Monthly Archives

marzo 2017

GLUTINE ADDIO!!! BENVENUTA SALUTE
Sani principi di alimentazione

GLUTINE ADDIO!!! BENVENUTA SALUTE

Amiamo il cibo.

E  lo odiamo.

Lo bramiamo.

Ma sappiamo davvero cosa stiamo mangiando?

In genere la maggior parte delle persone si occupa di appagare il gusto o al massimo di valutarne gli effetti sulla propria forma fisica.

Nessuno si domanda se la natura ha previsto che mangiassimo quel cibo, in quella modalità, con quegli abbinamenti o piuttosto ne prevedeva l’uso integro ed occasionale e non certo in almeno 5 porzioni al dì?

Noi umani abbiamo l’ardua convinzione di poter migliorare quello che la natura ha creato e ci applichiamo per dimostrarlo, fino a metter in gioco la salute e la vita stessa.

Quando consiglio ai miei assistiti di eliminare il glutine si scatena una vera e propria Apocalisse.

Niente cereali a colazione? Niente pasta? Niente cous cous? Niente pane? Niente croissants?

Non se ne parla davvero, no, non  posso farcela.

Il glutine perturba la digestione, danneggia i microvilli dell’intestino tenue dove assimiliamo i nutrienti fino a provocarne l’atrofia, visibile poi nelle biopsie che diagnosticano celiachia.

Inoltre rende più permeabile l’intestino, il che può portare alla sindrome da permeabilità intestinale, a intolleranze alimentari di varia natura, problemi immunitari, incapacità di assorbire le sostanze nutritive di tutti i tipi, causando veramente molte malattie e può inibire la capacità di sintetizzare la B12.

Purtroppo gran parte della comunità medica continua a non prendere atto del  fenomeno della sensibilità al glutine: secondo molti, chi non è un celiaco conclamato non ha problemi e non ha motivo di indagare ultieriormente.

In realtà esistono tanti falsi negativi, sia per la celiachia sia per qualunque forma di sensibilità al glutine, così solamente sperimentando di eliminarlo dalla dieta ci si sente ad un tratto molto meglio e si capisce che purtroppo vi è una diffusa incapacità di comprendere quanto sia importante poter sperimentare su di sè.

Quindi,  a mio parere  questo è il test migliore che possiate fare, meglio se coadiuvati da un gran bravo terapeuta esperto del naturale, medico o no, che vi ascolti e possa comprendere i vostri malesseri, purtroppo molto spesso incompresi dai nostri medici di base, supportati anche da analisi fuorvianti.

Si sa che la medicina non è una scienza esatta!

La gliadina è coinvolta nell’intolleranza al glutine e resiste ai tentativi di digestione sia da parte dello stomaco che da parte degli enzimi pancreatici, le due più importanti fasi di digestione.

Anche in chi non presenta particolari sensibilità, il glutine scatena il rilascio di una proteina, la zonulina, prodotta dall’intestino tenue, che è insidiosa e potenzialmente parecchio pericolosa, in quanto smantella le proteine che creano nella mucosa intestinale strette giunzioni che mantengono il rivestimento intestinale ben sigillato, in modo che tutto il cibo parzialmente digerito rimanga all’interno. Per via dei danni provocati dalla zonulina, una parte del cibo percola invece all’esterno e il sistema immunitario pensa di essere invaso. All’improvviso si sviluppa una sensibilità verso alimenti che un tempo si tolleravano benissimo e la risposta immunitaria complessiva aumenta il livello di infiammazione, la quale provoca una serie di sintomi e di danni e quindi potenziale concausa di tutte le malattie, inclusi i tumori.

A mio parere, se avete una malattia autoimmune, la prima cosa da fare è eliminare il glutine: deve sparire dalla vostra dieta.

Troppo spesso davanti a situazioni problematiche la sola risposta che la medicina fornisce è un farmaco oppure, se non si hanno esiti certi come nel caso della intolleranza al glutine, mal valutata e mal rilevata, i medici consigliano di aspettare e vedere cosa succede, anziché consigliare caldamente di abbandonare gli alimenti che possono aumentare il rischio di autoimmunità, anche perché chi sviluppa una malattia autoimmune ha molte più probabilità di svilupparne un’altra.

La celiachia è solo la forma più estrema di problema col glutine, così, come le allergie alimentari igE sono una forma estrema di sistema immunitario impazzito. Esistono molte forme intermedie di intolleranza, NON DIAGNOSTICABILI,  per cui il glutine infiamma l’organismo e ostacola la digestione.

La celiachia è relativamente rara, ma i disturbi provocati dal glutine sono invece molto comuni e la maggior parte delle persone è ignara di esserne affetta. Mediamente, un 30-40% della popolazione, me compresa, ha qualche tipo di intolleranza al glutine, anche sintomatico, con dolori articolari, annebbiamento mentale, disturbi gastrointestinali.   Teniamo presente che sovente (in USA accade regolarmente) i preparati a base di  cereali possono esser arricchiti di glutine, per renderli maggiormente appetibili migliorando la consistenza dei prodotti in cui sono inseriti. Non solo, il glutine può trovarsi in molti cosmetici, immaginiamo cosa succede se fa male a mangiarlo, se ce lo spalmiamo sulla pelle: il più grande organo del nostro corpo che, in sette minuti, lo immetterà nel torrente sanguigno.

Molti medici sbagliano nel diagnosticare la celiachia perché non sono a conoscenza della varietà di sintomi (circa duecento) che può causare  o del numero pressoché infinito di combinazioni di sintomi che possono esser presenti in una persona afflitta. La celiachia è solo la punta dell’iceberg, quando parliamo di intolleranza al glutine. La biopsia può dare falsi esiti e così i test sugli anticorpi, soprattutto nelle forme lievi.

La celiachia inoltre, pur potendo portare a patologie gravi, è subdola, perché molte persone non soffrono di sintomi visibili per anni. Solamente a fronte di un’osteoporosi grave o di un cancro al colon, si può scoprire che alla base vi era una celiachia non diagnosticata. Fra le forme gravi e non conclamate e quelle non diagnosticate vi è poi tutto un sottobosco di persone che soffrono di patologie o tremendi problemi di salute  che non vengono correlate al glutine.  Molte persone indagano ogni anno problemi legati al tratto digestivo e hanno esiti negativi per appendiciti, problemi alla cistifellea, ulcere, celiachia o qualunque altro problema conosciuto. Non ricevono spiegazioni per i loro malesseri  e vengono rimandati a casa con antidolorifici. Molte di loro soffrono di intolleranza al glutine.

Sebbene siano state fatte poche ricerche sulla diffusione di questi problemi, si può affermare, basandosi sull’esperienza clinica e su un’ampia consapevolezza dei problemi connessi all’intolleranza al glutine, che moltissime persone non celiache soffrono di intolleranza al glutine.

Se quella di stasera fosse la mia ultima cena vorrei mangiare una pagnotta a lievitazione naturale, bella croccante e magari farei il bis. Ma sta di fatto che spero di vivere ancora molti anni e più glutine mangio, peggio sto, sembrerei più vecchia, rugosa, malata e aumenterei di peso.

Io non voglio vivere così! E voi?

Abbiamo ingerito glutine tutta la vita, spesso nei cibi più impensati (carni in scatola, conservate, affettate, condimenti per insalata, sottaceti ecc. Davvero? Sììììì!!!) e così ora dobbiamo dire addio a pasta e pane!

Ovviamente anche al Seitan!

in_fuga_dal_glutine

La celiachia è malattia genetica e rara. I geni da soli però non sono sufficienti a provocarla. Per attivarli serve un trigger, ossia un elemento scatenante. Tra quelli più comuni si annoverano: un trauma fisico importante (interventi chirurgici, gravidanze, infezioni virali), insieme al più potente immunosoppressore del nostro secolo: lo stress! Queste situazioni possono slatentizzare qualunque tendenza patologica in realtà.

Potrete esser celiaci da anni e non saperlo ancora, perché ancora non vedete i problemi manifestarsi. Una volta manifestatosi però, le cellule del sistema immunitario, se ingerite glutine, tentano di attaccarlo e aggrediscono le cellule del vostro corpo. Anche se all’inizio non notate sintomi, ogni volta che mangiate un pezzo di pane o una barretta di cereali il vostro intestino tenue subisce un duro colpo. Risultato: non assimilate correttamente le sostanze nutritive e vi esponete a rischi gravi per la salute.

I cereali gluten free sono: Amaranto, Grano saraceno, Granoturco, Miglio, Quinoa, Avena (meglio se specificato che non è contaminata), Riso, Sorgo e Teff.

L’avena non contiene glutine o gliadina del tipo contenuto nel grano, ma sovente durante la mietitura o altre fasi della lavorazione, viene contaminata da altri cereali.   Per questa ragione è sconsigliata nei casi di celiachia o forte intolleranza al glutine. Si potrebbe inoltre soffrire di intolleranza all’avena, indipendentemente dall’avere reazioni specifiche verso il glutine.

Purtoppo le granaglie prive di glutine non ne sono necessariamente prive. Uno studio apparso già nel 2010 sul Journal of the American Dietetic Association ha riscontrato che su 22 granaglie senza glutine, più della metà conteneva tracce di questa sostanza.  Accade per una questione di vicinanza, a meno che il prodotto non sia coltivato in un campo isolato.

La contaminazione può avvenire nei campi, ngli impianti di lavorazione, durante il trasporto o nei contenitori.  Purtroppo è sufficiente una quantità molto ridotta di glutine a causare effetti gravi sia sull’intestino che dal punto di vista immunitario. Bastano poche molecole di glutine per scatenare gli anticorpi antiglutine e scatenare un’autoimmunità in chi ne ha le caratteristiche predisponenti. Anche per causare la permeabilità in effetti, può esser sufficiente una piccola dosa, con conseguenze devastanti sul sistema immunitario. Il glutine spinge l’organismo ad attaccare le cellule dell’intestino tenue, un bel guaio!

Purtroppo viviamo in un mondo tossico, siamo molto stressati e non è sempre possibile sottrarsi allo stress (ma imparare a gestirlo sì!), perchè sottoporci anche a una condizione come l’intossicazione da glutine, che può essere evitata?

Fra i molti disturbi che possono esser causati dal glutine, ricordo che tre tipi di cancro colpiscono più comunemente le persone affette  da celiachia: l’adenocarcinoma dell’intestino tenue, il carcinoma esofageo e orofaringeo a cellule squamose e il linfoma non Hodgkin.

Un modo semplice per verificarlo è la dieta ad eliminazione, eliminarlo per tre settimane da la possibilità di comprendere se ci sono sintomi che migliorano.

E’ scioccante che si debba arrivare a fare autodiagnosi su un problema di così ampia portata, ma come già spiegato, ammesso che riusciate a convincere il vostro medico a farvi fare qualche test sugli anticorpi, questo probabilmente non vi dirà nulla di utile. Ritengo ancora peggio il fatto che i medici, se gli parlate di questo, vi trattino come modaioli che non si son fatti sfuggire il trend del web, l’ultima moda è esser intolleranti al glutine!  Ve ne parlano come se non assumendolo vi state privando di qualcosa di talmente prezioso che questo potrebbe danneggiarvi. Questo purtroppo l’ho visto anche ieri sera in una nota trasmissione televisiva, per cui tutti paghiamo una tassa e in cui un noto medico ne asserisce la totale atossicità.

Assurdità!

I medici semplicemente non approvano che i propri pazienti scoprano da soli di avere una reazione al cibo e forse si sentono minacciati da questo. Qualunque sia l’atteggiamento del vostro medico, ricordatevi che anche se è un buon medico sovente potrebbe essere di aiuto, è possibile che siate voi a dovervi occupare della vostra salute, in modi alternativi. Possibilmente non con Dr Google o in gruppi web dove soggetti inqualificati (e inqualificabili) vi daranno assurdi consigli su cosa mangiare, senza conoscere NULLA di voi.

glutine

E’ altresì vero che il business nato dai prodotti per celiaci induca a sospettare che effettivamente sia bene andare a fondo della questione, ma in realtà, senza fare uso di costosi alimenti gluten free, è possibile mangiare bene senza ricorrere a questi artifizi, spesso prodotti con additivi, conservanti e lavorazioni veramente poco salubri. Teniamo presente che il glutine potrebbe non essere la causa o la sola causa dei vostri problemi, ma una dieta correttamente gestita da un terapeuta vi porterà comunque evidenti benefici e vi aiuterà ad avere maggior consapevolezza di come gestire i propri malesseri.

E’ assolutamente necessario disintossicare l’organismo e riparare gli eventuali danni all’intestino e questo è possibile seguendo un protocollo totalmente naturale, che di certo vi aiuterà a star meglio in ogni caso!

Il glutine ha un ruolo impressionante e documentato da risonanze magnetiche, nell’infiammazione cerebrale, ancor prima che in quella intestinale, ma mentre i sintomi gastrici o intestinali fanno pensare immediatamente alla necessità di eliminarlo, quelli legati al cervello praticamente mai.

Bè, vi diranno, è facile sapere se si è celiaci.

Ma  come abbiamo visto, questo è l’ultimo dei nostri problemi.

Esiste un’enorme differenza fra la celiachia e la sensibilità al glutine, come abbiamo detto.
La celiachia è una reazione allergica che fa danni in particolare, ma non solo, nell’intestino tenue.

In realtà il glutine è in grado di coinvolgere qualsiasi organo del corpo, anche risparmiando l’intestino tenue.

E’ un discorso complesso e molto tecnico. Vi basti sapere che le citochine infiammatorie possono attaccare il cervello ed esercitare un forte effetto antagonista su di esso, danneggiandone il tessuto e lasciandolo vulnerabile a disfunzioni e malattie, soprattutto se questa situazione si protrae. La ricerca ha mostrato che alcune persone a cui è stata diagnosticata per errore la SLA o il morbo di Lou Gehrig, hanno semplicemente sensibilità al glutine e eliminandolo si fanno scomparire i sintomi. In soggetti sensibili al glutine si possono avere problemi di varia natura con le funzioni cerebrali in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale. Tenendo presente che il 99% delle persone il cui sistema immunitario reagisce negativamente al glutine non è neppure consapevole, direi che fa riflettere.

Le informazioni provengono principalmente dalla mia esperienza professionale, informazioni specifiche son tratte da Più sani senza grano, Macro Ed., Dr Stephen Wangen e La Dieta delle intolleranze, Pickwick, JJ Virgin, La soluzione Autoimmune, Amy Myers, Ed. Gribaudi.

Immagini da google.

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!
Prodotti consigliati, Super food 4 care

Lievito vivo fonte di vitalità dello spirito, del corpo e della mente!

Nella medicina Eubiotica da noi professata, la cui base organica include i pilastri del metodo Kousmine, l’intestino è la chiave della salute.

Lo è per molteplici ragioni, ma vi basti ora sapere l’intestino che ha un legame indissolubile con sistema immunitario, endocrino e nervoso.

Scusate se è poco!

Rimandiamo agli approfondimenti negli altri articoli in cui parliamo di microbiota, ora l’argomento che vi vorremmo proporre è l’utilizzo mirato di un prodotto eccezionale, a base di lievito plasmolisato.

La prima regola di una medicina naturale vera è la non interferenza nei meccanismi di guarigione e il ptodotto che vi propongo rispetta questo criterio importante.

Parliamo  di lievito plasmolisato quindi, il cui nome commerciale è Biostrath, da oltre 50 anni il lievito del tipo Saccharomyces cerevisiae Meyen è utilizzato come base del rinomato e diffuso preparato alimentare svizzero e qui vi darò alcuni consigli sulle formulazioni che sovente consiglio ai malati, in diverse circostanze.

Contiene oltre 60 sostanze vitali: vitamine, aminoacidi, sali minerali, oligoelementi, glucani e mannani che favoriscono la crescita e rafforzano il sistema immunitario.

E’  utile nei periodi di particolare stanchezza, in caso di convalescenza, nella mancanza di concentrazione, nei bambini con disturbi dell’attenzione, con o senza iperattività.
E’ consigliato anche in gravidanza e allattamento per il suo contenuto di vitamine e nutrienti, agli anziani che necessitano sostegno e forza e agli sportivi per ottimizzare le loro prestazioni.

Contiene sostanze funzionali toniche ed antiossidanti che favoriscono la funzione digestiva, il rilassamento e il benessere mentale.

E’ al 100% vegetale, non contiene ogm, lattosio, coloranti o conservanti di sintesi.

Lo speciale procedimento con cui viene prodotto permette di sfruttare questo potenziale come integratore alimentare di facile utilizzo. Se non fosse sottoposta a trattamento, la cellula di lievito non sarebbe assimilabile. Per questo motivo, la parete cellulare deve prima essere aperta. Nel preparato Strath ciò avviene tramite plasmolisi, dopo l’aggiunta di estratti selezionati di erbe attraverso un delicato processo di fermentazione.  L’equilibrio naturale delle sostanze vitali contenute nel lievito vegetale resta inalterato. La preparazione dura circa due mesi, il che spiega il valore del prodotto.

E’ consigliato a TUTTI per migliorare le condizioni intestinali, quindi tutto ciò che ne deriva, ossia praticamente tutte le funzioni corporee ottimali.

Aiuta a sostenere l’organismo in molte condizioni patologiche, in particolare vorrei consigliarlo come importante supporto a tutti coloro che hanno problemi di tiroide, per la prevenzione e il sostegno nelle forme pre Alzheimer e Parkinson (agisce con meccanismi molto complessi, ma ci interessano i risultati: migliora stanchezza, debolezza, memoria a breve termine, vigilanza mentale, umore depresso, indifferenza e insonnia), per chi si ammala frequentemente o ha problematiche intestinali importanti (Chron, gastroresecati, coliti ulcerose ecc.).

Nella prevenzione delle patologie invernali funziona perfettamente e nei bambini si vede benissimo celermente!

E’ un prodotto biocompatibile in tutte le fasce di età e con qualsiasi problematica di salute (fatto salvo le specifiche per l’Elixir) e totalmente biodisponibile, se utilizzato con le accortezze che andiamo ad illustrare.

Le cellule di lievito sono mini centrali elettriche naturali, da cui  dipendono numerosi processi del nostro corpo. Il lievito è un organismo unicellulare pieno di energia e attività biologica il cui metabolismo è per certi versi simile a quello dell’uomo. Fin dall’antichità, questi microrganismi, scoperti nel XVII secolo, aiutavano a produrre alimenti. Grazie al lievito di birra, la birra originaria veniva un tempo considerata “pane liquido”, cioè un importante alimento di base ricco di sostanze nutritive e vitali.

Questo preparato, unico nel suo genere è disponibile in forma liquida, in compresse, oppure come filtrato di lievito vegetale.  E’ anche disponibile per animali, con il nome di Anima-Strath. 

BIO-STRATH ELIXIR di Lizofarm è un integratore a base di plasmolisato di lievito vegetale arricchito con un concentrato di erbemiele e succo di arancia.

Ha un’azione molto veloce nel ripristinare la normalità in una fase post influenzale, ad esempio, ma è un complemento per la convalescenza in molte situazioni difficili, anche per altre problematiche, incluse fasi post operatorie o astenie pronunciate dovute a varie ragioni, chemio e radioterapie incluse.

Consiglio di conservare in  frigorifero dopo l’apertura. Ha un’azione molto VELOCE.

POSOLOGIA: 3 cucchiai die, prima dei pasti, se la situazione è particolarmente difficile aggiungiamo tranquillamente un 4° cucchiaio anche a metà pomeriggio.

Questo prodotto non è consigliato a celiaci e diabetici.

BIOSTRATH COMPRESSE

E’ adatto ai celiaci e diabetici, non altera l’IG, bensì aiuta a migliorare la resistenza insulinica.

POSOLOGIA: 4+4 die, prima pasti.

Poi abbiamo OLIGOSTRATH, un estratto citoplasmatico puro, con soluzione idroalcoolica pressato a freddo. Entra immediatamente in circolo anche per assunzione sublinguale, grazie a processi osmotici e poi direttamente nella sostanza fondamentale. Sì  a celiaci, vegani, diabetici. Mancano qui i betaglucani e i glucomannani.

Per chi ha malattie intestinali come il Chron, interventi intestinali gastroresecati ecc. è ottimale.

Oligostrath è eccezionale per la gestione dello stress e per la pulizia dei tessuti extracellulari.

Nell’asse ipofisi, tiroide, surrene, sistema nervoso riequilibra le energie e con magnesio da un supporto enorme al metabolismo cellulare di questi organi, grande necessità di chi ha sofferenze tiroidee, va bene anche se la ghiandola è stata asportata.

Come già detto contiene oltre 60 sostanze vitali e regola l’OMEOSTASI e  il sistema dello stress, concausa di tutti i mali, per cui ad esempio, in tutte le tiroiditi secondarie a problemi surrene offre un sostegno eccezionale, ovviamente l’optimo sarebbe aggiungere gli altri nutrienti necessari a seconda delle proprie necessità: il risultato è molto più eclatante e rapido.

Anche nella predominanza estrogenica tipica di alcune problematiche tiroidee e della fase premestruale, ma anche della vita fertile di molte donne (endometriosi, miomi e fibromi, problematiche ovariche incluse le cisti), se l’intestino non ha un’adeguata regolazione batterica, non può metabolizzare correttamente gli estrogeni in eccesso; grazie all’azione di nutrimento dei lactobacilli ad opera dei betaglutani, Biostrath riesce a modulare anche questa problematica.

Il prodotto ha un’azione chelante su diversi metalli tossici, come si è potuto constatare dopo la seconda guerra mondiale in chi era intossicato da piombo, nelle aziende belliche, anche per questo è molto utile in diverse patologie dove le intossicazioni croniche di metalli tossici sono suggestive di peggioramenti o manifestazione di malattia. (Tiroiditi, demenze, Parkinson, Alzheimer).

Nelle autoimmunità agisce in regolazione, bilanciando i piatti immunitari, rafforzando profondamente l’immunità.

Si usa come sostegno nelle anemie sia per integrare il ferro che, seppur in piccole dosi è totalmente biodisponibile; anche in gravidanza dal quinto mese quando triplica il bisogno di ferro, sia perché il bambino ne ha bisogno, sia perchè offre una sinergia di nutrienti che ne favorisce l’assorbimento dal cibo.

Il ferro ha una distribuzione elettronica particolarissima. A volte  anche in chi non ha problemi gastrici, senza una certa sinergia di nutrienti e minerali non sempre viene assorbito, questo fattore è by passabile da questo prodotto.

In certe carenze di ferro dovute a problematiche tiroidee è di grande aiuto proprio perchè l’assorbimento non richiede il passaggio gastrico.

Consente di supportare le cellule malate o che lavorano male, a favore di cellule nuove, fa una vera e propria selezione cellulare e aiuta le cellule a rigenerarsi.

E’ consigliata assunzione a cicli o secondo necessità.

Non interferisce con la coagulazione del sangue, pertanto può essere assunto da chi assume anticoagulanti di qualsiasi tipo.

Oligostrath facilita tutti gli scambi corporei. Agisce sulla sostanza fondamentale riducendo la viscosità e aumentandone la fluidità, nonchè aiutando a rigenerare i tessuti.

Riduce molto il rischio di osteoporosi perchè consente un adeguata assimilazione del calcio presente in piccole dosi, grazie ai micronutrienti sinergici in esso contenuti. Evita che gli errori alimentari della madre si ripercuotano sulla dentizione del bambino, i cui denti cresceranno sani e senza carie, annulla effetti microgravità e quindi riduce la perdita di massa ossea, oltre che favorirne la costruzione. Modifica l’espressione genica della tendenza osteoporosi (che poi ha ovviamente anche altre ragioni), supporta la produzione di ATP e aumenta il metabolismo cellulare.

In estate OLIGOSTRATH ( la cui posologia standard  è 50 gtt sublinguali x 3 vv die, meglio prima dei pasti) può essere sfruttato come rimineralizzante naturale introducendo  una quarta dose supplementare, in mezzo litro di acqua.

Secondo gli studi elaborati da Yordanka Ivanova, ricercatrice in campo medico quantistico, il lievito fa parte di quella categoria di cibi  che contengono in natura RNA e Nucleotidi, ne è fra le principali risorse. Riporto brevemente alcune sue importanti considerazioni al fine di esemplificare i molti benefici che il prodotto può apportare nelle nostre vite, migliorandone nettamente la qualità.

Altre fonti naturali di nucleotidi sono rappresentate dal miele, dai batteri probiotici e da alcune piante medicinali. Ne sono anche molto ricchi le frattaglie, il pesce marino, gli ortaggi ed i legumi; le ultime ricerche dimostrano che anche il latte bovino ed ovicaprino è una fonte importante di nucleotidi.
Al contrario, la carne ne contiene quantità irrilevanti, così come i cereali.

I nucleotidi, in quanto sintetizzabili dal corpo umano, non sono considerati un nutrimento essenziale ma lo diventano in caso di periodi di apporto insufficiente, durante la crescita e in presenza di malattie. Gli enterociti, cellule la cui velocità di turnover è elevata, hanno scarsa capacità di sintesi dei nucleotidi per cui si considera utile la loro supplementazione con la dieta, specialmente nella Sindrome del Colon Irritabile. Anche se non sono ancora conosciute malattie da deficienza di Nucleotidi, tuttavia una serie di pubblicazioni sono fortemente suggestive di vantaggi apportati dai nucleotidi esogeni in varie patologie.

In primo luogo, essi, agendo da carriers, permettono il trasporto della principale molecola energetica per le cellule viventi, l’ATP. Inoltre, essi assumono un ruolo centrale in numerosi processi enzimatici, influenzando il metabolismo di proteine, grassi e glucidi.

QUALI PROPRIETA’ FUNZIONALI HANNO RNA E NUCLEOTIDI?

E’ noto ormai che in molti tessuti e in particolari fasi fisiologiche della vita dell’organismo i fabbisogni di nucleotidi non sono coperti dalla sintesi ex novo.

In particolare, alcune cellule a rapido turn-over, come quelle della mucosa intestinale, del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario (linfociti, eritrociti e cellule del midollo osseo) non sono in grado di produrre quantità sufficienti di nucleotidi tali da coprire i loro fabbisogni.
A questo punto è stato dimostrato ormai da diversi studi che l’integrazione con una fonte alimentare di RNA e/o nucleotidi riveste un ruolo significativo nel superamento di fasi critiche, quali l’accrescimento e il recupero da traumi, interventi chirurgici o patologie.
Studi effettuati sull’uomo hanno dimostrato che l’integrazione dietetica con RNA e nucleotidi apporta notevoli effetti positivi su diversi tessuti dell’organismo.

– Sistema immunitario

I nucleotidi dimostrano un effetto positivo sul sistema immunitario agendo su due fronti: la risposta immunitaria umorale e quella cellulo-mediata.
Per quanto riguarda la prima, essi promuovono la produzione di anticorpi (soprattutto IgM) da parte dei linfociti B, in maniera direttamente proporzionale alla dose somministrata.
Anche la risposta immunitaria locale viene positivamente influenzata dall’apporto alimentare di nucleotidi, in quanto si rileva una più cospicua produzione di IgA.
Per quanto concerne la risposta immunitaria cellulo-mediata, i nucleotidi stimolano la proliferazione, la differenziazione e la maturazione dei granulociti neutrofili, aumentando la resistenza dell’organismo agli agenti patogeni.
I nucleotidi promuovono la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B, stimolano la proliferazione dei granulociti neutrofili.
Inoltre, essi promuovono la proliferazione delle cellule del midollo osseo, stimolano la produzione e la secrezione di interleuchina-2 ed interferone gamma ed incrementano la citotossicità delle cellule natural killer.
L’utilizzo dei nucleotidi, soli od in combinazione con i farmaci, si è dimostrato un efficace mezzo terapeutico nel caso di chemioterapia, terapie o patologie immunosoppressive o trapianti di organi.
I maggiori effetti si sono riscontrati nelle infezioni da Candida, Staphilococcus aureus e Cryptosporidiosi.

Studi recenti sulle proprietà immunitarie di RNA e NUCLEOTIDI

In particolare la supplementazione di nucleotidi appare di particolare utilità nel latte destinato alla alimentazione artificiale del neonato sia in ordine alla velocità di crescita che alla competenza del sistema immunitario, notoriamente inferiore a quella ottenibile con l’allattamento al seno materno. Una maggiore disponibilità di nucleotidi si compendia, a livello intestinale, in un aumento del peso della mucosa, in una accelerazione dei meccanismi riparativi specie dopo stipsi o diarrea, nel 25% di elongazione dei villi, in una maggior attività enzimatica, miglior assorbimento dei nutrienti e stimolo alla crescita di lattobacilli e bifidobatteri.

A questo proposito un esperimento effettuato su due gemelli nati sottopeso ha evidenziato come  quello a cui veniva somministato Oligostrath in breve tempo ha recuperato peso e vitalità, a differenza dell’altro neonato, a cui non è stato somministrato (ndr Monique).

Esperimenti condotti su animali suggeriscono che la supplementazione con nucleotidi influenza parecchi indici della funzione immunitaria. La dieta priva di nucleotidi riduce l’immunità cellulo-mediata e diminuisce la resistenza alla Candida albicans e allo Staphilococcus aureus Meticillino resistente mentre la reintroduzione normalizza i parametri. La supplementazione riduce la durata e l’intensità della diarrea sperimentale forse influenzando il recupero della microflora batterica.
Nell’uomo alcuni studi suggeriscono che l’introduzione nella dieta di nucleotidi, specie in situazione di malattie critiche, favorisce il recupero e riduce i giorni di ospedalizzazione.
Un altro aspetto degno di attenzione riguarda gli atleti sottoposti a sforzi prolungati. In costoro sono più frequenti e più gravi le malattie del tratto respiratorio come tosse e raffreddore correlate con la soppressione della produzione salivare di IgA, prima linea di difesa nei confronti dei patogeni respiratori.
La supplementazione con nucleotidi ha dimostrato un miglioramento della risposta immunitaria in tali soggetti.

Nel 2007 sul British Journal of Nutrition è stato pubblicato un meta-studio che ha dimostrato che la somministrazione di latte per l’infanzia con nucleotidi è associata ad una migliore risposta anticorpale a vaccini Haemopillus influenzae (P=0.001), difteria toxoide (P=0,001), vaccino orale antipolio (P=0,001).
I dati confermano i benefici effetti di un apporto di nucleotidi con nessun rischio correlato.
9 studi condotti tra il 1991 e il 2006 con basso dosaggio (12-35 mg/L) e 6 studi condotti tra il 1998 e il 2004 con alto dosaggio di nucleotidi nella dieta (72 mg/L) hanno fatto registrare un miglioramento dei parametri immunologici ed un minor numero di episodi diarroici, con performance inferiori solamente alla alimentazione con latte materno.

Nel 2001, 2003 e 2007 alcuni studi hanno raccolto e analizzato i risultati di molteplici sperimentazioni cliniche condotte su numerosi soggetti ospedalizzati e nutriti con alimenti enterali.

– I nucleotidi incrementano la citotossicità dei Linfociti Natural Killer

Molti studi singoli e almeno cinque meta-analisi sulla combinazione di diversi componenti immuno-modulanti, tra i quali i nucleotidi, hanno dato risultati positivi omogenei.
In particolare uno studio condotto su 22 sperimentazioni, che hanno coinvolto più di 2000 pazienti, ha dimostrato una correlazione tra la nutrizione enterale con aggiunta di sostanze immuno-modulanti (nucleotidi, arginina, omega-3, glutamina) e la diminuzione di complicanze dovute a infezioni. Nel 2003 uno studio ha riportato che in pazienti con tumore al tratto gastrointestinale la nutrizione pre- e post-operatoria con fattori immunizzanti (tra i quali RNA) ha potuto ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali nella fase postoperatoria.

– Effetti sull’apparato gastro-intestinale

I nucleotidi alimentari agiscono come fattori di crescita sulle cellule intestinali, promuovendone la differenziazione e la maturazione.
Ne consegue un maggior spessore della mucosa intestinale e dei villi e l’incremento dell’attività degli enzimi digestivi. Inoltre la lunghezza dei villi intestinali e la profondità delle cripte aumenta se nella dieta si aggiungono fonti di nucleotidi.
Diversi studi hanno dimostrato un maggiore assorbimento intestinale di alcuni nutrienti, in particolare Calcio, Fosforo e carotenoidi.
Inoltre, essi agiscono anche incrementando le difese immunitarie intestinali e promuovendo la crescita della flora batterica, in particolare Lattobacilli e Bifidobatteri, a scapito dei batteri Gram negativi, responsabili delle enteriti, come Escherichia coli.
Le conseguenze più immediate sono una maggiore resistenza alle infezioni, oltre che una guarigione più rapida da enteriti, carenze nutrizionali e proteiche.
Recenti meta-analisi su diversi studi clinici hanno posto in evidenza tra i parametri clinici, un minor numero di episodi di diarrea e un miglioramento della composizione della flora intestinale nel confronto con il latte non addizionato di nucleotidi e in linea con i risultati relativi a soggetti allattati al seno.
Il favorevole effetto dei nucleotidi sui Bifidobatteri è inoltre dimostrato già da numerosi studi in vitro; si pensa che la ragione di tale effetto sia dovuta all’aumento dell’assorbimento del Ferro, ione che favorisce lo sviluppo degli enterobatteri nell’intestino, e al fatto che i nucleotidi sono di per sé un fattore di crescita per i bifido batteri.
Sembra che una percentuale di circa il 10% dei nucleotidi arrivi al colon ed esplichi qui il suo effetto di crescita sui Bifidobatteri.
Una dieta ricca di nucleotidi si è dimostrata molto utile nel recupero clinico e funzionale delle affezioni epatiche. Infatti, in seguito ad epatectomie, intossicazioni, fibrosi e cirrosi epatiche, l’entità delle lesioni è minore ed il recupero avviene più velocemente. Questo accade perché i nucleotidi promuovono l’attività dell’epatocita, accelerando la sintesi proteica ed il deposito di glucosio e impedendo l’accumulo del colesterolo e degli altri lipidi.

– Miglioramento dell’apprendimento e della memoria

Le cellule cerebrali non sono in grado di sintetizzare i nucleotidi; quindi, l’apporto dietetico di questi ultimi riveste un ruolo di primaria importanza per il sistema nervoso centrale.
I nucleotidi stimolano la proliferazione delle cellule gliali, promuovono la vascolarizzazione cerebrale e migliorano il metabolismo lipidico della corteccia cerebrale.
Ne consegue un miglioramento dell’apprendimento e della memoria, evidenziabile soprattutto nei soggetti anziani.

Insomma ci sembra che ci siano moltissime ragioni per considerare questa importante integrazione nel nostro quotidiano o a cicli come consigliato dal vostro terapeuta!

 

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.