Browsing Category

Sani principi di alimentazione

GLUTINE ADDIO!!! BENVENUTA SALUTE
Sani principi di alimentazione

GLUTINE ADDIO!!! BENVENUTA SALUTE

Amiamo il cibo.

E  lo odiamo.

Lo bramiamo.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo mangiando?

In genere la maggior parte delle persone si occupa di appagare il gusto o al massimo di valutarne gli effetti sulla propria forma fisica.

Nessuno si domanda se la natura ha previsto che mangiassimo quel cibo, in quella modalità, con quegli abbinamenti o piuttosto ne prevedeva l’uso integro ed occasionale e non certo in almeno 5 porzioni al dì?

Noi umani abbiamo l’ardua convinzione di poter migliorare quello che la natura ha creato e ci applichiamo per dimostrarlo, fino a metter in gioco la salute e la vita stessa.

Quando consiglio ai miei assistiti di eliminare il glutine si scatena una vera e propria Apocalisse.

Niente cereali a colazione? Niente pasta? Niente cous cous? Niente pane? Niente croissants?

Non se ne parla davvero, no, non  posso farcela.

Il glutine perturba la digestione, danneggia i microvilli dell’intestino tenue dove assimiliamo i nutrienti fino a provocarne l’atrofia, visibile poi nelle biopsie che diagnosticano celiachia.

Inoltre rende più permeabile l’intestino, il che può portare alla sindrome da permeabilità intestinale, a intolleranze alimentari di varia natura, problemi immunitari, incapacità di assorbire le sostanze nutritive di tutti i tipi, causando veramente molte malattie e può inibire la capacità di sintetizzare la B12.

Purtroppo gran parte della comunità medica continua a non prendere atto del  fenomeno della sensibilità al glutine: secondo molti, chi non è un celiaco conclamato non ha problemi e non ha motivo di indagare ultieriormente.

In realtà esistono tanti falsi negativi, sia per la celiachia sia per qualunque forma di sensibilità al glutine, così solamente sperimentando di eliminarlo dalla dieta ci si sente ad un tratto molto meglio e si capisce che purtroppo vi è una diffusa incapacità di comprendere quanto sia importante poter sperimentare su di sè.

Quindi,  a mio parere  questo è il test migliore che possiate fare, meglio se coadiuvati da un gran bravo terapeuta esperto del naturale, medico o no, che vi ascolti e possa comprendere i vostri malesseri, purtroppo molto spesso incompresi dai nostri medici di base, supportati anche da analisi fuorvianti.

Si sa che la medicina non è una scienza esatta!

La gliadina è coinvolta nell’intolleranza al glutine e resiste ai tentativi di digestione sia da parte dello stomaco che da parte degli enzimi pancreatici, le due più importanti fasi di digestione.

Anche in chi non presenta particolari sensibilità, il glutine scatena il rilascio di una proteina, la zonulina, prodotta dall’intestino tenue, che è insidiosa e potenzialmente parecchio pericolosa, in quanto smantella le proteine che creano nella mucosa intestinale strette giunzioni che mantengono il rivestimento intestinale ben sigillato, in modo che tutto il cibo parzialmente digerito rimanga all’interno. Per via dei danni provocati dalla zonulina, una parte del cibo percola invece all’esterno e il sistema immunitario pensa di essere invaso. All’improvviso si sviluppa una sensibilità verso alimenti che un tempo si tolleravano benissimo e la risposta immunitaria complessiva aumenta il livello di infiammazione, la quale provoca una serie di sintomi e di danni e quindi potenziale concausa di tutte le malattie, inclusi i tumori.

A mio parere, se avete una malattia autoimmune, la prima cosa da fare è eliminare il glutine: deve sparire dalla vostra dieta.

Troppo spesso davanti a situazioni problematiche la sola risposta che la medicina fornisce è un farmaco oppure, se non si hanno esiti certi come nel caso della intolleranza al glutine, mal valutata e mal rilevata, i medici consigliano di aspettare e vedere cosa succede, anziché consigliare caldamente di abbandonare gli alimenti che possono aumentare il rischio di autoimmunità, anche perché chi sviluppa una malattia autoimmune ha molte più probabilità di svilupparne un’altra.

La celiachia è solo la forma più estrema di problema col glutine, così, come le allergie alimentari igE sono una forma estrema di sistema immunitario impazzito. Esistono molte forme intermedie di intolleranza, NON DIAGNOSTICABILI,  per cui il glutine infiamma l’organismo e ostacola la digestione.

La celiachia è relativamente rara, ma i disturbi provocati dal glutine sono invece molto comuni e la maggior parte delle persone è ignara di esserne affetta. Mediamente, un 30-40% della popolazione, me compresa, ha qualche tipo di intolleranza al glutine, anche sintomatico, con dolori articolari, annebbiamento mentale, disturbi gastrointestinali.   Teniamo presente che sovente (in USA accade regolarmente) i preparati a base di  cereali possono esser arricchiti di glutine, per renderli maggiormente appetibili migliorando la consistenza dei prodotti in cui sono inseriti. Non solo, il glutine può trovarsi in molti cosmetici, immaginiamo cosa succede se fa male a mangiarlo, se ce lo spalmiamo sulla pelle: il più grande organo del nostro corpo che, in sette minuti, lo immetterà nel torrente sanguigno.

Molti medici sbagliano nel diagnosticare la celiachia perché non sono a conoscenza della varietà di sintomi (circa duecento) che può causare  o del numero pressoché infinito di combinazioni di sintomi che possono esser presenti in una persona afflitta. La celiachia è solo la punta dell’iceberg, quando parliamo di intolleranza al glutine. La biopsia può dare falsi esiti e così i test sugli anticorpi, soprattutto nelle forme lievi.

La celiachia inoltre, pur potendo portare a patologie gravi, è subdola, perché molte persone non soffrono di sintomi visibili per anni. Solamente a fronte di un’osteoporosi grave o di un cancro al colon, si può scoprire che alla base vi era una celiachia non diagnosticata. Fra le forme gravi e non conclamate e quelle non diagnosticate vi è poi tutto un sottobosco di persone che soffrono di patologie o tremendi problemi di salute  che non vengono correlate al glutine.  Molte persone indagano ogni anno problemi legati al tratto digestivo e hanno esiti negativi per appendiciti, problemi alla cistifellea, ulcere, celiachia o qualunque altro problema conosciuto. Non ricevono spiegazioni per i loro malesseri  e vengono rimandati a casa con antidolorifici. Molte di loro soffrono di intolleranza al glutine.

Sebbene siano state fatte poche ricerche sulla diffusione di questi problemi, si può affermare, basandosi sull’esperienza clinica e su un’ampia consapevolezza dei problemi connessi all’intolleranza al glutine, che moltissime persone non celiache soffrono di intolleranza al glutine.

Se quella di stasera fosse la mia ultima cena vorrei mangiare una pagnotta a lievitazione naturale, bella croccante e magari farei il bis. Ma sta di fatto che spero di vivere ancora molti anni e più glutine mangio, peggio sto, sembrerei più vecchia, rugosa, malata e aumenterei di peso.

Io non voglio vivere così! E voi?

Abbiamo ingerito glutine tutta la vita, spesso nei cibi più impensati (carni in scatola, conservate, affettate, condimenti per insalata, sottaceti ecc. Davvero? Sììììì!!!) e così ora dobbiamo dire addio a pasta e pane!

Ovviamente anche al Seitan!

in_fuga_dal_glutine

La celiachia è malattia genetica e rara. I geni da soli però non sono sufficienti a provocarla. Per attivarli serve un trigger, ossia un elemento scatenante. Tra quelli più comuni si annoverano: un trauma fisico importante (interventi chirurgici, gravidanze, infezioni virali), insieme al più potente immunosoppressore del nostro secolo: lo stress! Queste situazioni possono slatentizzare qualunque tendenza patologica in realtà.

Potrete esser celiaci da anni e non saperlo ancora, perché ancora non vedete i problemi manifestarsi. Una volta manifestatosi però, le cellule del sistema immunitario, se ingerite glutine, tentano di attaccarlo e aggrediscono le cellule del vostro corpo. Anche se all’inizio non notate sintomi, ogni volta che mangiate un pezzo di pane o una barretta di cereali il vostro intestino tenue subisce un duro colpo. Risultato: non assimilate correttamente le sostanze nutritive e vi esponete a rischi gravi per la salute.

I cereali gluten free sono: Amaranto, Grano saraceno, Granoturco, Miglio, Quinoa, Avena (meglio se specificato che non è contaminata), Riso, Sorgo e Teff.

L’avena non contiene glutine o gliadina del tipo contenuto nel grano, ma sovente durante la mietitura o altre fasi della lavorazione, viene contaminata da altri cereali.   Per questa ragione è sconsigliata nei casi di celiachia o forte intolleranza al glutine. Si potrebbe inoltre soffrire di intolleranza all’avena, indipendentemente dall’avere reazioni specifiche verso il glutine.

Purtoppo le granaglie prive di glutine non ne sono necessariamente prive. Uno studio apparso già nel 2010 sul Journal of the American Dietetic Association ha riscontrato che su 22 granaglie senza glutine, più della metà conteneva tracce di questa sostanza.  Accade per una questione di vicinanza, a meno che il prodotto non sia coltivato in un campo isolato.

La contaminazione può avvenire nei campi, ngli impianti di lavorazione, durante il trasporto o nei contenitori.  Purtroppo è sufficiente una quantità molto ridotta di glutine a causare effetti gravi sia sull’intestino che dal punto di vista immunitario. Bastano poche molecole di glutine per scatenare gli anticorpi antiglutine e scatenare un’autoimmunità in chi ne ha le caratteristiche predisponenti. Anche per causare la permeabilità in effetti, può esser sufficiente una piccola dosa, con conseguenze devastanti sul sistema immunitario. Il glutine spinge l’organismo ad attaccare le cellule dell’intestino tenue, un bel guaio!

Purtroppo viviamo in un mondo tossico, siamo molto stressati e non è sempre possibile sottrarsi allo stress (ma imparare a gestirlo sì!), perchè sottoporci anche a una condizione come l’intossicazione da glutine, che può essere evitata?

Fra i molti disturbi che possono esser causati dal glutine, ricordo che tre tipi di cancro colpiscono più comunemente le persone affette  da celiachia: l’adenocarcinoma dell’intestino tenue, il carcinoma esofageo e orofaringeo a cellule squamose e il linfoma non Hodgkin.

Un modo semplice per verificarlo è la dieta ad eliminazione, eliminarlo per tre settimane da la possibilità di comprendere se ci sono sintomi che migliorano.

E’ scioccante che si debba arrivare a fare autodiagnosi su un problema di così ampia portata, ma come già spiegato, ammesso che riusciate a convincere il vostro medico a farvi fare qualche test sugli anticorpi, questo probabilmente non vi dirà nulla di utile. Ritengo ancora peggio il fatto che i medici, se gli parlate di questo, vi trattino come modaioli che non si son fatti sfuggire il trend del web, l’ultima moda è esser intolleranti al glutine!  Ve ne parlano come se non assumendolo vi state privando di qualcosa di talmente prezioso che questo potrebbe danneggiarvi. Questo purtroppo l’ho visto anche ieri sera in una nota trasmissione televisiva, per cui tutti paghiamo una tassa e in cui un noto medico ne asserisce la totale atossicità.

Assurdità!

I medici semplicemente non approvano che i propri pazienti scoprano da soli di avere una reazione al cibo e forse si sentono minacciati da questo. Qualunque sia l’atteggiamento del vostro medico, ricordatevi che anche se è un buon medico sovente potrebbe essere di aiuto, è possibile che siate voi a dovervi occupare della vostra salute, in modi alternativi. Possibilmente non con Dr Google o in gruppi web dove soggetti inqualificati (e inqualificabili) vi daranno assurdi consigli su cosa mangiare, senza conoscere NULLA di voi.

glutine

E’ altresì vero che il business nato dai prodotti per celiaci induca a sospettare che effettivamente sia bene andare a fondo della questione, ma in realtà, senza fare uso di costosi alimenti gluten free, è possibile mangiare bene senza ricorrere a questi artifizi, spesso prodotti con additivi, conservanti e lavorazioni veramente poco salubri. Teniamo presente che il glutine potrebbe non essere la causa o la sola causa dei vostri problemi, ma una dieta correttamente gestita da un terapeuta vi porterà comunque evidenti benefici e vi aiuterà ad avere maggior consapevolezza di come gestire i propri malesseri.

E’ assolutamente necessario disintossicare l’organismo e riparare gli eventuali danni all’intestino e questo è possibile seguendo un protocollo totalmente naturale, che di certo vi aiuterà a star meglio in ogni caso!

Il glutine ha un ruolo impressionante e documentato da risonanze magnetiche, nell’infiammazione cerebrale, ancor prima che in quella intestinale, ma mentre i sintomi gastrici o intestinali fanno pensare immediatamente alla necessità di eliminarlo, quelli legati al cervello praticamente mai.

Bè, vi diranno, è facile sapere se si è celiaci.

Ma  come abbiamo visto, questo è l’ultimo dei nostri problemi.

Esiste un’enorme differenza fra la celiachia e la sensibilità al glutine, come abbiamo detto.
La celiachia è una reazione allergica che fa danni in particolare, ma non solo, nell’intestino tenue.

In realtà il glutine è in grado di coinvolgere qualsiasi organo del corpo, anche risparmiando l’intestino tenue.

E’ un discorso complesso e molto tecnico. Vi basti sapere che le citochine infiammatorie possono attaccare il cervello ed esercitare un forte effetto antagonista su di esso, danneggiandone il tessuto e lasciandolo vulnerabile a disfunzioni e malattie, soprattutto se questa situazione si protrae. La ricerca ha mostrato che alcune persone a cui è stata diagnosticata per errore la SLA o il morbo di Lou Gehrig, hanno semplicemente sensibilità al glutine e eliminandolo si fanno scomparire i sintomi. In soggetti sensibili al glutine si possono avere problemi di varia natura con le funzioni cerebrali in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale. Tenendo presente che il 99% delle persone il cui sistema immunitario reagisce negativamente al glutine non è neppure consapevole, direi che fa riflettere.

Le informazioni provengono principalmente dalla mia esperienza professionale, informazioni specifiche son tratte da Più sani senza grano, Macro Ed., Dr Stephen Wangen e La Dieta delle intolleranze, Pickwick, JJ Virgin, La soluzione Autoimmune, Amy Myers, Ed. Gribaudi.

Immagini da google.

LA TAVOLA DELLA SALUTE della d.ssa Catherine Kousmine
Sani principi di alimentazione

Spunti da tenere bene in mente : da “LA TAVOLA DELLA SALUTE” della d.ssa Catherine Kousmine

ALLA SERA: il pasto della sera deve esser consumato il più presto possibile, deve essere leggero, senza carne, concepito in base agli stessi principi di quello del mezzogiorno.
Se alla mattina non si ha appetito, vuol dire che il pasto della sera era troppo abbondante o che è stato consumato troppo tardi. Non bisogna dimenticare che ogni apporto di alimenti è utile e fornisce energia solo dopo la digestione e l’assimilazione, cioè solo dopo il compimento di un lavoro che è tanto più impegnativo quanto più abbondante, ricco e grasso è stato il pasto.
Si calcola che la quantità di succhi digestivi richiesta da un pasto abbondante sia di due litri.
La sera siamo stanchi della giornata trascorsa e non siamo nelle migliori condizioni per compiere questo ulteriore sforzo, cosa che diventa sempre più vera man mano che passano gli anni.
A partire dai 50 anni, l’ultimo passo della giornata deve essere seriamente alleggerito: se si mangia troppo o troppo tardi, la digestione avviene lentamente e in modo imperfetto. Si crea un divario fra il ritmo più lento della digestione e l’avanzamento troppo veloce del cibo nel tubo digerente, per cui una parte degli alimenti sfugge all’assimilazione e diviene preda dei microbi intestinali. Troppo ben nutriti, questi ultimi si moltiplicano provocando malessere, meteorismo, formazione eccessiva di gas, sonno agitato e tormentato da incubi e, al mattino, lingua ricoperta da una spessa patina beige, alito cattivo e mancanza di appetito.
Questi disturbi persistono finchè durano gli errori di comportamento che li hanno generati.
Gli individui sedentari –cioè la maggior parte delle persone che vivono in città- hanno bisogno di 2 pasti principali: uno al mattino e l’altro a mezzogiorno. Le integrazioni del pomeriggio e della sera devono essere di entità modesta. Solo gli addetti ai lavori di fatica fanno eccezione a questa regola. Le persone di 70 anni e oltre sanno, per esperienza, che per rimanere in buona salute non devono mangiare la sera, o devono accontentarsi di una cena molto frugale, per esempio di una minestra di cereali e legumi o di un frutto e uno yogurt.

Vuoi migliorare la tua vita ? mangia tanta verdura
Sani principi di alimentazione

Vuoi migliorare la tua vita? Mangia tanta verdura e di stagione!

Vuoi migliorare la tua vita? ………Chiariamo subito, quando si organizza un pasto, bisogna partire dalla verdura, essa non è un’aggiunta opzionale, ma una componente strettamente necessaria. Non deve essere una decorazione od un “boccone” tra un piatto e l’altro, bensì il pezzo forte, il pezzo da novanta. Questo perché per completare un pasto “base”, costituito da cereali e proteine (vegetali od animali), è indispensabile aggiungere sempre verdura per avere nutrienti e sostanze protettive per la salute: fibra, acido folico, riboflavina, vitamina A (in forma di beta-carotene), vitamina C, vitamina E e vitamina K, potassio, calcio, ferro e magnesio, e sostanze fitochimiche. La stessa assimilazione degli aminoacidi essenziali dipende da questo contributo. Se un apporto equilibrato di cereali e proteine è la base dell’alimentazione, gli effetti curativi della stessa, sono legati alla presenza abbondante di verdure varie e di stagione. Inoltre non bisogna preoccuparsi di mangiarne troppe, perché per loro natura, la maggior parte delle verdure sono povere in grassi e poco caloriche e a contenuto nullo di colesterolo (a parte alcune verdure ricche di carboidrati come carote, rape, scorzonera e la patata che non va considerata come verdura ma collocata tra i carboidrati), di conseguenza si possono e si devono mangiare verdure in grandi quantità.
Le verdure possono essere suddivise in diversi sottogruppi, a seconda delle famiglie di appartenenza, dei nutrimenti che apportano e perché no? Del colore. Basarsi sulla varietà dei loro colori, oltre che sulla stagionalità, nella scelta della verdura è un ottimo modo per arricchire i propri piatti e per mantenersi in salute. Formare un vero e proprio arcobaleno di tonalità differenti e di benefici, associati proprio al loro colore, per via della presenza di speciali pigmenti, ognuno con le proprie caratteristiche da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda la loro capacità di proteggere il nostro organismo da patologie gravi come tumori, infarto e ictus.
Ecco una possibile divisione della verdura in base a colori e proprietà benefiche.

Bianco
La verdura di colore bianco può contenere sostanze in grado di agire positivamente nei confronti della nostra salute, come l’allicina, che è stata collegata all’abbassamento del colesterolo nel sangue e della pressione sanguigna, così come ad una possibilità di riduzione del rischio di cancro allo stomaco e di patologie cardiache. Alcuni membri del “gruppo bianco”, come le patate, possono essere considerati buone fonti di minerali come il potassio.
Tra la verdura associata al colore bianco:
Aglio, cavolfiori, cipolle, daikon, finocchi, funghi, pastinaca, porri, rape bianche, scalogno.

Giallo / Arancio
I vegetali di colore giallo o arancio sono solitamente ricchi di carotenoidi. Il beta-carotene, contenuto ad esempio nelle carote e nella zucca, viene convertito in vitamina A da parte dell’organismo, in modo tale da mantenere in salute occhi e mucose. Secondo gli esperti, gli alimenti ricchi di carotenoidi possono ridurre il rischio di cancro e patologie cardiache, oltre che migliorare le funzioni del sistema immunitario. Sono invece ricchi di vitamina C e acido folico, essenziali in gravidanza, tutti gli agrumi.
Tra i vegetali di colore giallo e arancio:
Carote, peperoni gialli, zucca.

Rosso
Gli ortaggi di colore rosso devono la propria tinta alla presenza di pigmenti come il licopene e gli antociani. Il licopene, presente ad esempio nei pomodori, potrebbe essere il responsabile della riduzione del rischio di numerosi tipi di cancro, con particolare riferimento al cancro alla prostata. Gli antociani, presenti in frutti come ad esempio fragole e lamponi, agiscono come potenti antiossidanti nel proteggere le cellule da possibili danneggiamenti e la salute del cuore.
Tra gli ortaggi di colore rosso troviamo:
Cavolo rosso, cipolle rosse, peperoni rossi, pomodoro, rabarbaro, radicchio rosso, rape rosse, ravanelli.

Verde
Il colore della verdura verde è dovuto principalmente alla presenza di un pigmento chiamato clorofilla. Alcuni tra i vegetali di questo gruppo, come spinaci, peperoni verdi, cetrioli e sedano, contengono luteina. La luteina, in sinergia con la zeaxantina, presente in particolare in mais, peperoni rossi e arance, contribuisce al mantenimento della salute degli occhi. Spinaci e broccoli sono una fonte preziosa di acido folico e di ferro.
Il “gruppo verde” comprende, ad esempio:
Asparagi, broccoli, carciofi, cavolini di Bruxelles, cavolo verde, cavolo cinese, cetrioli, crescione, lattuga, peperoni verdi, rucola, sedano, spinaci, verza, zucchine.

Viola / Blu
La verdura di colore viola o blu, come del resto la frutta, presenta una simile tonalità per via del proprio contenuto di pigmenti naturali denominati antociani. Essi, presenti soprattutto in mirtilli ed uvetta, agiscono come potenti antiossidanti nei confronti delle cellule del nostro organismo e ci proteggono dal rischio di cancro, ictus e patologie cardiache. Il consumo di mirtilli potrebbe inoltre contribuire al miglioramento della memoria e ad un invecchiamento in salute.
Tra questi ultimi, come verdura:
Carote viola, melanzane, cavolo viola

Le proprietà salutistiche delle verdure sono dovute, oltre alla presenza di “phytochemicals”, le sostanze che per l’appunto conferiscono il colore, al contenuto di acqua, vitamine, sali minerali, zuccheri e fibre.
Vediamo, quindi, componente per componente, le proprietà benefiche dei prodotti ortofrutticoli.
Acqua
Il 70% del nostro corpo è costituito da acqua che, non solo per questo motivo, è considerata un nutriente essenziale; essa è infatti il mezzo in cui hanno luogo tutti i processi che consentono alle cellule di riprodursi e conservarsi, è per questo motivo che medici e nutrizionisti consigliano di bere almeno un litro di acqua, senza dimenticare l’importante contributo di quella contenuta negli alimenti come frutta e ortaggi.
Vitamine
Le vitamine sono molecole piccole ma complesse, importanti per la vista e per la formazione del tessuto osseo e di nuove cellule. Molte di esse, hanno potere antiossidante notevole e, quindi, rallentano l’invecchiamento. Inoltre, svolgono diversi ruoli nel metabolismo, dal momento che contribuiscono ad utilizzare l’energia fornita dai nutrienti: carboidrati, proteine e grassi.
Potassio e Sodio
Per i soggetti che soffrono di patologie cardiovascolari o ipertensione, sono particolarmente indicati gli alimenti ricchi di potassio, come ortaggi e frutta (contengono molto potassio e poco sodio).
Minerali
I minerali sono importanti nel metabolismo, dal momento che sono parte degli enzimi (che hanno il compito di attivare o disattivare le varie vie metaboliche) e costituiscono la struttura delle cellule, regolandone le funzioni.
Quindi, per assicurare al proprio organismo un rilevante apporto di elementi ad alto valore nutritivo, è opportuno un consumo quotidiano e variato di verdure (crude o cotte) e frutta che consentono, anche, di limitare la quantità di calorie ingerite, grazie all’elevato potere saziante e al ridotto contenuto di grassi.

Fibre
Le fibre non vengono digerite dall’organismo ma, transitando nel tubo intestinale, favoriscono l’eliminazione di sostanze nocive e contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue. Inoltre, procurano un senso di sazietà e regolarizzano le funzioni intestinali.
Gli alimenti vegetali sono la fonte principale di fibre nella dieta.
Sono quindi molteplici i motivi per cui è importante, consumare verdura, ma è anche importante consumarne, con metodo e di qualità.

Qualche consiglio pratico

    Ampia varietà di verdure diverse.
• Consuma almeno 600 grammi di verdura ogni giorno.
• La verdura va consumata, quanto più possibile, fresca.
• Come ampiamente spiegato, scegli verdure di colore diverso, per ottenere nutrienti diversi e maggior varietà in cucina.
• Consuma la verdura sia cotta (non troppo, deve rimanere ancora croccante) che cruda, perché alcuni dei nutrienti e sostanze protettive sono presenti nella verdura cruda e altri nella verdura cotta.
• Usa poca acqua in cottura, per evitare la perdita di troppi minerali, oppure cucina a vapore o riutilizza l’acqua di cottura in altri piatti.
• Può essere utile cucinare una maggior quantità di verdura in una volta sola e poi conservarla in congelatore, oppure pulire la verdura cruda e conservarla in frigorifero in un contenitore ermetico.
• Non rinunciare alla verdura nemmeno quando hai fretta.
• Non appesantire la verdura condendola con molto olio, sale o salse, che aggiungono solo grassi, sodio e calorie. Utilizza invece delle spezie e solo 1-2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva di qualità.
• Evita la verdura in scatola e in caso di consumo sporadico preferisci quella “senza sale aggiunto”.
• Consuma due bei piattoni di verdura a ogni pasto, uno crudo prima, ed uno cotto dopo. Se hai bisogno di limitare le calorie, in uno dei 2 pasti consuma solo verdura come piatto principale.
• Utilizza la verdura come abbondante condimento dei primi piatti e come ingrediente principali nei secondi, oltre che in zuppe e minestre.
• Utilizza la verdura cruda come spuntino: carote, sedano, peperoni, finocchi, sono uno snack poco calorico, leggero e croccante.
• Lava e spazzola bene la verdura, per rimuovere eventuali microrganismi del terreno o i residui della coltivazione, e asciugala prima di utilizzarla. Preferisci quella di coltivazione biologica, ma ricorda, meglio tanta verdura non bio che poca bio. (Per lavare: Una soluzione fatta con 1 litro d’acqua e 1 cucchiaino di bicarbonato, dopo 5 minuti riduce nettamente le particelle dalla superficie degli ortaggi. Il bicarbonato aumenta l’efficacia del lavaggio in quanto elimina residui di terra, cere, impurità e sporcizia, ovvero i centri di accumulo dei germi. Un cucchiaio di argilla verde elimina anche i metalli pesanti, non più di 10′, per evitare eventuale dispersione di vitamine idrosolubili. Buttare l’acqua argillosa in giardino o nel water. Pena occlusione e rottura tubi. Monique Docet)
• Se utilizzi succhi o estratti di verdura ricorda che essi non contengono fibre, quindi non sono un’alternativa al consumo di verdura, ma solo un’aggiunta.
E ultimo ma non ultimo, scegli la verdura di stagione: è più saporita, economica e ti permette di variare i tipi di verdura consumata in modo naturale. Inoltre, come ricorda Sergio Chiesa nel suo libro “La dieta del metodo Kousmine”, l’incremento dei fenomeni di intolleranza alimentare è dovuto proprio al fatto di non mangiare i prodotti nelle loro stagioni, fino al qualche decennio fa tutte queste intolleranze non esistevano perché si rispettava rigorosamente la stagionalità dei prodotti della terra. Nel suo libro, Chiesa, espone un elenco di alimenti con i relativi mesi in cui non adrebbero mangiati, ad esempio niente melanzane da dicembre a maggio, niente carciofi da aprile ad ottobre, niente zucca da aprile ad agosto…

Impariamo a rispettare la nostra terra, a non sfruttarla ad ogni costo, faremo così del bene, anche e soprattutto al nostro corpo.

ANDRA

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.