Monthly Archives

maggio 2016

MINERALI PREZIOSI PER UN CORPO SANO E VITALE
I rimedi naturali

MINERALI PREZIOSI PER UN CORPO SANO E VITALE

Le sostanze minerali sono i garanti della nostra salute e della nostra bellezza.

Salute e bellezza fioriscono finchè abbiamo depositi di minerali nella pelle, nei capelli, nelle unghie, nelle ossa, nei tendini, nelle capsule articolari e nel sangue.

Molti acidi e veleni inorganici e organici costringono continuamente il nostro organismo a sacrificare sostanze minerali per neutralizzarli.

Il nostro compito è quindi procurarci un’alimentazione quotidiana ed una eventuale integrazione, che ci fornisca la giusta riserva di minerali, affinchè possiamo rimanere a lungo in salute.
Oggi molti sportivi sono stempiati, è un segno che hanno trascurato le loro riserve di minerali: a causa dell’alta produzione di acido lattico c’è stata una costante sottrazione di sostanze minerali allo scopo di neutralizzare l’acido in eccesso. Questo è solo un segno evidente, se non correranno ai ripari ben altre situazioni peggiori li attendono.
A seconda della predisposizione o della debolezza degli organi, gli accumuli di scorie possono portare a malattie di deposito,di espulsione o di mancanza di sostanze minerali, o a causa dell’eliminazione degli acidi attraverso la pelle a corrosioni e micosi.

Se non sosteniamo correttamente la neutralizzazione degli acidi e veleni, essi prima di esser neutralizzati, corrodono cellule, tessuti, ghiandole, organi, capsule, arti e funzioni.

Come si riconosce l’accumulo di scorie?
La natura severamente ce lo scrive sul volto. Diminuisce la crescita dei capelli o si perdono, la pelle diventa opaca e rugosa, gengive e denti sono instabili e possono sanguinare, le unghie si deformano, si spezzano e non sono belle, mani e piedi sono freddi e la circolazione è disturbata, le borse sotto gli occhi sono evidenti, le secrezioni irritanti.

Insomma i nostri tessuti si trasformano in vere e proprie discariche! 

Se ci pensate la natura ci mostra tutto ciò che c’è da sapere su di noi: le rughe profonde che troviamo sul viso non ci sono in nessun’altra parte del corpo. Le borse gonfie sotto gli occhi …. perché proprio lì e non dove nessuno le vede?!  Le macchie della vecchiaia compaiono su viso e mani, le zone più esposte alla vista altrui e non sul sedere!  L’acne su viso e décolleté e non certo sulla pancia, che nessuno vedrebbe.
Le tossine stoccate nel nostro corpo sono, in una certa misura, innocue, finchè restano nei tessuti dove l’organismo, faticosamente, le ha relegate.
Il problema serio sorge quando iniziamo la depurazione.
Se sciogliamo il legame della tossina nel sito dove è stoccata con tisane drenanti, rimedi omeopatici ecc. avremo il rilascio di un acido o di un veleno fino ad allora legato. Questo deve essere NEUTRALIZZATO con sostanze minerali che possano poi coadiuvarne l’espulsione attraverso l’urina o la pelle. Se non compiamo questo importante passaggio, possono sorgere le crisi da disintossicazione, che consumeranno altre sostanze minerali per noi preziose.
Le crisi da disintossicazione possono essere evitate bevendo ogni giorno acqua, MOLTA acqua.
Una situazione classica in cui questo si verifica è il digiuno. Le crisi dovute al digiuno sono causate dall’enorme massa di tossine acide che si liberano nell’organismo senza poter essere neutralizzate e nemmeno drenate. Senza un apporto minerale in grado di neutralizzarle,  senza un drenaggio basico e una sufficiente quantità di liquidi per drenarle fuori dall’organismo, esse inondano il corpo di chi digiuna e sovente l’organismo inizia a trattenere liquidi per diluire gli acidi.

Ecco perché voglio parlarvi di una eliminazione intelligente delle scorie.

In realtà le crisi di disintossicazione del digiuno si presentano solo ed esclusivamente perché non si stanno neutralizzando e drenando le tossine all’esterno. Così se assumiamo rimedi depurativi.
Quindi in situazioni di depurazione, di qualsiasi tipo, occorre bere molto per neutralizzare gli acidi che tornano virulenti, e anche neutralizzare sia per mezzo di sostanze minerali ricche di energia e di oligoelementi da adeguata integrazione, ma soprattutto con un’alimentazione vegetariana ricca di minerali, che accompagna il processo di eliminazione delle scorie e certo, occorre  bere molto per favorire il drenaggio.

Occorre in qualche modo basicizzare l’organismo, con varie modalità, ecco le più semplici da mettere in atto per limitare i peggioramenti iniziali, le crisi di guarigione, le crisi da digiuno.
Le corrette fasi da seguire per disintossicarci sono le seguenti.
Il primo passo è lo scioglimento delle scorie, che fa riemergere i vecchi acidi precedentemente neutralizzati e stoccati. Le tisane depurative, i beveroni, le diete chetogeniche, le cure omeopatiche, centrifugati di verdura e frutta sovente fanno questo, sciolgono scorie acide e si parla in omeopatia di come sia  “normale” l’aggravamento iniziale o crisi di guarigione.

Crisi da disintossicazione, di guarigione, aggravamenti iniziali non sono altro che allagamento del corpo e dei suoi liquidi con acidi e veleni sciolti. Questi peggioramenti durano tanto a lungo fin quando veleni e acidi non siano stati neutralizzati e condotti fuori. Nel peggiore dei casi essi vengono nuovamente depositati. Per evitare tutto questo è necessario dopo e accanto alla depurazione e il risveglio degli ex acidi, neutralizzare gli acidi tramite sostanze adatte. Per ciò è importantissimo associare ad ogni forma di disintossicazione un’alimentazione vegetariana integrale, con assunzione abbondante di sostanze minerali allo scopo di neutralizzare acidi e veleni. Un’alimentazione cioè ricca di sostanze minerali è necessaria e  solo un’alimentazione a prevalenza vegetale assicura questo: moltissime verdure crude, ma anche cotte al vapore o stufate. Queste sostanze devono assolutamente provenire dal regno delle piante, dove sono state fornite di energie cosmiche, visibili e invisibili, è il cosmo che pensa al regno energetico.

Quanti più minerali utilizziamo nel corso della neutralizzazione degli acidi, quante più tossine neutralizziamo.

Assumere sostanze alcaline aggiuntive, meglio la sera, perché i processi metabolici e di neutralizzazione degli acidi avvengono durante la notte. Anche l’alimentazione serale dovrebbe essere la più ricca di minerali.
Mentre se vogliamo assumere del caffè che è una vera sferzata acida, per limitarne gli effetti acidificanti, teniamo presente che il danno minore si fa bevendolo al mattino e il danno peggiore, la sera.

Per drenare sostanze tossiche occorre un mezzo di trasporto: può essere soltanto l’ACQUA.
Bere molta acqua aiuta a neutralizzare e drenare. Anche le tisane aiutano in tal senso.
Acqua senza cloro, mi raccomando e meglio a basso residuo fisso.

Con problematiche dovute ad acidi e veleni, dolori o sintomi da essi derivanti ottengono sollievo e miglioramento rapidissimi. Consideriamo anche il fatto che con le cure disintossicanti gli organi emuntori, fegato intestino, reni e pelle sono fortemente interessati e sovraccaricati, per evitare ciò, che si tramuterebbe in un nuovo deposito di scorie, sosteniamo il fegato e i reni con i prodotti giusti.
Utilizzare pediluvi e bagni alcalini o strofinarsi con acqua basica per aiutare il drenaggio e l’eliminazione verso l’esterno.

capelli-fragili

Per dolori: uso orale: un cucchiaino di bicarbonato in un litro di acqua, da bere in giornata, a sorsi, aggiungere sempre altrettanta acqua pura: almeno un litro.

In caso di crisi acuta (dolori molto forti o infarti sospetti): mezzo cucchiaino di bicarbonato in un bicchiere di acqua, in più bere mezzo litro di acqua per diluire gli acidi.

Per uso esterno:
Si prepara così la soluzione basificante: per ogni litro di acqua occorre un cucchiaio di bicarbonato di sodio scarso.
In una vasca ne serve mediamente un kg e il bagno deve durare almeno un’ora, aggiungendo acqua calda se si raffredda.
In alternativa fare un pediluvio basico per almeno mezz’ora. Molto utile anche per emicranie, altri dolori improvvisi, naturalmente anche per crampi e stiramenti muscolari. Il pediluvio deve essere caldo o molto caldo:  attira velocemente gli acidi verso i piedi. Oppure si possono fare degli strofinamenti, nel senso del sistema linfatico (verso il cuore, sostanzialmente), con una pezza di spugna, partendo dalla pianta dei piedi, fino alla radice dei capelli.
In tutti i casi, dopo gli sfregamenti o i bagni, non si deve assolutamente sciacquare.
Questo permette il formarsi di un “tappetino” basico che per diverse ore eliminerà, per osmosi, scorie acide dall’organismo.
L’utilizzo costante della terapia basificante può fare ricrescere i capelli che sovente possiamo perdere per un eccesso di acidi stoccati nell’organismo, che hanno esaurito le riserve minerali. Se reintegriamo gli oligoelementi e i minerali diamo una nuova chance alla ricrescita.

Raccomando di evitare il fai da te, l’ideale è chiedere aiuto a un terapeuta competente, sia per utilizzare le tempistiche giuste, sia per valutare quali sono i prodotti che fanno al caso nostro.

È  infatti sbagliato pensare che basti correggere l’acidità con un deacidificante: l’acidità delle urine è un sintomo che
indica uno squilibrio nell’alimentazione, quindi bisogna correggerla con una dieta più equilibrata, come l’alimentazione Kousmine propone.

Per la d.ssa infatti era importante evitare l’acidosi, che è uno stato molto dannoso per il nostro corpo: può dare stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi.  Oggi è piuttosto sottovalutata, malgrado la gravità dei disturbi che può procurare.

Le cause dell’acidificazione sono molteplici, sicuramente l’assunzione eccessiva di alimenti acidificanti non bilanciati da adeguate dosi di vegetali, fra cui le proteine animali,   i cereali, lo zucchero bianco; ma anche carenza di sali minerali e oligoelementi, vitamine, eccesso di sostanze chimiche, scarsa ossigenazione dei tessuti e uso o abuso di farmaci.

Liberamente tratto da: La salute attraverso l’eliminazione delle scorie, del dr. Peter Jentschura,  riadattato e rivisto con i miei consigli.

FRUMENTO AMICO O NEMICO? E GLI ALTRI ZUCCHERI?
Approfondimenti scientifici

FRUMENTO AMICO O NEMICO? E GLI ALTRI ZUCCHERI?

Il vino e certi formaggi invecchiando migliorano.
Non si può dire così per l’essere umano.
O meglio potremmo anche migliorare, se sappiamo cosa ci nuoce molto e lo evitiamo.
Un termine ancora poco noto, ma di cui sentiremo presto e sovente parlare è AGE.
Significa Advanced Glycation End-products, sono cioè sostanze che hanno l’effetto di irrigidire le arterie (provocando l’arteriosclerosi), annebbiare la vista (cataratta) e confondere le connessioni neuronali del cervello (demenza). Più invecchiamo e più è facile trovare AGE negli occhi, reni, fegato, nella pelle e in ogni altro organo. Sono detriti senza alcuna utilità, il cui accumulo provoca un deterioramento dei tessuti del corpo. Non svolgono alcuna funzione: non si possono bruciare per produrre energia, non hanno funzioni lubrificanti né di trasmissione, non favoriscono l’azione degli enzimi o degli ormoni né possiamo utilizzarli per scaldarci in una fredda notte nevosa.

Gli AGE producono gli effetti visibili dell’invecchiamento, ma anche una perdita della funzionalità renale, (ovvero della capacità di filtrare il sangue per toglierne i rifiuti e trattenere le proteine), un accumulo di placche arteriosclerotiche che ostruiscono e irrigidiscono le arterie, un irrigidimento e un deterioramento delle cartilagini e delle articolazioni (soprattutto del ginocchio e dell’anca) e la perdita di funzioni cerebrali nel momento in cui grumi di detriti AGE ostacolano l’attività dei neuroni.

Come i pezzetti di sughero rimasti in un Cabernet d’annata possono rovinarvi una bella festa, così gli AGE possono rovinarvi la salute.

Anzi molto di più.

Alcuni AGE vengono introdotti nell’organismo tramite l’alimentazione e poi vedremo quali, ma ce ne sono altri che sono prodotti dagli alti effetti collaterali di glucosio nel sangue. Quando assumiamo cibi che aumentano la glicemia, la maggior quantità di zuccheri nei tessuti fa si che il glucosio reagisca con proteine di ogni tipo, formando molecole combinate di glucosio e proteine (glicoproteine).

Gli AGE sono indissolubili e indistruttibili, si uniscono in catene formando polimeri particolarmente nocivi. Gli AGE si accumulano nel punto in cui si formano e creano grumi di detriti inutili che non possono essere rimossi tramite alcun processo digestivo o di eliminazione dei rifiuti.
Gli AGE sono il prodotto finale di un effetto domino innescato ogni volta che si alza la glicemia.
Dovunque vada il glucosio (e il glucosio penetra in ogni anfratto dell’organismo), là si creerano AGE.
Maggiore è la quantità di glucosio nel sangue e più AGE si accumuleranno, con l’effetto di accelerare i processi di invecchiamento. I diabetici hanno il 60% in più di AGE rispetto ai non diabetici, con tutti i problemi che questo comporta (hanno una probabilità 4 volte superiore alla media di soffrire di problemi coronarici e attacchi cardiaci, maggiore probabilità di sviluppare un’arteriosclerosi carotidea o altri tipi di arteriosclerosi, insufficienze renali in media 10 anni dopo la prima diagnosi, neuropatie, demenze, tumori –soprattutto pancreas, seno, polmoni, colon e prostata-, disfunzioni erettili maschili, danni oculari).
Alti livelli di AGE nel sangue amplificano le manifestazioni dello stress ossidativo e dei marcatori infiammatori.

I recettori degli AGE svolgono il ruolo di guardiani rispetto alle risposte ossidative e infiammatorie, come le citochine, il fattore di crescita dell’endotelio vascolare e il fattore di necrosi tumorale.
Limitando la glicazione e l’accumulo di AGE è quindi possibile limitare tutti gli effetti nocivi qui esposti.
Ecco l’importanza di un regime salubre come il metodo Kousmine, che predilige con accuratezza l’equilibrio dei nutrienti ad OGNI pasto.
Altre metodiche, che favoriscono l’uso di carboidrati a scapito delle proteine, non fanno altro che aumentare in modo esponenziale l’aumento degli AGE nel sangue.
Gli AGE si formano anche quando i livelli glicemici sono nella norma, ma con un ritmo molto inferiore.
Più alta è la concentrazione di glucosio nel sangue e più AGE si formano.

ice

Non esiste alcun livello di glicemia capace di interrompere completamente la formazione degli AGE. Basta un pochino di zucchero aggiuntivo nel sangue, appena pochi milligrammi più del normale (90 mg/dL) et voilà, gli AGE si mettono a fare il loro sporco lavoro e attaccano i vostri organi.
Mentre le uova non incrementano il tasso di zuccheri nel sangue, né le noci, l’olio di oliva, il salmone e molte altre proteine, TUTTI I CARBOIDRATI LO FANNO –tutti ,dalle mele alle arance, dalle caramelle gommose ai mix di cereali per la colazione, soprattutto i cereali soffiati.
Dal punto di vista glicemico i prodotti a base di frumento sono peggiori quasi di ogni altro alimento, avendo la capacità di far impennare il livello di zuccheri al punto da poter competere con i livelli tipici di un diabetico, anche se non avete il diabete.
L’amilopectina del frumento differisce da tutte le altre contenute in qualsiasi altro carboidrato perché viene digerita più facilmente e più rapidamente dall’enzima amilasi, il che spiega perché il frumento fa aumentare così rapidamente la glicemia. Nelle due ore successive all’ingestione si ha la massima formazione di AGE. Se ci fosse una gara a chi produce più AGE il frumento non avrebbe rivali, batterebbe qualsiasi altra fonte di carboidrati, incluse patate dolci, gelato e barrette di cioccolato.
In sostanza grazie al suo potere di innalzare la produzione di AGE il frumento accelera il ritmo di sviluppo di tutti i processi degenerativi, dalle macchie sulla pelle, a disfunzioni renali, demenze, arteriosclerosi e artrite.

Chiaramente farine raffinate e loro derivati (pane, pasta e cereali), amidi (riso, patate e mais) e carboidrati liquidi (bibite, birra e succo di frutta), innalzano velocemente il glucosio nel sangue. Consiglierei quindi di utilizzare con grande cautela le farine che compriamo e i prodotti da esse confezionati, mentre un utilizzo moderato e alternato del frumento, in assenza di gluten sensitivity o altre problematiche correlate, con grandi quantità di vegetali e ben abbinato alle proteine, può esser meno dannoso.

E che dire dei carboidrati contenuti negli ortaggi o nella frutta?

La fibra dei vegetali rallenta molto l’ascesa del glucosio nel torrente ematico. Inoltre, in rapporto al loro peso, le verdure contengono più acqua che amidi, il che   mitiga ulteriormente la risposta glicemica.

Anche quando mangiamo frutta ingoiamo zucchero, ma l’acqua e la fibra diluiranno l’effetto nel sangue.

Se mangiamo una pesca noce o una patata, a parità di peso, la patata essendo meno ricca di acqua, aumenterà più celermente il glucosio nel sangue.

Ovviamente ciò non significa che la pesca o qualunque altro frutto non causeranno problemi.

I nostri antenati mangiavano frutta? Certo. Ma non certo tutti i giorni dell’anno o nella quantità che noi consumiamo abitualmente ogni giorno.

Non siamo ancora evoluti al punto di riuscire a far fronte alla quantità di fruttosio che consumiamo come se fosse acqua fresca e sappiamo bene che i tempi dell’evoluzione sono millenari, non certo qualche centinaio di anni.

Una mela ha circa 45 calorie da zucchero, in una miscela ricca di fibre, per cui è un ottimo spuntino.

Una coca cola o un’altra bibita, ne hanno il doppio, circa 90 calorie da zuccheri.

E’ evidente che non possono avere lo stesso significato nutrizionale.

Però, se estraiamo il succo dalla quantità di mele sufficiente a riprodurre la stessa quantità della bibita, bè, abbiamo addirittura qualche grammo di zucchero in più che quello della nostra bibita carogna.

Quando quel fruttosio arriva al fegato, succede un patatrac!

Anche se il fruttosio non ha effetti immediati sulla glicemia e sull’insulina, nel corso del tempo, magari alcuni anni, inizierà a dare problemi di insulino resistenza.

Bè, l’importante è saperlo, poi ciascuno farà le scelte alimentari che ritiene consone.

Verificate però i valori dell’emoglobina glicata un paio di volte l’anno, se consumate molta frutta e/o molte centrifugate. Ovviamente se consumate cereali in abbondanza, senza bilanciare in maniera adeguata con delle proteine, ancor di più. Il persistere di livelli glicemici elevati ha una connessione diretta con il morbo di Alzheimer e col declino cognitivo, soprattutto a causa degli AGE, che deformano le proteine, esattamente con modalità similare a quelle del morbo della mucca pazza. Le proteine deformate dagli AGE non possono essere riparate, quindi sarebbe opportuno ridurre al massimo le proteine canaglia mettendo in atto comportamenti che limitino la produzione di AGE, come appunto i picchi glicemici. Le proteine ribelli hanno infatti un ruolo in tutte le malattie, ma soprattutto nella degenerazione neurologica.
Ci sono anche AGE esogeni, che introduciamo già belle che formati col cibo.
I cibi sono molti e tutti contengono quantità molto variabili di AGE, i più ricchi sono quelli di origine animale, come carne e formaggio.

Gli AGE si trovano in carni ricche di grassi saturi: bacon, salsicce, salame, wurstel. In particolari portati ad alte temperature (grigliati o fritti) aumentano il loro contenuto di AGE più di mille volte. Inoltre il contenuto di AGE aumenta proporzionalmente al tempo di cottura del prodotto.
Preferite l’acqua per cuocere, all’olio, dato che i liquidi aiutano a ridurre l’esposizione agli AGE.
Consigliamo vivamente un regime alimentare equilibrato e ricco di nutrienti ANTI AGE come il metodo Kousmine, per recuperare la salute perduta e preservare quella futura!!

E’ facile riconoscere gli AGE  in azione: avete presente quelle persone piuttosto rugose, con la tendenza a incurvarsi, alterazioni della pigmentazione cutanea e perdita di radiosità, sebbene non siano particolarmente agée?

Tutti noi ne conosciamo qualcuna  e non vorremo certo assomigliarle, potendo. Io no di sicuro. E voi?

LA TAVOLA DELLA SALUTE della d.ssa Catherine Kousmine
Sani principi di alimentazione

Spunti da tenere bene in mente : da “LA TAVOLA DELLA SALUTE” della d.ssa Catherine Kousmine

ALLA SERA: il pasto della sera deve esser consumato il più presto possibile, deve essere leggero, senza carne, concepito in base agli stessi principi di quello del mezzogiorno.
Se alla mattina non si ha appetito, vuol dire che il pasto della sera era troppo abbondante o che è stato consumato troppo tardi. Non bisogna dimenticare che ogni apporto di alimenti è utile e fornisce energia solo dopo la digestione e l’assimilazione, cioè solo dopo il compimento di un lavoro che è tanto più impegnativo quanto più abbondante, ricco e grasso è stato il pasto.
Si calcola che la quantità di succhi digestivi richiesta da un pasto abbondante sia di due litri.
La sera siamo stanchi della giornata trascorsa e non siamo nelle migliori condizioni per compiere questo ulteriore sforzo, cosa che diventa sempre più vera man mano che passano gli anni.
A partire dai 50 anni, l’ultimo passo della giornata deve essere seriamente alleggerito: se si mangia troppo o troppo tardi, la digestione avviene lentamente e in modo imperfetto. Si crea un divario fra il ritmo più lento della digestione e l’avanzamento troppo veloce del cibo nel tubo digerente, per cui una parte degli alimenti sfugge all’assimilazione e diviene preda dei microbi intestinali. Troppo ben nutriti, questi ultimi si moltiplicano provocando malessere, meteorismo, formazione eccessiva di gas, sonno agitato e tormentato da incubi e, al mattino, lingua ricoperta da una spessa patina beige, alito cattivo e mancanza di appetito.
Questi disturbi persistono finchè durano gli errori di comportamento che li hanno generati.
Gli individui sedentari –cioè la maggior parte delle persone che vivono in città- hanno bisogno di 2 pasti principali: uno al mattino e l’altro a mezzogiorno. Le integrazioni del pomeriggio e della sera devono essere di entità modesta. Solo gli addetti ai lavori di fatica fanno eccezione a questa regola. Le persone di 70 anni e oltre sanno, per esperienza, che per rimanere in buona salute non devono mangiare la sera, o devono accontentarsi di una cena molto frugale, per esempio di una minestra di cereali e legumi o di un frutto e uno yogurt.

Catherine Kousmine
Il punto di vista della Dott.ssa Kousmine

Catherine Kousmine

Nata nel 1904, Catherine Kousmine diventa medico quando “fare scienza” era cosa da uomini.
Scossa dalla morte di due bimbi malati di cancro, decide di studiare le ragioni profonde del morbo “non per distruggerlo… ma per capirlo”. Così, in piena guerra mondiale, “inventa” la medicina orto-molecolare cercando di capire l’importanza dell’alimentazione nella genesi del cancro nei topi. Quando nel 1949 applica le sue scoperte alla cura di un malato di cancro condannato dalla medicina ufficiale, lo vede sopravvivere fino all’età di 89 anni: è solo il primo di una lunga serie di successi, di migliaia di guarigioni “miracolose” e di casi risolti che danno all’autrice la forza di superare le critiche di molti colleghi.

“Il metodo Kousmine è basato sulle ricerche cliniche e sugli studi scientifici della dott. Catherine Kousmine, che ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla cura dei malati.

Non è medicina alternativa.

È interamente fondato sui principi generali che hanno fatto grande la medicina occidentale classica: forti basi biochimiche, analisi scientifica del metabolismo in tutta la sua complessità, ricerca delle cause reali delle malattie, uso di tutti gli strumenti diagnostici e terapeutici che il progresso scientifico fornisce.

Con in più una visione olistica dell’organismo, che è stata la ricchezza della visione classica della medicina e che è andata un po’ perduta nella eccessiva frammentazione delle specializzazioni mediche moderne.
La grande eredità della dottoressa svizzera è stata da noi aggiornata dopo la sua morte – come lei stessa avrebbe fatto – secondo le ultime ricerche documentate da fonti scientifiche attendibili. Crediamo così di mantenere vivi lo spirito e i contenuti della sua metodologia clinica.
In questi anni si è mantenuto in noi intatto lo stupore di fronte alla sua validità. È un metodo che si è rivelato efficace nel migliorare le risposte del sistema immunitario e quindi nel prevenire e combattere malattie autoimmuni (come la sclerosi multipla, la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la spondilite anchilosante, l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, ecc.) o legate a squilibri dell’organismo, che sono difficilmente curabili con terapie tradizionali.
Ma che permette anche alle persone sane di prevenire le malattie e migliorare il loro stato di salute.”

Quanto sopra fra virgolette è estratto dal sito ufficiale dell’Associazione Cibo è Salute.

Molto di quello che troverete in queste pagine è ispirato al metodo Kousmine, soprattutto per quanto riguarda ricette e visione olistica.  Molto altro, invece, è frutto dello studio e dell’esperienza di chi scrive.

SALVIAMO IL NOSTRO CERVELLO!
Antiage e bellezza

SALVIAMO IL NOSTRO CERVELLO!

In qualunque modo voi crediate che siamo stati creati, siamo stati progettati per essere intelligenti tutta la vita, che a giudicare dai più recenti studi sul cervello, è ben più lunga di quella a cui ci siamo ridotti.

Per la prima volta nella storia dell’umanità, sebbene i progressi scientifici e in tutti i campi dell’umano agire e sentire, in primis nel campo della medicina, lo abbiamo letto sui giornali non più di un mese fa, l’aspettativa di vita si è ridotta.

Catherine Kousmine lo diceva nel secolo scorso e non era certo sensitiva: le bastava constatare come il nostro stile di vita ci conducesse alla deriva, per non dire all’autodistruzione.

Quello che pare evidente è che il nostro cervello dovrebbe funzionare bene fino all’ultimo respiro, mentre la maggioranza di noi invece, probabilmente, assisterà a un declino cognitivo, come i dati sulle patologie neurodegenerative stanno testimoniando in modo drammatico ed esponenziale.

In realtà questo accade perché non viviamo una vita adeguata al nostro genoma! In nessun senso.

Ma c’è anche una buona, buonissime notizia:  vi farà piacere sapere che possiamo intensificare l’azione dei nostri geni sani, disattivando al contempo i geni che danno luogo a eventi dannosi come l’infiammazione e la produzione di radicali liberi, due grandi nemici della nostra salute, non solo cerebrale.

Molto di ciò che riguarda il corpo umano non è affatto immutabile. Le ricerche degli ultimi anni ci dimostrano proprio il contrario.  Rigenerazione è la parola chiave, per poter sopravvivere su questo pianeta. Questo è valido sia nel campo psicologico che fisico.

Autorinnovamento! Lo sapete che certe cellule ematiche vivono poche ore?

Che le cellule recettoriali gustative vengono sostituite ogni 10 giorni?

La pelle si rifà ogni 28 giorni e le cellule muscolari ogni 15 anni circa, per un completo rinnovamento.

Si è scoperto perfino che, il muscolo cardiaco, un organo a lungo ritenuto immutabile dalla nascita, sperimenta un ricambio cellulare. A 25 anni viene sostituito circa l’1% delle cellule del cuore ogni anno.

Anche il nostro cervello è in grado di rinnovarsi, è ciò che definiamo neurogenesi e si verifica negli esseri umani per tutta la vita.  Saperlo significa poter solo immaginare quali siano le implicazioni su tutti i disturbi cerebrali, incluse le malattie cerebrali progressive.

Le vittime di ictus possono parlare di nuovo, le persone senza una parte di cervello possono riprogrammarlo affinchè apprenda ciò che non fa la porzione mancante, zone offese da ictus ischemici o emorragici vicariano ad altre zone le loro capacità, proviamo solo ad immaginare quanto meravigliosa sia la possibilità per noi che speriamo “semplicemente” di conservare le nostre facoltà mentali.

Come possiamo favorire la neurogenesi?

Anche questo processo, come è logico, è controllato dal DNA. Un gene sul cromosoma 11 codifica la produzione di una proteina chiamata “fattore neutrotrofico derivato dal cervello” o BDNF (Brain derived Neurotrophic Factor).

Il BDNF ha un ruolo nella neurogenesi, ma protegge anche i neuroni esistenti e la formazione delle sinapsi (il collegamento fra un neurone e l’altro): processi vitali per il pensiero, l’apprendimento e tutti i livelli più alti della funzione cerebrale.

Nei malati di Alzheimer il BDNF ha un calo. Ma anche in caso di altri disturbi come epilessia, anoressia nervosa, depressione, schizofrenia e disturbo ossessivo compulsivo.

I fattori che inducono il DNA a produrre BDNF sono per lo più sotto il nostro controllo.

Vediamone alcuni.

Una dieta che riduca del 30% le calorie aumenta il BDNF in modo netto, con incredibili miglioramenti della memoria e altre funzioni cerebrali. La restrizione calorica è stata una terapia efficace per le crisi epilettiche.  Oggi sappiamo perché: offre una profonda neuro protezione, aumenta la crescita di nuove cellule cerebrali e consente alle reti neuronali di espandere la loro sfera di influenza (NEUROPLASTICITA’).

Ad un consumo inferiore di calorie corrisponde un miglioramento della funzione mitocondriale, del controllo dell’espressione genica e un decremento dell’incidenza di Alzheimer e Parkinson.

Quando non stiamo consumando quei carboidrati che non sono esistiti nelle nostre diete per il 99,9% della storia umana (farine, zucchero, cereali a go go), lo stato normale del metabolismo umano è una lieve chetosi particolarmente salutare che fornisce chetoni al cervello, senza intossicare l’organismo. Questo è molto utile nel Parkinson, Alzheimer, SLA, autismo ed epilessia.

In soli 28 giorni uno studio ha dimostrato che, dopo aver seguito una dieta chetogenica i pazienti malati di Parkinson registrarono un miglioramento enorme dei sintomi, paragonabile all’effetto di un trattamento medicinale o di interventi chirurgici al cervello. L’olio di cocco, dal quale ricaviamo MCT (trigliceridi a catena media), comporta un notevole miglioramento nella funzione cognitiva dei pazienti colpiti da Alzheimer, perché è una importante fonte di una molecola precursore del prezioso beta-idrossibutirrato, che rappresenta un approccio utile al trattamento dell’Alzheimer.

Inoltre provoca una riduzione dell’amiloide nel cervello, un aumento del glutatione nell’ippocampo e una crescita dei mitocondri.  Può contribuire a trattare condizioni patologiche neurodegenerative e a prevenirle. E’ un super carburante per il cervello e riduce l’infiammazione.

Potete usarne un cucchiaino al giorno. E’ termostabile, per cui si può usare per cuocere.

I chetoni sono prodotti dal fegato, ma anche dagli astrociti, speciali cellule cerebrali.

Il movimento fisico incrementa il BDNF e migliora tutte le funzioni cerebrali.

La curcumina, assunta con dosi quotidiane di curcuma aggiunta al cibo, aumenta il BDNF.

Anche il DHA lo aumenta in modo importante.

Due terzi del cervello sono rappresentati da grassi e un quarto è DHA. E’ fondamentale per le sinapsi e un funzionamento efficiente del cervello. Regola inoltre l’infiammazione, ma non è tutto qui!

Il DHA  combatte anche  l’infiammazione di una mucosa intestinale sensibile al glutine, pone freno al danno di una dieta ad alto contenuto di carboidrati aiutando a prevenire disfunzioni cerebrali conseguenti a un’alimentazione che ne è troppo ricca.

In uno studio su 815 individui tra i 65 e i 94 anni, chi consumava la più alta  quantità di DHA aveva una riduzione del 60% del rischio di Alzheimer. Questo livello di protezione è altissimo. Al giorno d’oggi molti bambini non ricevono quantità sufficienti di DHA ed è anche per questo che assistiamo a tanti casi di disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

Semplicemente integrandolo, spesso i disturbi scompaiono.

Come aumentarlo? Il corpo ne produce solo piccole quantità a partire dall’ALA (ACIDO ALFA LINOLENICO), come da semi di lino e chia. Però non possiamo affidarci alla limitata produzione del nostro organismo, il consiglio è di integrarlo in maniera adeguata alle nostre necessità.

L’intero sistema nervoso centrale possiede recettori per la vitamina D ed essa partecipa alla regolazione degli enzimi del cervello, nel liquido cerebrospinale, a loro volta coinvolti nella produzione di neurotrasmettitori e nella stimolazione della crescita dei nervi. Con adeguate dosi di vitamina D, il declino cognitivo si riduce del 25%,  il rischio di sviluppare Alzheimer del 77%; un aumento di 5ng/mL dei livelli di vitamina D nel sangue è correlato a una riduzione del 16% di ricadute della SM. (Sclerosi Multipla).

Depressione e stanchezza cronica si riducono. Serve anche alle ghiandole surrenali per regolare un enzima per la produzione di dopamina, epinefrina e norepinefrina, importanti ormoni cerebrali che influiscono sull’umore, sul controllo dello stress e sull’energia.

Infine, un cenno al glutine, di cui tanto oggi si parla e ci sarebbe da scriverne pagine e pagine.

Il glutine ha un ruolo impressionante e documentato da risonanze magnetiche, nell’infiammazione cerebrale, ancor prima che in quella intestinale, ma mentre i sintomi gastrici o intestinali fanno pensare immediatamente alla necessità di eliminarlo, quelli legati al cervello praticamente mai.

Bè, vi diranno, è facile sapere se si è celiaci.

Ma questo è l’ultimo dei nostri problemi.

Esiste un’enorme differenza fra la celiachia e la sensibilità al glutine. La celiachia è una reazione allergica che fa danni in particolare, ma non solo, nell’intestino tenue.

In realtà il glutine è in grado di coinvolgere qualsiasi organo del corpo, anche risparmiando l’intestino tenue.

E’ un discorso complesso e molto tecnico. Vi basti sapere che le citochine infiammatorie possono attaccare il cervello ed esercitare un forte effetto antagonista su di esso, danneggiandone il tessuto e lasciandolo vulnerabile a disfunzioni e malattie, soprattutto se questa situazione si protrae.  La ricerca ha mostrato che alcune persone a cui è stata diagnosticata per errore la SLA o il morbo di Lou Gehrig, hanno semplicemente sensibilità al glutine e eliminandolo si fanno scomparire i sintomi.  In soggetti sensibili al glutine si possono avere problemi di varia natura con le funzioni cerebrali in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale. Tenendo presente che il 99% delle persone il cui sistema immunitario reagisce negativamente al glutine non è neppure consapevole, direi che fa riflettere.

Paradossalmente il nostro stato di salute è peggiorato da quando abbiamo adottato un approccio scientifico alla nutrizione passando da abitudini legate a cultura e tradizione a decisioni consapevoli su cosa mangiare e bere, calcolandolo sulla base di teorie nutrizionali miopi, che tengono in scarsa considerazione il modo in cui gli esseri umani sono giunti dai millenni fino ad oggi.

Crediamo veramente che la nostra salute stia a cuore ai produttori di cereali per colazione o biscotti?

I carboidrati occupano la maggior parte dello spazio nelle corsie degli alimentari del supermercato, al costo minore di cibi proteici.

Vi invito a riflettere su un aspetto interessante, se amiamo tanto il cibo grasso c’è una motivazione profonda: è il grande amore del nostro cervello. Il grasso è stato molto demonizzato, ma con diete a basso contenuto di grassi, assistiamo alla più grande epidemia di obesità nella storia umana.

Qualcosa non quadra!

Ci sono determinati tipi di grasso che fanno molto male e sono correlati a problemi di salute: i grassi trans sono tossici.

Eppure al nostro corpo  fanno un gran bene i grassi buoni, mentre grandi quantità di carboidrati non giovano, anche quando sono senza glutine, integrali o ad alto contenuto di fibra.

E’ interessante notare che l’esigenza di carboidrati nella dieta umana  consente di sopravvivere anche quando sono minimi, invece, purtroppo, senza grassi, non possiamo affatto andare avanti.

Per farla molto breve, il grasso è stato sempre un pilastro della nostra nutrizione.

Il cervello è formato al 70% di grasso e il grasso  svolge un ruolo cruciale nel regolare il sistema immunitario. I grassi buoni come gli omega 3 e i grassi monoinsaturi (avocado, olive e frutta a guscio) riducono l’infiammazione di tutto il corpo! I cervelli malati presentano una grave carenza di grassi e di colesterolo. Un  buon livello di colesterolo è associato in età elevata a una crescente longevità.

Insomma che il cervello ha bisogno di zucchero è un mito da sfatare, perché il cervello adora i grassi: li considera un super combustibile e in ogni sorta di malattia neurodegenerativa una dieta con adeguato contributo di grassi è la base per la salute.

In effetti le statine sono fra i farmaci che aumentano il rischio di Alzheimer.

Concludo qui, ma ci sono spunti di riflessione interessanti, che certo, si dissociano da molte teorie in voga e molto di moda oggigiorno.   Però mi piacerebbe ricordarvi che il cervello inondato di zucchero, nella storia evolutiva, non l’abbiamo mai avuto. Gli unici zuccheri disponibili fino a qualche secolo prima di Cristo  erano frutta acida e per pochi mesi all’anno, legata alle zone e alle stagioni,  e miele…

In Europa lo zucchero si è diffuso solamente dopo la scoperta dell’America.

La natura rendeva difficile l’accesso allo zucchero, è stato l’uomo a renderlo facile e a giudicare dai risultati non è stata esattamente la migliore delle idee.

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA
I rimedi naturali

MAGNESIO FONTE DI ENERGIA

Il magnesio è un minerale importantissimo, ESSENZIALE per la vita, che il nostro organismo utilizza in più di 300 funzioni biologiche, OGNI GIORNO.

Mantiene forti le ossa, aiuta a produrre energia, stabilizza i livelli glicemici nel sangue,  sostiene il funzionamento di muscoli, nervi e tendini e, gran cosa, tiene sotto controllo l’infiammazione silente, a cui nessuno di noi generalmente bada, finchè sfocia in una patologia acuta o cronica.

Assumere ciò di cui necessitiamo ogni giorno è piuttosto difficile con la sola alimentazione.

Dovremmo mangiare legumi, cereali integrali, verdure ad oltranza, frutta a guscio e semi oleosi: cioè alimentarci in maniera perfetta secondo il metodo Kousmine, ma anche così potrebbe esser difficile averne quanto basta, proprio perché magari il nostro fabbisogno è piuttosto elevato a causa dello stress o di altri fattori che ne richiedono un maggior apporto. Inoltre ben sappiamo che i fitati contenuti in cereali e legumi inibiscono l’assorbimento di diversi minerali, incluso il magnesio. Anche nelle verdure a foglia verde come spinaci, bietole e prezzemolo, ecc.  (di cui consigliamo caldamente il largo e quotidiano consumo!), gli ossalati impediscono l’assorbimento del magnesio, per cui consumiamoli previa breve cottura al vapore.

Ma anche se riuscissimo ad averne una buona quantità, molti sono i fattori che lo consumano: alcool, grassi, sale (se non è integrale), zucchero, fosfato (nelle bevande gasate), caffeina del te e del caffè e tannini (del te).  Sudorazione e attività fisica. Penso soprattutto a un’alimentazione troppo ricca di sale come quella della maggior parte delle persone, pane, crackers, grissini, salumi, carni processate, formaggi, noccioline o altri semi tostati e salati, il magnesio diventa utile anche per drenare la ritenzione idrica, oltre che compensare le deplezioni causate dal sale.

In caso di calcolosi renale è indispensabile per aiutare a sciogliere i calcoli, elimina anche le forme di calcio impropriamente depositate in altri siti, sia ossei che arteriosi.

Oppure semplicemente.. Viene consumato ad oltranza (e qui vi sfido a dirmi che non ne siete sottoposti), dallo STRESS!

Questi fattori svuotano letteralmente le nostre riserve di magnesio, soprattutto se come presumo, ciascuno di noi a causa di uno stile di vita inadeguato, inclusa una cattiva alimentazione, ha vissuto per anni con livelli di magnesio troppo bassi rispetto alle reali necessità.

Per assorbire una quota maggiore di magnesio, vi consiglio anche l’utilizzo di FOS (frutto oligosaccaridi), dei prebiotici fra cui spicca a basso costo l’inulina, che in piccole quantità, può essere aggiunta a cibo e caffè di cereali. Io ne metto un cucchiaino ogni mattina nel caffè di cicoria.

E’ veramente semplice capire se siamo carenti di magnesio: dovremmo pensarci ogni volta che siamo parecchio stanchi in modo costante, apatici, se abbiamo crampi o comunque debolezza muscolare, se ci sono nelle donne disturbi tipici di sindrome premestruale, se abbiamo sbalzi di glucosio nel sangue, poco sonno, leggera depressione, tachicardia, pressione alta o stitichezza. Sostanzialmente questi sono anche i sintomi dell’AFFATICAMENTO SURRENALE, infatti bassi livelli di magnesio ostacolano la funzione dei surreni che ci sostengono nella fatica quotidiana, fino a ridurci uno straccio, nel vero senso della parola.

Sotto stress il magnesio va sicuramente integrato.

E’ un potente antinfiammatorio e funziona come un antiossidante, per cui  tenere a bada questi due fattori significa rallentare l’invecchiamento e le malattie degenerative. Aiuta nella fibromialgia.

E’ un alimento chiave nella salute delle ossa, perché impedisce la deplezione di calcio, ma non solo, mantiene saldo l’osso della mandibola e riduce la profondità del solco gengivale, risultato da infiammazione causata dei batteri nella costruzione della placca, un problema che salendo di età interessa un po’ tutti, quindi è un ottimo elemento per la salute di denti e gengive.

Con un buon dosaggio di magnesio si tende ad avere un INSULINA più bassa (vi rimando all’altro pezzo per capire l’importanza dell’insulina alta), quindi un minor rischio di insulino-resistenza e di sviluppare diabete di tipo 2, oltre che migliorare il controllo del grasso corporeo e di glucosio nel sangue in persone che già soffrono di diabete. Utilissimo regolatore ormonale e metabolico.

Questo problema tende ad aumentare con l’avanzare dell’età, per cui assumerlo in via preventiva è davvero importante, soprattutto, come evidenziava il pezzo che vi ho postato di Catherine Kousmine, per chi ha rischio cardiovascolare: bassi livelli di magnesio causano il restringimento delle arterie e alta pressione. Inoltre riduce gli attacchi di angina in persone che soffrono di coronaropatie e insufficienza cardiaca.

Un altro elemento importante emerso di recente, è che il magnesio riduce la perdita di collegamenti neuronali e ne incrementa un nuovo sviluppo nei malati di Alzheimer, con un miglioramento evidente e funzionale sulla memoria.

E’ quindi, per la stessa ragione, molto  utile a chi fa fatica a concentrarsi o ha difficoltà mnemoniche, a qualsiasi età.

Ovviamente non tutti gli integratori sono uguali.

Occorrono valutazioni sensate in base alle proprie necessità. Di certo non vi farà male, ma potrebbe esser troppo poco per le vostre specifiche esigenze o esser assorbito poco. Si deve scegliere la forma più adatta alla propria situazione, in questo modo un’integrazione quotidiana favorisce il recupero e il mantenimento del nostro benessere.

Colgo l’occasione e lo ribadirò molte altre volte, di suggerirvi di diffidare dagli studi che smentiscono l’utilità dell’utilizzo di integratori, come il magnesio o altri, di cui parleremo di volta in volta.  Ci sono molti e molti studi che attestano il contrario e soprattutto, possiamo verificarne l’utilità concreta nella nostra vita, per cui bando alle ciance: non credete a nessuno, documentatevi e sperimentate! Per fortuna il magnesio e altre utilissime sostanze continueranno a regalarci i loro enormi benefici, indipendentemente da questi furbetti che intendono depistare l’informazione, per il bene di tutti noi e per una salute sempre più consapevole e divulgata, alla portata di tutti.

Certi studi  sembrano fatti apposta per ragionamenti aprioristici e contorti , per avere un impatto nefasto su chi non è esperto o non sa come approfondire. E’ comprovato che è di grande utilità integrare il magnesio!

Quindi, provate!

L’unica grande controindicazione che mi sento di indicarvi è l’insufficienza renale (controindicazione importante per l’assunzione di molte sostanze!) e ovviamente occorre conoscere le interazioni con integrazione già presente nella nostra alimentazione, ad esempio, con la vitamina D ad alto dosaggio può dare ipermagnesemia.

Fatto salvo queste condizioni, il consiglio è di integrarlo, sempre o almeno a cicli!

Uno stile di vita sano, una buona alimentazione, agiscono su tutto l’organismo e ci proteggono da ogni male, quando un prodotto, che sia un integratore o un alimento,  è utile per darci una mano a tenere saldo il comando della nave della nostra vita, perché mai non dovremmo farne buon uso?!

LIFTING NATURALE A COSTO ZERO: SORRIDERE!
Antiage e bellezza

LIFTING NATURALE A COSTO ZERO: SORRIDERE!

Chi non vorrebbe un lifting naturale a costo zero?

Per vivere a lungo e serenamente, col sorriso sulle labbra, servirebbe un buon corredo genetico, ma non si possono scegliere i genitori.

Quello che possiamo certamente fare è avere relazioni amicali di alta qualità!

E relazioni amorose di primissima scelta.

Costruire un buon carattere è possibile, purchè ci si mantenga fedeli a se stessi e non si finga di esser gentili e cordiali per pura captatio benevolentiae.

Molte delle caratteristiche che contraddistinguono i super longevi nel mondo sono infatti di tipo sociale.

Chi vive a lungo e bene ha spiccate dosi di socializzazione, tiene molto ad amici e/o familiari, ma  è anche capace di liberarsi da relazioni insalubri, malate, con fidanzati, mariti, mogli e affini ed ogni altro parente o amico, di ogni ordine e grado, che mini con evidente danno la nostra salute quotidiana, inquinandola con liti, critiche, o peggio, indifferenza relazionale, ad ogni angolo di giornata.

Insomma, la tribù di cui ci circondiamo, aiuta! E deve esser fatta di rapporti fertili. Di amicizie che ci sollevano l’animo, di consorti che ci aiutano e ci sostengono, anche se non andiamo d’accordo proprio su tutto. I centenari e gli ultracentenari sono di solito alquanto positivi, apprezzano e trovano un senso sia alla vita, che alla morte, la fede aiuta moltissimo e una vita spirituale attiva ci mantiene giovani e capaci di muoverci nel mondo coi nostri doni unici da svelare, in salute o malattia.

Vedere il bicchiere mezzo pieno, cogliere anche nelle situazioni peggiori il buono che ne deriva, lasciare che le nostri parti buone rigenerino quelle meno consone al premio Nobel per la pace, usare i traumi creativamente, son tutte qualità che ci allungano la vita e ce la offrono di una certa apprezzabile, quando non invidiabile, qualità.

Son tratti che non hanno nulla a che fare con la docilità. Spesso questi anziani super sono persone caparbie, orgogliose e disciplinate, che tengono alle loro piccole abitudini salutari e alla loro autonomia.

Non hanno relazioni di dipendenza e dicono chiaro in faccia alle persone ciò che pensano.

Mi viene sempre in mente mia nonna, morta a 100 anni compiuti, che veniva definita da una mia zia decisamente ostile come “una bestiaccia”, ovvero: una persona che non era certo molto diplomatica nell’esprimere il proprio pensiero, eppure non si privava di una fetta di salame nemmeno con il colesterolo alle stelle.

In alcuni casi può giocare a loro favore perfino una vena di narcisismo, che li mantiene saldamente attaccati ad una buona immagine di sé, quindi si prendono cura del corpo, della mente e perfino del guardaroba: la sorella di mia nonna, della cui ultima fase della vita  vi ho narrato lo scorso anno in agosto, si faceva fare sandali modello Chanel su misura, (certo la misura 33,5 è difficile da trovare anche su web) a 94 anni suonati (è morta a 96).

In tutto questo un sorriso, un volto disteso e sereno, la capacità di interagire positivamente con gli altri, son fattori determinanti  per la serenità e il benessere.

Ridere, ridere e ancora ridere!

Vi accorgerete che gli altri ricambiano il vostro sorridere quando ridete e che questo sarà un presupposto per delle relazioni più distese ed appaganti.

Sorridete al barista la mattina,  vedrete la differenza.

Io lo faccio anche quando ho mal di schiena, un mestruo che mi devasta e una mole di lavoro da far invidia ad Atlante, sì la divinità col mondo sulle spalle.

E cambia tutto. Vi farà un complimento, berrete il caffè con grande entusiasmo e l’adrenalina post caffeina vi sembrerà vera e propria cocaina, almeno per qualche ora.

Provate, diventerete un raggio di luce per molti, anziché una nuvola nera e minacciosa da cui gli altri non possono voler altro che sfuggire, prima di esser colpiti da tuoni e fulmini, come nel peggior film horror mai visto.

Se tutto va male, fermatevi un attimo e respirate.

Il sistema nervoso parasimpatico può essere stimolato dal respiro addominale, in pochi minuti: abbassando il diaframma si stimola il nervo vago, che rallenta e rilassa il cuore e distende i lineamenti del volto, un vero lifting naturale.

Allo stesso modo lavorano lo yoga, il tai chi, la meditazione, il training autogeno e altre tecniche di rilassamento veramente importanti per sostenerci, come quelle che anche io ho appreso alla scuola di Naturopatia a Riza, con utilizzo sensato di olii essenziali, fondamentali per il rilassamento.

Queste tecniche potenziano il sistema nervoso parasimpatico e si possono apprendere a qualsiasi età per praticarle poi nella routine quotidiana, a casa nostra, comodamente impigiamati e sono dei veri e propri antidoti alle tensione, allo stress, all’ansia e al pessimismo.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.