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luglio 2016

LA FRAGOLA UNA MINIERA DI MINERALI
L'energia del cibo

LA FRAGOLA UNA MINIERA DI MINERALI

Sulle tavole dell’antica Roma questo frutto compariva regolarmente in onore delle feste di Adone, la leggenda narra che dopo la sua morte, Venere pianse copiose lacrime che giunte sulla terra si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragole.
Attualmente in Italia questa coltura la troviamo soprattutto in Campania, da dove proviene il 32% del raccolto nazionale, seguono Emilia Romagna e Basilicata, Veneto, Piemonte e Lazio.
La fragola fa aumentare la riserva alcalina e possiede proprietà dissetanti, rinfrescanti, diuretiche, antiuricemiche e depurative.
In fitocosmesi si utilizza la polpa dei frutti per maschere ad azione rassodante per pelli rugose, il succo lenisce le scottature solari, ha un effetto schiarente sulla cute, emolliente e rivitalizzante.
Se acquistate fragole da agricoltura non biologica consiglio un lavaggio con acqua e vino rosso o aceto, prima di strappare il picciuolo, la cui rimozione apre una cavità profonda, per eliminare i potenti antiparassitari, fungicidi e ormoni che vengono utilizzati nelle colture e che potrebbero penetrare nel frutto.
Questa procedura è importante in quanto essendo le fragole idrovore, il semplice lavaggio con acqua toglierebbe solo la polvere in superficie, lasciando assorbire dal frutto tutti gli antiparassitari utilizzati nel corso della coltivazione e stoccaggio. Per la loro liposolubilità, tali sostanze vengono rimosse solamente dai solventi alcoolici.
La fragola è un frutto acidulo e poco zuccherino, ideale per i disturbi epatici, in quanto il suo grado di acidità induce il fegato ad aumentare la sua attività, utilizzando al massimo gli zuccheri circolanti.
La fragola può essere impiegata anche nel diabetico in virtù della ridotta quantità di zuccheri, compensata dallo iodio in essa contenuto; quest’ultimo provoca un aumento dell’attività tiroidea, utile per stimolare un pancreas ipofunzionante.
La fragola contiene calcio in notevole quantità, il che la rende utilissima nei bambini in fase di accrescimento e per le donne in qualsiasi fascia di età.
Grazie alla concomitante presenza di iodio e bromo diventa fondamentale nelle donne in menopausa in quanto contrasta la riduzione dell’attività tiroidea, ma è anche in grado  di sedare l’irritabilità secondaria agli squilibri ormonali, facilitando l’induzione del sonno, consono ai ritmi circadiani, cioè la notte.
Quest’azione fisiologica viene sostenuta dal magnesio che seda l’ansia, le turbe psichiche e nervose, nonchè l’ipereccitabilità.

Grazie a questa proprietà è ottima anche per i bambini particolarmente reattivi e ipercinetici da alterato equilibrio di ioni magnesio-calcio. (Molto diffuso tanto quanto ignorato).
Contiene abbondante vitamina C, acido chinico e salicilico, che la rendono un alimento farmaco con azione aspirina like, ma senza controindicazioni o effetti collaterali.
Pertanto è utilissima sia per tutte le patologie dolorose e infiammatorie, da raffreddamento e anche nei casi in cui si desidera ottenere un effetto inibente dell’azione piastrinica.

Uniche controindicazioni: allergie respiratorie o orticaria reattiva alla fragola.

Grazie ad acido citrico, tartarico e malico, la fragola risulta molto attiva nei confronti di virus e batteri, mentre la ricchezza in polifenoli e antociani, associata alla capacità di inibire la formazione di nitrosammine nello stomaco, la rendono un importantissimo e attivo alimento anticancro.

L’acido folico presente al suo interno mantiene in buono stato la memoria. Un frutto perfetto per chi ha problemi a ricordare e concentrarsi.

Calcio, magnesio e ferro rendono la fragola il frutto ideale per chi soffre di reumatismi.

E’ molto ricca  di vitamina C. Combatte i radicali liberi e  migliora l’assorbimento del ferro.

 Aiuta a prevenire la formazione della placca dentale. Se strusciata contro i denti li sbianca e uccide i germi.

Diversi studi hanno, infine, dimostrato che la fragola, oltre a possedere un’azione cardiotonica, ipotensiva e diuretica, (formata dal 90% di acqua è un potente idratante), trova valido impiego in tutte quelle condizioni caratterizzate da fragilità di capelli e unghie, grazie alla contemporanea presenza di silicio e magnesio.
E’ controindicata nelle ulcere gastroduodenali ed enterocoliti, per via dell’acidità.

Così come in individui predisposti può indurre risposte allergiche.

Per antagonizzare l’effetto eccitante delle fragole sulla tiroide è necessario abbinarle nel pasto al basilico tritato fresco.

La fragola insomma è un frutto buonissimo dalle molteplici proprietà, che è importante conoscere per utilizzare al meglio.

Queste in foto sono le fragole nature prodotte da un’amica in un terreno che ha cominciato a coltivare “per caso”.
Sono stra buone e la più grande raggiunge ben i 2 cm, tutta un’altra storia rispetto alle fragolone che vediamo comunemente in giro.

FRAGOLA

Il potere farmacologico degli alimenti
Bioterapia nutrizionale l’applicazione pratica

ANGURIA E MELONE, VIA LA RITENZIONE !
L'energia del cibo

ANGURIA E MELONE, VIA LA RITENZIONE !

L’anguria è un frutto tipicamente estivo, fra i più ricchi in vitamine e acqua di vegetazione.*

Contiene molti minerali, solo il sodio è  presente in quantità modeste, ed è resa disponibile dalla saggezza della natura nel periodo di maggior calore, quando la traspirazione e la sudorazione provocano una perdita di acqua e di elettroliti.

E’ un efficace attivatore della diuresi, in quanto agisce attraverso un meccanismo iperglicemico, in virtù del fruttosio presente  e per la grande quantità di acqua di vegetazione, nella quale c’è poco sodio e molto potassio. È povera di calorie ma ricca di vitamine e antiossidanti, fra cui il licopene: con una fetta al giorno proteggi la pelle dal sole, elimini i ristagni e combatti i cali d’energia.

E’ dissetante come pochi altri, combatte la calura, al contempo  depura l’organismo e reintegra vitamine e minerali.

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 L’ anguria ha una polpa rossa, è ricca d’acqua ed è molto zuccherina. Grazie a questo quantitativo di glucidi può sostituire, almeno in buona parte, un pasto giornaliero.  L’anguria può esser proposta anche ai diabetici, con moderazione.

Ha un’azione antiossidante e antitumorale, mediata dagli antociani, dalla vitamina C e da una modesta quota di vitamina E (più nella buccia che nella polpa rossa). L’anguria si associa con facilità a quasi tutti gli altri alimenti e ha una incompatibilità di azione metabolica solo col pomodoro: insieme nello stesso pasto finiscono per inibire le rispettive funzioni nutrizionali e metaboliche.

Ottima per gli sportivi

Grazie all’elevato contenuto d’acqua (oltre il 95%), l’anguria possiede una notevole capacità dissetante e svolge una buona azione diuretica.  E’ poco calorica:  100 grammi di anguria forniscono solo 16 calorie (il melone ne ha 33). Il cocomero (questo l’altro nome dell’anguria) ha anche un buon contenuto di vitamine A (betacarotene), C, B1 e B6 e di minerali come potassio e magnesio, assai utili per sconfiggere la stanchezza dovuta al caldo ed evitare, soprattutto per gli sportivi, il fastidioso fenomeno dei crampi muscolari.

Ha solo lo 0,2% di fibre, per cui non irrita l’intestino in chi ha problemi di colon irritabile o diverticoli o altre problematiche implicate con il consumo di fibra.

Questo  squisito frutto è ricco di licopene, un potente antiossidante. Un recente studio fatto da alcuni scienziati dell’Università Juntendo di Tokyo, ha infatti evidenziato l’efficacia del licopene nel proteggere i polmoni di chi fuma o di chi vive in città ad alto tasso di inquinamento.           

Meglio utilizzarla a pranzo, in modo da avere un aumento della diuresi nelle ore pomeridiane, non di notte. Nei pazienti con patologie renali aumenta il filtrato glomerulare e la quantità di acqua eliminata, senza impoverire l’equilibrio elettrolitico del liquido interstiziale.

L’anguria ha il vantaggio di non contenere un eccesso di fosforo, per cui nei dializzati può essere utilizzata per aumentare la residua capacità renale.

L’anguria migliora la vigilanza e lo stato di lucidità mentale nei pazienti con iperazotemia, in quanto aiuta il fegato e il rene a metabolizzare e eliminare rapidamente l’eccesso di scorie azotate dal sangue.

Vantaggiosa per chi è afflitto da epatite o intossicato da sostanze esogene o endogene (il fegato ha bisogno di zuccheri, sali e molta acqua di vegetazione), mentre non va bene per chi ha disturbi di colecisti. In questo caso si ha pesantezza digestiva, ristagno gastrico, rigurgiti acidi dopo averla consumata.

Sulla funzionalità cardiocircolatoria, l’anguria ha un effetto positivo.

La massa liquida viene eliminata dal rene in quantità superiore a quella ingerita, inoltre il fruttosio è utile al cuore, essendo uno zucchero a rapida utilizzazione per le fibre muscolari miocardiche, che si giovano anche della quantità di minerali, con poco sodio.

Un’associazione interessante è con i fagiolini: si potenzia così la riduzione dell’imbibizione organica e si stimola il metabolismo, per cui è utile nelle diete dimagranti.

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Per sfruttare al meglio tutte le sue  virtù curative, consiglio di consumarla come spuntino o merenda, lontano dai pasti, perché diluirebbe eccessivamente i succhi gastrici, rendendo laboriosa la digestione. Si può utilizzare, come accennavo sopra, come pasto, consumandone quantità a piacere.

La sera potrebbe dare un importante effetto diuretico la notte, per cui sconsiglio il consumo dopo cena, perché i reni hanno diritto ad un sano riposo per rigenerarsi, dopo le 18.

I semi non vanno masticati: possono irritare fastidiosamente e dolorosamente l’intestino.

Riduce l’ipertensione  e migliora la vista

La citrullina contenuta in polpa, ma soprattutto nella scorza, è in grado di aumentare la quantità di arginina nell’organismo: sostanza che stimola il sistema immunitario,  protegge il cervello, riduce la pressione e migliora la sessualità.

La luteina migliora il malessere come  bruciore e secchezza oculare, inoltre si evitano, col caldo,  gli effetti negativi dei raggi UV, riducendo anche il rischio di degenerazione maculare e cataratta.

melone

Melone buono? Purchè  sia maschio.

Anche il  melone svolge un’azione dissetante, diuretica e rinfrescante. Le tisane ottenute dai semi dei frutti lasciati in infusione possiedono proprietà emollienti e sedative della tosse.  Con la polpa si preparano maschere tonificanti che rendono la pelle vellutata. Ottimo per macedonie, dolci, gelati e frullati.  Per la sua abbondante acqua di vegetazione e per la presenza di iodio e di zuccheri, il melone ha una notevole azione diuretica, sia per stimolazione della tiroide e attivazione pancreatica.

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Se vi è una sofferenza epatica il fegato è messo in difficoltà dal beta carotene e dagli altri flavonoidi, così si trattengono i liquidi, impedendone l’eliminazione renale. Quindi se si nota una mancata attivazione di diuresi mangiando melone significa che ci potrebbe essere una insufficienza epatica asintomatica e avremmo una importante informazione.

L’adenosina presente fluidifica il sangue, favorendo la funzione renale. A dimostrazione dell’armonia con la quale la natura mette a disposizione degli esseri umani alimenti perfettamente bilanciati, il melone contiene anche una discreta quantità di vitamina K, indispensabile per i processi corretti di coagulazione del sangue. Chi avverte pesantezza gastrica e rigurgiti dopo ingestione del melone può attenuarli con un pizzico di sale che migliora gli scambi di membrana e la secrezione dei succhi gastrici, facilitandone la digeribilità: ecco perché sovente si mangia col prosciutto crudo, è molto più digeribile.

Sul transito intestinale non ha effetti significativi. Nel contesto di una dieta dimagrante agevola l’eliminazione dei liquidi e aumenta il metabolismo attraverso la  stimolazione tiroidea provocata dal suo iodio. 

Durante la fase premestruale il melone aiuta tantissimo proprio perché fluidifica i sangue e favorisce la diuresi, inoltre facilita con i suoi zuccheri il fegato a gestire il passaggio dalla fase progestinica all’estrogenica, favorendola. In fase ovulatoria invece è meglio l’anguria, più diuretica.

Per l’azione diuretica, il melone è utile nell’oliguria, gotta e reumatismi articolari. Controindicato in chi soffre di dispepsia e nei diabetici, mentre nelle piastrinosi e per la prevenzione di infarto e ictus è molto utile per l’azione anticoagulante dell’adenosina.  La presenza di betacarotene, soprattutto in quello giallo, lo rende indicato come antineoplastico.

Il melone migliore  è il maschio,  che si riconosce da un punto nero situato all’estremità opposta a quella del picciolo, che annusata deve profumare, grazie all’etilene prodotto dalla fermentazione.

L’ideale è comprare il melone maturo al punto giusto e consumarlo subito. Ma quando questo non è possibile, va riposto in frigorifero, dove si mantiene per 2-3 giorni, meglio se a una temperatura non eccessivamente bassa: sotto i 5 gradi infatti la polpa può rammollire, dare macchie scure e diventare indigesta.

Possiamo utilizzare il melone per uno spuntino leggero o un pasto sostitutivo: frullare un paio di fette con uno yogurt di soia, dolcificare a piacere: disseta, sazia e drena la ritenzione idrica!  melonesorbetto

 

*Nota sull’acqua di vegetazione: il nostro organismo, di base, è predisposto in condizioni fisiologiche, a reintegrare le sue perdite liquide a partire esclusivamente dall’acqua contenuta negli alimenti. Questa è molto diversa dall’acqua “esterna”, in quanto è stata filtrata ed elaborata da un organismo vivente, tanto da potersi definire acqua di vegetazione, paragonabile al nostro liquido interstiziale. Se osserviamo macroscopicamente l’ecosistema terrestre, è possibile riflettere sul fatto che la distribuzione dell’acqua è confinata ai mari e nei bacini idrici. In più una quota nell’atmosfera, che assumiamo attraverso la respirazione. In condizioni medie non dovremmo avere una gran sete, se ci nutriamo CORRETTAMENTE, cioè abusando letteralmente di vegetali. L’acqua di vegetazione che contengono sempre in grande percentuale è pura e priva di residuo fisso rispetto a quella di qualsiasi sorgente, in quanto è filtrata, elaborata e arricchiti di nutrienti dai processi metabolici dell’organismo vegetale.

 

Molte delle informazioni derivano da: IL POTERE FARMACOLOGICO DEGLI ALIMENTI ED. RED

Immagini: google immagini

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