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giugno 2016

PRANZO DI QUALITA' A SAN BARTOLOMEO MARE (IMPERIA) BASSA MAREA BEACH & SAIL
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PRANZO DI QUALITA’ A SAN BARTOLOMEO MARE (IMPERIA) BASSA MAREA BEACH & SAIL

In vacanza, si sa, nessuno ha voglia di cucinare.

Questo è un bel problema per chi, come me, ha necessità di riposare e staccare dalla routine, perchè la cucina salutista Kousmine ci impegna davvero molto.

Inoltre ci sono situazioni di salute importanti, come appunto la mia, che richiedono accuratezza e attenzione anche in questo periodo, soprattutto se la vacanza si protrae per un certo periodo.

Oppure, semplicemente, si può decidere di approfittare della vacanza per usufruire di una detox, periodo nel quale non affaticare l’organismo con cibi voluttuosi, bensì salubri e nutrienti, che favoriscano il naturale processo organico di rigenerazione.

Se optate per la Liguria vi consiglio di fare riferimento per le necessità di un ottimo pranzo Kousmine, alla spiaggia molto attrezzata:

Bassa Marea beach & sail,

dove ho risolto egregiamente il problema dei pasti, guadagnando tempo & relax.

Si trova a San Bartolomeo al mare, provincia di Imperia, fra Diano Marina e il rinomato borgo di Cervo.

Insalate miste varie e complete, che ho valutato Kousmine approved, olive taggiasche, proteine animali e vegetali, coronate da condimenti liguri di alta qualità, come il noto olio extravergine di oliva qui prodotto, sono incluse nel menu quotidiano.

Riso thai è fra i miei preferiti, ma ci sono altri piatti completamente vegetali, anche con legumi e quiche di verdura molto semplici: home made con acqua e farina.

Piatti perfettamente adattabili a Kousmine, anche per vegetariani e vegani.

I menu variano ogni giorno, secondo l’estro delle due bravissime cuoche: una ligure e una esperta di cucina orientale.

Troviamo anche molti altri interessanti spunti fra le disponibilità giornaliere, sia da gustare in loco sulla spiaggia, all’orario che preferiamo, che da portare comodamente a casa in un attrezzato take-away, all’ora che ci fa più comodo.

Tanta verdura, aromi locali e orientali completano il quadro, rendendolo ottimale per chi ha le nostre esigenze di standard precisi di qualità, ad un prezzo giusto e conveniente.

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Anche per gli spuntini possiamo gustare frutta al naturale, in quantità considerevole, con yogurt o milk shake senza ingredienti dannosi, volendo totalmente vegetali con latte di soia, per completare al meglio la nostra giornata Kousmine.

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A questo fa da ciliegina sulla torta la grande disponibilità umana e simpatia di tutti coloro che lavorano qui, a partire da Federico, che gestisce il tutto, le cuoche capaci di sfornare ottimi piatti locali e asiatici, le ragazze del bar brillanti e sempre sorridenti che vi offrono un biscotto digestivo al finocchio col caffè e ovviamente dei bravi bagnini, disponibili e capaci di farvi sentire al sicuro per tutto il tempo che deciderete di affidarvi alle loro cure.

In questo particolare punto la spiaggia forma una doppia insenatura, molto caratteristica, consentendo di vedere il mare su due lati, anziché davanti soltanto.

Sembra quasi di essere su un’isola.

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Il lunedì anche servizio Shiatzu, con la bravissima terapeuta d.ssa Giulia Macrì, che ho personalmente e più volte sperimentato con grande beneficio.

Trasformiamo la nostra vacanza in un trattamento benessere! 

 

shiatzu

Per un’utenza esigente come quella Kousminiana, qui non manca proprio nulla ed era doveroso segnalarvelo. Per finire in bellezza, wi-fi incluso, che non guasta, così consente di non perdere il contatto col nostro blog.

Buona vacanza a tutti!

 

LE DUE FACCE DEL SOLE : UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO
La parola alla scienza

LE DUE FACCE DEL SOLE : UN’ARMA A DOPPIO TAGLIO

Sui benefici (o malefici) del sole girano moltissime notizie contrastanti sia sulle riviste patinate, ma anche sul web e in tv.

A seconda della nostra predisposizione all’abbronzatura siamo soggetti a credere agli uni o agli altri, ma quale fondamento hanno?

Traendo spunto dall’ultimo libro di Richard Béliveau, Vivere Anticancro, Sperling & Kupfer, vi espongo un sunto sulla base dei più recenti studi e statistiche, augurandovi una buona estate!

Domani inizia l’estate, ufficialmente!

I raggi del sole sono caldissimi e fanno venire una gran voglia di lasciarsi baciare la pelle dal sole, comodamente sdraiati in costume.

In un passato non troppo lontano, un incarnato bianco era considerato un segno di superiorità, sia perché simboleggiava la purezza e il divino, sia perché permetteva di distinguere i nobili dal popolo che, lavorando all’aperto, aveva un colorito molto scuro.

Con l’avvento della rivoluzione industriale invece i visi pallidi  erano coloro che, obbligati a stare in ufficio o in fabbrica a lavorare, non potevano godersi le delizie del mare o della campagna, come invece potevano fare i più abbienti, così  l’abbronzatura  diventò un indicatore di successo, anche finanziario.

In poco tempo la pelle scura e abbronzata è passata dall’essere segno di volgarità al simbolo supremo di bellezza e salute, espressione di uno stile di vita abbiente, dinamico e perfino eccitante, in prima pagina sui giornali di gossip più diffusi.

Quando ci esponiamo al sole, la reazione naturale della  pelle  è di produrre  un film  protettivo a mo’ di schermo, costituito dalla melanina, deputata dall’evoluzione per la protezione dai raggi UV: essa assorbe l’energia delle radiazioni, riducendo il danno alle cellule e dà il colorito abbronzato.  Sì, avete capito bene, l’abbronzatura è una reazione infiammatoria dell’organismo, con cui cerca di difenderci dal danno!

A volte l’epidermide però può anche avere delle reazioni abnormi, la più comune delle quali è la scottatura solare, dovuta a un’eccessiva o prolungata esposizione ai raggi UV senza adeguata protezione; così come potrebbero esserci reazioni anomale anche alle normali esposizioni: si tratta dell’eritema.

Le irritazioni sono rischiose, non tanto nell’immediato, ma sono cumulative,  manifestandosi nel tempo con invecchiamento precoce e, nei casi più gravi, tumori.

Il sole è davvero fondamentale per la vita: basti pensare alla fotosintesi clorofilliana.

Ma non solo, il sole controlla, tramite il ciclo nictemerale, molte funzioni fisiologiche dell’essere umano, grazie all’orologio biologico del nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo nel cervello.

L’azione dei raggi UVB trasforma a livello cutaneo una molecola che, a partire dal colesterolo, sintetizza, grazie all’intervento di fegato e reni, la vitamina D nella forma attiva, che svolge un ruolo fondamentale nell’assorbimento del calcio e del fosforo, importanti regolatori della massa ossea, ma anche di molte azioni immunitarie oggi più che mai studiate e davvero importanti, grazie al fatto che la vitamina D è in realtà un potente steroide.

Se l’irraggiamento avviene per un periodo di tempo breve si ha produzione di vitamina D ed altri benefici come un buon funzionamento del sistema endocrino, effetti positivi sull’umore e curativo su affezioni della pelle come l’acne e la vitiligine, ma se le esposizioni sono eccessive, la troppa energia aumenta il rischio che altri costituenti cellulari vengano colpiti e danneggiati. In particolare, alla nostra latitudine, il sole produce vitamina D dalle 10 alle 14, da maggio a settembre. Un po’ pochino per averne delle buone quantità. Anche potendo prendere il sole ogni giorno in quella fascia oraria, un meccanismo autobloccante farebbe sì che dopo sole 20.000 UI di produzione di vitamina D, per quel dì basta! Per questa ed altre ragioni riteniamo indispensabile l’assunzione quotidiana della vitamina D, in un dosaggio decisamente importante.

Occorre quindi esporsi al sole usufruendo dei benefici, evitando le conseguenze nefaste dei raggi UV.

 Le classiche imprudenze da evitare

Gli orari più pericolosi per esporsi sono quelli compresi fra le 11 e le 14, quando i raggi colpiscono la pelle in modo più diretto e sarebbe opportuno usare una protezione molto alta, ma sono gli stessi orari in cui potrebbe formarsi la vitamina D, tanto preziosa!

Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale:  mangiare male (fritti e cibi elaborati) durante l’esposizione solare aumenta i processi ossidativi della pelle e quindi il rischio di reazioni anomale e dermatiti.

Gli ultravioletti sono raggi invisibili di tre categorie.

UVA: sono i più abbondanti, penetrano profondamente nella pelle e causano danni gravi, provocano la formazione di radicali liberi che degradano le fibre del collagene e determinano l’invecchiamento precoce della pelle. I risultati delle più recenti ricerche indicano che gli UVA contribuiscono alla progressione del cancro cutaneo.

UVB: sono più carichi di energia, ma sono i meno numerosi (5%), vengono bloccati in parte dallo strato di ozono, ma a causa del buco ivi presente arrivano a  terra meno schermati dagli strati atmosferici e quindi più pericolosi. Sono causa di eritema e recenti studi hanno dimostrato che questa reazione è la manifestazione visibile e molto dolorosa di un processo di guarigione innescato dalle cellule sane in risposta al danno causato dagli UVB. E’ quindi una reazione infiammatoria che consente di rigenerare la cute, tuttavia il processo non è perfetto e cellule alterate possono sfuggire al processo, diventando cancerose. Inoltre una esposizione a questi raggi causa formazione di radicali liberi e infiammazione patologica: due condizioni che favoriscono lo sviluppo di cellule precancerose.

Entrambi questi tipi di raggi sono cancerogeni per eccellenza, capaci di provocare quelle mutazioni che preludono alla comparsa di cellule cancerose e sono anche capaci di modificare l’ambiente per favorire la progressione.

UVC:  sono molto pericolosi, ma completamente assorbiti dallo strato di ozono.

TUMORI CUTANEI

Negli ultimi dieci anni la ricerca dimostra che chi si espone eccessivamente al sole ha un maggior rischio di tumori della pelle, fra cui il famigerato melanoma, in forte progressione negli ultimi anni, il cui fattore di rischio  principale è l’esposizione occasionale e intensa al sole, mentre un’esposizione graduale, moderata e continuativa sembra non avere impatto così negativo, anzi potrebbe, in certi casi, ridurre l’incidenza di alcune tipologie di cancro.  Rischia maggiormente chi è stato esposto nell’infanzia, ma anche chi ha subito esposizioni eccessive in età adulta. In passato era molto raro, ma dagli anni ’50 in poi la sua incidenza aumenta di circa il 5% all’ anno, rendendolo il cancro con la progressione più rapida.

Per avere benefici dalla luce solare non è necessario stare immobili sotto il sole come lucertole per ore ed ore, è sufficiente rimanere all’aria aperta, vestiti normalmente, almeno un’ora al dì.

Pur avendo il grande beneficio della produzione di vitamina D, il sole è così potente da costringerci a usare una estrema cautela nei suoi confronti: occorre esporsi a dosi quanto più modeste possibile, in modo da averne benefici, ma scongiurare i pericolosi rischi.  Per la produzione di vitamina D dobbiamo stare all’aria aperta, perché i raggi UVB filtrano attraverso i vestiti e il vetro.

Occorre evitare a qualunque costo i colpi di sole e il consiglio è di cospargersi di crema protettiva, con filtri fisici, naturali, che non si ossidano a contatto con la pelle, non si alterano al sole e offrono una protezione più duratura anche per i bambini.

Quelli chimici invece si alterano più facilmente e possono dare reazioni allergiche.

Il cattivo utilizzo delle creme solari è un fattore che può aumentare il rischio di tumori della pelle: se ci si abbronza molto, utilizzando creme a bassa protezione, favorenti l’abbronzatura, significa che i danni al DNA si sono già prodotti.

La crema di protezione preventiva invece riduce diversi tipi di tumore e sono indicati i fattori di protezione medio alta se ci si espone oltre i 15 minuti.

La tecnica migliore per prevenire danni alla pelle, ma anche scottature ed eritemi è di esporsi i primi due o tre giorni, solamente per 10’ senza protezione solare (poco più o poco meno a seconda del proprio fototipo): si stimola la giusta produzione –protettiva!-  di melanina.

Un’alimentazione adeguata, ricca di verdura cruda e frutta fresca, soprattutto nei toni del rosso (pomodori, ciliegie) e dell’arancio (carote, melone, albicocche, papaia), stimolerà in modo naturale la melanina e aiuta a combattere i radicali liberi. Bere tè verde è l’ideale, per effetto dei suoi potenti antiossidanti.

Se invece avete rischio di eritemi,  può essere di aiuto per un mese prima assumere 50 gocce di macerato glicerico  o gemmo derivato di Ribes Nigrum, la mattina e 50 gtt di  Alnus Glutinosa, una volta al dì, la sera, perché son rimedi specifici per prevenire  dermatiti da fotosensibilizzazione.

Se vi siete già scottati, ottimo ed efficace è l’oleolito di Iperico, come dopo sole, (non usare per esporsi, perché è foto sensibilizzante), insieme a qualche goccia di olio essenziale di Lavanda:  disinfiamma la cute arrossata, lenisce e favorisce la rigenerazione cellulare.

Insomma possiamo considerare il sole come un alimento e come dagli alimenti, possiamo avere benefici o rischi, se ne assumiamo in modo moderato, con continuità avremo benefici, mentre le megadosi rischiano di fare un grandissimo danno!

Concludo con la raccomandazione dell’American Cancer Society: proteggere la pelle evitando inutili esposizioni al sole.

Quando non è possibile stare all’ombra, indossare abiti protettivi o applicare creme solari.

 

Richart  Béliveau,  è fra i  più grandi ricercatore oncologi viventi  e una delle massime autorità mondiali sul tumore. Professore di biochimica e titolare della cattedra di Prevenzione e trattamento del cancro presso la facoltà di Medicina dell’Università di Montréal, direttore del laboratorio di medicina molecolare del centro emato-oncologico del Centro Charles Bruneau, presso l’ospedale Sainte-Justine, nonché ricercatore associato  al Centro di prevenzione del cancro del dipartimento di oncologia dell’Università Mc Gill e autore di oltre 240 pubblicazioni scientifiche.

Egli  afferma con granitica e documentata scientifica certezza che i cambiamenti  negativi nello stile di vita, soprattutto alimentari,  ma anche utilizzo di tabacco, alcool, esposizione non protetta a raggi UV, mancanza di movimento fisico, amplificano con sorprendente rapidità l’incidenza della malattia cancro, influenzando la funzione dei geni anomali presenti nei tumori microscopici, che tutti abbiamo fin dal seno materno o poco dopo, risvegliando i tumori latenti per accelerarne la progressione verso stadi più avanzati.

GLI ANTIAGE PIU’ EFFICACI: CIBO E DEPURAZIONE !
Pratiche depurative

GLI ANTIAGE PIU’ EFFICACI: CIBO E DEPURAZIONE !

Tutti sanno quello che dobbiamo mangiare.

O non mangiare.

Siamo quotidianamente circondati da messaggi dei media, dalla tv ai giornali al web, sovente in forum e gruppi dedicati sui social.

Tutti ci confondono le idee e siamo bombardati da informazioni che attestano la salubrità di un alimento e da altre, che dicono l’esatto contrario, che qualche esaltato di metodiche degne di una setta fondamentalista decide sia utile propinarci.

Le antiche medicine e l’esperienza professionale, oltre ai numerosi dati scientifici, ad oggi mi insegnano che un’alimentazione corretta, basata sugli studi e confermata dai risultati ottenuti nel tempo, si basa essenzialmente su un grande consumo di prodotti vegetali, in primis verdure e buone dosi di frutta, cereali biologici integrali accompagnati da proteine di alta qualità, sia animali che vegetali, olii e grassi di buona qualità adatti all’organismo, estratti a freddo da olive biologiche, burro di alta qualità (poco) e olio extravergine di cocco (poco).

Ma di tutto ciò, quello che a mio parere ha creato i problemi più grossi in termini di salute alla popolazione odierna, è l’abuso di olii e grassi di scarsa qualità, per di più cotti, contenuti nei cibi pronti che hanno sostituito l’attività di cucinare nelle nostre famiglie.

Anche il suo opposto, nutrirsi di alimenti crudi con avocado, semi oleosi in quantità, olii come il lino, latte di mandorle e di altri semi oleosi, in  virtù dell’abuso di cibi troppo concentrati, crea problemi analoghi, con l’illusione di farlo in nome della salute.

Il problema serio derivante dall’uso di questi grassi, da cui nascono molte difficoltà di salute è che il fegato ha serie difficoltà a metabolizzarli, per cui circolano parzialmente nel sangue irritando le arterie e aumentando il colesterolo, inquinando la linfa, intasando il sistema linfatico e provocando serie congestioni nel corpo.

Per contro consumiamo meno grassi utili, ovvero omega 3, di quanti necessitiamo.

Considerando che il fegato è responsabile dell’idratazione del corpo, che la disidratazione è la prima causa di intolleranze e aumento del rischio di allergie, di stress, ansia, disturbi da panico e depressione, si capisce perché è davvero importante ridurre il carico di olii cotti, o l’abuso di semi oleosi, per ridare vitalità a tutto il corpo, sbloccando i ristagni.

Infatti la depurazione, in un organismo sano, segue un percorso prestabilito.

Le cellule rilasciano le tossine nel sistema linfatico, alcune tossine lasciano la linfa e sono espulse dalla pelle e polmoni.  La linfa tossica passa nel sangue, alcune tossine lasciano il sangue e sono espulse da pelle e polmoni. Il sangue attraversa il fegato che filtra le tossine, il fegato espelle la bile tossica nell’intestino e da qui le tossine sono espulse fuori dal corpo.

Ecco perché un intestino rallentato, la stitichezza, sono concause gravi di autointossicazione e malattia.

Ed è per questa ragione che nei percorsi naturali si inizia sempre dalla detossificazione e sostegno sia epatico che intestinale, prima di trattare direttamente il problema. Altrimenti la tossicità aumenterebbe in modo esponenziale, senza che le vie emuntoriali siano aperte e capaci di eliminare le tossine. Ed è anche la ragione per cui fare un lavaggio epatico senza trattare in maniera preventiva questi due grandi emuntori provoca più problemi che altro, anche a fronte di un apparente miglioramento iniziale.

Quando le tossine ristagnano, il fegato è sovraccarico, magari rallentato da un’alimentazione scorretta o farmaci, rabbie represse, il sangue si intossica e non riesce a depurare la linfa efficacemente, essa diventerà densa e congestionerà le cellule di tutto il corpo. Il gonfiore ghiandolare e il mal di gola sono due segni chiari di ristagno epatico, del sangue e  della linfa.

I sintomi si manifestano perché il corpo tenta di risolvere il disagio e noi, nella migliore delle ipotesi, prendiamo dei farmaci tipo un bell’antibiotico, magari, che andrà a peggiorare la nostra intossicazione di base.

La febbre poi, oltre a distruggere eventuali virus o batteri, serve anche per fluidificare e diluire la linfa, perché possa riprendere a scorrere, e noi tenteremo ovviamente di sopprimere questo potente agente di guarigione, con qualche farmaco, tipo una “innocua” tachipirina, che ha un’enorme tossicità epatica. Proprio delle idee eccellenti!

L’unica cosa da fare sarebbe sostenere il sistema linfatico con spazzolatura, semicupi, bere molto, mangiare poco e riposare!

Invece noi facciamo di tutto per rimetterci velocemente in piedi e ricominciare a vivere esattamente come prima, anziché dedicare la giusta attenzione al corpo e ai segnali che, disperato tentava di mandarci. Questi episodi si reitereranno, magari in distretti diversi, e se noi ogni volta ci comporteremo nel modo sbagliato, arriveremo a malattie importanti.

Sarebbe molto utile  iniziare un depurazione naturale, supportati nel percorso da un bravo terapeuta.

L’intestino deve esser perfettamente funzionante per poter rilasciare la bile tossica, è una via che deve essere aperta e funzionare in modo ottimale.

Ecco perché il metodo Kousmine da una grandissima importanza all’igiene intestinale, con largo uso del clistere e di quanto serve per ripristinare la funzione ottimale del microbiota.

Occorre ripristinare le funzioni di pulizia intestinale, depurare il fegato, sostenere la capacità di buon funzionamento di questi organi, dando loro ciò che serve per poter funzionare al meglio, anche in base ai disturbi specifici lamentati dalla persona, che spesso sono lontani fisicamente da questi organi.

Astenia, fatica eccessiva, nervosismo, irritazione, sono segni che richiamano l’attenzione sulla pulizia epatica.

La vera arte di un bravo terapeuta è di riuscire ad attivare il processo mantenendo la capacità degli emuntori di andare di pari passo, attivando la risoluzione dalle cellule fin fuori dal corpo.

Però ciascuno di noi deve assumersi la piena responsabilità di se stesso e di come si sente.

Credo che insegnare delle tecniche naturopatiche serva a responsabilizzare la persona riguardo alla propria salute e fornire degli strumenti per rendere la salute una realtà quotidiana tangibile.

E’ quello che ci proponiamo di fare, nei prossimi pezzi, con indicazioni specifiche.

Anche due uova al giorno levano il medico di torno
Approfondimenti scientifici

Anche due uova al giorno levano il medico di torno

E’ molto difficile parlare di nutrizione, perché son oramai tutti esperti.

A questo si sono aggiunte vere e proprie ideologie alimentari che aggravano la confusione già presente in molte persone che non conoscono la materia e sovente si affidano ai media per capirci qualcosa.

L’essere umano  è onnivoro.

Da qui si parte e qui si arriva, inevitabilmente.

Altrimenti ci si ammala.

Essere onnivori significa aver acquisito una capacità di adattamento enorme che si traduce in un vantaggio esclusivo sul piano evolutivo.

Scelte drastiche  e settarie portano a conseguenza drammatiche sul piano della salute fisica e mentale, in men che non si dica.

E’ solo questione di tempo.

Tutti i nutrienti hanno effetti sul nostro organismo.

Ma proprio tutti.

In particolare hanno un effetto sui geni e sulla formazione di proteine cellulari e quindi sul metabolismo.

Esistono numerosissimi studi sull’alimentazione e spesso servono solamente come campo di battaglia per chi vuol prendersi la briga, anche quando di mestiere fa ben altro, di dire agli altri cosa è bene mangiare e cosa non si deve;  dato che è molto difficile estrapolarne relazioni causa effetto spesso queste teorie sono utilizzate a tornaconto di teorie personali poco credibili.

Purtroppo osservare cosa accade al nostro organismo quando seguiamo un certo tipo di alimentazione non è semplice, perché per alcuni tipi di alimentazione gli effetti profondi si vedono solamente a danno compiuto, mentre prima si percepiscono dei gran benefici.

Sostenere che l’essere umano è fatto per assumere solo alimenti vegetali o certe categorie di questi vegetali, ad esempio la frutta, è molto nobile e si può anche credere che contribuisca a salvare il mondo, migliorando la propria salute, ma è poco realistico sul piano biologico.

In realtà l’agricoltura è stato l’intervento più devastante che l’uomo abbia fatto sul pianeta perché è capace di distruggere interi ecosistemi.

Iniziando un’alimentazione fatta di soli vegetali, ci si sente molto bene, anche per diversi anni, perché si depura l’organismo, si sciolgono le scorie antiche, a volte scompaiono problemi di salute causati dall’assunzione di cibi oltremodo dannosi (insaccati o latticini o cereali raffinati), si perde peso e ci si sente davvero imbattibili.

Infatti anche nel metodo Kousmine si inizia con un digiuno per settare un nuovo stile di vita corretto. Molte situazioni dolorose scompaiono in pochi giorni (certo non si usano più gli organi digestivi e gli emuntori eliminano tutte le tossine).

Poi, dopo un tempo variabile a seconda del grado di intossicazione iniziale, si inizia a perdere gradualmente muscolo, sostituendolo con il grasso. Si pesa uguale magari, ma i vestiti stringono. Ci  si sente stanchi o depressi o ansiosi (situazioni molto difficili quando si mangia correttamente, soprattutto il pool lipidico corretto evita ansia e depressione), non si assumono più quantità sufficienti di proteine, si associano male i cibi e appaiono, all’improvviso o gradualmente, i danni e i limiti della tribù alimentare che si è scelta.

A quel punto può esser molto difficile riparare ciò che a volte si è già trasformato in una malattia anche grave.

Credo che il massimo rispetto per la natura si debba manifestare accettando le sue regole:  in natura dalla morte nasce la vita, dal chicco in poi, e noi umani, per nutrirci, ci piaccia o meno, siamo costretti a far parte di questo meccanismo pre esistente la nostra comparsa sul pianeta.

C’è un legame stretto fra il mondo vegetale, erbivori e predatori, al quale l’uomo si può solamente in parte sottrarre, ma del quale non può cambiare la struttura di fondo. Nemmeno volendo.

Farsi una certa idea idilliaca della natura non significa affatto poter mutare le proprie esigenze biologiche.

Una dieta totalmente priva di proteine animali e senza una quantità adeguata di grassi di una certa specifica tipologia non fornisce al corpo tutti i nutrienti sufficienti e necessari per riparare i danni, ricostruire i tessuti e rigenerare le normali componenti organiche, che si accumulano per anni, a volte decenni, per poi sfociare in processi metabolici alterati e malattie gravi.

Mangiare molte verdure fa benissimo, ma non è l’equivalente di una dieta sana, se non si introduce niente altro. Idem e ancor di più vale per la frutta, che introduce troppi zuccheri al quale il nostro organismo non riesce a far fronte.

Alimentazioni esclusive a base di questi cibi portano dritte alla rovina.

Abbiamo anche altri estremismi come la dieta paleolitica.

Eliminare cereali e legumi, mangiando solo proteine, magari dando la prevalenza alla carne, porta a insufficiente capacità di ripristinare il glicogeno muscolare.

I muscoli non crescono e si auto cannibalizzano per produrre energia, cosa che accade quando il muscolo non riceve il nutrimento corretto. Sino ad arrivare a danneggiare gli organi interni. Eppure nel primo periodo si sta così bene: si dimagrisce e ci si sente dei leoni.

Le nostre esigenze odierne sono molto diverse da  quelle di un cavernicolo, ecco perché non abbiamo bisogno né di un eccesso di zuccheri, né di un eccesso proteico, ma di un giusto equilibrio, capace di far funzionare al meglio i nostri organi, nel lungo periodo che la vita ci concede di esser ospiti di questo meraviglioso pianeta.

Se poi confondiamo gli aspetti nutrizionali con quelli etici, teorie economiche con ideologie e si ignorano i dati scientifici, bè possiamo iniziare a sceglierci i fiori per il funerale, perché ci stiamo scavando la fossa, letteralmente, con i denti.

Ciascuna di queste tribù, per non dire sette, come tutti gli estremismi si chiude al dialogo e all’apprendimento.

In realtà le regole di un’alimentazione sana con fondamento scientifico sono poche e molto chiare. Chiarissime. Il resto è aria fritta e i risultati, nel tempo, sono verificabili, fatto salvo pochissime eccezioni.

La sostenibilità di un certo tipo di agricoltura o allevamento e lo sfruttamento delle risorse planetarie richiedono interventi ben oltre le galline felici o le piantine sul balcone. Ad esempio utilizzare pseudo cereali noti da tempo a vegetariani e vegani per l’alto contenuto proteico, può causare problemi alle popolazioni che se ne sono sempre cibate: se prendiamo ad esempio la quinoa, oggi diffusa ovunque, ha raggiunto un prezzo inaccessibile per gli autoctoni. E’ francamente ridicolo che proprio chi si dovrebbe mostrare sensibile ai problemi legati al cibo, a livello etico e planetario, sia la causa dei problemi causati ad altri esseri  umani. Secondo il Guardian non sanno più cosa mangiare.

Trovo assurdo che certe categorie di persone, per come si alimentano, si sentano superiori e pensino di poter imporre per questo la propria teoria, la quale porterà all’unico risultato di farsi del gran male in prima persona.

Nella mia esperienza professionale di esperta del metodo Kousmine gli errori trasversali più diffusi che posso sottolineare sono i seguenti.

Insufficiente apporto di vegetali

Verdure, frutta, bacche, legumi sono la base della nostra alimentazione. E’ sbagliato non assumerne in grandi quantità e/o sostituirli con alimenti come prodotti da forno, dolci, bibite e derivati del latte.

Gli alimenti vegetali apportano molte vitamine, antiossidanti e una quantità varia e abbondante di fitochimici, ossia molecole che letteralmente ci guariscono. Senza verdure, frutta e legumi si impoverisce molto la flora batterica, fondamentale per la salute del tratto intestinale ma anche dell’intero organismo: la gran parte del sistema immunitario si trova infatti nell’intestino. I vegetali sono anche un ottimo sistema per tamponare l’acidosi tissutale che tende a derivare dal consumo di cereali e proteine animali.  Verdura e frutta di stagione dovrebbero essere la principale fonte di carboidrati della dieta, in particolare la verdura dovrebbe superare il mezzo kg al dì, fra cruda (prevalente) e cotta (contorno).  Ovviamente è meglio scegliere le versioni biologiche per ridurre al minimo le sostanze chimiche usate nelle coltivazioni e aumentare i nutrienti, come anche evidenziato in un bellissimo libro, da un  oncologo francese.

Il biologico fa la differenza, eccome se la fa.

Eccessivo apporto di zuccheri e cereali raffinati.

Prima che l’uomo diventasse un agricoltore allevatore, cioè 10.000 anni fa circa, la sua alimentazione era basata sulla caccia, pesca e sul raccolto di poche bacche vegetali e radici commestibili che la natura offriva. Non esistevano frutteti da cui attingere frutta a volontà, né campi di grano da saccheggiare o farine da trasformare in pane, pasta, focacce e torte.

Si è così iniziato a consumare cereali in quantità, grazie al progresso agricolo e derivati del latte. Oggi giorno questi alimenti hanno modificato la nostra alimentazione a tal punto da evidenziare come gli scheletri dei nostri antenati agricoltori appaiano deboli e malati rispetto ai cacciatori; in Egitto si rilevano anche le carie dentali e cancro.

La sommatoria di cereali raffinati e zuccheri porta a un continuo innalzamento della glicemia, che costringe il pancreas a un super lavoro e una produzione eccessiva di insulina, con squilibri grandissimi a carico di tutto l’organismo, come già esposto in altri pezzi.

Sì, anche certe proteine innalzano l’insulina: infatti il punto è trovare un equilibrio.

Molti vegetali crudi che precedono il pasto, vegetali cotti che lo accompagnano, consentono di mangiare dosi moderate di cereali integrali e proteine, sia animali che vegetali, senza problemi e con molti benefici.

Apporto sbilanciato di proteine

Sulle proteine oggi se ne sentono di tutti i colori.

Limitiamoci ad asserire che siamo fatti praticamente di proteine e che un apporto inadeguato di questi nutrienti porta dritti al camposanto, passando per un’atroce via crucis.

Non tutte le proteine sono uguali. Insaccati o salumi non vanno bene; sgombro al vapore o merluzzo lesso, con insalata di stagione, va decisamente molto meglio. Tutti i prodotti animali lavorati vanno  eliminati e le proteine animali che si assumono devono essere di alta qualità, possibilmente da allevamenti biologici. La carne rossa va cotta il meno possibile e non bisogna superare i 400 grammi la settimana.

Le proteine del pesce son sane e si devono aumentare: dare la preferenza a pesci di piccola taglia non allevati, ma pescati.

Le proteine dei legumi sono utili, ma sono molto ricche di amido.  Consumarli in un pasto al giorno è una quantità considerata salubre, che il metodo Kousmine consiglia.

Le uova sono un cibo perfetto per l’uomo. Questo è il motivo per cui l’uovo, opportunamente utilizzato, non crea mai difficoltà a nessun organo vitale, tanto che si può impiegare anche in presenza di patologie renali, epatiche anche gravi come steatosi e cirrosi, ipercolesterolemie e iper trigliceridemie et…….tumori! Si dimentica che l’uovo è una cellula gigante, nella quale l’albume corrisponde al citoplasma. In patologie caratterizzate da una crescita tumultuosa e incontrollata di cellule, potrebbe sembrare che l’uovo sia controproducente. In realtà la biologia e la fisiopatologia del cancro dimostrano, senza eccezioni, che la cellula è caratterizzata da una falsa vitalità. La duplicazione e l’aumento numerico non sono orientati nella direzione di una struttura organica funzionante, inserita armonicamente in un contesto generale, ma sono disordinati quanto più il tumore è maligno. Se non arrestata nella sua crescita la cellula tumorale sembra avere come unica direzione solo la morte: della massa tumorale stessa (per necrosi o degenerazione) o dell’organismo intero. Anche l’uovo è una cellula, ma il suo messaggio è armonico, programmato dalla natura per il sostegno e la continuità della vita, in direzione opposta al finalismo suicida del cancro. Il suo stimolo vitale agirà in senso positivo sulle residue energie dell’organismo malato, aiutandolo a fronteggiare la terribile malattia da cui è affetto. Per sfruttare al massimo questa capacità “informativa” è preferibile mangiare uova genuine e possibilmente fecondate, in modo da avere un messaggio preciso per lo sviluppo di cellule differenziate, ordinate e controllate nella loro velocità di crescita: il contrario di quanto avviene nel cancro. Oltre a ciò l’uovo è utile nelle patologie oncologiche per il suo potere nutrizionale quantativo: ricchezza di micro e macro nutrienti, indispensabili in pazienti il cui organismo è stressato dalla lotta alla malattia e spesso dai gravi effetti collaterali delle terrificanti terapie allopatiche per il cancro.
Il contenuto dell’albume è insostituibile nei casi di diminuzione dell’albumina plasmatica (sintomo di cancro), il ferro migliora l’emoglobina ridotta da farmaci chemioterapici, la colesterina riporta a valori normali il colesterolo che si riduce nei malati e da cui dipende la maggior parte degli ormoni, le sostanze implicate nella difesa immunitaria e tutti i processi riparativi della integrità cellulare compromessa. Infine l’uovo non mette in difficoltà i processi emuntoriali, soprattutto fegato e reni (in genere compromessi da malattia o da cure).  Alla coque, in camicia e al piatto è l’ideale. Chi asserisce che le uova sono veleno è anni luce dalla realtà scientifica e gridando al lupo quando non serve si fanno solo passi indietro. La d.ssa Kousmine prescriveva, nelle anemie, 2 tuorli crudi d’uovo mescolati al cibo che in 6 settimane portano il ferro da 46 mcg a 140 mcg.

Nessun farmaco riesce a fare altrimenti, senza effetti collaterali.

Apporto sbilanciato di acidi grassi

A lungo i grassi sono stati considerati i responsabili delle malattie cardiocircolatorie e il suggerimento tipico dato ai malati era di ridurre i grassi, cosa che spesso portava la persona a cercare nutrimento negli zuccheri. I grassi pericolosi son quelli inventati dall’uomo, cioè gli idrogenati, per anni aggiunti agli alimenti.

I grassi dell’olio d’oliva, dell’avocado e gli omega 3 non sono affatto dannosi, hanno molte proprietà benefiche e sono necessari all’organismo.  Perfino i grassi saturi non danno nessun problema nell’ambito di un’alimentazione corretta, ma solo se abbinati ai famigerati zuccheri. In pratica una fetta di pane integrale con burro e salmone è sana, pane bianco con burro (o senza) e marmellata, al contrario, è molto meno salubre.

Troppe sostanze chimiche

Ogni alimento comporta purtroppo il rischio di assunzione di sostanze indesiderate e dannose. Enormi quantità di sostanze sono usate sia nella produzione che nella conservazione degli alimenti, oltre a quelli disperse nei corsi di acqua e nell’aria.

Ogni alimento rischia di essere fortemente inquinato. Scegliamo BIO ogni volta che possiamo. Vegetali coltivati e animali allevati secondo questi criteri offrono maggiori garanzie rispetto all’agricoltura e all’allevamento convenzionali.

Se assumiamo grandi quantità di nutrienti benefici riusciremo meglio a gestire il carico tossico.

Consumo ridotto di spezie

Le spezie sono sparite dalle nostre tavole, anche perché son sempre di meno le persone che cucinano. Ci si limita a consumare pasti fuori casa e a improvvisare i pasti in casa. Le spezie sono portentosi regolatori delle funzioni cellulari capaci di ridurre l’infiammazione, di stabilizzare la glicemia, di proteggere le cellule dai danni ossidativi e di ridurre il rischio tumori e altre malattie. Arricchiamo di nuovo i nostri piatti con esse!

Concludendo: consigliamo un piatto unico composto da una grande quantità di verdure crude, per ben oltre la metà, un 25% di cereali integrali in chicco, o altri carboidrati sani come le patate dolci, un 25% di proteine sane, come il pesce. Oppure i legumi. Condimento: olio extra vergine di oliva di ottima qualità e sale integrale (indispensabile! Non è vero che il sale non serve, serve davvero molto, ma della giusta qualità).

Riduciamo l’apporto di glutine: il glutine ha un elevato potenziale infiammatorio anche in soggetti non celiaci. E’ meglio far ruotare i cereali gluten free e limitare il glutine. Riso, mais, miglio, quinoa, sorgo, teff, grano saraceno, amaranto sono di gran lunga preferibili al frumento e ai suoi derivati antichi.

Utilizziamo integratori alimentari mirati: è molto complesso se non addirittura impossibile adottare una nutrizione adeguata alle nostre esigenze senza far uso di integrazione ad hoc, consigliata da un esperto.

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