

In qualunque modo voi crediate che siamo stati creati, siamo stati progettati per essere intelligenti tutta la vita, che a giudicare dai più recenti studi sul cervello, è ben più lunga di quella a cui ci siamo ridotti.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, sebbene i progressi scientifici e in tutti i campi dell’umano agire e sentire, in primis nel campo della medicina, lo abbiamo letto sui giornali non più di un mese fa, l’aspettativa di vita si è ridotta.

Catherine Kousmine lo diceva nel secolo scorso e non era certo sensitiva: le bastava constatare come il nostro stile di vita ci conducesse alla deriva, per non dire all’autodistruzione.

Quello che pare evidente è che il nostro cervello dovrebbe funzionare bene fino all’ultimo respiro, mentre la maggioranza di noi invece, probabilmente, assisterà a un declino cognitivo, come i dati sulle patologie neurodegenerative stanno testimoniando in modo drammatico ed esponenziale.

In realtà questo accade perché non viviamo una vita adeguata al nostro genoma! In nessun senso.

Ma c’è anche una buona, buonissime notizia:  vi farà piacere sapere che possiamo intensificare l’azione dei nostri geni sani, disattivando al contempo i geni che danno luogo a eventi dannosi come l’infiammazione e la produzione di radicali liberi, due grandi nemici della nostra salute, non solo cerebrale.

Molto di ciò che riguarda il corpo umano non è affatto immutabile. Le ricerche degli ultimi anni ci dimostrano proprio il contrario.  Rigenerazione è la parola chiave, per poter sopravvivere su questo pianeta. Questo è valido sia nel campo psicologico che fisico.

Autorinnovamento! Lo sapete che certe cellule ematiche vivono poche ore?

Che le cellule recettoriali gustative vengono sostituite ogni 10 giorni?

La pelle si rifà ogni 28 giorni e le cellule muscolari ogni 15 anni circa, per un completo rinnovamento.

Si è scoperto perfino che, il muscolo cardiaco, un organo a lungo ritenuto immutabile dalla nascita, sperimenta un ricambio cellulare. A 25 anni viene sostituito circa l’1% delle cellule del cuore ogni anno.

Anche il nostro cervello è in grado di rinnovarsi, è ciò che definiamo neurogenesi e si verifica negli esseri umani per tutta la vita.  Saperlo significa poter solo immaginare quali siano le implicazioni su tutti i disturbi cerebrali, incluse le malattie cerebrali progressive.

Le vittime di ictus possono parlare di nuovo, le persone senza una parte di cervello possono riprogrammarlo affinchè apprenda ciò che non fa la porzione mancante, zone offese da ictus ischemici o emorragici vicariano ad altre zone le loro capacità, proviamo solo ad immaginare quanto meravigliosa sia la possibilità per noi che speriamo “semplicemente” di conservare le nostre facoltà mentali.

Come possiamo favorire la neurogenesi?

Anche questo processo, come è logico, è controllato dal DNA. Un gene sul cromosoma 11 codifica la produzione di una proteina chiamata “fattore neutrotrofico derivato dal cervello” o BDNF (Brain derived Neurotrophic Factor).

Il BDNF ha un ruolo nella neurogenesi, ma protegge anche i neuroni esistenti e la formazione delle sinapsi (il collegamento fra un neurone e l’altro): processi vitali per il pensiero, l’apprendimento e tutti i livelli più alti della funzione cerebrale.

Nei malati di Alzheimer il BDNF ha un calo. Ma anche in caso di altri disturbi come epilessia, anoressia nervosa, depressione, schizofrenia e disturbo ossessivo compulsivo.

I fattori che inducono il DNA a produrre BDNF sono per lo più sotto il nostro controllo.

Vediamone alcuni.

Una dieta che riduca del 30% le calorie aumenta il BDNF in modo netto, con incredibili miglioramenti della memoria e altre funzioni cerebrali. La restrizione calorica è stata una terapia efficace per le crisi epilettiche.  Oggi sappiamo perché: offre una profonda neuro protezione, aumenta la crescita di nuove cellule cerebrali e consente alle reti neuronali di espandere la loro sfera di influenza (NEUROPLASTICITA’).

Ad un consumo inferiore di calorie corrisponde un miglioramento della funzione mitocondriale, del controllo dell’espressione genica e un decremento dell’incidenza di Alzheimer e Parkinson.

Quando non stiamo consumando quei carboidrati che non sono esistiti nelle nostre diete per il 99,9% della storia umana (farine, zucchero, cereali a go go), lo stato normale del metabolismo umano è una lieve chetosi particolarmente salutare che fornisce chetoni al cervello, senza intossicare l’organismo. Questo è molto utile nel Parkinson, Alzheimer, SLA, autismo ed epilessia.

In soli 28 giorni uno studio ha dimostrato che, dopo aver seguito una dieta chetogenica i pazienti malati di Parkinson registrarono un miglioramento enorme dei sintomi, paragonabile all’effetto di un trattamento medicinale o di interventi chirurgici al cervello. L’olio di cocco, dal quale ricaviamo MCT (trigliceridi a catena media), comporta un notevole miglioramento nella funzione cognitiva dei pazienti colpiti da Alzheimer, perché è una importante fonte di una molecola precursore del prezioso beta-idrossibutirrato, che rappresenta un approccio utile al trattamento dell’Alzheimer.

Inoltre provoca una riduzione dell’amiloide nel cervello, un aumento del glutatione nell’ippocampo e una crescita dei mitocondri.  Può contribuire a trattare condizioni patologiche neurodegenerative e a prevenirle. E’ un super carburante per il cervello e riduce l’infiammazione.

Potete usarne un cucchiaino al giorno. E’ termostabile, per cui si può usare per cuocere.

I chetoni sono prodotti dal fegato, ma anche dagli astrociti, speciali cellule cerebrali.

Il movimento fisico incrementa il BDNF e migliora tutte le funzioni cerebrali.

La curcumina, assunta con dosi quotidiane di curcuma aggiunta al cibo, aumenta il BDNF.

Anche il DHA lo aumenta in modo importante.

Due terzi del cervello sono rappresentati da grassi e un quarto è DHA. E’ fondamentale per le sinapsi e un funzionamento efficiente del cervello. Regola inoltre l’infiammazione, ma non è tutto qui!

Il DHA  combatte anche  l’infiammazione di una mucosa intestinale sensibile al glutine, pone freno al danno di una dieta ad alto contenuto di carboidrati aiutando a prevenire disfunzioni cerebrali conseguenti a un’alimentazione che ne è troppo ricca.

In uno studio su 815 individui tra i 65 e i 94 anni, chi consumava la più alta  quantità di DHA aveva una riduzione del 60% del rischio di Alzheimer. Questo livello di protezione è altissimo. Al giorno d’oggi molti bambini non ricevono quantità sufficienti di DHA ed è anche per questo che assistiamo a tanti casi di disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

Semplicemente integrandolo, spesso i disturbi scompaiono.

Come aumentarlo? Il corpo ne produce solo piccole quantità a partire dall’ALA (ACIDO ALFA LINOLENICO), come da semi di lino e chia. Però non possiamo affidarci alla limitata produzione del nostro organismo, il consiglio è di integrarlo in maniera adeguata alle nostre necessità.

L’intero sistema nervoso centrale possiede recettori per la vitamina D ed essa partecipa alla regolazione degli enzimi del cervello, nel liquido cerebrospinale, a loro volta coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori e nella stimolazione della crescita dei nervi. Con adeguate dosi di vitamina D, il declino cognitivo si riduce del 25%,  il rischio di sviluppare Alzheimer del 77%; un aumento di 5ng/mL dei livelli di vitamina D nel sangue è correlato a una riduzione del 16% di ricadute della SM. (Sclerosi Multipla).

Depressione e stanchezza cronica si riducono. Serve anche alle ghiandole surrenali per regolare un enzima per la produzione di dopamina, epinefrina e norepinefrina, importanti ormoni cerebrali che influiscono sull’umore, sul controllo dello stress e sull’energia.

Infine, un cenno al glutine, di cui tanto oggi si parla e ci sarebbe da scriverne pagine e pagine.

Il glutine ha un ruolo impressionante e documentato da risonanze magnetiche, nell’infiammazione cerebrale, ancor prima che in quella intestinale, ma mentre i sintomi gastrici o intestinali fanno pensare immediatamente alla necessità di eliminarlo, quelli legati al cervello praticamente mai.

Bè, vi diranno, è facile sapere se si è celiaci.

Ma questo è l’ultimo dei nostri problemi.

Esiste un’enorme differenza fra la celiachia e la sensibilità al glutine. La celiachia è una reazione allergica che fa danni in particolare, ma non solo, nell’intestino tenue.

In realtà il glutine è in grado di coinvolgere qualsiasi organo del corpo, anche risparmiando l’intestino tenue.

E’ un discorso complesso e molto tecnico. Vi basti sapere che le citochine infiammatorie possono attaccare il cervello ed esercitare un forte effetto antagonista su di esso, danneggiandone il tessuto e lasciandolo vulnerabile a disfunzioni e malattie, soprattutto se questa situazione si protrae.  La ricerca ha mostrato che alcune persone a cui è stata diagnosticata per errore la SLA o il morbo di Lou Gehrig, hanno semplicemente sensibilità al glutine e eliminandolo si fanno scomparire i sintomi.  In soggetti sensibili al glutine si possono avere problemi di varia natura con le funzioni cerebrali in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale. Tenendo presente che il 99% delle persone il cui sistema immunitario reagisce negativamente al glutine non è neppure consapevole, direi che fa riflettere.

Paradossalmente il nostro stato di salute è peggiorato da quando abbiamo adottato un approccio scientifico alla nutrizione passando da abitudini legate a cultura e tradizione a decisioni consapevoli su cosa mangiare e bere, calcolandolo sulla base di teorie nutrizionali miopi, che tengono in scarsa considerazione il modo in cui gli esseri umani sono giunti dai millenni fino ad oggi.

Crediamo veramente che la nostra salute stia a cuore ai produttori di cereali per colazione o biscotti?

I carboidrati occupano la maggior parte dello spazio nelle corsie degli alimentari del supermercato, al costo minore di cibi proteici.

Vi invito a riflettere su un aspetto interessante, se amiamo tanto il cibo grasso c’è una motivazione profonda: è il grande amore del nostro cervello. Il grasso è stato molto demonizzato, ma con diete a basso contenuto di grassi, assistiamo alla più grande epidemia di obesità nella storia umana.

Qualcosa non quadra!

Ci sono determinati tipi di grasso che fanno molto male e sono correlati a problemi di salute: i grassi trans sono tossici.

Eppure al nostro corpo  fanno un gran bene i grassi buoni, mentre grandi quantità di carboidrati non giovano, anche quando sono senza glutine, integrali o ad alto contenuto di fibra.

E’ interessante notare che l’esigenza di carboidrati nella dieta umana  consente di sopravvivere anche quando sono minimi, invece, purtroppo, senza grassi, non possiamo affatto andare avanti.

Per farla molto breve, il grasso è stato sempre un pilastro della nostra nutrizione.

Il cervello è formato al 70% di grasso e il grasso  svolge un ruolo cruciale nel regolare il sistema immunitario. I grassi buoni come gli omega 3 e i grassi monoinsaturi (avocado, olive e frutta a guscio) riducono l’infiammazione di tutto il corpo! I cervelli malati presentano una grave carenza di grassi e di colesterolo. Un  buon livello di colesterolo è associato in età elevata a una crescente longevità.

Insomma che il cervello ha bisogno di zucchero è un mito da sfatare, perché il cervello adora i grassi: li considera un super combustibile e in ogni sorta di malattia neurodegenerativa una dieta con adeguato contributo di grassi è la base per la salute.

In effetti le statine sono fra i farmaci che aumentano il rischio di Alzheimer.

Concludo qui, ma ci sono spunti di riflessione interessanti, che certo, si dissociano da molte teorie in voga e molto di moda oggigiorno.   Però mi piacerebbe ricordarvi che il cervello inondato di zucchero, nella storia evolutiva, non l’abbiamo mai avuto. Gli unici zuccheri disponibili fino a qualche secolo prima di Cristo  erano frutta acida e per pochi mesi all’anno, legata alle zone e alle stagioni,  e miele…

In Europa lo zucchero si è diffuso solamente dopo la scoperta dell’America.

La natura rendeva difficile l’accesso allo zucchero, è stato l’uomo a renderlo facile e a giudicare dai risultati non è stata esattamente la migliore delle idee.

LIFTING NATURALE A COSTO ZERO: SORRIDERE!
Antiage e bellezza

LIFTING NATURALE A COSTO ZERO: SORRIDERE!

Chi non vorrebbe un lifting naturale a costo zero?

Per vivere a lungo e serenamente, col sorriso sulle labbra, servirebbe un buon corredo genetico, ma non si possono scegliere i genitori.

Quello che possiamo certamente fare è avere relazioni amicali di alta qualità!

E relazioni amorose di primissima scelta.

Costruire un buon carattere è possibile, purchè ci si mantenga fedeli a se stessi e non si finga di esser gentili e cordiali per pura captatio benevolentiae.

Molte delle caratteristiche che contraddistinguono i super longevi nel mondo sono infatti di tipo sociale.

Chi vive a lungo e bene ha spiccate dosi di socializzazione, tiene molto ad amici e/o familiari, ma  è anche capace di liberarsi da relazioni insalubri, malate, con fidanzati, mariti, mogli e affini ed ogni altro parente o amico, di ogni ordine e grado, che mini con evidente danno la nostra salute quotidiana, inquinandola con liti, critiche, o peggio, indifferenza relazionale, ad ogni angolo di giornata.

Insomma, la tribù di cui ci circondiamo, aiuta! E deve esser fatta di rapporti fertili. Di amicizie che ci sollevano l’animo, di consorti che ci aiutano e ci sostengono, anche se non andiamo d’accordo proprio su tutto. I centenari e gli ultracentenari sono di solito alquanto positivi, apprezzano e trovano un senso sia alla vita, che alla morte, la fede aiuta moltissimo e una vita spirituale attiva ci mantiene giovani e capaci di muoverci nel mondo coi nostri doni unici da svelare, in salute o malattia.

Vedere il bicchiere mezzo pieno, cogliere anche nelle situazioni peggiori il buono che ne deriva, lasciare che le nostri parti buone rigenerino quelle meno consone al premio Nobel per la pace, usare i traumi creativamente, son tutte qualità che ci allungano la vita e ce la offrono di una certa apprezzabile, quando non invidiabile, qualità.

Son tratti che non hanno nulla a che fare con la docilità. Spesso questi anziani super sono persone caparbie, orgogliose e disciplinate, che tengono alle loro piccole abitudini salutari e alla loro autonomia.

Non hanno relazioni di dipendenza e dicono chiaro in faccia alle persone ciò che pensano.

Mi viene sempre in mente mia nonna, morta a 100 anni compiuti, che veniva definita da una mia zia decisamente ostile come “una bestiaccia”, ovvero: una persona che non era certo molto diplomatica nell’esprimere il proprio pensiero, eppure non si privava di una fetta di salame nemmeno con il colesterolo alle stelle.

In alcuni casi può giocare a loro favore perfino una vena di narcisismo, che li mantiene saldamente attaccati ad una buona immagine di sé, quindi si prendono cura del corpo, della mente e perfino del guardaroba: la sorella di mia nonna, della cui ultima fase della vita  vi ho narrato lo scorso anno in agosto, si faceva fare sandali modello Chanel su misura, (certo la misura 33,5 è difficile da trovare anche su web) a 94 anni suonati (è morta a 96).

In tutto questo un sorriso, un volto disteso e sereno, la capacità di interagire positivamente con gli altri, son fattori determinanti  per la serenità e il benessere.

Ridere, ridere e ancora ridere!

Vi accorgerete che gli altri ricambiano il vostro sorridere quando ridete e che questo sarà un presupposto per delle relazioni più distese ed appaganti.

Sorridete al barista la mattina,  vedrete la differenza.

Io lo faccio anche quando ho mal di schiena, un mestruo che mi devasta e una mole di lavoro da far invidia ad Atlante, sì la divinità col mondo sulle spalle.

E cambia tutto. Vi farà un complimento, berrete il caffè con grande entusiasmo e l’adrenalina post caffeina vi sembrerà vera e propria cocaina, almeno per qualche ora.

Provate, diventerete un raggio di luce per molti, anziché una nuvola nera e minacciosa da cui gli altri non possono voler altro che sfuggire, prima di esser colpiti da tuoni e fulmini, come nel peggior film horror mai visto.

Se tutto va male, fermatevi un attimo e respirate.

Il sistema nervoso parasimpatico può essere stimolato dal respiro addominale, in pochi minuti: abbassando il diaframma si stimola il nervo vago, che rallenta e rilassa il cuore e distende i lineamenti del volto, un vero lifting naturale.

Allo stesso modo lavorano lo yoga, il tai chi, la meditazione, il training autogeno e altre tecniche di rilassamento veramente importanti per sostenerci, come quelle che anche io ho appreso alla scuola di Naturopatia a Riza, con utilizzo sensato di olii essenziali, fondamentali per il rilassamento.

Queste tecniche potenziano il sistema nervoso parasimpatico e si possono apprendere a qualsiasi età per praticarle poi nella routine quotidiana, a casa nostra, comodamente impigiamati e sono dei veri e propri antidoti alle tensione, allo stress, all’ansia e al pessimismo.

Le leggi dell'amore,
Pensieri al femminile

LE LEGGI DELL’AMORE

Non mi piacciono le ricorrenze obbligate.
Ma proprio per nulla.
Soprattutto quelle che vengono dissacrate da gadget e parole inutili.
Credo che dell’Amore, di questa meravigliosa parola, si abusi, ogni giorno.
Soprattutto ai tempi del web.
Ma se proprio dobbiamo parlarne, ed oggi ci sarà modo per tutti noi, parliamo dell’ amore per noi stessi, presupposto fondamentale per poter amare chiunque altro.
Una giornata dedicata all’Amore è l’occasione ideale per fare un viaggio interiore e guardare con affetto, comprensione ed empatia al nostro percorso.
Una volta volevo dar fuoco al mondo.
Ed oggi, in effetti, conservo un po’ di cenere, a ricordo dei miei sogni.
Qualche scintilla luminosa ogni tanto ancora si vede, in certi momenti.
Quello che mi lascia sempre esterrefatta, quando ascolto le storie delle persone, è come nel corso degli anni abbiano sepolto i sogni preziosi sotto strati di macerie, anzichè dar loro vita.
Da piccola volevo curare le persone.
Oggi, sovente, quando parlo con i malati mi chiedono: “perchè non ha studiato medicina”?
Perchè non volevo studiare medicina, è semplice!
Volevo CURARE le persone.
Che richiede una vocazione e un’adesione del cuore totalizzante e capace di compassione, dedizione, sacrificio di sè e tanto tanto AMORE.
Il mio percorso non è certo stato semplice, nemmeno lineare.
Son passata dal cancro e diverse altre vicissutidini, per arrivare dove sono oggi.
Ma quel che è certo è che non ho sepolto nessun sogno.
Qualcuno l’ho realizzato e qualcuno è in attesa di realizzarsi.
E stiamo sicuri che non intendo rinunciarvi!
Alla faccia delle ciance vane, delle difficoltà di ogni tipo e delle malelingue.
Per strada ho perso strati di ingenuità, buone intenzioni, ho subito amare sconfitte, deviazioni, delusioni, rifiuti, scelte sbagliate, il mio tempismo a volte ha fatto veramente pietà, i miei sforzi sovente caotici, le circostanze impreviste mi hanno confusa e ferita, i capricci del destino li avrei presi per i capelli e probabilmente metterò nel conto anche qualche occasione perduta.
Perfino qualche amicizia che credevo per la Vita è finita per sempre.
Affetti prêt-à-porter di parenti improbabili son rimasti laddove dovevano rimanere.
Io non voglio certo essere una “se-potessi-sarei” o, peggio, “se volessi-potrei-essere”.
I sogni, per essere realizzati, richiedono un requisito fondamentale: che tu ci sia!
Oggi.
Tutta intera.
Fare, fare-fare-fare?!!!
Sì, qualcosina.
Ma se non SEI, è difficile che il FARE ti porti da qualche parte.
Essere una donna che si occupa di guarigione è ESATTAMENTE ciò che voglio essere.
Inutile raccontarcela, il nostro lavoro la dice molto lunga su chi vogliamo essere nel mondo, su dove siamo arrivati nella nostra evoluzione.
Non raccontiamoci storielle, che dopo una certa età, non son più adatte se non a farci ammalare.
Alcuni lavori forse non rappresentano chi siamo in sè, ma ci consentono spazi esterni di realizzazione di noi, per scopi che ci realizzano (acquistare una casa, vivere una vita relazionale come vogliamo, realizzare i nostri progetti e quelli di chi amiamo, nutrire i nostri animali … ), altri sono di grande utilità, anche se nascosti agli occhi dei più.
Tutti sono dignitosi, tranne quelli in cui si estorce denaro a fronte di un imbroglio o di un danno alle persone, anche in modo sottile, non crediamo di sottrarci all’ira divina se produciamo veleni, ad esempio.
Ma sicuramente, il lavoro che facciamo, è una parte importante della nostra identità e dei progetti esistenziali che stiamo giocando in questa vita, su questa Terra.
Oggi è la giornata dell’ESSERE.
Stai con chi ami e trattati con gentilezza.
Porta alla luce il sogno sepolto tanto tempo fa.
Nella tua anima la brace arde ancora.
“Non è bene escludere dai tuoi calcoli un drago vivo, se gli vivi accanto”
(J.R.R. Tolkien).
A volte, un drago, è tutto ciò che ci serve.

Qualcosa di meglio
Pensieri al femminile

QUALCOSA DI MEGLIO

Se non fossimo insoddisfatti di ciò che abbiamo, non cercheremmo mai qualcosa di meglio.
Certo non parlo dell’essere insoddisfatti del vestito o della macchina o financhè della nostra casa.
Parlo di quel filo di inquietudine che, anche nei momenti più sereni, tende lo sgambetto al nostro animo.
Quella cosa lì, che definiremmo odiosa se dipendesse da noi, è una vera e propria benedizione.
L’insoddisfazione DIVINA!
E’ così che la nostra parte spirituale ci tocca, cercando di avere la nostra attenzione.
E se il Cielo vuole la tua attenzione, l’avrà.
A costo di scomodare immaginazione, intuizione, desideri fisici o mentali, sincronicità apparentemente impossibili, conversazioni che sembrano “casuali”, sogni ad occhi chiusi (o aperti😍), rêveries d’ogni sorta e accuratissimi presentimenti, fin nei dettagli.
Potrebbe toccarti anche un regalo magnifico.
Che ti fa riflettere su quanto è preziosa la tua vita e chi ti sta vicino.
O lontano.
Certo se per anni ignoriamo questi solleciti, ed ogni giorno, come sporco all’angolo degli occhi al risveglio da una lunga notte, li rimuoviamo con l’acqua di rose, bè, prima o poi inizieranno a lesionare la nostra vita, come il granello di sabbia che nell’ostrica produce la perla.
Come sotto una gragnuola di sassi le note di un pianoforte che suona Bach offrono un segno di speranza, così quel filo di inquieta insoddisfazione sta per condurti altrove.
Dove?
Non ne ho la benchè minima idea e, davvero, non ha nessuna importanza.
E’ un altro pezzetto di me, della mia parte più vera.
Sepolto sotto strati di macerie, rimosse a mani nude, sotto il sole cocente del deserto.
La fragilità che si percepisce in quel frangente da l’idea che da un momento all’altro potremmo andare in pezzi.
Se ti guardi allo specchio ti chiedi: chi è quella?
Improvvisamente non sopporti le tende dello studio.
Ma non si abbinano con nulla.
Tagli le ughie corte, perchè hai già rotto 10 paia di calze sta settimana.
Per un istante l’idea di cambiare perfino il colore dei capelli.
Come se qualcosa potesse esimerti dall’angoscia di andare più a fondo.
Di vedere se quel frammento si infila da qualche parte.
E scoppi a piangere ad una parola detta al momento giusto, dalla persona giusta, mentre intravedi un angolo di oasi nel deserto.
Sali in macchina e ti ritrovi a destinazione senza sapere come.
Pregusti un lungo bagno fra essenze profumate, e se possibile vorresti passarci il resto della vita a mollo con la Rosa di Damasco.
Vorresti una flebo di Olive, con qualche goccia di Aspen e se fosse possibile una siringa di Cognac francese in vena.
Bene, rilassati e goditela.
E’ la fase che precede la magnificenza.
E’ una cosa strana, continui a ripetere.
Sei tu la cosa strana, dice il poeta sufi Rumi, tanto caro al prof. Raffele Morelli.
Hai dentro di te l’energia del sole, ma continui a bloccarla nella base della spina dorsale.
Sei uno strano tipo d’oro, che vuole rimanere fuso nella fornace per non dover diventare una moneta.
Tutto cambia.
Solo il desiderio è duraturo.

Sopra le righe. O fra le righe
Pensieri al femminile

Sopra le righe. O fra le righe.

Sì, sono un po’ sopra le righe.

Troppo tutto.

Troppo donna, troppa passione, anche professionale, troppa disponibilità, generosità.

Troppo amore.

Questo mi rende una creatura meravigliosa in alcune circostanze, ma terribile in altre.

Eppure continuo a credere, contro  ogni evidenza,  che amare sia un grande privilegio, ancor più che essere amata.

Amare richiede un grande coraggio, perché sì, è facile amare quando le circostanze semplificano le questioni e non c’è nessuna età nella quale sei al sicuro,  gli anni non ti proteggono dall’amore.

A volte amare significa fare i conti con tutto il resto, con l’ipotesi di essersela raccontata per una ventina d’anni, bugie vere e convenzionali, a cui ci garba credere, per andare avanti, perché così fan tutte.

Talvolta per sopravvivere.

Soprattutto per quanto riguarda ciò di cui si ha bisogno per essere felice.

Raccontarsela può esser divertente, comporta un gioco di ruoli e come un’eroina dentro un film puoi addobbarti con maschere, fare un lavoro sopra le righe, unghie finte e tacchi alti.

Tutto questo però, arriva al capolinea, prima o poi.

Tout vient à  bout.

Alla fine l’autenticità vien fuori, che ci piaccia o meno.

L’unica scelta vera che abbiamo è la volontarietà del gesto:  saper rileggere segni e sintomi, per poter valutare con calma scelte e conseguenze, oppure  la palata sui denti del destino, questa è una condizione che mi sento di sconsigliarvi, perché si sa, tornare a sorridere  poi costa sempre molto caro.

Appena ci sembra di aver finalmente assemblato una vita piena di comfort, non so a voi, ma io trovo un pezzo di me che non so dove infilare.

E sovente tocca rifare tutto daccapo.

Col brivido lungo la schiena, di quei brividi che, quando arrivano, non preannunciano tempi facili.

Forze nascoste che ci abitano e che guidano le azioni dell’anima all’inevitabile, svelando verità chiuse nel cuore, a doppia mandata.

Tocca fare i conti con l’autenticità della propria vita se si vuol andare avanti, altrimenti il cammino è un inciampo continuo, si fan due passi e si incespica. A volte cambiare le scarpe è utile.

A volte occorre camminare scalzi a piedi nudi dolorosamente.

Con kafkiana inevitabilità io prendo le scarpe in mano e provo a mettere un passo dietro l’altro.

Perché si sa,  anche un viaggio di mille miglia inizia sempre con il primo passo (Lao Tzu).

Il grande potere dello charme: l'allure
Pensieri al femminile

Il grande potere dello charme: l’allure

L’allure è il potere dello charme.
Ingrid Bergman in Casablanca aveva un fascino veramente speciale.
O Meryl Streep nel film I ponti di Madison County.
Juliet Binoche in Chocolat.
Aishwarya Rai nel film La maga delle spezie.
Donne dove l’unicità del viso è charme dipinto sul volto.
Noi siamo, prima di qualsiasi altra cosa al mondo, il nostro volto.
Il botulino depenna le rughe, il lifting ci trasforma in un’altra persona, le abbronzature poi, danno un tocco di incredibile falsità.
Espressioni o modelli identici, che ci fanno somigliare ai modelli dominanti, cioè bellezza omologata.
Tutte uguali.
Omologate.
Altro che il burqa.
Identiche fra di loro, succubi del pensiero comune, schiave in gabbie dorate.
Molto diverso è il make up!
Truccarsi invece giova alla nostra salute, perchè usciamo dal tempo e dipingiamo l’eterno sul volto.
Truccarsi appartiene all’Eros, all’Eterno, all’archetipo del femminile, ci trasforma in Cleopatra, nella Regina di Saba e ci fa viaggiare nel tempo, fino ai giorni nostri, abbracciando tutte le donne di tutti i tempi.
Farsi il botulino, spianare le rughe, abbronzature selvagge, rifarsi, trasformarsi con ginnastiche modellanti, è entrare invece nel regno del pensiero comune, degli esseri omologati, sempre uguali e sempre preoccupate di non invecchiare, di apparire giovani (?) belle (!!!) e magari felici.
Invece da qui all’infelicità il passo è breve.
Manca oggi a molte donne, l’allure.
L’allure è il potere dello charme, la capacità di attrarre grazie al fascino personale, misterioso e provocante.
Sensuale, ma velato.
Che vela e disvela, con pizzi e trine, ma non è mai sfacciato, non butta in faccia la nudità, che di misterioso non ha proprio nulla.
Oggi non ci sono più molti misteri in una donna, ed è un peccato.
Queste donne tutte uguali che vita avranno?
Aspetto magnifico.
Unghie perfette.
Tutte a fare zumba.
Tutte in pizzeria l’ otto marzo.
Chissà se le loro vite sono davvero interessanti.
Se lavi le verdure due volte al giorno, nemmeno i guanti ti salvano le unghie.
Se ti occupi personalmente del giardino o delle faccende domestiche, qualche mal di schiena ti viene.
Se cucini per chi vive con te, ti devi raccogliere i capelli e rassettare la cucina, poi, questo è certo.
Se non hai tempo per la palestra, non sei perfetta fisicamente.
E tenetevi le vostre mimose.
Qual è il segreto di visi tutti uguali? Forse prendono tutte il Prozac.
No, grazie, preferisco una connessione spirituale profonda.
Le mie serate trascorrono fra gli impicci della cena, un bottone da attaccare, i gatti da nutrire e i capricci della stampante quando proprio devi stampare una cosa urgente e l’ultimo dei miei desideri sarebbe stare in ginocchio cercando di capire dove cazzzpita è quel foglio incastrato, passando dalla parolaccia alla preghiera con le mani giunte, perchè riparta.
Questa è la ragione per cui un weekend in una spa mi sembra un sogno ad occhi aperti.
Mi fermo domandandomi cosa succederebbe senza di me in questa casa.
E mi rendo conto che una certa allure devo averla, dal momento che diverse faccende gravitano intorno a me.
Anche nel cuore della notte.
Sicuramente il mio viso non finirà mai sul grande schermo.
Nè sul piccolo.
Nè su riviste patinate.
Probabilmente nemmeno il tuo.
Ma sono altamente consapevole che vivere, amare, svolgere un lavoro che mi appaga e una intensa vita interiore, una profonda connessione spirituale, è già molto, molto affascinante.
La gioia nella vita, è il miglior cosmetico per una donna.

Finche non sarà scolpito nella pietra
Pensieri al femminile

Finchè non sarà scolpito nella pietra

In questi giorni, per circostanze che non vi sto a raccontare, son stata nel piccolo cimitero del borgo medievale dove risiedo.

Non sfugge all’occhio ciò che è scritto sulle lapidi, ciò che è scolpito nella pietra.
Visitare i vecchi cimiteri può esser molto illuminante.
Sono silenziosissimi.
Quieti.
Tranquilli.
I vecchi cimiteri son lì a dirci che finchè il nostro nome non è scolpito sulla pietra, sarà possibile realizzare i nostri sogni.
Ogni giorno.
Se capiamo cosa ci può rendere felici.
Non la noia di un lavoro indesiderato e frustrante.
Cambiarlo si può!
Non lasciatevi consumare in una situazione simile.
Io ci stavo lasciando le penne.
Non un rapporto fatto di abitudini e malumori quotidiani, mal tollerati come un’artrosi cervicale che non se ne vuol andare e con cui conviviamo dolorosamente, o una gastralgia latente che ci inquieta le notti, con costanza.
Il mondo è pieno di uomini e donne, inutile cercare di sopravvivere così malamente per paura di rimanere soli, di non avere nessuno che ci lava e stira e cucina o peggio, dar la responsabilità a figli che crescono pieni di problemi a causa di genitori malnati.
Non una malattia, che può guarire!
C’è vita oltre la diagnosi!
Eh sì, è così!
C’è speranza, SEMPRE.


Ci son mille modi per guarire.
Dipende da noi?
In gran parte sì.
In quel che crediamo.
Sì, anche.
Ma soprattutto nel trasformare l’ordinario in Sacro, ogni giorno.
Vivendo le nostre priorità, con l’adesione del cuore.
I desideri a volte sembrano divorare tutto il resto.
Mass media che glorificano persone belle e oggetti costosi e inaccessibili non fanno altro che confondere e iper stimolare i nostri desideri, illudendoci che siano bisogni.
Non è così!
Non perdiamo la lucidità.
La risposta non sta in tv, in una pubblicità, in una rivista patinata nè dentro un film.
Per chi vuole una vita vera, piena di soddisfazioni e creatività, distinguere fra desideri e bisogni reali è una priorità cruciale.
Purtroppo molte persone confondono le due cose e per questo si sentono così povere.
L’unica miseria che dovremmo temere è quella interiore, quella del cuore, dei cuori di pietra, che pensano solo a se stessi, che non hanno nessuna propensione all’ascolto di chi li circonda, al dono di sè, all’aiuto per gli altri, che si può dare in mille modi.
Quel cuore di pietra che sarà l’unica cosa che rimarrà nella memoria quando il nome sarà scolpito nel marmo.
Nel frattempo, io confido che quando abbiamo bisogno di qualcosa, chiedendo allo Spirito, l’avremo.
Ciò di cui abbiamo bisogno lo attiriamo come un amante, l’amata.
Che siano persone, cose, situazioni, animali, non conta.
Arriveranno.
Citando Coelho:
Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano.
Generalmente essi avvengono quando arriviamo ad un limite.
Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.
Oui, c’est vrai.
Ve lo auguro di cuore.

 

Una vita semplice
Pensieri al femminile

UNA VITA SEMPLICE

Mi domando chi di noi non desideri una vita più semplice.
Meno impegni lavorativi, più tempo libero, godersi le relazioni salubri e gli affetti, ogni giorno.
Qual è il desiderio più profondo che celiamo?
Piantare tutto per aprire un ristorante italiano in Costa Rica o in Micronesia?
Personalmente non amo il clima caldo e umido e ho inoltre necessità di alternare momenti in cui sto a contatto con la natura a momenti in cui mi godo il calore e il guscio protettivo della mia casa e delle mie cose.
Il mio desiderio profondo è potermi dedicare ad un compito alla volta.
Senza l’assillo del quotidiano.
Della preparazione dei pasti, ad esempio, che inizia alla spesa, che richiede un certo impegno, se si segue un’alimentazione salubre e termina in cucina, per molto tempo, a mondare verdure e cucinare pasti di alta qualità.
Dalle faccende domestiche, per cui ho una naturale avversione.
Dalle risposte alle molte richieste di aiuto che mi inviate ogni giorno anche qui e a cui, ahimè, non posso dare risposte esaurienti, perchè non vi conosco e per come la concepisco io e per come svolgo la mia attività lavorativa, la medicina naturale, può dar risposte solo vis à vis.
Dal mio nuovo nascente blog, che un amico mi sta aiutando a realizzare e non vedo l’ora di condividere con voi.
Vorrei potermi concentrare sulle terapie naturali da cucire ad personam sui miei amatissimi assistiti, leggere tutti i libri che voglio, assaporare lunghe ore di ininterrotta creatività, mentre leggo o scrivo, di cui la mia anima si nutre e gioisce.
Ogni giorno ed ogni notte.
Se riposiamo un buon numero di ore, ci alziamo presto (io stamane alle 5 in punto, l’ora degli yogi, certo è perchè il gatto ha fatto una danza della pioggia sul mio letto, ma insomma che importa) e ci volgiamo con un animo ben disposto (dopo aver pregato) alla giornata, è possibile!
Gratitudine è la chiave.
Per ciò che si è, per ciò che si ha, per la nostra vita.
Ieri ho ritrovato un paio di occhiali che credevo perduti per sempre e gioivo come una bambina.
Son le piccole cose quotidiane, le piccole scelte e i minuti gioiosi di ogni giorno che rendono la vita degna di esser vissuta.
Certo, grandi obiettivi, purchè non si disperdano energie in faticosi e forzati piani quinquennali dettagliati.
Perchè non servono a nulla, se non a mettere a dura prova quella meravigliosa macchina da guerra che è il nostro cervello nel realizzarli.
E lo stress, noi terapeuti seri ed aggiornati lo sappiamo, uccide.
E’ il più potente immunosoppressore del secolo scorso e pure di questo.
Impariamo cosa è fondamentale per la nostra felicità.
Ed infischiamocene bellamente del parere di chiunque.
Le persone che ci criticano lo fanno per mille motivi, ma credetemi, nessuno è quello giusto per voi.
Di solito è la miseria delle loro vite a guidare le loro povere lingue a blaterare.
La semplicità illumina la nostra vita dall’interno.
La vera semplicità è allegra e generosa, libera gli spiriti depressi dalla schiavitù e dal peso degli eccessi.
La vera semplicità può elevare i momenti ordinari, le vite squallide di chi sparla degli altri e persino oggetti inanimati (basti pensare alle opere d’arte nelle nostre chiese, che mai osserviamo).
Oggi pensa soltanto a quanto può esser attraente la semplicità.
Immagina un’orchidea ciclamino in un vaso bianco, su un tavolo di legno e cristallo, con la luce del mattino che entra dalla finestra, il fiume che scorre, un castello medievale sullo sfondo a togliere ogni dubbio sul fatto che il tempo non esiste, l’aroma e il chiarore tremolante di una candela naturale alla vaniglia e abbi fiducia.
Sì, abbi fiducia, che attraverso il balsamo della semplicità, la tua anima stanca stremata, può scoprire il luogo in cui dovresti essere.
Basta cercarla nel cuore.
caminolibri

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