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gennaio 2016

Curcuma: la spezia della salute
Super food 4 care

Curcuma: la spezia della salute

“Vi è anche un vegetale, che ha tutte le proprietà del vero zafferano, così come il colore, ma che non è vero zafferano. (La Curcuma) è tenuta in grande considerazione, ed è un ingrediente in tutti i loro piatti” Marco Polo – Il Milione

La Curcuma Longa (o Turmerico), della Famiglia delle Zingiberacee, soprannominata “Zafferano delle Indie”, è una vera e propria spezia della salute. La pianta perenne è alta circa un metro, originaria dell’Asia sud-orientale: se ne usa la polvere derivata dal rizoma schiacciato e pestato, dal colore giallo oro che ci rimanda a una simbologia solare e che ha fortissimo potere colorante, tanto da essere già dall’antichità impiegata come tintura per stoffe (le vesti dei monaci buddisti) e come cosmetico in occasione di nozze e festività in India. Scritti risalenti alla tarda antichità attestano l’uso della curcuma e Marco Polo la descrisse nel XIII Secolo nel corso della narrazione del suo viaggio in Cina; essa tuttavia veniva già utilizzata dagli Assiri nella zona del Vicino Oriente Antico per la tintura dei tessuti e dagli Indiani come spezia per uso culinario e per la Medicina Ayurvedica, presso i quali viene ancora consumata abitualmente perché rientra nella composizione dei vari tipi di curry che compongono la quasi totalità dei pasti indigeni. Introdotta in Europa verosimilmente dagli Arabi specializzati nel commercio delle spezie (da loro denominata Kurkum, “zafferano”), la curcuma era conosciuta in Occidente anche dai Greci e descritta nel I Sec. d.C. da Dioscoride (40 – 90 d.C.) nel “De Materia Medica”; nel 1500 Paracelso la consigliava per la cura del fegato e nel 1815 Voegel e Pelletier ne analizzarono la radice e i principi coloranti in essa contenuti.

Il principale componente biologicamente attivo del Turmerico è la curcumina, principio attivo della pianta a cui si ascrive l’attività antinfiammatoria utile a contrastare molteplici problemi: raffreddore, influenza, infiammazioni, disturbi articolari, artriti, aumento dei valori ematici di colesterolo LDL, flatulenza, ulcere, colite ulcerosa, diverticoliti, sino a patologie molto gravi quali cancro e Morbo di Alzheimer ( più di settecento studi in merito, in corso da diversi anni, stanno fornendo risultati altamente incoraggianti, confermando le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti della curcuma).

L’estratto standardizzato contiene il 95% di curcuminoidi (antiossidanti) in grado di prevenire la formazione di radicali liberi e di neutralizzare in parte quelli già presenti. La curcuma è ricca di minerali (calcio, sodio, potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco, selenio, rame e manganese) e di vitamine (B1, B2, B3, B6, C, E, K) e pare essere utile nel contrastare l’insorgenza di leucemie, dei tumori del colon, della prostata, del cavo orale, dei polmoni, del fegato, dei reni, del seno e dei melanomi: gli studi condotti in merito hanno dimostrato a livello statistico come in Asia (continente in cui la curcuma è consumata abitualmente) l’incidenza di questi tumori sia più bassa rispetto ad Europa e USA.

Questa spezia è inoltre in grado di rafforzare il rivestimento dei vasi sanguigni, il che la rende valida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e alcuni recenti trial medici la stanno testando come supporto alla cura del Morbo di Alzheimer.

Interessante è anche un recentissimo lavoro, pubblicato nell’Agosto 2015 sulla rivista medica “Clinical Gastroenterology and Hepatology”, in cui si documenta l’efficacia dell’associazione di curcumina alla terapia convenzionale con mesalazina nella fase di attività lieve/moderata della Colite Ulcerosa: i risultati dello studio in doppio cieco hanno dimostrato una più veloce remissione della malattia (a livello clinico ed endoscopico), senza comparsa di effetti indesiderati; ciò pare dovuto all’incremento dei livelli di steroidi endogeni circolanti attraverso l’attivazione della corticale del surrene e alla contemporanea inibizione del catabolismo epatico degli steroidi.1 Occorre precisare che non soltanto la curcumina, presente nella curcuma nella percentuale di 0,3 – 5,5%, concorre all’alto potere antinfiammatorio di questa spezia, quanto piuttosto l’olio volatile dal caratteristico colore giallo oro, presente in una percentuale che varia dal 4% al 14% a seconda della qualità di curcuma presa in esame, composto prevalentemente di turmerone, atlantone e zenzerone: tali principi costituiscono tra i più potenti antinfiammatori presenti in natura, paragonabili – nel caso dell’atlantone – al betametasone disodico fosfato (principio attivo del farmaco commercializzato sotto il nome di Bentelan), senza presentare gli effetti collaterali tipici dei cortisonici di sintesi (in particolare la decalcificazione ossea). L’azione di questo olio volatile dall’altissimo potere colorante è responsabile dell’azione antinfiammatoria sistemica e protettiva anche a livello dell’endotelio arterioso.

La curcuma trova favorevole applicazione nei casi di dolore articolare e muscolare, rivelandosi pertanto un potente rimedio adatto gli sportivi (contratture muscolari, crampi) e a chiunque soffra di patologie artitiche e artrosiche. Secondo l’ approccio simbolico-analogico, l’Ayurveda ravvisa nella colorazione gialla, seguendo la Dottrina delle Segnature del Colore, un beneficio per il fegato e la medicina ayurvedica la utilizza in questo senso per dare sollievo a questo organo, stimolando la produzione di bile da parte della cistifellea e per la prevenzione della litiasi biliare. Secondo l’Ayurveda il gusto di questa spezia è piccante, astringente e amaro e viene per questa ragione considerata un ottimo bilanciatore dei Dosha (le tre energie che governano le funzioni psicofisiche, emozionali e strutturali di ciascun individuo): il suo potere riscaldante agisce su Kapha (Dosha derivato da Terra e Acqua, evoca il concetto di rilassamento e gestisce il raffreddamento corporeo) e su Vata (Dosha derivato dall’unione di Aria ed Etere, principio di leggerezza, dinamismo e movimento); il suo sapore amaro lavora su Pitta (l’umore biologico del fuoco, associato al processo digestivo, al riscaldamento e alla trasformazione dal livello cellulare e organico a quello della sfera emotiva e mentale).

Anche la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) riconosce il valore della curcuma, impiegandola in caso di problemi epatici e alla cistifellea, ma anche per le emorragie (essa in forma di cataplasma ha infatti un buon potere cicatrizzante), per le cogestioni al petto e per i disturbi mestruali; nelle flatulenze, nel mal di denti, nelle emorragie urinarie date da infezione e nelle contusioni e ulcerazioni (per uso esterno). Come utilizzare dunque questa preziosa spezia proveniente dall’Oriente? In prima istanza occorre considerare che la curcumina è una molecola scarsamente biodisponibile quando assunta per via orale: in particolare, essa viene rapidamente coniugata a livello epatico e intestinale in curcumina glucuronide e curcumina solfato, oppure ridotta a esaidrocurcumina, metaboliti che esplicano una minore attività biologica rispetto alla curcumina propriamente detta. Per migliorarne l’assorbimento intestinale si consiglia di assumerla ai pasti, oppure in alternativa a digiuno, in associazione ad enzimi proteolitici come la bromelina o la piperina. La curcumina inoltre è una molecola liposolubile, non viene quindi sciolta in acqua ma unicamente nei grassi (olio o burro): per aumentarne la biodisponibilità si consiglia di associarla al pepe nero (in grani, macinato al momento) in modo da utilizzare l’associazione con la piperina. Anche l’alcool rende assorbibile la curcumina (per via cutanea e intestinale), e può essere assunta la tintura dietro indicazione erboristica.

Secondo uno studio pubblicato nel Giugno 2009 sulla rivista “AAPS PharSciTech” da ricercatori dell’Università di Bangalore (India), la curcuma unita a zuccheri risulterebbe maggiormente solubile in acqua e sarebbe in grado di diminuire l‘infiammazione del colon nei ratti da laboratorio. Infine, la bromelina – enzima contenuto nella parte fibrosa e meno dolce della polpa dell’ananas, aumenterebbe la quantità di 1 Lang A, Salomon N, Wu JC, Kopylov U, Lahat A, Har-Nov O et al. “Curcumin in combination with mesalamine induces remission in patients with mild-to-moderate ulcerative colitis in a randomized controlled trial”; Clin Gastroenterol Hepatol 2015 Aug; 13(8):1444- 1449. curcumina assorbita dal tratto digestivo, ragion per cui spesso si trovano in commercio integratori comprendenti l’associazione curcumina-bromelina. In cucina la curcuma può essere utilizzata per il condimento di zuppe, riso, verdure; per la preparazione di salse di accompagnamento a carni o pesce; per insaporire formaggi freschi o crema di tofu; per la preparazione di centrifugati o frullati (utilizzando la radice fresca, magari in associazione all’ananas) nella quantità di due cucchiaini da caffè/die.

Per potenziarne gli effetti si suggerisce l’associazione con the verde, pepe nero e olio di oliva extra vergine.

Esistono in commercio numerosi preparati a base di curcumina, da assumere come integratori, coniugata ad altre molecole al fine di renderla maggiormente biodisponibile: la dose suggerita (da verificare con un terapeuta di riferimento) varia dai 400 agli 800 mg a somministrazione, da ripetere 3 vv/die; la curcuma non presenta effetti tossici sino alla quantità di 8 gr/die nell’essere umano.

Controindicazioni all’impiego terapeutico della curcuma sono dati dall’inibizione dell’aggregazione piastrinica in studi compiuti in vitro, che suggeriscono un potenziale aumento del rischio emorragico in pazienti in cura con farmaci antiaggreganti piastrinici, eparina o anticoagulanti orali (Coumadin o Warfarin).

Occorre prestare attenzione anche in caso di soggetti affetti da calcoli biliari o da processi ostruttivi delle vie biliari in genere, nel qual caso l’assunzione di integratori deve essere attentamente valutata con il terapeuta di riferimento.

Alessandra

Crucifere: la Terra che trattiene il Fuoco
L'energia del cibo

Crucifere: la Terra che trattiene il Fuoco

 “Non est vivere, sed valere vita est” (La vita non è vivere, ma vivere in buona salute) Marziale – Epigrammi, Libro IV, 70:15

Le Crucifere (o Brassicacee), son Terra che trattiene il fuoco.

Ampia Famiglia di piante ad uso commestibile e medicamentoso, erano già citate da Catone il Vecchio per la prevenzione dei traumi dei soldati e dal Morgagni (1800) per la prevenzione e la cura delle sindromi catarrali; queste piante d’altronde sono conosciute da sempre dai contadini ed ampiamente inserite anche nelle alimentazioni “povere”. L’impiego tradizionale della piante infatti è basato, a ben vedere, sull’affinità energetica con il corpo umano, sull’habitat naturale e stagionale e sulle tipologie psico-fisiche umane in relazione a quello stesso habitat. Una visione più ampia dell’uso delle erbe, integrata con una lettura simbolica e psicosomatica delle tipologie umane e con attenzione agli aspetti energetici delle piante e alla valenza qualitativa della loro energia stagionale, può esserci di ausilio per comprendere al meglio come utilizzare la famiglia delle Crucifere, ottime da consumare nel periodo invernale.

Presupposto essenziale per tale analisi è la comprensione delle interessanti analogie che intercorrono tra gli elementi chimici e gli elementi naturali: ad esempio il Carbonio, garante della struttura del vegetale, ricco di energie aggreganti o centripete, può essere paragonato all’elemento Terra (così come l’Ossigeno all’Acqua, l’Azoto all’Aria e l’Idrogeno al Fuoco). Nelle piante le regioni che meglio esprimono l’energia centripeta sono le radici, i rami e i semi, mentre nel corpo umano la funzione di sostegno “carbonica” o “terrena” è collegata alle ossa, alle cartilagini, ai denti, ai capelli e alla cute (tessuti mineralizzati).

I vegetali centripeti tendono a crescere sotto terra con un corpo unico (ex: le rape) oppure molto vicine al suolo (ex: crescione, cavolo), hanno di norma forma solida e tondeggiante (ex: cavoli, cavolini di Bruxelles, verza) e sono pesanti e concentrati; esplicano la loro attività terapeutica curando in generale gli eccessi di dilatazione e in particolare sono adatti per infiammazione, congestione, emorragie, ansia e iperattività.

I vegetali a energia centripeta posseggono quella che secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è l’energia Yin e sono anabolici, antinfiammatori, decongestionanti, detossicanti, astringenti, rinfrescanti, vulnerari e diuretici. Le Crucifere, per lo più ad energia centripeta, sono ricche in zolfo e devono il loro nome alla disposizione cruciforme delle foglie inferiori, disposte attorno al nucleo basale e strette l’una all’altra da una forte energia coesiva (centripeta): tale predominanza energetica si manifesta in particolare nella loro azione decongestionante su fegato e polmoni e nella loro proprietà cicatrizzante e rigenerativa sui tessuti (ulcere e piaghe). Questi vegetali sono particolarmente indicati per le costituzioni focose (o colleriche) e per quelle melanconiche (portate alle patologie da rigidità e da stasi): il rafano, ad esempio, mostra uno spiccato tropismo per le stasi epatiche e per le congestioni delle alte vie respiratorie (ex: sinusiti, raffreddori e conseguenti emicranie).

La loro stagionalità è autunnale e invernale, in parte ancora all’inizio della primavera, periodi in cui è maggiore l’impegno epatico per detossificare l’organismo o per sopperire ad un aumentato fabbisogno di minerali. Dal punto di vista alimentare, le più conosciute e utilizzate nella terapia nutrizionale tra le crucifere sono: cavolfiore, broccolo romano, verza, cavolo cappuccio, broccoli, cime di rapa, broccoletti siciliani, cavolini di Bruxelles, rapa, ravanelli, rucola e senape. Il cavolfiore (la cui parte commestibile è costituita dall’infiorescenza, meno ricca di cellulosa), è un vegetale di cui si consiglia largamente l’utilizzo in cucina, poiché contiene iodio, bromuro e vitamine ed è particolarmente adatto alla dieta di coloro che devono mantenere un buon controllo sull’indice glicemico. Affine ad esso è il broccolo romano, che rispetto al primo presenta però maggior contenuto salino: la sua componente sulfurea esalta tuttavia i problemi di meteorismo intestinale e va pertanto utilizzato con attenzione in caso di colite. Verza e cavolo cappuccio, organoletticamente analoghi, esplicano invece una buona attività lassativa: il transito intestinale viene assicurato per lo più dalla cellulosa contenuta nelle foglie. I cavolini di Bruxelles sono vegetali particolarmente adatti ai metabolismi in rapido accrescimento, quali quelli dei bambini e degli adolescenti e sarebbe raccomandabile inserirne l’abituale consumo all’interno delle loro diete. La rucola, da consumare cruda in insalata, possiede invece proprietà aperitive e diuretiche e facilita la digestione delle proteine animali (si trova infatti spesso accompagnata ai piatti a base di bresaola). La senape (o Brassica Alba), già citata da Pitagora come medicinale e come antidoto contro il veleno degli scorpioni e da Plinio il Vecchio come condimento energizzante, è energeticamente la più centrifuga della famiglia delle Crucifere: i senapismi si applicano come revulsivi per decongestionare gli organi sottostanti (utilizzando la caratteristica terra/fuoco per asciugare un eccesso di umidità).

Tra le Crucifere si ricordano anche le meno note Capsella Bursa Pastoris (Borsapastore), pianta dall’interessante impiego terapeutico come emostatico e astringente del sistema venoso, il Nastrurium Officinale (Crescione), pianta rustica e resistente, con energia Yang (adatta alla calvizie maschile) e proprietà diuretiche, rimineralizzanti, toniche ed anti anemiche e il Sisymbrium Officinale (Erisimo), erba anti raucedine (altrimenti detta Singers Plant o Erba Cornacchia), ad energia centripeta, le cui caratteristiche intrinseche sembrano suggerire che per far sentire la propria voce bisogna sapersi adattare a tutti gli ambienti (essa cresce infatti in zone incolte o impervie) e non lasciarsi influenzare, temendo di offendere l’interlocutore con le proprie parole (in analogia al gusto amaro e all’odore pungente di questa pianta).

Trattiamo infine di uno tra i più importanti esponenti della Famiglia delle Crucifere, largamente impiegato dalla cucina italiana: il broccolo. Verdura a stagionalità tipicamente invernale, reagendo alle basse temperature climatiche proprie della stagione rigida e alla ridotta esposizione alla luce solare, essa produce una sostanza denominata sulforafano, utile alla propria integrità vegetale ma che risulta anche protettivo per le cellule umane, oltre ad aumentare la concentrazione di minerali, vitamine e polifenoli. Il Sulforafano è una molecola largamente indagata a livello biochimico e sulla quale si concentrano numerosi studi clinici, protettrice di stomaco, intestino e cellule; per tale ragione è risultato efficace per risanare lesioni dovute a gastriti erosive e ulcere gastriche, per contrastare il batterio Helicobacter Pylori e per proteggere la funzionalità dei villi intestinali. Una volta immessa dall’intestino al circolo ematico, il Sulforafano distrugge i radicali liberi (prodotti di scarto del metabolismo cellulare, dannosi per l’uomo), stimola e sostiene le difese naturali dell’organismo e contrasta lo stress ossidativo stagionale proprio dell’inverno (questa molecola aumenta infatti quantitativamente con l’abbassarsi delle temperature). Il broccolo contiene, per ogni 100 grammi, 1 mg di polifenoli, sostanze con elevato potere antiossidante: la cottura mediante bollitura comporta però la perdita del 70% dei composti polifenolici, mentre la cottura a vapore –sempre consigliata – ne provoca la riduzione del solo 20%; i broccoli possono essere consumati a crudo, in linea con le direttive dell’alimentazione Kousmine, in apertura di pasto, finemente tritati oppure in pinzimonio, o ancora cotti a vapore e conditi con olio E.V.O. (che accelera peraltro la sintesi del sulforafano e dei polifenoli). Si conclude questo excursus sulle Crucifere con un accenno ai cavoli, il cui consumo stagionale è fortemente raccomandato per la loro ricchezza di Indolo-3-carbinolo, micronutriente che contribuisce all’aumento della produzione di metaboliti estrogenici anti tumorali: questa molecola, secondo studi sperimentali, avrebbe dimostrato di contrastare efficacemente la crescita del Papilloma Virus (HPV) in colture cellulari, di supportare le funzioni immunitarie in presenza di patologie cancerose e di combattere il Lupus Eritematosus Sistemico (LES).

Alessandra

Sopra le righe. O fra le righe
Pensieri al femminile

Sopra le righe. O fra le righe.

Sì, sono un po’ sopra le righe.

Troppo tutto.

Troppo donna, troppa passione, anche professionale, troppa disponibilità, generosità.

Troppo amore.

Questo mi rende una creatura meravigliosa in alcune circostanze, ma terribile in altre.

Eppure continuo a credere, contro  ogni evidenza,  che amare sia un grande privilegio, ancor più che essere amata.

Amare richiede un grande coraggio, perché sì, è facile amare quando le circostanze semplificano le questioni e non c’è nessuna età nella quale sei al sicuro,  gli anni non ti proteggono dall’amore.

A volte amare significa fare i conti con tutto il resto, con l’ipotesi di essersela raccontata per una ventina d’anni, bugie vere e convenzionali, a cui ci garba credere, per andare avanti, perché così fan tutte.

Talvolta per sopravvivere.

Soprattutto per quanto riguarda ciò di cui si ha bisogno per essere felice.

Raccontarsela può esser divertente, comporta un gioco di ruoli e come un’eroina dentro un film puoi addobbarti con maschere, fare un lavoro sopra le righe, unghie finte e tacchi alti.

Tutto questo però, arriva al capolinea, prima o poi.

Tout vient à  bout.

Alla fine l’autenticità vien fuori, che ci piaccia o meno.

L’unica scelta vera che abbiamo è la volontarietà del gesto:  saper rileggere segni e sintomi, per poter valutare con calma scelte e conseguenze, oppure  la palata sui denti del destino, questa è una condizione che mi sento di sconsigliarvi, perché si sa, tornare a sorridere  poi costa sempre molto caro.

Appena ci sembra di aver finalmente assemblato una vita piena di comfort, non so a voi, ma io trovo un pezzo di me che non so dove infilare.

E sovente tocca rifare tutto daccapo.

Col brivido lungo la schiena, di quei brividi che, quando arrivano, non preannunciano tempi facili.

Forze nascoste che ci abitano e che guidano le azioni dell’anima all’inevitabile, svelando verità chiuse nel cuore, a doppia mandata.

Tocca fare i conti con l’autenticità della propria vita se si vuol andare avanti, altrimenti il cammino è un inciampo continuo, si fan due passi e si incespica. A volte cambiare le scarpe è utile.

A volte occorre camminare scalzi a piedi nudi dolorosamente.

Con kafkiana inevitabilità io prendo le scarpe in mano e provo a mettere un passo dietro l’altro.

Perché si sa,  anche un viaggio di mille miglia inizia sempre con il primo passo (Lao Tzu).

Vuoi migliorare la tua vita ? mangia tanta verdura
Sani principi di alimentazione

Vuoi migliorare la tua vita? Mangia tanta verdura e di stagione!

Vuoi migliorare la tua vita? ………Chiariamo subito, quando si organizza un pasto, bisogna partire dalla verdura, essa non è un’aggiunta opzionale, ma una componente strettamente necessaria. Non deve essere una decorazione od un “boccone” tra un piatto e l’altro, bensì il pezzo forte, il pezzo da novanta. Questo perché per completare un pasto “base”, costituito da cereali e proteine (vegetali od animali), è indispensabile aggiungere sempre verdura per avere nutrienti e sostanze protettive per la salute: fibra, acido folico, riboflavina, vitamina A (in forma di beta-carotene), vitamina C, vitamina E e vitamina K, potassio, calcio, ferro e magnesio, e sostanze fitochimiche. La stessa assimilazione degli aminoacidi essenziali dipende da questo contributo. Se un apporto equilibrato di cereali e proteine è la base dell’alimentazione, gli effetti curativi della stessa, sono legati alla presenza abbondante di verdure varie e di stagione. Inoltre non bisogna preoccuparsi di mangiarne troppe, perché per loro natura, la maggior parte delle verdure sono povere in grassi e poco caloriche e a contenuto nullo di colesterolo (a parte alcune verdure ricche di carboidrati come carote, rape, scorzonera e la patata che non va considerata come verdura ma collocata tra i carboidrati), di conseguenza si possono e si devono mangiare verdure in grandi quantità.
Le verdure possono essere suddivise in diversi sottogruppi, a seconda delle famiglie di appartenenza, dei nutrimenti che apportano e perché no? Del colore. Basarsi sulla varietà dei loro colori, oltre che sulla stagionalità, nella scelta della verdura è un ottimo modo per arricchire i propri piatti e per mantenersi in salute. Formare un vero e proprio arcobaleno di tonalità differenti e di benefici, associati proprio al loro colore, per via della presenza di speciali pigmenti, ognuno con le proprie caratteristiche da non sottovalutare, soprattutto per quanto riguarda la loro capacità di proteggere il nostro organismo da patologie gravi come tumori, infarto e ictus.
Ecco una possibile divisione della verdura in base a colori e proprietà benefiche.

Bianco
La verdura di colore bianco può contenere sostanze in grado di agire positivamente nei confronti della nostra salute, come l’allicina, che è stata collegata all’abbassamento del colesterolo nel sangue e della pressione sanguigna, così come ad una possibilità di riduzione del rischio di cancro allo stomaco e di patologie cardiache. Alcuni membri del “gruppo bianco”, come le patate, possono essere considerati buone fonti di minerali come il potassio.
Tra la verdura associata al colore bianco:
Aglio, cavolfiori, cipolle, daikon, finocchi, funghi, pastinaca, porri, rape bianche, scalogno.

Giallo / Arancio
I vegetali di colore giallo o arancio sono solitamente ricchi di carotenoidi. Il beta-carotene, contenuto ad esempio nelle carote e nella zucca, viene convertito in vitamina A da parte dell’organismo, in modo tale da mantenere in salute occhi e mucose. Secondo gli esperti, gli alimenti ricchi di carotenoidi possono ridurre il rischio di cancro e patologie cardiache, oltre che migliorare le funzioni del sistema immunitario. Sono invece ricchi di vitamina C e acido folico, essenziali in gravidanza, tutti gli agrumi.
Tra i vegetali di colore giallo e arancio:
Carote, peperoni gialli, zucca.

Rosso
Gli ortaggi di colore rosso devono la propria tinta alla presenza di pigmenti come il licopene e gli antociani. Il licopene, presente ad esempio nei pomodori, potrebbe essere il responsabile della riduzione del rischio di numerosi tipi di cancro, con particolare riferimento al cancro alla prostata. Gli antociani, presenti in frutti come ad esempio fragole e lamponi, agiscono come potenti antiossidanti nel proteggere le cellule da possibili danneggiamenti e la salute del cuore.
Tra gli ortaggi di colore rosso troviamo:
Cavolo rosso, cipolle rosse, peperoni rossi, pomodoro, rabarbaro, radicchio rosso, rape rosse, ravanelli.

Verde
Il colore della verdura verde è dovuto principalmente alla presenza di un pigmento chiamato clorofilla. Alcuni tra i vegetali di questo gruppo, come spinaci, peperoni verdi, cetrioli e sedano, contengono luteina. La luteina, in sinergia con la zeaxantina, presente in particolare in mais, peperoni rossi e arance, contribuisce al mantenimento della salute degli occhi. Spinaci e broccoli sono una fonte preziosa di acido folico e di ferro.
Il “gruppo verde” comprende, ad esempio:
Asparagi, broccoli, carciofi, cavolini di Bruxelles, cavolo verde, cavolo cinese, cetrioli, crescione, lattuga, peperoni verdi, rucola, sedano, spinaci, verza, zucchine.

Viola / Blu
La verdura di colore viola o blu, come del resto la frutta, presenta una simile tonalità per via del proprio contenuto di pigmenti naturali denominati antociani. Essi, presenti soprattutto in mirtilli ed uvetta, agiscono come potenti antiossidanti nei confronti delle cellule del nostro organismo e ci proteggono dal rischio di cancro, ictus e patologie cardiache. Il consumo di mirtilli potrebbe inoltre contribuire al miglioramento della memoria e ad un invecchiamento in salute.
Tra questi ultimi, come verdura:
Carote viola, melanzane, cavolo viola

Le proprietà salutistiche delle verdure sono dovute, oltre alla presenza di “phytochemicals”, le sostanze che per l’appunto conferiscono il colore, al contenuto di acqua, vitamine, sali minerali, zuccheri e fibre.
Vediamo, quindi, componente per componente, le proprietà benefiche dei prodotti ortofrutticoli.
Acqua
Il 70% del nostro corpo è costituito da acqua che, non solo per questo motivo, è considerata un nutriente essenziale; essa è infatti il mezzo in cui hanno luogo tutti i processi che consentono alle cellule di riprodursi e conservarsi, è per questo motivo che medici e nutrizionisti consigliano di bere almeno un litro di acqua, senza dimenticare l’importante contributo di quella contenuta negli alimenti come frutta e ortaggi.
Vitamine
Le vitamine sono molecole piccole ma complesse, importanti per la vista e per la formazione del tessuto osseo e di nuove cellule. Molte di esse, hanno potere antiossidante notevole e, quindi, rallentano l’invecchiamento. Inoltre, svolgono diversi ruoli nel metabolismo, dal momento che contribuiscono ad utilizzare l’energia fornita dai nutrienti: carboidrati, proteine e grassi.
Potassio e Sodio
Per i soggetti che soffrono di patologie cardiovascolari o ipertensione, sono particolarmente indicati gli alimenti ricchi di potassio, come ortaggi e frutta (contengono molto potassio e poco sodio).
Minerali
I minerali sono importanti nel metabolismo, dal momento che sono parte degli enzimi (che hanno il compito di attivare o disattivare le varie vie metaboliche) e costituiscono la struttura delle cellule, regolandone le funzioni.
Quindi, per assicurare al proprio organismo un rilevante apporto di elementi ad alto valore nutritivo, è opportuno un consumo quotidiano e variato di verdure (crude o cotte) e frutta che consentono, anche, di limitare la quantità di calorie ingerite, grazie all’elevato potere saziante e al ridotto contenuto di grassi.

Fibre
Le fibre non vengono digerite dall’organismo ma, transitando nel tubo intestinale, favoriscono l’eliminazione di sostanze nocive e contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue. Inoltre, procurano un senso di sazietà e regolarizzano le funzioni intestinali.
Gli alimenti vegetali sono la fonte principale di fibre nella dieta.
Sono quindi molteplici i motivi per cui è importante, consumare verdura, ma è anche importante consumarne, con metodo e di qualità.

Qualche consiglio pratico

    Ampia varietà di verdure diverse.
• Consuma almeno 600 grammi di verdura ogni giorno.
• La verdura va consumata, quanto più possibile, fresca.
• Come ampiamente spiegato, scegli verdure di colore diverso, per ottenere nutrienti diversi e maggior varietà in cucina.
• Consuma la verdura sia cotta (non troppo, deve rimanere ancora croccante) che cruda, perché alcuni dei nutrienti e sostanze protettive sono presenti nella verdura cruda e altri nella verdura cotta.
• Usa poca acqua in cottura, per evitare la perdita di troppi minerali, oppure cucina a vapore o riutilizza l’acqua di cottura in altri piatti.
• Può essere utile cucinare una maggior quantità di verdura in una volta sola e poi conservarla in congelatore, oppure pulire la verdura cruda e conservarla in frigorifero in un contenitore ermetico.
• Non rinunciare alla verdura nemmeno quando hai fretta.
• Non appesantire la verdura condendola con molto olio, sale o salse, che aggiungono solo grassi, sodio e calorie. Utilizza invece delle spezie e solo 1-2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva di qualità.
• Evita la verdura in scatola e in caso di consumo sporadico preferisci quella “senza sale aggiunto”.
• Consuma due bei piattoni di verdura a ogni pasto, uno crudo prima, ed uno cotto dopo. Se hai bisogno di limitare le calorie, in uno dei 2 pasti consuma solo verdura come piatto principale.
• Utilizza la verdura come abbondante condimento dei primi piatti e come ingrediente principali nei secondi, oltre che in zuppe e minestre.
• Utilizza la verdura cruda come spuntino: carote, sedano, peperoni, finocchi, sono uno snack poco calorico, leggero e croccante.
• Lava e spazzola bene la verdura, per rimuovere eventuali microrganismi del terreno o i residui della coltivazione, e asciugala prima di utilizzarla. Preferisci quella di coltivazione biologica, ma ricorda, meglio tanta verdura non bio che poca bio. (Per lavare: Una soluzione fatta con 1 litro d’acqua e 1 cucchiaino di bicarbonato, dopo 5 minuti riduce nettamente le particelle dalla superficie degli ortaggi. Il bicarbonato aumenta l’efficacia del lavaggio in quanto elimina residui di terra, cere, impurità e sporcizia, ovvero i centri di accumulo dei germi. Un cucchiaio di argilla verde elimina anche i metalli pesanti, non più di 10′, per evitare eventuale dispersione di vitamine idrosolubili. Buttare l’acqua argillosa in giardino o nel water. Pena occlusione e rottura tubi. Monique Docet)
• Se utilizzi succhi o estratti di verdura ricorda che essi non contengono fibre, quindi non sono un’alternativa al consumo di verdura, ma solo un’aggiunta.
E ultimo ma non ultimo, scegli la verdura di stagione: è più saporita, economica e ti permette di variare i tipi di verdura consumata in modo naturale. Inoltre, come ricorda Sergio Chiesa nel suo libro “La dieta del metodo Kousmine”, l’incremento dei fenomeni di intolleranza alimentare è dovuto proprio al fatto di non mangiare i prodotti nelle loro stagioni, fino al qualche decennio fa tutte queste intolleranze non esistevano perché si rispettava rigorosamente la stagionalità dei prodotti della terra. Nel suo libro, Chiesa, espone un elenco di alimenti con i relativi mesi in cui non adrebbero mangiati, ad esempio niente melanzane da dicembre a maggio, niente carciofi da aprile ad ottobre, niente zucca da aprile ad agosto…

Impariamo a rispettare la nostra terra, a non sfruttarla ad ogni costo, faremo così del bene, anche e soprattutto al nostro corpo.

ANDRA

Il grande potere dello charme: l'allure
Pensieri al femminile

Il grande potere dello charme: l’allure

L’allure è il potere dello charme.
Ingrid Bergman in Casablanca aveva un fascino veramente speciale.
O Meryl Streep nel film I ponti di Madison County.
Juliet Binoche in Chocolat.
Aishwarya Rai nel film La maga delle spezie.
Donne dove l’unicità del viso è charme dipinto sul volto.
Noi siamo, prima di qualsiasi altra cosa al mondo, il nostro volto.
Il botulino depenna le rughe, il lifting ci trasforma in un’altra persona, le abbronzature poi, danno un tocco di incredibile falsità.
Espressioni o modelli identici, che ci fanno somigliare ai modelli dominanti, cioè bellezza omologata.
Tutte uguali.
Omologate.
Altro che il burqa.
Identiche fra di loro, succubi del pensiero comune, schiave in gabbie dorate.
Molto diverso è il make up!
Truccarsi invece giova alla nostra salute, perchè usciamo dal tempo e dipingiamo l’eterno sul volto.
Truccarsi appartiene all’Eros, all’Eterno, all’archetipo del femminile, ci trasforma in Cleopatra, nella Regina di Saba e ci fa viaggiare nel tempo, fino ai giorni nostri, abbracciando tutte le donne di tutti i tempi.
Farsi il botulino, spianare le rughe, abbronzature selvagge, rifarsi, trasformarsi con ginnastiche modellanti, è entrare invece nel regno del pensiero comune, degli esseri omologati, sempre uguali e sempre preoccupate di non invecchiare, di apparire giovani (?) belle (!!!) e magari felici.
Invece da qui all’infelicità il passo è breve.
Manca oggi a molte donne, l’allure.
L’allure è il potere dello charme, la capacità di attrarre grazie al fascino personale, misterioso e provocante.
Sensuale, ma velato.
Che vela e disvela, con pizzi e trine, ma non è mai sfacciato, non butta in faccia la nudità, che di misterioso non ha proprio nulla.
Oggi non ci sono più molti misteri in una donna, ed è un peccato.
Queste donne tutte uguali che vita avranno?
Aspetto magnifico.
Unghie perfette.
Tutte a fare zumba.
Tutte in pizzeria l’ otto marzo.
Chissà se le loro vite sono davvero interessanti.
Se lavi le verdure due volte al giorno, nemmeno i guanti ti salvano le unghie.
Se ti occupi personalmente del giardino o delle faccende domestiche, qualche mal di schiena ti viene.
Se cucini per chi vive con te, ti devi raccogliere i capelli e rassettare la cucina, poi, questo è certo.
Se non hai tempo per la palestra, non sei perfetta fisicamente.
E tenetevi le vostre mimose.
Qual è il segreto di visi tutti uguali? Forse prendono tutte il Prozac.
No, grazie, preferisco una connessione spirituale profonda.
Le mie serate trascorrono fra gli impicci della cena, un bottone da attaccare, i gatti da nutrire e i capricci della stampante quando proprio devi stampare una cosa urgente e l’ultimo dei miei desideri sarebbe stare in ginocchio cercando di capire dove cazzzpita è quel foglio incastrato, passando dalla parolaccia alla preghiera con le mani giunte, perchè riparta.
Questa è la ragione per cui un weekend in una spa mi sembra un sogno ad occhi aperti.
Mi fermo domandandomi cosa succederebbe senza di me in questa casa.
E mi rendo conto che una certa allure devo averla, dal momento che diverse faccende gravitano intorno a me.
Anche nel cuore della notte.
Sicuramente il mio viso non finirà mai sul grande schermo.
Nè sul piccolo.
Nè su riviste patinate.
Probabilmente nemmeno il tuo.
Ma sono altamente consapevole che vivere, amare, svolgere un lavoro che mi appaga e una intensa vita interiore, una profonda connessione spirituale, è già molto, molto affascinante.
La gioia nella vita, è il miglior cosmetico per una donna.

Finche non sarà scolpito nella pietra
Pensieri al femminile

Finchè non sarà scolpito nella pietra

In questi giorni, per circostanze che non vi sto a raccontare, son stata nel piccolo cimitero del borgo medievale dove risiedo.

Non sfugge all’occhio ciò che è scritto sulle lapidi, ciò che è scolpito nella pietra.
Visitare i vecchi cimiteri può esser molto illuminante.
Sono silenziosissimi.
Quieti.
Tranquilli.
I vecchi cimiteri son lì a dirci che finchè il nostro nome non è scolpito sulla pietra, sarà possibile realizzare i nostri sogni.
Ogni giorno.
Se capiamo cosa ci può rendere felici.
Non la noia di un lavoro indesiderato e frustrante.
Cambiarlo si può!
Non lasciatevi consumare in una situazione simile.
Io ci stavo lasciando le penne.
Non un rapporto fatto di abitudini e malumori quotidiani, mal tollerati come un’artrosi cervicale che non se ne vuol andare e con cui conviviamo dolorosamente, o una gastralgia latente che ci inquieta le notti, con costanza.
Il mondo è pieno di uomini e donne, inutile cercare di sopravvivere così malamente per paura di rimanere soli, di non avere nessuno che ci lava e stira e cucina o peggio, dar la responsabilità a figli che crescono pieni di problemi a causa di genitori malnati.
Non una malattia, che può guarire!
C’è vita oltre la diagnosi!
Eh sì, è così!
C’è speranza, SEMPRE.


Ci son mille modi per guarire.
Dipende da noi?
In gran parte sì.
In quel che crediamo.
Sì, anche.
Ma soprattutto nel trasformare l’ordinario in Sacro, ogni giorno.
Vivendo le nostre priorità, con l’adesione del cuore.
I desideri a volte sembrano divorare tutto il resto.
Mass media che glorificano persone belle e oggetti costosi e inaccessibili non fanno altro che confondere e iper stimolare i nostri desideri, illudendoci che siano bisogni.
Non è così!
Non perdiamo la lucidità.
La risposta non sta in tv, in una pubblicità, in una rivista patinata nè dentro un film.
Per chi vuole una vita vera, piena di soddisfazioni e creatività, distinguere fra desideri e bisogni reali è una priorità cruciale.
Purtroppo molte persone confondono le due cose e per questo si sentono così povere.
L’unica miseria che dovremmo temere è quella interiore, quella del cuore, dei cuori di pietra, che pensano solo a se stessi, che non hanno nessuna propensione all’ascolto di chi li circonda, al dono di sè, all’aiuto per gli altri, che si può dare in mille modi.
Quel cuore di pietra che sarà l’unica cosa che rimarrà nella memoria quando il nome sarà scolpito nel marmo.
Nel frattempo, io confido che quando abbiamo bisogno di qualcosa, chiedendo allo Spirito, l’avremo.
Ciò di cui abbiamo bisogno lo attiriamo come un amante, l’amata.
Che siano persone, cose, situazioni, animali, non conta.
Arriveranno.
Citando Coelho:
Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano.
Generalmente essi avvengono quando arriviamo ad un limite.
Quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente.
Oui, c’est vrai.
Ve lo auguro di cuore.

 

Una vita semplice
Pensieri al femminile

UNA VITA SEMPLICE

Mi domando chi di noi non desideri una vita più semplice.
Meno impegni lavorativi, più tempo libero, godersi le relazioni salubri e gli affetti, ogni giorno.
Qual è il desiderio più profondo che celiamo?
Piantare tutto per aprire un ristorante italiano in Costa Rica o in Micronesia?
Personalmente non amo il clima caldo e umido e ho inoltre necessità di alternare momenti in cui sto a contatto con la natura a momenti in cui mi godo il calore e il guscio protettivo della mia casa e delle mie cose.
Il mio desiderio profondo è potermi dedicare ad un compito alla volta.
Senza l’assillo del quotidiano.
Della preparazione dei pasti, ad esempio, che inizia alla spesa, che richiede un certo impegno, se si segue un’alimentazione salubre e termina in cucina, per molto tempo, a mondare verdure e cucinare pasti di alta qualità.
Dalle faccende domestiche, per cui ho una naturale avversione.
Dalle risposte alle molte richieste di aiuto che mi inviate ogni giorno anche qui e a cui, ahimè, non posso dare risposte esaurienti, perchè non vi conosco e per come la concepisco io e per come svolgo la mia attività lavorativa, la medicina naturale, può dar risposte solo vis à vis.
Dal mio nuovo nascente blog, che un amico mi sta aiutando a realizzare e non vedo l’ora di condividere con voi.
Vorrei potermi concentrare sulle terapie naturali da cucire ad personam sui miei amatissimi assistiti, leggere tutti i libri che voglio, assaporare lunghe ore di ininterrotta creatività, mentre leggo o scrivo, di cui la mia anima si nutre e gioisce.
Ogni giorno ed ogni notte.
Se riposiamo un buon numero di ore, ci alziamo presto (io stamane alle 5 in punto, l’ora degli yogi, certo è perchè il gatto ha fatto una danza della pioggia sul mio letto, ma insomma che importa) e ci volgiamo con un animo ben disposto (dopo aver pregato) alla giornata, è possibile!
Gratitudine è la chiave.
Per ciò che si è, per ciò che si ha, per la nostra vita.
Ieri ho ritrovato un paio di occhiali che credevo perduti per sempre e gioivo come una bambina.
Son le piccole cose quotidiane, le piccole scelte e i minuti gioiosi di ogni giorno che rendono la vita degna di esser vissuta.
Certo, grandi obiettivi, purchè non si disperdano energie in faticosi e forzati piani quinquennali dettagliati.
Perchè non servono a nulla, se non a mettere a dura prova quella meravigliosa macchina da guerra che è il nostro cervello nel realizzarli.
E lo stress, noi terapeuti seri ed aggiornati lo sappiamo, uccide.
E’ il più potente immunosoppressore del secolo scorso e pure di questo.
Impariamo cosa è fondamentale per la nostra felicità.
Ed infischiamocene bellamente del parere di chiunque.
Le persone che ci criticano lo fanno per mille motivi, ma credetemi, nessuno è quello giusto per voi.
Di solito è la miseria delle loro vite a guidare le loro povere lingue a blaterare.
La semplicità illumina la nostra vita dall’interno.
La vera semplicità è allegra e generosa, libera gli spiriti depressi dalla schiavitù e dal peso degli eccessi.
La vera semplicità può elevare i momenti ordinari, le vite squallide di chi sparla degli altri e persino oggetti inanimati (basti pensare alle opere d’arte nelle nostre chiese, che mai osserviamo).
Oggi pensa soltanto a quanto può esser attraente la semplicità.
Immagina un’orchidea ciclamino in un vaso bianco, su un tavolo di legno e cristallo, con la luce del mattino che entra dalla finestra, il fiume che scorre, un castello medievale sullo sfondo a togliere ogni dubbio sul fatto che il tempo non esiste, l’aroma e il chiarore tremolante di una candela naturale alla vaniglia e abbi fiducia.
Sì, abbi fiducia, che attraverso il balsamo della semplicità, la tua anima stanca stremata, può scoprire il luogo in cui dovresti essere.
Basta cercarla nel cuore.
caminolibri

PIZZA Sì, PIZZA NO? Sì!!! Purchè anticancro!
Ricette salutari

PIZZA Sì, PIZZA NO? Sì!!! Purchè anticancro!

Il cancro si sta rivelando una vera e propria epidemia che stronca il pianeta e sebbene si scoprano ogni giorno sostanze nuove per combatterlo, secondo il Béliveau, uno dei più grandi ricercatori sul cancro, la maniera migliore per ottenere un effetto antitumorale in prevenzione è l’utilizzo di cibi propedeutici.

Ma non solo! La bella notizia è che anche se ci sta curando o si è superata la malattia, l’utilizzo di un’alimentazione specifica antitumorale (come ad esempio quella proposta dal metodo Kousmine) rimane un’ottima protezione e una assicurazione a basso costo sulla vita.

La pizza è un alimento salubre, che favorisce la nostra salute oppure no?

Dipende solo ed esclusivamente da come la prepariamo e da quali ingredienti utilizziamo.

Propongo una pizza vegana assolutamente salubre: la nostra pizza furba “anticancro”!!!  

(clicca per avere la nostra fantastica ricetta!!!)

Alessandra ha preparato per noi questa pizza per la prima volta: una base con farina di farro bio, frumento integrale, farina di lupini, germe di grano e poi abbiamo aggiunto i seguenti cibi anticancro: broccoletti verdi, funghi champignons, pomodoro passato, cime di rapa frullate, cipolle a rondelle, spinaci, patate,  origano e basilico, a piacere anche dei capperi, se piacciono.

Olio extravergine di oliva a crudo. Risultato: SUPERBO!!!! 

pizza anticancro monique 2

Di seguito vi spieghiamo per ciascuno cibo quali sono le principali caratteristiche anticancro ampiamente documentate dalla ricerca scientifica, coraggio tiriamoci su le maniche e buona pizza  a tutti!

CIPOLLA:  ricca di vitamina B e C, minerali, sostanze importanti per il funzionamento antiossidante, che eliminano radicali liberi.  Stimola l’eliminazione delle tossine dal corpo. Contiene glucochinina che riduce l’effetto degli zuccheri nel sangue, diminuendo i fattori di crescita secreti dal pancreas e di conseguenza blocca la crescita delle cellule tumorali.

Contiene anche quercetina, fra i molti bioflavonoidi, sostanze molto attive contro i tumori di colon, cervello, leucemia, stomaco, prostata, ovaio, collo dell’utero e mammella. La quercetina è molto più potente nei confronti del cancro, di qualsiasi altro flavonoide. Altri alimenti che ne contengono  una buona quantità sono le mele, l’uva nera, i mirtilli, le more, le ciliegie, il tè verde, il prezzemolo e i capperi.

Potenzia l’effetto della chemioterapia, abbassando la resistenza al trattamento, aumentando quindi la sopravvivenza dei malati; inibisce la crescita e la proliferazione delle cellule tumorali, induce l’apoptosi  (suicidio programmato) nelle cellule cancerogene, possiede proprietà antinfiammatorie, contribuendo a creare un terreno ostile ai tumori. Frena la formazione di metastasi, elimina i radicali liberi, stimola il sistema immunitario, previene la cachessia indotta dal cancro, aiuta ad eliminare le sostanze tossiche come il benzopirene: se non siete vegetariani e vegani e non potete evitare una grigliata, consumate anche tanta cipolla!

Inoltre la cipolla regola i livelli di colesterolo e previene le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi e l’invecchiamento cellulare.

LE CRUCIFERE: potenziano l’effetto anticancro delle cipolle: quercetina e sulforafano si potenziano a vicenda.

Meglio cruda, o leggermente cotta, anche se il suo contenuto di quercetina diminuisce.

Hanno proprietà similari i cipollotti, lo scalogno e il porro.

LE CRUCIFERE: CAVOLO, CAVOLO CAPPUCCIO, CAVOLO VERZA, CAVOLO NERO, CAVOLO ROSSO, CAVOLFIORE, CAVOLINI DI BRUXELLES, BROCCOLI, CIME DI RAPA, RAVANELLI, RAFANO E RUCOLA

Contengono glucosinolati, potenti anticancro. I più studiati sono l’indolo-3-carbinolo(abbonda soprattutto nel cavolfiore) e il sulforafano  (presente nei broccoli). Sono queste le sostanze che conferiscono alle Crucifere l’odore e il sapore che le contraddistinguono. Quando le pareti cellulari di questi vegetali si spezzano per effetto della masticazione o perché tagliuzzati, entra in azione un enzima chiamato mirosinasiche trasforma i glucosinolati in isotiocianati, i veri agenti anticancro.

Utili sia nella prevenzione che nella cura, perché evitano che le cellule precancerogene diventino maligne, inducendone l’apoptosi e impedendo la formazione dei nuovi vasi che favorirebbero la crescita del tumore. Stimolano il sistema immunitario potenziando l’azione delle cellule NATURAL KILLER.

Regolano inoltre i livelli di estrogeni nel sangue, effetto particolarmente utile nella prevenzione del cancro al seno:  consumando crucifere regolarmente, si riduce la possibilità di sviluppare un tumore al seno.

In virtù delle elevate concentrazioni di beta-carotene, vitamina C, selenio e vitamina E sono anche potenti antiossidanti. Contrastano un gran numero di sostanze particolarmente pericolose, la cui azione può indurre il cancro.  Sono eccellenti disintossicanti e antimutageni e siccome alcune persone sono più predisposte di altre perché il loro sistema disintossicante non funziona bene (cosa che succede ad esempio in molti fumatori più sensibili di altri al fumo di tabacco e quindi al cancro polmonare), un modo per ovviare a questo è consumare con regolarità i vegetali che disintossicano, come questi.

Le crucifere inibiscono l’espressione di due geni correlati al cancro di origine genetica alla mammella  e alla prostata (BRCA1 e BRCA2). E non solamente, consumandole si riduce il rischio di altre patologie oncologiche, come il cancro della cavità orale, esofago, polmone, rene, vescica, stomaco, colon, mammella, ovaio e prostata.  Le crucifere evitano anche le recidive, migliorando l’aspettativa di vita delle persone già ammalate. Gli integratori non hanno la stessa efficacia, ma sono ancora allo studio. Tre o più porzioni alla settimana riducono del  50% il rischio di cancro alla prostata, ma soprattutto di sviluppare metastasi.

Gli isotiocianati sono in grado di bloccare la crescita dei melanomi, secondo ricerche condotte in Giappone.

L’anticancro più potente è quello dal colore più intenso: il broccolo.

Evitiamo di bollirli, per non inattivare le sostanze benefiche, l’ideale sarebbe mangiarli crudi, cotti al vapore o saltati nel wok, oppure riutilizziamo l’acqua di cottura in zuppe.

Le crucifere devono essere ben spezzettate (masticare bene!) per poter usufruire dei benefici.

LABIATE: MENTA, TIMO, MAGGIORANA, ORIGANO, BASILICO, ROSMARINO, SALVIA E ALLORO

I terpeni in esse contenuti danno un profumo meraviglioso e bloccano la proliferazione delle cellule tumorali. Contengono anche acido ursolico, che attacca il cancro su più fronti: impedisce la formazione di nuovi vasi, tumorali, agisce come antinfiammatorio creando un ambiente ostile alla malattia e induce apoptosi, inoltre potenzia l’effetto della radioterapia. Il carnosolo del rosmarino e dell’origano è un forte antinfiammatorio, antiossidante e protegge le cellule dalle mutazioni, inibisce la proliferazione delle celulle cancerogene e aumenta l’efficacia anche delle chemioterapie. La menta e il timo contengono luteolina, che inibisce la formazione di nuovi vasi sanguigni, impendendo al tumore di evolversi.  Il grandissimo vantaggio è che anche in piccolissima quantità hanno un effetto anticancro.

Si può preparare anche un olio aromatico anticancro: un litro di olio extravergine di oliva di prima spremitura,  a freddo, meglio biologico, 1 cucchiaio di curcuma, 3 grani di pepe nero, 2 spicchi di aglio battuto ed erbe aromatiche a piacimento. Lasciate macerare per due settimane. Volendo si può dare un colore verde intenso e decorare pietanze come nei grandi ristoranti: tritare una manciata di basilico fresco e aggiungerla alla miscela.

FUNGHI  

Hanno un indice glicemico basso quindi possono essere usati senza rischio in chi ha il cancro e il diabete.

I funghi sono molto ricchi di betaglucani, polisaccaridi che stimolano il sistema immunitario arrestando la crescita del tumore e potenziano l’effetto della chemioterapia, attivano i linfociti T, le natural killer, i macrofagi, che distruggono le cellule maligne. Inoltre i betaglucani stimolano la produzione di citochine, molto utili nella battaglia contro il cancro. I funghi inibiscono la comparsa di metastasi e la crescita di cellule tumorali.

Gli immunostimolanti usati in medicina sono l’interferone gamma, il fattore di necrosi tumorale e l’interleuchina 2. Queste sostanze hanno effetti collaterali pesanti come febbre, ipotensione, insufficienza cardiaca congestizia e tossicità del sistema nervoso centrale.

I funghi sono molto più economici e non hanno nessun effetto collaterale.

I funghi sono l’arma più potente di stimolazione del sistema immunitario: in pochi giorni, sebbene le chemioterapie, si osservano importanti incrementi del numero di cellule del sistema immunitario. I funghi sono anche potenti nel migliorare la qualità della vita e il periodo senza malattia dopo la chemioterapia, oltre a ridurre gli effetti collaterali associati alle terapie farmacologiche.

Si consiglia l’utilizzo di 250 grammi di funghi  2 volte la settimana, Champignons (sia crudi che cotti)o Pleurotus (cotti).  La vitamina C aumenta l’azione e l’assorbimento dei funghi, per cui accompagnati con verdure o alghe, amplificano la loro potente azione.

Dal punto di vista informativo sono esseri viventi che crescono in ambienti umidi e quasi in assenza di luce. Rappresentano un’esplosione energetica rapida, per cui l’informazione che veicolano nell’organismo è quella di un accrescimento intenso, veloce e ordinato, che contrasta la crescita intensa ma disorganizzata delle masse tumorali.

POMODORO

Il pomodoro gode di cattiva fama per il contenuto in solanina, presente solo in foglie, radici e parti verdi. In quantità elevate può avere effetti negativi sul sistema nervoso centrale, ma nel  pomodoro maturo, questo glicoalcaloide non è più presente. La soluzione è consumare i pomodori in estate, biologici e maturi! Inoltre il licopene è uno dei carotenoidi più importanti presenti nel plasma sanguigno, ma è anche quello che disattiva efficacemente l’ossigeno singoletto.

Ricco di diversi caroteni, precursori della vitamina A, fondamentale per la rigenerazione delle mucose e quindi molto utile in caso di chemio e radioterapie, che alterano ed irritano fortemente le mucose. Fra tutte le sostanze contenute nel pomodoro, inclusa vitamina C ed E, carotenoidi, flavonoidi, minerali e acido folico, il carotenoide più importante è il licopene, presente anche nell’anguria e nella papaia, nel pompelmo rosa in quantità minore.

Esso protegge le cellule dallo stress ossidativo causato dai radicali liberi, agenti promotori del cancro, modula le molecole che regolano l’attività cellulare, inducendo regressione dei tumori, inibisce le metastasi e induce apoptosi. Particolarmente efficace nel combattere il cancro alla prostata e della cavità orale.

Per avere importanti quantità di licopene il pomodoro deve maturare sulla pianta e non nei magazzini!

L’olio d’oliva ne facilità l’assorbimento, così come la cottura, perché il licopene si assorbe meglio quando il calore rompe le pareti cellulari e l’olio lo veicola perfettamente.

Le concentrazioni più elevate di licopene si trovano nella passata e nel concentrato di pomodoro, se cuociamo la salsa sopra i 100° il contenuto di licopene aumenta.

Un ottimo sugo anticancro: in olio extravergine di oliva di prima spremitura far saltare per qualche minuto due spicchi di aglio pestati e cipolla a rondelle, aggiungere pomodoro rosso e maturo tagliato. Condire con basilico, curcuma e pepe. Cuocere 20’ a fuoco basso.

BASE DELLA PIZZA CON CEREALE INTEGRALE e LEGUMI

I cereali integrali contengono antiossidanti e molti oligoelementi, vitamine e fitochimici utili a combattere il cancro.

Per cui una buona base per pizza sarà un chicco integrale come farina base, meglio se lievitata naturalmente, con pasta madre.

I cereali agiscono come fitoestrogeni perché contengono isoflavoni e lignani, ottimi per contrastare i tumori ormonali. Le farine di legumI consentono di bilanciare anche proteicamente il piatto oltre a dare elasticità e gusto.

PATATA A TOCCHETTI

Ricchissima di potassio, minerale importante per ristabilire il giusto rapporto fra sodio e potassio, coinvolto  in genesi di cancro, patologie cardiovascolari, demenze e osteoporosi

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

L’olio d’oliva è ricco di polifenoli antiossidanti e vitamina E, utili per prevenire certi tipi di cancro, come prostata, colon e intestino, nonché le malattie cardiovascolari. Va consumato extra vergine, biologico, di prima spremitura e a freddo, cioè un vero puro succo di olive che non distrugge i nutrienti, cosa che avviene ad alte temperature.

60 grammi al dì, cioè 4 cucchiai, forniscono una buona protezione anticancro.

Meglio consumarlo a crudo, perché sopra i 70° sviluppa grassi saturi, difficili da digerire e deleteri per l’organismo. Inoltre il calore accelera l’irrancidimento dell’olio, producendo radicali liberi. Nel caso dell’olio d’oliva ciò succede a 210°, cioè il punto di fumo, nel quale vengono liberate sostanze cancerogene come le acroleine i benzopireni.

OLIVE NERE 

Le proprietà antiossidanti e anti-infiammatori proteggono dallo stress ossidativo cronico, che sono concausa di cancro. Le olive nere, ricche come l’olio di vitamina E, rendono i processi cellulari più stabili e più sicuri, contro l’azione dei radicali liberi e riducono il rischio di cancro al colon.

Inoltre tra i polifenoli, è stata recentemente isolata una molecola denominataoleocantale, che ha proprietà analgesiche: di fatto funge da antinfiammatorio naturale, simile all’ibuprofene, sostanza chimico-farmaceutica utilizzata per lenire le patologie osteo-articolari più ricorrenti.

SPINACI: ricche di vitamina C e minerali, antiossidanti e clorofilla che rigenera l’intestino e consente lo sviluppo di Acidophilus, spesso carenti  e purifica riossigenando il sangue. Contengono molte vitamine, A, B,C, D, K E P. Da crudi mantengono meglio le proprietà nutrizionali.

E’ importante mangiare alimenti anticancro abbinati fra loro  per ottenere azioni potenziate dalla sinergia delle combinazioni, in maniera varia, ottimizzando le qualità di ogni alimento.

Alimentarsi in modo corretto è una delle più importanti chiavi (ma non l’unica!!!) per coadiuvare la guarigione da tutte le malattie!

Si spende meno che con i farmaci, non ci sono effetti collaterali ed è un’attività piacevole mangiare! Allora vi invitiamo a provare la nostra super pizza furba e farci sapere se vi piace!

Se vi trovate nella  zona di Bergamo, potrete gustare questa pizza salutistica qui: www.labergamasca.it con le varianti che la stagione offre, su richiesta al titolare.

Quindi ….. Pizza si, pizza no ? Si !!! Purchè anticancro !

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